Posts tagged ‘neurotrasmettitore’

dicembre 6, 2012

Studi nipponici su cellule staminali da cellule nervose per curare il Parkinson.

 

ottobre 5, 2012

Ossido nitrico: non è solo l’agente chimico che innesca l’erezione, ma è implicato anche nella durata dell’erezione.

ossido-nitrico

02:55 am | Svelata completamente la catena biochimica di eventi che aiuta a mantenere l’erezione. L’agente chimico del sistema nervoso che innesca l’erezione maschile, infatti, aiuta anche a farla durare. La…

5 ottobre 2012 / Leggi tutto

maggio 3, 2012

Dopamina: neurotrasmettitore tra pigrizia e iperattività.

Pigri e svogliati o lavoratori indefessi? Il segreto starebbe in un : la . Lo rivela uno studio della Vanderbilt University, pubblicato sul ‘Journal of Neuroscience’.

 

Stando alla ricerca, infatti, le persone che investono molto sul lavoro – anche a fronte di guadagni non proprio immediati – presentano una maggiore attività della nel corpo striato e nella ventromediale, due aree del importanti nel meccanismo della ricompensa e della motivazione.
Al contrario, i meno propensi a dare il massimo presentano livelli più elevati del nell’, una regione del coinvolta nella , nel comportamento sociale, e nell’autoconsapevolezza. I ricercatori guidati da Michael Treadway hanno coinvolto venticinque giovani volontari in un test per vedere quanto duramente fossero disposti a lavorare per una ricompensa in denaro

dicembre 22, 2010

Il rapporto tra resistenza muscolare e acetilcolina.

Topi ingegnerizzati in modo da avere una maggiore disponibilità di questo importante neurotrasmettitore riescono a correre per una distanza doppia. Aumentare la resistenza alla fatica con un incremento della disponibilità di acetilcolina: è quanto sono riusciti a fare i ricercatori della Vanderbilt University con alcuni topi ingegnerizzati.

In sostanza, gli animali hanno dimostrato di poter correre per una distanza doppia producendo in misura maggiore questo neurotrasmettitore fondamentale per la contrazione muscolare: il risultato apre la strada a ulteriori studi che consentirebbero in linea di principio di trattare in modo efficace patologie umane come la miastenia grave, in cui i segnali colinergici non riescono a raggiungere i muscoli.

Nel corso di quest’ultima ricerca, Randy Blakely e colleghi della Vanderbilt hanno inserito nei topi un gene che incrementa la produzione del trasportatore colina nelle sinapsi. Tale composto è un

luglio 10, 2010

Parkinson: nuovi studi sulla proteina Parkin.

Una recente ricerca ha rivelato che i difetti dei geni associati al Parkinson sono la causa di circa il 10% dei casi di morbo di Parkinson, mentre altri studi hanno dimostrato che i mitocondri (che sono spesso descritti come gli impianti energetici delle cellule) danneggiati potrebbero essere un’altra causa. Un nuovo studio condotto da ricercatori in Germania collega questi due fenomeni, mostrando in modo efficace l’importanza di due geni associati al Parkinson nel mantenere la funzionalità mitocondriale. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Biological Chemistry.

“Le malattie come il Parkinson, dove almeno alcuni casi sono collegati chiaramente alla disfunzione di geni specifici, offrono una promettente opportunità di ricerca,” ha spiegato il biochimico, dott. Konstanze Winklhofer della Ludwig-Maximilians-Universität (LMU) di Monaco. “Quando capiremo la funzione di questi geni, potremo apprendere molte cose sulle cause della malattia, il suo decorso e le possibili nuove cure.”(liquidarea)

aprile 22, 2010

Origini genetiche dell’eiaculazione precoce.

L’eiaculazione precoce potrebbe avere un’origine genetica. Secondo uno studio condotto da ricercatori svedesi e finlandesi, e pubblicato sulla rivista Journal of Sexual Medicine, gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce hanno maggiori probabilita’ di avere un’anomalia genetica. Si tratta di un difetto nel gene che controlla il rilascio della dopamina, neurotrasmettitore che svolge un ruolo cruciale nella percezione del piacere. Gli scienziati sono convinti che i farmaci in grado di aumentare i livelli di dopamina nel cervello potrebbero essere un nuovo metodo per affrontare questo problema. In studi precedenti, i farmaci alla dopamina, utilizzati nel trattamento contro il morbo di Parkinson, sono stati associati a effetti afrodisiaci in alcuni pazienti.(liquidarea)