Posts tagged ‘nestlè’

settembre 16, 2013

Nesquik Fragola: 82% di zuccheri, ma la frutta non c’è


Siamo di fronte all’ennesimo esempio di cibo spazzatura? Nestlé ha lanciato di recente una nuova versione della ben nota polvere dolcificante al cacao, da sempre pubblicizzata come perfetta da aggiungere al latte per la colazione dei bambini. Si tratta di Nesquik Fragola, un prodotto per colorare di rosa il latte freddo. Delle fragole non c’èVisualizza altro

Maggio 18, 2010

Vittoria di Greepeace.

 Nestlé ha annunciato che non userà più prodotti che provengono dalla distruzione delle ultime foreste del Sud Est Asiatico e minacciano gli oranghi. Due mesi fa con la campagna ‘Kit Kat Killer’ denunciavamo Nestlé per l’acquisto di olio di palma dal campione della deforestazione Sinar Mas.  Siamo felici della decisione di Nestlé di concedere finalmente un break agli oranghi e alle foreste. Dobbiamo questa vittoria alle decine di migliaia di persone che in Italia ci hanno aiutato, con messaggi e altre forme di attivismo sul web, a raggiungere questo importante obiettivo.  Adesso, è necessario che l’esempio di Nestlè venga seguito anche dalle altre aziende europee, come Carrefour, che continuano a rifornirsi di olio di palma e carta proveniente da aziende che distruggono le foreste in Indonesia.

Nestlé si è impegnata a identificare, e a escludere dalla sua filiera, quei fornitori che sono proprietari o gestiscono “piantagioni ad alto rischio o legati alla deforestazione”. Questa esclusione si applica in particolare ad aziende come Sinar Mas, il più noto produttore di olio di palma e carta dell’Indonesia e ha implicazioni anche per quei commercianti di olio di palma, come Cargill, che continuano a comprare da Sinar Mas. La decisione di Nestlé è un chiaro messaggio al campione della deforestazione Sinar Mas e a tutto il comparto delle industrie dell’olio di palma e della carta: la distruzione delle ultime foreste tropicali non può essere accettata dal mercato globale.

Possiamo concludere: Grande vittoria di Greenpeace.

 

marzo 21, 2010

La Nestlè gioca sporco.

 Nestlé ha tentato di insabbiare le accuse di “Greenpeace”oscurando per diverse ore il video shock “Have a break?” sui canali Youtube. Mossa sbagliata. Il popolo di internet ha diffuso viralmente il video su centinaia di siti web e social network. Solo questa mattina su Youtube il video è tornato online. 

Con questo video, che prende di mira il prodotto Kit Kat, Greenpeace accusa  Nestlé di acquistare olio di palma proveniente dalla distruzione delle ultime foreste torbiere indonesiane. In migliaia stanno scrivendo all’amministratore delegato di Nestlé chiedendo di interrompere i rapporti commerciali con Sinar Mas, il più grande distruttore di foreste in Indonesia. Solo in Italia e in Spagna il video non è mai stato cancellato da Youtube. IeriNestlé, a sole due ore dal lancio sul web del nostro video – con il comunicato più veloce della storia – ha provato a risponderci. Ha dichiarato l’intenzione di cancellare i propri contratti con Sinar Mas. Ma assolutamente non è abbastanza. Nestlé, infatti, potrebbe cancellare i propri contratti con Sinar Mas ma l’olio di palma di quest’ultima continuerebbe a scorrere a fiumi verso gli stabilimenti Nestlé attraverso rifornimenti di aziende terze come Cargill. Intanto, dopo Olanda, Belgio e Germania, le proteste degli attivisti di Greenpeace “oranghi” presso gli stabilimenti Nestlé arrivano anche a Pechino. (greenpeace)