Posts tagged ‘neuroni’

ottobre 2, 2011

I neuroni prediligono i volti ‘perfetti’.

Data l’importanza del riconoscimento del viso per le interazioni sociali, il è molto sensibile a qualsiasi cosa che possa essere ‘sbagliata’, come una parte mancante.

 

Per la prima volta sono stati descritti che rispondono fortemente quando la persona vede un volto completo, ma che rispondono molto meno quando dall’immagine di quella faccia à cancellata una piccolissima regione, e la risposta è tanto più debole quanto minore è l’area cancellata.

“La scoperta ci ha veramente sorpreso: sembra proprio controintuitiva”, ha affermato Ueli Rutishauser, primo autore dell’articolo pubblicato sulla rivistaCurrent Biology in cui viene descritto lo studio, che è stato condotto da neuroscienziati del California Institute of Technology (Caltech) con la collaborazione dell’Huntington Memorial Hospital a Pasadena e del Cedars-Sinai Medical Center a Los Angeles.

maggio 26, 2011

Sclerosi Multipla: attesi i risultati delle staminali sugli interruttori di mielina.

La ricerca sulla e’ in fermento. Su due delle direzioni intraprese, sulle e sull’interruttore che regola la produzione di , presto, si potrebbero raggiungere i risultati che da tempo gli scienziati rincorrono: bloccare l’infiammazione alla base della e riparare il causato dalla morte della .

 

In entrambi i campi di studio, i ricercatori italiani sono in prima linea, anche grazie ai finanziamenti dell’Aism, (l’Associazione Nazionale ) che oggi ha aperto i lavori del congresso scientifico annuale. Sul fronte delle , entro il 2011 partira’ uno studio internazionale che coinvolge le universita’ di Genova, Verona e l’ospedale San Raffaele di Milano. ”La sperimentazione arriva finalmente sull’uomo – afferma Antonio Uccelli, della Clinica Neurologica Universita’ di Genova e coordinatore della parte italiana dello studio – . Saranno somministrate per infusione autologhe a 20 pazienti con ”.

maggio 17, 2011

Collegamento tra metastasi tumorali e migrazione cellulare: alcuni scienziati pubblicano lo studio.

Un team di ricerca composto da due soggetti presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center negli Stati Uniti ha scoperto come le migrano nel in fase di sviluppo e come altri tipi di potrebbero viaggiare all’interno del corpo.

 

Una parte di questo studio è stata supportata dall’UE con una borsa Marie Curie. Presentati nella rivista Nature Neuroscience, i risultati potrebbero fornire importanti intuizioni sullo sviluppo neurologico e aiutare a spiegare la tumorale.

Le si dividono e si posizionano secondo schemi corretti durante il normale sviluppo del corpo, e si specializzano per creare tessuti e organi distinti. Il normale sviluppo di un corpo umano dipende da come le gestiscono i propri schemi di . Secondo i ricercatori, un altro elemento critico è il processo mediante il quale si differenziano o si evolvono da meno specializzate in tipi di più specializzate. Una cattiva coordinazione potrebbe innescare uno sviluppo anormale e quindi portare al .

maggio 4, 2011

Neuroni: studiato come la loro attivita’ passa da un urlo, ad un lieve sussurro.

L’attivita’ dei puo’ essere ridotta fino a diventare un ‘’. Lo hanno scoperto i ricercatori dell”Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) con uno studio pubblicato dal Journal of Neuroscience che apre la strada alla cura di patologie come l’autismo o l’, in cui il messaggio e’ ‘urlato’.

”La scoperta che e’ possibile attivare solo parzialmente i e’ di fondamentale importanza – afferma il coordinatore Andrea Barberis – si puo’ dire che oggi abbiamo dimostrato che e’ possibile regolare in modo fine il volume di cio’ che i si dicono, permettendo di sussurrare un messaggio corretto, piuttosto che di gridarne uno errato”.I ricercatori hanno studiato l’intensita’ degli stimoli indotti dal neurotrasmettitore scoprendo che e’ possibile attivare i dedicati anche in modo parziale, cioe’ attraverso una sola molecola di , invece che due.

aprile 14, 2011

Arrivare alle misteriose profondita’ del cervello.

