Posts tagged ‘no al nucleare’

giugno 6, 2011

La Francia chiede gli Stati generali dell’energia in Europa.

eric besson

La Francia è preoccupatissima per l’uscita della Germania dal programma nucleare. Non ne fa mistero e anzi chiede gli Stati generali dell’energia che si dovrebbero tenere a Parigi giovedì 9 giugno tra tutti i ministri per l’Energia e l’Industria dei 27.

L’invito lo lancia Eric Besson ministro francese per l’Industria che chiede una concertazione europea. Ha detto Besson in un tweet:

La Germania è sovrana ma le conseguenze sono europee.

Si discuterà di mercato unico dell’energia così come propone Angela Merkel e dei costi. In sostanza il cancelliere tedesco punta a calmierare i prezzi interni del costo dell’energia che si otterrà evidentemente da fonti rinnovabili sostenendoli grazie anche al contributo dell’Europa. I francesi che invece, vorrebbero si rinunciasse al nucleare, ma di fatto si tengono strette le centrali che hanno, credono che il prezzo dell’energia non dovrà essere fissato per scelta politica, ma in base ai costi di produzione e di mercato.

Certamente la Francia in questa fase iniziale di transizione da un sistema di produzione energetico all’altro ci guadagnerà e si dicono, di fatto, pronti alla speculazione. Europea.

aprile 29, 2011

MARCO TRAVAGLIO 28/04/2011 – “Lo scippo” – Annozero

aprile 29, 2011

referndum: l’appello di Adriano Celentano

Lettera-appello di Adriano Celentano: “Il 12 e 13 giugno dobbiamo assolutamente andare tutti
a votare. Non si tratta di destra o sinistra ma di un governo che ci avvelena. Tocca a noi fermarli”

 “Cari amici studenti, fascisti, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l’unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l’impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il legittimo impedimento. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi”. Il “Molleggiato” scrive una lunga lettera-appello al Fatto Quotidiano. Contro il nucleare. Contro la privatizzazione dell’acqua, contro il legittimo impedimento. Contro le bugie del presidente del Consiglio che tratta gli italiani “da imbecilli” non restano che le urne, quel voto popolare che Berlusconi sempre osanna e ora cerca di sfuggire. Il 12 e 13 giugno gli italiani hanno l’occasione per rispondere alla “demoniaca voglia avvelenarci” di questo governo. Il Fatto Quotidiano sta al fianco di Adriano Celentano, e domani darà voce a chi vuole impedire l’ennesimo “scippo” ai danni della democrazia. Voi da che parte state?
febbraio 14, 2011

Gravi anomalie della sicurezza in 34 reattori nucleari francesi

Réseau “Sortir du nucléaire” lancia un nuovo allarme e chiede all’Asn di svolgere il suo ruolo e di esigere da Edf il fermo di 34 reattori nucleari francesi che avrebbero una serie inquietante di “anomalie”.

Le centrali nucleari interessate sono: Blayais (Gironde), Bugey (Ain), Chinon (Indre-et-Loire), Cruas (Ardèche), Dampierre (Loiret), Fessenheim (Haut-Rhin), Gravelines (Nord), Saint-Laurent des Eaux (Loir-et-Cher), Tricastin (Drôme).

Secondo la rete antinucleare francese «La notizia è rimasta discretamente nascosta sul fondo del sito dell’Autorité de Sûreté Nucléaire (Asn): in seguito a recenti studi, Edf ha “scoperto” una inquietante “anomalia” di serie in 34 dei suoi reattori. In tutti i reattori da 900 MW, in caso di fuga importante dal circuito primario, il circuito di iniezione dell’acqua di sicurezza potrebbe rivelarsi incapace di impedire la fusione del nocciolo».

L’ Asn ha quindi avvertito che «In situazione accidentale, per alcuni livelli di pressione del circuito primario principale, l’iniezione di sicurezza ad altra pressione potrebbe non permettere di raffreddare sufficientemente il cuore del reattore». Il sistema di iniezione dell’acqua di sicurezza è il solo dispositivo che permette di ritardare una fusione del nocciolo nucleare durante una fuga d’acqua importante dal circuito primario.

