Posts tagged ‘Nicola Mancino’

luglio 31, 2012

Padri e padrini fondatori.

luglio 24, 2012

Per adesso a giudizio.

La procura di Palermo ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per le 12 persone iscritte nel registro degli indagati per il patto sotterraneo che portò pezzi delle istituzioni a sedere allo stesso tavolo della mafia nel periodo 1992-94.
Tra questi i mafiosi Salvatore Riina, Nino Cinà, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca, gli alti ufficiali del Ros Mario Mori, Giuseppe De Donno e Antonio Subranni e gli esponenti politici Calogero Mannino, Marcello Dell’Utri e Nicola Mancino. Per tutti l’accusa è di attentato a corpo politico dello Stato, tranne che per Mancino, accusato di falsa testimonianza dopo la sua audizione al processo Mori-Obinu del 24 febbraio scorso.  ”Hanno agito per turbare la regolare attività dei corpi politici dello Stato” si legge nel provvedimento dei magistrati palermitani. Secondo la stessa richiesta di rinvio a giudizio tutti coloro che parteciparono alla trattativa agirono “in concorso con l’allora capo della polizia Parisi e il vice direttore del Dap Di Maggio, deceduti”: loro avrebbero ammorbidito la linea dello Stato contro la mafia, revocando centinaia di 41 bis.
Sono riusciti a mandar via Ingroia, ma il processo si farà e già questa è una buona notizia.
giugno 23, 2012

Il fratello di Borsellino:”Impeachment per Napolitano: tentò di bloccare indagini su trattativa Stato-Mafia”

Micromega intervista il fratello del magistrato assassinato dalla mafia: “È sconvolgente che al Quirinale si dia ascolto a chi come Mancino cerca di frenare quei magistrati coraggio che indagano sulla trattativa tra Stato e mafia. Parlare addirittura di avocazione o di accorpamento delle indagini significa una cosa sola: si vuole fermare il lavoro della Procura di Palermo. Che questo avvenga dalla più alta carica dello Stato è una cosa estremamente grave e non può che portare a una sola conseguenza: l’ipotesi di impeachment per il Presidente della Repubblica. Fino a quando non sarà cancellato il peccato originale di una Seconda Repubblica fondata sulle stragi del ’92 e ’93 l’Italia non potrà mai dirsi un paese democratico e civile”.

dicembre 13, 2009

Allarme federalismo.

Secondo il vicepresidente del C.S.M., Nicola Mancino, questo federalismo consentirà alle regioni ricche di avere maggiori competenze ed è con grande leggerezza e superficialità che il Mezzogiorno non si è reso conto che il federalismo, così come proposto dalla legge delega, incombe come una scure sulle regioni del Sud. Questo è l’allarme lanciato da Macino, nel corso di un convegno promosso dall’ordine e i dottori commercialisti e degli esperti contabili dei tribunali di Ariano ed Avellino. Secondo l’ex-presidente del Senato la riforma prospettata dal titolo V della Costituzione incombe più come una tomba che come una sfida per il Sud dell’Italia. Per Mancino, oggi il Mezzogiorno e meno forte di quella politica solidaristica che dal dopoguerra in poi ha scongiurato lo scontro sociale tra Nord e Sud del paese. Ma Mancino non si limita solo a mettere in allarme la platea, anzi, la scuote ad avere l’orgoglio di essere meridionali, esortandola a svegliarsi dal torpore e alla partecipazione della stesura della riforma, richiamando l’attenzione a tutto il Mezzogiorno ad avere una maggiore responsabilità e dovere nel concorrere a impedire l’involuzione del Sud. Siamo d’accordo, proprio per questo vanno fermati, finchè siamo in tempo.