Alcuni ricercatori finanziati dall’UE hanno sviluppato una nuova tecnica innovativa in grado, per la prima volta, di mappare le e le delle nel , gli scienziati hanno così fatto un passo avanti verso lo sviluppo di un modello computerizzato del .

 

Lo studio, pubblicato su Nature, è stato condotto da un gruppo di neuroscienziati dell’University College di Londra (UCL) ed è stato in parte finanziato da un contributo iniziale del Consiglio europeo della ricerca nell’ambito del Settimo programma quadro (7° PQ).

Secondo le stime ci sarebbero 100 milioni di (“”) nel , ognuna connessa a migliaia di altre – il che significa un totale di circa 150 miliardi di miliardi di (o “”).

Sul modello della genomica, che mappa la nostra struttura genetica, questo nuovo tipo di ricerca è stato chiamato “connettomica” visto che mira a mappare le del . Una volta che gli scienziati avranno compreso tali , potranno vedere come le informazioni passano attraverso i circuiti del e potranno cominciare a capire come le nostre percezioni, sensazioni e pensieri sono generati.

aprile 4, 2011

Fermare skywalker per migliorare comunicazioni sinaptiche.

L’inibizione di , un coinvolto nel riciclo delle , induce un segnale più intenso fra i

 

 

La comunicazione fra i del avvengono attraverso le , che consentono il passaggio di un segnale elettrico da una cellula a quella successiva attraverso il rilascio nello spazio sinaptico che le separa di sostanze chimiche, i neurotrasmettitori, che vi vengono riversate da dalle che contenevano, situate nelle terminazioni nervose. Dato che le vengono riutilizzate più volte, si osserva normalmente un progressivo degrado delle che presiedono alla funzione del rilascio dei neurotrasmettitori, e quindi all’efficienza della trasmissione del segnale. Il modo in cui le vengono rese operative nel corso di questo processo di riciclaggio non era finora chiaro. Si sa che molti tipi di cellule il processo di riciclaggio comprende una fase in cui intervengono particolari compartimenti cellulari, gli endosomi, nei quali le vescicolari vengono selezionate in modo da assicurarne il funzionamento ottimale nelle riciclate. Finora non si sapeva però se questo passaggio fosse presente e rilevante per il riciclo delle neuronali.

febbraio 24, 2011

Diabete: le statine potrebbero salvare dalla cecita’.

Le statine, i farmaci comunemente usati per tenere sotto controllo il colesterolo, potrebbero evitare la cecita’ provocata dal diabete.

 

Lo afferma uno studio, per ora solo su cavie, pubblicato dalla rivista Diabetologia. I ricercatori dell’Universita’ della Georgia hanno usato topi a cui era stato provocato il diabete e colture cellulari, scoprendo che il trattamento con l”atorvastatina’, in una quantita’ proporzionale al peso delle cavie, previene la formazione di radicali liberi nella retina, e contribuisce a riportare a livelli normali dei fattori di crescita dei neuroni.

febbraio 9, 2011

Neuroni: connessioni sinaptiche basate su campi elettrici

I ricercatori ritenevano che i neuroni nel cervello comunicassero mediante collegamenti fisici chiamati sinapsi. Tuttavia, neuroscienziati finanziati dall’UE hanno trovato solide prove che i neuroni comunicano tra loro anche mediante deboli campi elettrici, una scoperta che ci potrebbe aiutare a capire come la biofisica crea la cognizione.

 

Lo studio, pubblicato nella rivista Nature Neuroscience, è stato in parte finanziato dal progetto EUSYNAPSE (“From molecules to networks: understanding synaptic physiology and pathology in the brain through mouse models”), che ha ricevuto 8 milioni di euro nell’ambito dell’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute” del Sesto programma quadro (6° PQ) dell’UE.

L’autore principale, il dott. Costas Anastassiou, un borsista post dottorato presso il Californian Institute of Technology (Caltech) negli Stati Uniti, assieme ai suoi colleghi spiega come il cervello sia una complessa rete di singole cellule nervose, i neuroni, che usano segnali elettrici o chimici per comunicare tra loro.