“Sortir du nucléaire” spiega che «Il suo ruolo è quello di iniettare massicciamente dell’acqua in questo circuito per soffocare la reazione nucleare e raffreddare il cuore. Ora Edf scopre, mentre i primi reattori 900 MW girano da più di 30 anni, che è incapace di misurare se l’acqua iniettata da questi sistemi si ripartisce uniformemente nei tre anelli del circuito primario di questi reattori».

Il primo dei reattori da 900 MW è stato connesso alla rete elettrica nell’aprile 1977, nella centrale di Fessenheim (Alsace), l’ultimo dei 34 reattori è entrato in funzione nel novembre 1987, nella centrale di Chinon (Indre-et-Loire).

febbraio 3, 2011

Nucleare, per la Corte Costituzionale è necessario il parere delle Regioni

La Corte costituzionale ha stabilito che prima di costruire una centrale nucleare è necessario ottenere il parere della Regione su cui questo impianto sarà installato. Il parere però non è vincolante.

La norma che dovrebbe prima di tutto essere di buon senso era stata prima disattesa dall’art. 4 del Dl del 15-02-2010 e poi oggetto del ricorso di molte regioni e del WWF. Ebbene, oggi il pronunciamento della Consulta che scrive:

dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 4 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31 (Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagne informative al pubblico, a norma dell’articolo 25 della legge 23 luglio 2009, n. 99) nella parte in cui non prevede che la Regione interessata, anteriormente all’intesa con la Conferenza unificata, esprima il proprio parere in ordine al rilascio dell’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari;

In merito al parere non vincolante, specifica in un comunicato Angelo Bonelli presidente nazionale dei Verdi:

Il parere negativo delle Regioni fa cadere il procedimento autorizzativo e impone una nuova procedura sostitutiva molto complicata, da realizzare ai sensi dell’art. 11, comma 6,7 e 8, del Dlgs 31/2010. Tradotto, significa che se non c’è un consenso delle regioni le centrali non si costruiscono.

gennaio 20, 2011

Controspot di Greenpeace sul nucleare, ‘no’ ma con ironia

Greenpeace lancia una nuova campagna di comunicazione per informare i cittadini sui pericoli e sulle implicazioni ambientali, sociali ed economiche che la scelta del governo di puntare sull’energia nucleare comporterebbe. Una campagna che, senza rinunciare a un tocco di ironia, ha il chiaro intento di far conoscere particolari noti agli addetti ai lavori ma sconosciuti ai piu’. ”Energia Nucleare. Il problema senza la soluzione” e’ il ‘claim’ che ne riassume lo spirito.”Con questo spot – spiega Giuseppe Onufrio, Direttore esecutivo di Greenpeace Italia – vogliamo fornire ai cittadini uno strumento per riflettere sui problemi del nucleare in un paese distratto da slogan ingannevoli”.

settembre 29, 2010

Rifiuti nucleari in Sicilia?

Rifiuti nucleari in SiciliaVi ricordate i famosi 52 siti idonei allo stoccaggio delle future scorie nucleari dell’attualmente fantomatico ritorno italiano al nucleare? Quei siti individuati dalla Sogin che il governo, non sapendo ancora se si andrà a breve alle urne oppure no, sta tenendo strettamente segreti

Bene, di quella lista di siti di certo c’è che tiene fuori Sicilia e Sardegna. La prima, però, forse le scorie radioattive ce le ha già. E i siciliani ovviamente non lo sanno. L’ipotesi, che gira da qualche anno ed è anche oggetto di una indagine della magistratura, viene riportata a galla da Sicilia Informazioni, una fonte giovane (il giornale ha pochi anni di vita, i giornalisti molti anni di carriera) ma valida.

