Posts tagged ‘Noaa’

Mag 12, 2013

Record assoluto di concentrazione Co2, raggiunto il livello massimo degli ultimi 3 milioni di anni.

Record assoluto di concentrazione Co2, raggiunto il livello massimo degli ultimi 3 milioni di anni

 

 

Secondo le ultime rilevazioni del Noaa, National Oceanic and Atmosferic Administration, riferite dall’associazione Greenpeace, la concentrazione dell’anidride carbonica in atmosfera ha raggiunto un record poco inviciabile, superando le 400 parti per milione (ppm): non succedeva da ben 3 milioni di anni.

 

Tuttavia, è innegabile che le cattive abitudini umane post-rivoluzione industriale non hanno fatto un gran bene al pianeta, portandolo indietro di ben 3 milioni di anni, quando l’homo sapiens si arrampicava ancora sugli alberi: la Noaa, che è uno degli enti ambientali più accreditati negli Stati Uniti, traccia una realtà brutta, pericolosa, poco edificante per l’intelligenza umana:

 

Gli attuali livelli di concentrazione di CO2 in atmosfera furono raggiunti tra i 3,2 e i 5 milioni di anni fa: quando le temperature medie erano tra i 3 e i 4 gradi centigradi più alte di adesso e le regioni polari più calde di 10 gradi centigradi rispetto a oggi. L’estensione dei ghiacci era molto limitata, rispetto a quella attuale, e il livello dei mari tra i 5 e i 40 metri più alto.

 

ha spiegato Greenpeace. In realtà, questo non viene spiegato da nessuno, i rilievi Noaa sono stati effettuati tutti al Mauna Loa Observatory, nelle isole Hawaii, e quindi riguarda quella specifica zona del pianeta; certo è che, nonostante la circoscrizione delle indagini, l’allarme è di quelli importanti.

febbraio 26, 2012

Banca Mondiale lancia alleanza salva-oceani.

Una potente coalizione di governi, organizzazioni internazionali, Ong, e aree della societaa’ civile si uniscono per un partenariato globale per salvare gli oceani. A lanciare l’alleanza salva-oceani (al cui interno ci sono, tra gli altri, Iucn, Wwf, Noaa, Fao, Unep, Unesco) parlando da Singapore, il presidente della Banca Mondiale Robert B. Zoellick, che in questo modo punta ad unire scienza, tutela ambientale, istituzioni e settore privato.

I problemi maggiori da affrontare riguardano la pesca eccessiva, l’inquinamento e il degrado, i cambiamenti climatici e la perdita di habitat. Gli oceani sono di fondamentale importanza per le economie in Via di sviluppo: ”Abbiamo bisogno di un’azione globale coordinata per ripristinare la salute dei nostri oceani”, ha detto Zoellick. E’ necessario proteggere gli oceani anche perche’, spiega la Banca mondiale, forniscono il 15% delle proteine animali consumate nel mondo, milioni di posti di lavoro, e alcuni essenziali servizi ecosistemici come la regolazione del clima e lo stoccaggio del carbonio.

gennaio 11, 2012

Marea nera: golfo Messico; studio conferma stime, 5 mln barili.

L'incendio della piattaforma Deepwater Horizon L’incendio della piattaforma Deepwater Horizon

ROMA – Durante il disastro della piattaforma Deepwater Horizon, esplosa a largo del Golfo del Messico nell’ aprile 2010, dalla falla che si è creata si sono sprigionate più di 11 mila tonnellate di idrocarburi al giorno (59 mila barili) per tutti i tre mesi di durata dell’incidente. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Pnas, che conferma le stime ufficiali fornite all’epoca. L’analisi dell’Agenzia americana per lo studio dell’atmosfera e gli oceani (Noaa) si basa sulle analisi chimiche di acqua e aria fatte nei giorni dell’incidente.

 

novembre 1, 2011

Clima: Noaa, inverni Mediterraneo sempre piu’ secchi.

(ANSA) – ROMA, 31 OTT – Meno giorni di pioggia, ma con fenomeni molto piu’ intensi. Quello che e’ uno dei mantra recitati dagli esperti per quanto riguarda gli effetti dei cambiamenti climatici sta gia’ diventando realta’: se le cronache di questi giorni sono piene di esempi della seconda parte della frase, anche per la scarsita’ di precipitazioni ci sono dati che confermano che il fenomeno e’ gia’ in atto. Lo conferma uno studio del Noaa, secondo cui piogge e nevicate invernali nel Mediterraneo sono crollate ormai da 20 anni.

L’analisi, pubblicata dal Journal of Climate, ha esaminato i dati dal 1902 allo scorso anno. La prima evidenza dei cambiamenti e’ che dei 12 inverni piu’ secchi dell’ultimo secolo ben 10 si sono registrati a partire dagli anni ’90. Per verificare se il fenomeno dipende da fattori causati dall’uomo o e’ solo naturale i ricercatori hanno inserito i dati in diverse simulazioni, trovando che l’uomo, o meglio i gas serra emessi artificialmente, sono i maggiori responsabili: ”La grandezza e la frequenza delle siccita’ sono troppo grandi per essere spiegate solo dalla variabilita’ naturale – afferma Martin Hoerling, uno degli autori – la regione sta gia’ sperimentando una situazione di stress idrico, ed e’ impossibile che la situazioni torni alla normalita’ solo grazie alla natura”.