Posts tagged ‘neurodegenerativa’

luglio 30, 2013

Alzheimer: può essere predetto da un test del sangue

Diagnosi precoce per cure mirate
Prevedere la comparsa dell’ prima che la procuri i suoi più gravi al : la perdita di memoria e dei ricordi più cari, quello degli affetti familiari. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Genome Biology rilancia la possibilità di un test del sangue, semplice ed efficace. Potrebbe consentire di individuare i primi segni della e l’avanzare delle placche di beta-amiloide, la proteina tossica che soffoca i neuroni e fa progredire la . alzheimer 205x300 Alzheimer: può essere predetto da un test del sangue

Preciso nel 93% dei casi – Un gruppo di ricercatori dell’Università Saarland, in Germania, ha testato l’esame su 202 persone analizzando 140 frammenti di microRna (parti del codice genetico) in pazienti con e in persone sane. Il confronto ha permesso di evidenziare 12 microRna presenti in quantità maggiori nelle persone con . Il test ha avuto un livello di precisione del 93% dimostrando di essere “in grado di distinguere con un’elevata accuratezza diagnostica tra i pazienti con di e le persone sane”, spiegano i ricercatori.

Forma ereditaria – Si tratta di studi sperimentali, che precedono la possibile messa in commercio di test diagnostici ancora in fase di ricerca. Un gruppo di ricercatori del Banner ‘s Institute in Arizona, della Boston University e della University of Antioquia, ad esempio, avrebbero individuato dei “marcatori” diagnostici – così si chiamano i segni presenti nel sangue che indicano un’eventuale patologia – in grado di rivelare già a 20 anni se ci si ammalerà di .

 

luglio 21, 2012

Alzheimer: scoperto un legame con i grassi nel sangue.

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01:49 am | Nuovi passi avanti nella comprensione dell’Alzheimer, la malattia neurodegenerativa che colpisce circa 36 milioni di persone in tutto il mondo: secondo uno studio pubblicato su Neurology da un…

21 luglio 2012 / Leggi tutto »

gennaio 26, 2012

Parkinson: identificata una proteina che ne aggrava i sintomi.

Identificata una che aggrava i sintomi del morbo di . Una scoperta che potrebbe un giorno condurre a nuovi trattamenti per le persone che soffrono di questa devastante .

 

Pubblicata online Neuron, la ricerca promossa dall’Universita’ della California di San Francisco e dal Gladstone Institute descrive come una chiamata che normalmente aiuta a regolare l’attivita’ dei neuroni nello striato, la parte del cervello che controlla i movimenti nei modelli sperimentali del morbo di , contribuisca a innescare problemi sul controllo motorio. Il risultato e’ il deterioramento dei movimenti e della coordinazione motoria, i sintomi distintivi del che attualmente colpiscono piu’ di 10 milioni di persone. Gli scienziati sanno da tempo che un calo di , sostanza chimica importante nel cervello, e’ associato al .

ottobre 19, 2011

Sclerosi Multipla: tra i fattori ambientali studi mettono in luce la disregolazione del ritmo circadiano.

Due studi mostrano che chi svolge un lavoro notturno, specie in giovane età, ha una probabilità d’insorgenza della doppia rispetto al gruppo di controllo

 

La è una grave e ha un’origine multifattoriale: a quanto si sa è causata da una suscettibilità genetica a fattori ambientali scatenanti. L’ultima ricerca in ordine di tempo viene da un gruppo di ricercatori svedesi, secondo cui i soggetti che prima dei 20 anni svolgono un lavoro che porta a cambiare i consueti orari del sonno, come i turni di notte, avrebbero un maggiore rischio di sviluppare la . Il legame, secondo gli studiosi che firmano l’articolo sulla rivista Annals of Neurology, sarebbe la disregolazione del ritmo circadiano, “l’orologio interno” presente nella maggior parte degli animali, che permette di sincronizzare alcune funzioni biologiche con l’alternanza naturale di buio e luce.