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maggio 2, 2020

GRANDI SPERANZE DELUSE…

di Fabio Cannizzaro

Per coloro a cui fosse sfuggito 23 anni fa, oggi, il 2 maggio del 1997 il leader del Labour Party, Tony Blair diventava Primo ministro del Regno Unito.

La sua nomina interrompeva il lungo periodo di governo conservatore inaugurato nel 1979 da Margaret Thatcher.

La speranza di molti in quelle ore era che quel quarantenne laburista cambiasse le cose dopo quel lungo periodo di conservatorismo politico e liberismo economico.

Era un’attesa che andrà complessivamente delusa.

L’azione di governo di Blair si ispirerà alla sua idea di laburismo, che del resto già dal 1994 sviluppava nel partito. Il suo slogan era quello del “New Labour”, inteso come una “Terza via” che nell’accezione di Blair andava letta come superamento della tradizionale vicinanza ai lavoratori e alle loro organizzazioni nonché come allontanamento dalla tradizionale concezione del socialismo.

La stagione di governo blairiana durerà due lustri e sarà caratterizzata anche da qualche scelta apprezzabile come penso, ad esempio, alla devoluzione dei poteri al Parlamento scozzese e alle Assemblee di Galles ed Irlanda del Nord.

Il suo laburismo e la sua azione di governo, tuttavia, è restato sempre nelle linee teoriche come nelle scelte un laburismo al traino del neoliberismo imperante dando l’impressione che la sua azione politica non potesse e non volesse emanciparsi dal “Model” thatcheriano.

In politica estera la sua fu una linea di forte appoggio agli USA e in particolare all’Amministrazione Bush.

Durante il suo governo il Regno Unito partecipò in prima linea, prima nel 2001, alla guerra in Afghanistan e poi, nel 2003, a quella in Iraq.

Il Labour in quegli anni ha vissuto una stagione complessa, difficile che ha influenzato anche ampi settori del socialismo continentale europeo senza che mai mancasse rispetto alle scelte di Blair la fiera opposizione della sua sinistra interna.

Sinistra che alla fine prevarrà chiudendo definitivamente, irreversibilmente la stagione blairiana con l’elezione a leader laburista di Jeremy Corbyn.

Ricordare oggi la traiettoria di Tony Blair e delle sue idee serve a non dimenticare che il socialismo ha poco senso, peso e prospettiva quando rinuncia e/o prova a modificare i suoi valori piegandoli ad interessi liberistici e liberali.

Socialismo Sempre!

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maggio 7, 2010

Mazzate anche in Inghilterra.

 A quasi otto ore dalla chiusura dei seggi, resta incerto l’esito finale delle elezioni politiche tenute ieri in Gran Bretagna.

In una scia di polemiche innescate dall’esclusione dal voto di centinaia di elettori, nella notte é proseguito lo spoglio delle schede nei 650 collegi e il conteggio conferma le indicazioni degli exit poll: vincono i conservatori ma senza maggioranza assoluta, il New Labour retrocede in seconda posizione e terza forza si conferma un deludente partito Liberaldemocratico.

Come ampiamente previsto, il prossimo sarà un ‘Hung Parliament’, un parlamento appesò. Sarà probabilmente il leader Tory David Cameron il nuovo premier: dovrebbe guidare un governo di minoranza o di coalizione ma in una situazione così incerta l’incarico potrebbe andare anche al laburista Gordon Brown. Nonostante la sconfitta, in assenza di una maggioranza assoluta, in base alla costituzione spetterebbe a lui fare il primo tentativo, magari cercando un’alleanza con i liberaldemocratici. Anche nel 1974 il premier uscente, il conservatore Edward Heath, cercò di formare un governo nonostante i laburisti avessero più seggi ma dopo quattro giorni si vide costretto a rinunciare. Con oltre il 75 per cento dei voti scrutinati, i Tory erano al 36,6 per cento, il Labour al 28,1 e i LibDem al 22,6, di circa 4 punti sotto i sondaggi dell’ultima ora.(ansa)