Posts tagged ‘niger’

maggio 3, 2021

Il grande circo!

Nessuno sa – semplicemente perché nessuno glielo dice – che fra poche settimane l’Italia avrà una base militare, tutta sua, in Niger. Fino a poco tempo fa eravamo in coabitazione con i militari francesi, ora ne avremo una tutta nostra. E cosa ci stanno a fare l’esercito italiano e quello francese in Niger? Formalmente per combattere l’Isis e altre organizzazioni jihadiste e terroriste, in realtà per avere il controllo su un territorio ricco di idrocarburi, uranio e altri metalli preziosi.Tradotto: l’Italia sta partecipando attivamente alla spoliazione e allo sfruttamento del continente africano, insieme a tutte le altre grandi potenze capitaliste (seppure con un raggio d’azione minore, ovviamente…). Un processo che, per la verità, dura da secoli. L’Africa, infatti, è un continente ricchissimo di materie prime di cui i legittimi abitanti non hanno però mai goduto perché tutte le ricchezze sono sempre finite e continuano a finire nelle tasche prima delle grandi compagnie e ora delle grandi multinazionali occidentali. Dopo di che qualcuno, soprattutto a “sinistra”, finge di scandalizzarsi per la vergognosa (vergognosa per noi che la tolleriamo e la incentiviamo, sia chiaro, non per le vittime…) ecatombe di migranti che annega, ad intervalli regolari, nelle acque del Mediterraneo, mentre qualcun altro, a destra, sempre fingendo di non conoscere le vere cause che provocano l’immigrazione (cioè lo sfruttamento di cui sopra), invoca porti chiusi e pugno di ferro contro l’immigrazione clandestina. Ma nessuno dei due attori in commedia può spiegare come stanno veramente le cose perché la loro funzione è proprio quella di occultare la realtà vera, cioè lo sfruttamento del terzo mondo da parte del primo mondo di cui l’immigrazione (compresa, soprattutto, quella clandestina) è uno degli effetti. Una Sinistra degna di questo nome, se esistesse, dovrebbe, come minimo, aprire un pubblico dibattito su queste questioni e porsi (e porre) delle domande: “Cosa ci stiamo a fare in Africa? Vogliamo veramente limitare il flusso di immigrati verso l’Europa e il nostro paese? Bè, allora forse dovremmo cominciare a smettere di sfruttare selvaggiamente quei paesi e costruire con loro un rapporto diverso, fondato sulla cooperazione e su uno scambio equo. Se smettessimo di sfruttarli, di derubarli di ciò che è loro, di tenerli in una condizione di semi schiavitù coloniale, potrebbero svilupparsi e migliorare le condizioni di vita dei loro abitanti per i quali, a quel punto, l’immigrazione cesserebbe di essere la sola prospettiva di una più dignitosa esistenza”. E invece non si fa nulla di tutto ciò. Al contrario, si intensifica la nostra presenza militare. Ma intensificare la presenza militare significa rafforzare e accentuare le politiche neocoloniali, lo sfruttamento, il saccheggio e di conseguenza anche l’immigrazione. Del resto, abbiamo visto cosa hanno significato – anche e soprattutto in tema di immigrazione – la criminale aggressione alla Libia e il processo, altrettanto criminale, di destabilizzazione della Siria.Il punto vero è che, in realtà, le classi dirigenti e i governi europei non hanno nessuna intenzione di invertire la rotta e porre fine a quelle politiche. Del resto, chi glielo fa fare? Da una parte hanno un bacino enorme (per lo meno fin quando non si esaurirà) di materie prime a costi irrisori e dall’altra un’immigrazione utile per tenere bassi i salari, ricattare i lavoratori e metterli gli uni (autoctoni) contro gli altri (immigrati). Meglio di così…Per mantenere la pace sociale e dirottare l’attenzione della gente c’è sempre il gigantesco circo mediatico-ideologico che non smette – e non deve smettere neanche per un istante – di suonare la grancassa. L’Italia manda i soldati in Niger? E chi ne sa nulla. Tutti però sanno che Fedez, novello paladino dei diritti lgbt (siccome nessuno ne parla mai…) e noto perseguitato politico (ma non permetteremo che faccia la stessa fine di Assange…), sarebbe stato censurato da quel sistema mediatico di cui egli stesso è parte integrante e a cui deve tutto, soldi, fama, successo, visibilità. Desolante sapere che un simile personaggio che una volta non avrebbe trovato posto neanche come spalla di avanspettacolo abbia milioni di cosiddetti followers, ma questa è l’epoca che ci è toccato in sorte di vivere. Tutti i riflettori accesi su questa ridicola sceneggiata a cui, ovviamente, non potevano sottrarsi i vari leader di partito, ormai da tempo oscurati da questo o quel guitto che gli rubano la scena. Del resto, c’era riuscito anche la “sardina” Matteo Santori a rubare la scena al “vuoto cosmico Zingaretti”, figuriamoci se non ci riesce il collaudato Fedez ai danni del grigio Letta o del compunto “gessato in doppio petto” Di Maio. Solo uno come Salvini, che guitto lo è già di suo e non ha nulla da imparare in tal senso, è in grado di competere e infatti non ha tardato a farsi sentire col cipiglio che lo contraddistingue.In tutto ciò, milioni di precari, disoccupati e sottoccupati, un milione circa di posti di lavoro persi a causa della pandemia, decine di migliaia di esercenti costretti a chiudere, la sanità pubblica – già smantellata e privatizzata – allo stremo, la scuola abbandonata, e tanto altro ancora. Ma questi sono dettagli. Il grande circo sa come far divertire i suoi spettatori.

