Posts tagged ‘neuronale’

settembre 21, 2011

Alzheimer: un biomarker per terapie più tempestive.

Sui nuovi criteri diagnostici per la malattia di , elaborati da un gruppo internazionale di esperti, sotto l’egida congiunta dell’Istituto Nazionale sull’invecchiamento e dell’’s Association americani, si riuniscono medici e ricercatori all’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, Istituto scientifico per la ricerca e la cura delle demenze, in occasione della Giornata Mondiale dell’, il 21 settembre.

 

“La pubblicazione dei Nuovi Criteri Diagnostici rappresenta una svolta epocale che “mette in soffitta” i vecchi criteri del 1984 – spiega Orazio Zanetti, Direttore dell’Unita’ Operativa all’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia – in quanto prevedono che il percorso diagnostico, sia nella demenza di che nella malattia di prodromica/preclinica possa avvalesi dell’impiego di marcatori biologici e neuro radiologici. Cio’ significa che sara’ possibile identificare la malattia alle primissime avvisaglie. I marcatori infatti si sono rivelati in grado di identificare “in vivo” (in persone viventi) nel cervello sia l’accumulo eccessivo di ? (ritenuta la colpevole della malattia) sia la presenza di e consentono, nelle mani di esperti, di formulare la diagnosi di prima che questa evolva verso una demenza conclamata, quando ormai sono scarse le possibilita’ di intervento terapeutico”.

maggio 4, 2011

Neuroni: studiato come la loro attivita’ passa da un urlo, ad un lieve sussurro.

L’attivita’ dei puo’ essere ridotta fino a diventare un ‘’. Lo hanno scoperto i ricercatori dell”Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) con uno studio pubblicato dal Journal of Neuroscience che apre la strada alla cura di patologie come l’autismo o l’, in cui il messaggio e’ ‘urlato’.

”La scoperta che e’ possibile attivare solo parzialmente i e’ di fondamentale importanza – afferma il coordinatore Andrea Barberis – si puo’ dire che oggi abbiamo dimostrato che e’ possibile regolare in modo fine il volume di cio’ che i si dicono, permettendo di sussurrare un messaggio corretto, piuttosto che di gridarne uno errato”.I ricercatori hanno studiato l’intensita’ degli stimoli indotti dal neurotrasmettitore scoprendo che e’ possibile attivare i dedicati anche in modo parziale, cioe’ attraverso una sola molecola di , invece che due.

febbraio 9, 2011

Neuroni: connessioni sinaptiche basate su campi elettrici

I ricercatori ritenevano che i neuroni nel cervello comunicassero mediante collegamenti fisici chiamati sinapsi. Tuttavia, neuroscienziati finanziati dall’UE hanno trovato solide prove che i neuroni comunicano tra loro anche mediante deboli campi elettrici, una scoperta che ci potrebbe aiutare a capire come la biofisica crea la cognizione.

 

Lo studio, pubblicato nella rivista Nature Neuroscience, è stato in parte finanziato dal progetto EUSYNAPSE (“From molecules to networks: understanding synaptic physiology and pathology in the brain through mouse models”), che ha ricevuto 8 milioni di euro nell’ambito dell’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute” del Sesto programma quadro (6° PQ) dell’UE.

L’autore principale, il dott. Costas Anastassiou, un borsista post dottorato presso il Californian Institute of Technology (Caltech) negli Stati Uniti, assieme ai suoi colleghi spiega come il cervello sia una complessa rete di singole cellule nervose, i neuroni, che usano segnali elettrici o chimici per comunicare tra loro.

Ogni volta che un impulso elettrico corre lungo la ramificazione di un neurone, un piccolo campo elettrico circonda quella cellula. Pochi neuroni sono come degli individui che parlano tra loro e hanno delle brevi conversazioni. Ma quando essi si attivano tutti assieme, l’effetto è quello del frastuono della folla durante una partita di calcio.

febbraio 9, 2011

Parkinson: ricercatori studiano il movimento delle proteine tra le cellule malate

Uno studio finanziato dall’UE ha rivelato che le proteine malate, che sono un elemento fondamentale della malattia di Parkinson, si spostano lentamente tra le cellule, eventualmente innescando la distruzione della nuova cellula ospite.

 

Essi credono che la scoperta potrebbe portare a nuove strategie terapeutiche per le malattie neurodegenerative. La ricerca, presentata nel Journal of Clinical Investigation, è stata finanziata dal progetto PROSPECTS (Proteomics specification in time and space), al quale l’UE ha erogato quasi 12 milioni di euro attraverso il Settimo programma quadro (7° PQ).

L’errato ripiegamento (misfolding) delle proteine anomale nelle cellule del cervello è un elemento chiave nello sviluppo del morbo di Parkinson. Lo studio ha dimostrato che le proteine alfa-sinucleina danneggiate possono diffondersi in un modo simile ai prioni, un modello di infezione in precedenza descritto per malattie come l’encefalopatia spongiforme bovina (BSE), altrimenti nota come morbo della mucca pazza.

“Questo è un passo avanti significativo per comprendere il ruolo potenziale del trasferimento da cellula a cellula di alfa-sinucleina nella patogenesi della malattia di Parkinson, e siamo entusiasti dei risultati”, dice il professor Patrik Brundin dell’Università di Lund, in Svezia, che ha guidato un team di ricercatori provenienti da Danimarca, Francia e Portogallo.