Posts tagged ‘New England Journal of Medicine’

luglio 7, 2013

Trapianto rene: un semplice test delle urine prevede rigetto organo.

Un semplice test delle urine sara’ in grado di prevedere e diagnosticare il rigetto di trapianto del rene. Il progetto nasce da uno studio clinico promosso dall’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive (NIAID) negli Stati Uniti che punta sul rilevamento di tre biomarker nei campioni di urina dei trapiantati, un’alternativa non invasiva alla tradizionale biopsia renale attraverso la quale i medici rimuovono un piccolo frammento di tessuto renale per identificare eventuali danni e risposte negative dell’organo. I risultati della ricerca sono stati presentati sul New England Journal of Medicine. I biomarcatori considerati sono due molecole di RNA messaggero che codificano proteine del sistema immunitario coinvolte nel rigetto del trapianto e una molecola di RNA non codificante che partecipa alla produzione di proteine. “Lo sviluppo di un test diagnostico da effettuare a tre giorni dopo l’intervento chirurgico – ha spiegato Anthony S. Fauci, direttore del NIAID – costituisce un importante traguardo per valutare in tempi rapidi e senza eccessive complicazioni per l’assistito le sue risposte al trapianto”.kidney 300x208 Trapianto rene: un semplice test delle urine prevede rigetto organo

marzo 1, 2013

Salute: Parkinson, benefici da Stimolazione cerebrale Profonda (DBS)

Salute: Parkinson, benefici da Stimolazione cerebrale Profonda (DBS)

(ASCA) – Milano, 26 feb – Pubblicati sul New England Journal of Medicine, i risultati dello studio clinico ‘EarlyStim’ che dimostrano coma la terapia con Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS – Deep Brain Stimulation) di Medtronic fornisca maggiori benefici per i pazienti con precoci complicazioni delle capacita’ motorie dovute alla progressione del Parkinson, se confrontati con il solo trattamento farmacologico ottimizzato.

Si e’ trattato del primo ampio studio multicentrico, randomizzato, controllato, che ha coinvolto e valutato pazienti affetti da Parkinson con complicanze motorie precoci: lo studio ha dimostrato che i pazienti trattati con la tecnica di stimolazione cerebrale profonda, in abbinamento al trattamento farmacologico ottimizzato, hanno riportato, a due anni di follow-up, un significativo miglioramento del 26% nella qualita’ di vita rispetto ad un peggioramento dell’1% nei pazienti trattati con la terapia farmacologica ottimizzata. Lo studio clinico ha coinvolto 251 persone affette dalla malattia di Parkinson in 17 centri di Germania e Francia, per un periodo totale di due anni.

La terapia utilizza un dispositivo medico impiantato chirurgicamente, simile a un pacemaker, che emette lievi impulsi elettrici in aree specifiche del cervello. La stimolazione elettrica di queste aree causa un miglioramento dei segnali motori nei pazienti con Parkinson e delle complicanze motorie associate all’assunzione di levodopa. La stimolazione puo’ essere programmata e calibrata con modalita’ non invasiva da medici esperti in modo da massimizzare il controllo dei sintomi e ridurre al minimo gli effetti collaterali. Oltre 100.000 pazienti in tutto il mondo hanno ricevuto una terapia con stimolazione cerebrale profonda di Medtronic.

marzo 25, 2012

Epatite C e nuove terapie per guarire

epatite c nuove terapie guarireGuarire dall’epatite C, non è più un’ipotesi lontana, ma una reale e concreta prospettiva a breve termine, grazie a farmaci di ultima generazione ed in combinazione tra loro. E’ ciò che è emerso durante la conferenza Apasl (Asian Pacific Association for the Study of the Liver ) in corso a Taipei, durante la quale è stato presentato uno studio scientifico pubblicato sul New England Journal of Medicine: nella ricerca sono stati valutati due particolari antivirali di nuova generazione, il daclatavir e l’asunaprevir.