dicembre 16, 2011

Una Grande Muraglia verde nel Sahara per fermare la siccità.

 

la grande muraglia verde nel sahara La desertificazione avanza e le conseguenze della siccità sopratutto nell’Africa sub sahariana sono devastanti. Un progetto per arginare il fenomeno vede il coinvolgimento di 11 paesi che proveranno a costruire una Grande muraglia verde che si estenderà per 7000 Km di lunghezza e 15 km di larghezza.

Il muro verde dovrebbe attraversare Mauritania, Algeria, Libia, Egitto, Marocco, Niger, Tunisia, Mali, Senegal, Ciad e Sudan. I Paesi coinvolti dovranno combattere con le severe condizioni climatiche e particolari del deserto. Sebbene il Sahara e il Sahel, la zona al confine, siano aree aride si trovano comunque grandi fonti di acqua come il lago Ciad o il bacino senegalese-mauritano.

gennaio 21, 2011

Niger, disastri ambientali tra nucleare e petrolio.

Perché la stampa non ne parla? Si chiede Greenpeace a proposito del disastro ambientale dovuto alle estrazioni di uranio (e non incidente nucleare) in Niger? Perché la notizia è stata divulgata male, malissimo e non ci si è capito niente.

la foto del disastro ambientale in nigeria Scrive GP sul suo blog:

Il 17 dicembre Greenpeace ha ricevuto rapporti verificati che dallo scorso 11 dicembre oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi da tre piscine lesionate si sono riversati nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair, gestita dall’azienda nucleare francese Areva. Almoustapha Alhacen che ha condotto l’analisi per l’associazione locale Aghir in’Man ci ha confermato che la contaminazione ha già coinvolto due ettari di terreno. Quest’ulteriore perdita mostra che le cattive pratiche gestionali di Areva continuano a minacciare la salute e la sicurezza della popolazione e dell’ambiente. Contrariamente alle dichiarazioni di Areva di rispettare in Niger gli standard di sicurezza validi a livello internazionale, queste notizie dimostrano che non ha fatto abbastanza per proteggere la popolazione.

dicembre 28, 2010

Gravissimo incidente nucleare in Africa, nessuno ne parla.

 

Lo scorso 11 dicembre presso la miniera d’uranio Somair in Niger oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi sono fuoriusciti da tre piscine lesionate riversandosi nell’ambiente. Una catastrofe radioattiva nel silenzio.  

In Africa pochi giorni fa è accaduta una vera e propria catastrofe radioattiva nel disinteresse del mondo occidentale che pretende energia “pulita” dall’atomo (che è una contraddizione in termini). Secondo rapporti di ONG e di Greenpeace, proprio in questi giorni di grande spolvero di comunicazione del nucleare italiano, dove al Forum Nucleare Italiano arriva una notizia che fa venire ancora più dubbi sulle centrali nucleari, riprendendo il tema dello spot tv. Difatti, come riporta il blog di Greenpeace, “Il 17 dicembre Greenpeace ha ricevuto rapporti verificati che dallo scorso 11 dicembre oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi da tre piscine lesionate si sono riversati nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair”.

giugno 28, 2010

A ritmo di samba.

In Niger muore un bambino ogni quattro secondi. Del resto si sa che i negri hanno il ritmo nel sangue.

Il guaio è che nessuno di noi si sente responsabile.