Le scorie sarebbero sotterrate in una miniera di Pasquasia, a cavallo tra Enna e Caltanissetta. Una miniera di solfati, attiva dagli anni sessanta al 1992 e chiusa praticamente da un giorno all’altro. Il motivo della chiusura, riporta Sicilia Informazioni, potrebbe essere proprio la necessità di nascondere le scorie.(ecoblog)

settembre 15, 2010

Bloccata ambasciata italiana a Vienna contro ‘Berlusconi nucleare’.

Da questa mattina più di trenta attivisti bloccano l’ingresso dell’ambasciata italiana a Vienna. Quattro di loro sono saliti sul balcone principale stendendo lo striscione in tedesco “Stop alla follia nucleare di Berlusconi” e hanno attivato una sirena lampeggiante. Altri misurano la radioattività dell’area provvisti di contatori geiger.

Dall’Austria chiedono all’Italia di svelare i suoi piani nucleari. Il governo italiano ed Enel hanno nascosto per più di un anno le loro ipotesi sui siti nucleari con la scusa della mancata creazione dell’Agenzia per il Nucleare.

Sappiamo tutti che hanno già deciso ma – nonostante siano trapelate alcune voci isolate sui siti degli impianti – il governo italiano continua a mantenere il massimo riserbo. Questo muro di silenzio sui siti degli impianti mostra chiaramente che Berlusconi ha paura della reazione degli italiani.

marzo 17, 2010

Italia: 2000 scienziati contro il nucleare.

Pubblichiamo qui di seguito un appello contro il nucleare da parte del Comitato Energia futuro.

Perché l’Italia non deve tornare al nucleare e deve invece sviluppare le energie rinnovabili

Lettera Aperta
ai candidati alla carica di Governatore nelle Elezioni Regionali

Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca. In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, abbiamo già da tempo sentito il dovere di esprimere la nostra opinione sul problema energetico con l’appello riportato sul sito: http://www.energiaperilfuturo.it. Poiché le Regioni sono direttamente coinvolte nelle scelte di politica energetica, in occasione delle ormai prossime elezioni vogliamo illustrare anche a voi, candidati Governatori, i motivi per i quali riteniamo che il ritorno dell’Italia al nucleare sia una scelta strategicamente sbagliata e ogni sforzo debba invece essere concentrato sullo sviluppo delle energie rinnovabili.
Una corretta politica energetica deve basarsi anzitutto sulla riduzione dei consumi mediante l’eliminazione degli sprechi e l’aumento dell’efficienza energetica, poi sullo sviluppo dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili. Le Regioni italiane possono e devono giocare un ruolo importante, anche perché la direttiva europea 28/2009 obbliga l’Italia, entro il 2020, a ridurre i consumi, ridurre le emissioni di CO2 e a coprire il 17% dei consumi finali con energie rinnovabili. E’ un percorso virtuoso, nel quale non c’è spazio per il nucleare.
Mentre i costi delle energie rinnovabili scenderanno certamente nei prossimi 10 anni, i costi del nucleare sono per loro natura non ben definiti e destinati ad aumentare, tanto che probabilmente la costruzione delle centrali, se mai inizierà, dovrà essere molto probabilmente sospesa perché fra dieci anni il nucleare non sarà più economicamente conveniente.
In molti paesi d’Europa, Germania in testa, è in atto una silenziosa rivoluzione basata su una filiera che parte dalle attività di ricerca nelle Università, negli enti pubblici e nelle aziende e si estende alla produzione di materiali, alla sperimentazione di impianti su larga scala e all’installazione diffusa di impianti domestici. L’idea di un abbattimento sostanziale delle emissioni di CO2 e di una forte indipendenza energetica sta, in quei paesi, uscendo dalla dimensione del sogno utopico e entrando in quella di un concreto fattore di sviluppo che traina l’economia e produce posti di lavoro. L’enorme ulteriore vantaggio di una scelta in favore delle energie rinnovabili sta nel fatto che un euro di investimento oggi può cominciare a produrre energia e a contribuire all’indipendenza energetica in pochi mesi. Nel caso del nucleare, invece gli enormi investimenti di oggi porteranno a produrre nuova energia nel migliore dei casi tra dieci o quindici anni.
Una politica rivolta allo sfruttamento delle potenzialità del solare e delle altre fonti rinnovabili e alla riduzione razionale dei consumi sarà un motore importante per una nuova fase di sviluppo nel nostro paese.
Nel documento allegato vengono esaminati in dettaglio i motivi per un no al nucleare. Nel chiedervi di aderire all’appello sulle scelte energetiche pubblicato sul sito http://www.energiaperilfuturo.it che è già stato firmato da più di 2000 docenti e ricercatori e da oltre 8000 cittadini, siamo a vostra disposizione per discutere il problema energetico in modo più approfondito nelle sedi opportune.