Ogni volta che un impulso elettrico corre lungo la ramificazione di un neurone, un piccolo campo elettrico circonda quella cellula. Pochi neuroni sono come degli individui che parlano tra loro e hanno delle brevi conversazioni. Ma quando essi si attivano tutti assieme, l’effetto è quello del frastuono della folla durante una partita di calcio.

febbraio 1, 2011

Chemioterapico per curare lesioni midollo spinale.

Curare le lesioni del midollo spinale con un farmaco utilizzato nella lotta ai tumori. La terapia, per ora sperimentata sui topi, aiuta la “riparazione” dei neuroni danneggiati rallentando il processo di cicatrizzazione innescato dalla lesione.

 

In questo modo, almeno nei casi meno gravi, sarebbe possibile recuperare in parte le normali abilità motorie. Lo studio, pubblicato su Science, è stato condotto da un gruppo di ricerca coordinato da Farida Hellal del Max Planck Institute of Neurobiology, in Germania.

Il midollo spinale rappresenta la porzione caudale del sistema nervoso centrale (SNC). Uno dei principali fattori che ne ostacolano la riparazione dopo una lesione è la scarsa capacità di rigenerazione degli assoni (i prolungamenti dei neuroni che trasmettono gli impulsi elettrici da una cellula nervosa all’altra). Questa difficoltà a rigenerarsi è dovuta sia all’effetto inibitorio della mielina (la guaina che circonda gli assoni e che potenzia la trasmissione elettrica), sia al processo di cicatrizzazione post-lesione, che crea un ambiente ostile alla ricrescita.

Per favorire la rigenerazione degli assoni, i ricercatori sono intervenuti sul processo di cicatrizzazione cercando di rallentarlo. Hanno così somministrato il Taxol, un farmaco adoperato nelle terapie contro il cancro, a topi colpiti da lesioni a livello della regione toracica del midollo spinale. Dopo appena una settimana, nei topi trattati con il farmaco la cicatrizzazione diminuiva; questo perché il Taxol ferma l’azione dei microtubuli, proteine filamentose che intervengono in numerosi processi cellulari, compresi quelli di cicatrizzazione. Il risultato della terapia, dopo 4 settimane di trattamento, è stata la ricrescita degli assoni interessati dalla lesione.(liquidarea)

dicembre 3, 2010

Fondi UE per una nuova rivoluzionaria sonda neurale

Sviluppata una nuova sonda neurale che permette la registrazione e la stimolazione elettrica e chimica di singoli neuroni nel cervello. Questa tecnologia possiede un enorme potenziale e potrebbe essere usata, ad esempio, per effettuare diagnosi piu’ precise di convulsioni cerebrali prima di intervenire chirurgicamente sul cervello.
Questa sonda all’avanguardia, sviluppata da un gruppo di ricercatori europei, e’ uno dei risultati del progetto ‘NEUROPROBES’ (‘Development of multifunctional microprobe arrays for cerebral applications’), che ha ottenuto quasi 10 milioni di euro di finanziamenti nell’ambito dell’area tematica ‘Tecnologie per la societa’ dell’informazione’ (TSI) del Sesto programma quadro dell’UE. I dettagli sono stati pubblicati sul notiziario Cordis. Secondo i ricercatori, fino ad oggi, le sonde multi-elettrodo per la registrazione sono andate per tentativi, poiche’ non e’ possibile ottimizzare meccanicamente la posizione degli elettrodi in modo indipendente gli uni dagli altri. Essi fanno notare che per distinguere i singoli neuroni nel cervello, gli elettrodi di registrazione dovrebbero essere posizionati molto vicino al neurone, idealmente entro 100 micrometri o meno. Il gruppo di ricerca, guidato da Imec, un’azienda belga specializzata nella ricerca sulla nanoelettronica, ha affermato che la nuova tecnologia Electronic Depth Control (EDC) si differenzia dalle sonde precedenti poiche’ permette la regolazione individuale delle posizione dei diversi elettrodi senza la necessita’ di spostamenti meccanici.