 

Questi si sono dimostrati in grado di controllare l’infezione da virus di epatite C senza l’utilizzo combinato con l’interferone alfa, stimolante del sistema immunitario, farmaco di elezione al momento in ambito terapeutico, ma ricco di effetti collaterali. Ha spiegato Jacobe George dell’Università di Sidney e tra i partecipanti alla sperimentazione:

“L’ obiettivo della terapia è quello di ridurre la carica virale a livelli talmente bassi da non risultare rintracciabili nel sangue, il che è l’equivalente di una vera e propria “cura“, perché si impedisce l’ evoluzione dell’infezione virale verso la cirrosi epatica e il tumore al fegato.

gennaio 31, 2011

TUMORI: ‘COLD CASE’ GENETICI, DOPO 30 ANNI GLI SCIENZIATI CANADESI RISOLVONO DUE ENIGMI .

Due misteri scientifici che duravano da decine di anni e che grazie alla genetica non sono più tali. Arrivano da due studi, pubblicati sul New England Journal of Medicine e sul Journal of the American Medical Association (JAMA), le soluzioni scritte nel Dna a due enigmi che duravano da oltre 30 anni. Nel 1976 a un paziente, Adolfo Pampena, fu diagnosticata una rara forma di cancro che causava una combinazione di sintomi e fu associata all’insorgenza di tumori multipli allo stomaco e al colon. Dopo 35 anni i ricercatori della McGill University, in Canada, hanno isolato il gene responsabile della malattia, BUB1B, coinvolto nel processo di separazione cromosomica. Basta un difetto e i cromosomi possono finire nel posto sbagliato, provocando l’insorgenza dei tumori. “Adesso possiamo anticipare la malattia”, dice William Foulkes, il cui team di ricerca presso la McGill è autore di un’altra scoperta che ha interessato cinque famiglie con una storia di gozzo multinodulare tossico, una rara malattia della tiroide che può portare gonfiori del collo e della laringe. Colpevole, questa volta, è la mutazione del gene DICER1. “Modifica una proteina in un unico posto e questo è sufficiente a provocare il gozzo”, spiega Foulkes.

La scoperta, pubblicato su JAMA, ha notevoli conseguenze. Per esempio, le donne in tre delle famiglie studiate avevano sviluppato una insolita forma di tumore ovarico, chiamato tumore a cellule di Sertoli-Leydig. Il collegamento tra i due problemi era stato solo ipotizzato nel 1974. Il gruppo di Foulkes è stato in grado, grazie all’analisi del Dna, di individuare lo stretto legame tra gozzo multi-nodulare e questi rari tumori”. La prospettiva è rassicurante. Conoscere in anticipo il rischio familiare con analisi genetiche. Impensabile 30-40 anni fa, impensabile come guardare nei geni che provocano il cancro. (ASCA)

novembre 30, 2010

Ecco la dieta perfetta.

Proteine, frutta e legumi la dieta perfetta, buona per tutti

 SI FREGIA del nome di “dieta perfetta” perché è quella che è stata testata sul più alto numero di persone. E come spesso avviene, contiene una notizia buona e una cattiva. Quella buona è che si può mangiare a volontà: non c’è bisogno di pesare le mini-porzioni sulla bilancia. Quella cattiva è che pasta e pane sono ammessi solo in forma integrale, mentre carne e formaggi devono rigorosamente essere magri. I carboidrati raffinati sono i veri nemici della linea, è la conclusione dell’università di Copenaghen, che insieme ad altri otto centri di ricerca europei ha coinvolto in uno sforzo di dimagrimento collettivo 772 famiglie con problemi di linea in tutta Europa: il campione più vasto mai arruolato in uno studio per la lotta all’obesità.
Al centro della “dieta perfetta” ci sono le proteine: carni magre e prodotti caseari purché poveri di grassi, uova, pesce e ovviamente i legumi. Alcuni tipi di frutta sono contingentati (banane, uva, kiwi, ananas e melone), ma per il resto si può andare a ruota libera. “Con questi cibi, si ha il permesso di mangiare fino alla sazietà, senza bisogno di fare il calcolo delle calorie e senza guadagnare peso” è l’affermazione più stupefacente dello studio appena pubblicato sul New England Journal of Medicine. (Repubblica.it)