Il Comitato energiaperilfuturo.it

Vincenzo Balzani (Presidente), Università di Bologna,Vincenzo Aquilanti, Università di Perugia,Nicola Armaroli, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna,Ugo Bardi, Università di Firenze,Salvatore Califano, Università di Firenze,Sebastiano Campagna, Università di Messina,Marco Cervino, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna,Luigi Fabbrizzi, Università di Pavia,Michele Floriano, Università di Palermo,Giovanni Giacometti, Università di Padova,Elio Giamello, Università di Torino,Nazareno Gottardi, già ricercatore dell’EURATOM (Commissione Europea),Giuseppe Grazzini, Università di Firenze,Francesco Lelj Garolla, Università della Basilicata
Luigi Mandolini, Università “La Sapienza”, Roma,Giovanni Natile, Università di Bari,Giorgio Nebbia, Università di Bari,Gianfranco Pacchioni, Università Milano-Bicocca,Giorgio Parisi, Università “La Sapienza”, Roma,Paolo Rognini, Università di Pisa,Renzo Rosei, Università di Trieste,Leonardo Setti, Università di Bologna,Franco Scandola, Università di Ferrara,Rocco Ungaro, Università di Parma.

Non credo che il ministro Scajola si lascerà scalfire dalle richieste del comitato “energiaperil futuro”. Magari fra qualche anno si scoprirà un grosso scandalo e miliardi rubati alla collettiovità. Ma, si sa, i magistrati sono come i Talebani.(Magari!)

febbraio 7, 2010

Nucleare: il braccio di ferro Governo – Regioni

Da mesi si aspettava una reazione del Governo alle numerose iniziative di opposizione duramente manifestate da alcune regioni italiane contro il nucleare. Oggi, a 6 giorni dall’approvazione definitiva del decreto sulla localizzazione delle centrali, il Consiglio dei ministri, su proposta di Claudio Scajola – ministro dello sviluppo economico – ha deciso di adire la Corte Costituzionale sulla presunta incostituzionalità delle leggi regionali che vietano le istallazioni sul territorio di Puglia, Campania e Basilicata.

Le tre Regioni interessate, ovviamente, hanno prontamente risposto all’iniziativa del Consiglio ribadendo il proprio no al nucleare. In particolare, la Basilicata che in più di un’occasione ha avuto modo di manifestare la proprie posizioni in merito:

E’ inconcepibile che il governo possa pensare di realizzare impianti nucleari senza l’assenso della regione interessata

fa sapere Vito De Filippo, presidente della giunta lucana. In effetti, non si capisce come un Governo che fa del federalismo il proprio vessillo possa inascoltare le voci delle Regioni. Scajola ha difeso la propria posizione definendola “necessaria” poiché le tre leggi intervengono in una materia di competenza “concorrente” con lo Stato, e non “esclusiva” delle Regioni, secondo il dettato dell’articolo 117 comma 2 della Costituzione e bloccando un punto fondamentale del governo Berlusconi per ridare slancio alla questione energetica nazionale.

In realtà, ciò che più di ogni altra cosa si teme, è che la posizione assunta da Basilicata, Puglia e Campania, possa essere presa ad esempio anche da altre Regioni riducendo seriamente il numero delle aree effettivamente disponibili per la localizzazione delle numerose centrali nucleari di nuova generazione previste sul territorio…