Posts tagged ‘no fly zone’

marzo 20, 2011

Libia L’Italia esclude interventi via terra.

Libia, il governo italiano esclude interventi via terra.

Peccato, avremmo strisciato benissimo.

marzo 18, 2011

Libia, sì dell’Onu a interventi militari Parigi: “Attacco entro poche ore”

Gli annunci di Gheddafi hanno avuto seguito. E nella notte i caccia dell’aeronautica libica hanno attaccato Bengasi, la roccaforte dei ribelli. Nelle stesse ore a New York il consiglio di sicurezza dell’Onu ha dato il via libera alla no fly zone. Poche ore prima la Francia aveva fatto sapere di attendere solo la risoluzione delle Nazioni unite per “operazioni mirate” contro le roccaforti del dittatore. La Gran Bretagna si è accodata. Mentre la Germania annuncia: “Nessun militare tedesco a Tripoli”. La situazione libica, dopo settimane di rivolta, repressione e guerriglia, sembra sul punto di precipitare di nuovo. L’Italia è rimasta alla finestra e non ha assunto una posizione netta, ma dovrà assicurare la disponibilità delle basi militari . Intanto la Nato analizza la risoluzione Onu, ma vuole che alle operazioni partecipino anche paesi arabi.

marzo 17, 2011

Libia, l’Onu autorizza l’attacco: “Proteggere civili”.

bengasi

ONU: SI’ A TUTTI I MEZZI
PER PROTEGGERE I CIVILI

Tutti i mezzi per proteggere i civili sono autorizzati. Lo ha deciso il Consiglio di sicurezza dell’Onu.

ONU AUTORIZZA NO FLY ZONE
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha autorizzato la No fly zone.

EMIRATI ARABI PRONTI AD ATTACCARE
Con Francia e Gran Bretagna sarebbero pronti ad attaccare anche gli Emirati Arabi.

ESPLOSIONI E CONTRAEREA A BENGASI
Tre forti esplosioni sono state avvertite a Bengasi intorno alla mezzanotte (le 23 ora italiana), dopo di che è partito il fuoco della contraerea. 

I RIBELLI: FERMATE GENOCIDIO
«Restiamo saldi dove siamo. Non saremo intimiditi da queste menzogne e da queste asserzioni», ha detto il capo del Cnt, Mustafa Abdel Jalili, riferendosi alle minacce di Gheddafi e agli annunci di riconquista delle città cirenaiche da parte del regime. Secondo Jalili, «le città libiche, da Ajdabiya e in tutto l’est sono sotto il controllo degli insorti». Per il capo del governo provvisorio libico qualunque provvedimento della comunità internazionale che fermi il «genocidio» può solo essere benvenuto.

marzo 11, 2011

Francia e Gran Bretagna: «Gheddafi se ne vada»

FRANCIA E GRAN BRETAGNA: GHEDDAFI SE NE VADA
«Muammar Gheddafi e il suo clan devono andarsene per evitare ulteriori sofferenze al popolo libico»: lo chiedono il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il premier britannico, David Cameron, in una lettera congiunta all’Ue diffusa dall’Eliseo.

AIUTI UMANITARI USA AGLI INSORTI
Anche se non si tratta di truppe, ma di squadre di aiuto umanitario, per la prima volta dallo scoppio della rivolta contro Gheddafi, funzionari del governo americano sbarcheranno in Cirenaica, nella Libia orientale sotto il controllo dei ribelli.

CONTATTI DIRETTI USA CON I RIBELLI
Gli Stati Uniti hanno avviato «contatti diretti» con l’opposizione al regime di Muammar Gheddafi. Lo ha riferito il portavoce della presidenza Usa, Jay Carney. «Siamo in contatto diretto con l’opposizione – ha detto Carney durante il briefing quotidiano – Questo include importanti membri del Consiglio e altre persone in Libia. Ci stiamo coordinando con la opposizione per determinare il modo migliore per sostenere le loro aspirazioni».

marzo 8, 2011

Gheddafi lascia, anzi no!

La Nato è pronta a un intervento militare in Libia, in particolare a una no-fly zone, se Gheddafi continuerà a bombardare i civili. Lo ha detto il segretario della Nato Anders Fogh Rasmussen, lo ha confermato Obama. Anche i paesi arabi sono favorevoli alla no-fly zone. Serve però un mandato dell’Onu e Russia e Cina al momento sono contrarie. L’Italia è pronta a offrire le basi e ha avviato contatti con i ribelli. Intanto gli aerei radar Awacs della Nato pattugliano già il Mediterraneo. L’aviazione libica continua i bombardamenti su Ras Lanouf, ma i ribelli tengono le posizioni e Tripoli rimane in mano a Gheddafi . A Bengasi nella notte una bomba a mano è stata lanciata contro l’albergo che ospita i giornalisti e un punto stampa del consiglio dei rivoltosi. Al Jazeera ha detto che il rais ha offerto il suo ritiro in cambio dell’immunità, ma ha ottenuto un rifiuto. La tv araba ha mostrato le immagini di presunti soldati libici giustiziati per essersi rifiutati di aprire il fuoco contro i rivoltosi. Il video è stato pubblicato anche sul sito web della tv del Qatar. Intanto anche il Giappone si schiera contro la Libia. Il governo di Tokio ha deciso di unirsi allo sforzo internazionale contro il regime di Muammar Gheddafi e di rispettare le misure adottate dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. Oggi scattano nuove sanzione Ue contro Gheddafi  che colpiscono anche le sue partecipazioni in Italia: Unicredit, Finmeccanica e Juventus.