Posts tagged ‘nervose’

marzo 2, 2013

I neuroni spesso vivono più a lungo del corpo che li produce

 

l trapianto dei precursori di alcuni tipi di da topi a ratti con una durata di vita differente ha dimostrato che queste possono vivere per un arco di tempo molto superiore a quello dell’organismo che li ha generati. neuroni 300x225 I neuroni spesso vivono più a lungo del corpo che li produceSopravvivenza e invecchiamento neuronale sarebbero dunque processi coincidenti ma separabili, aumentando così la speranza che estendere la durata della vita di un organismo con interventi dietetici, comportamentali e farmacologici non comporti necessariamente un cervello impoverito di .

Alcuni hanno la capacità di vivere molto più a lungo di quanto possa fare l’organismo che li ha prodotti. E’ questo il sorprendente risultato a cui è giunto un gruppo di ricercatori italiani dell’Università di Pavia e di quella di Torino, che lo illustrano in un articolo a firma Lorenzo Magrassi, Ketty Leto e Ferdinando Rossi pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Science”.

dicembre 6, 2012

Studi nipponici su cellule staminali da cellule nervose per curare il Parkinson.

 

maggio 10, 2011

Acufene: responsabile e’ l’iperattivita’ di alcune cellule nervose

 Individuata la causa dell’: la scoperta arriva da uno studio condotto da Darryl Vogler della University of Western Australia di Perth pubblicato sul Journal of Neuroscience.

 

La causa del disturbo, spiegano i ricercatori, e’ stata per la prima volta identificata nell’iperattivita’ di alcune che, secondo lo studio, sembrerebbero venire stimolate da un .

aprile 14, 2011

Arrivare alle misteriose profondita’ del cervello.

Alcuni ricercatori finanziati dall’UE hanno sviluppato una nuova tecnica innovativa in grado, per la prima volta, di mappare le e le delle nel , gli scienziati hanno così fatto un passo avanti verso lo sviluppo di un modello computerizzato del .

 

Lo studio, pubblicato su Nature, è stato condotto da un gruppo di neuroscienziati dell’University College di Londra (UCL) ed è stato in parte finanziato da un contributo iniziale del Consiglio europeo della ricerca nell’ambito del Settimo programma quadro (7° PQ).

Secondo le stime ci sarebbero 100 milioni di (“”) nel , ognuna connessa a migliaia di altre – il che significa un totale di circa 150 miliardi di miliardi di (o “”).

Sul modello della genomica, che mappa la nostra struttura genetica, questo nuovo tipo di ricerca è stato chiamato “connettomica” visto che mira a mappare le del . Una volta che gli scienziati avranno compreso tali , potranno vedere come le informazioni passano attraverso i circuiti del e potranno cominciare a capire come le nostre percezioni, sensazioni e pensieri sono generati.

marzo 24, 2011

Neuriti crescono all’interno di nanotubi semiconduttori: speranza di ripristinare connessioni nervose spezzate

Una ricerca mostra che è possibile far crescere i delle all’interno di sottili in materiale semiconduttore a base di e .

Creare un embrione di circuito neuronale-elettronico facendo crescere i prolungamenti di all’interno di sottili in materiale semiconduttore a base di e : l’impresa è riuscita a un gruppo di ricercatori dell’università del Wisconsin a Madison diretti da Minrui Yu, che la illustra in un articolo (“Semiconductor Nanomembrane Tubes: Three-Dimensional Confinement for Controlled Neurite Outgrowth”) pubblicato sulla rivista ACS Nano.

novembre 14, 2010

Sclerosi Laterale Amiotrofica: possibile causa epidemia tra calciatori.

 

Potrebbe essere l’uso massiccio (se non l’abuso) di integratori alimentari a causare l’elevato numero di casi di SLA tra i calciatori. Una ricerca italiana, condotta dai ricercatori dell’Universita’ di Roma “Tor Vergata” e dalla Fondazione S. Lucia, coordinati dalla Prof.ssa Cristina Zona, potrebbe aver svelato il mistero della vera e propria ‘epidemia’ di Sclerosi Laterale Amiotrofica tra i calciatori.
Lo studio ha dimostrato che gli aminoacidi ramificati (BCAA), contenuti negli integratori alimentari, possono causare alterazioni delle cellule nervose rendendole simili a quelle malate di SLA.

settembre 12, 2010

Morbo di Lou Gehrig: nuovo fattore genetico di rischio.

Un team internazionale di scienziati presso l’Università della Pennsylvania (Stati Uniti) e l’Università Goethe (Germania) ha identificato un nuovo fattore di rischio genetico per la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), comunemente conosciuta come morbo di Lou Gehrig, il giocatore di baseball statunitense che morì a causa di questa rara malattia cerebrale a soli 38 anni. L’UE ha supportato questa ricerca mediante il progetto EUROSCA (“Progetto integrato europeo sull’atassia spinocerebellare”), che ha ricevuto oltre 9 Mio EUR attraverso l’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute” (LIFESCIHEALTH) del Sesto programma quadro (6° PQ) dell’UE. Le scoperte sono state pubblicate sulla rivista Nature.

La SLA è una delle più comuni malattie neuromuscolari nel mondo e colpisce persone di tutte le razze e di tutti i gruppi etnici. Gli esperti dicono che la SLA colpisce ogni anno circa 1 o 2 persone ogni 100.000. Generalmente la malattia colpisce individui tra i 40 e i 60 anni, ma anche persone più giovani o più anziane la possono sviluppare.

La SLA di norma si sviluppa in modo rapido ed è sempre letale; essa attacca le cellule nervose che controllano i muscoli volontari, questi ultimi si indeboliscono gradualmente e poi deperiscono. Alla fine il cervello non riesce più a controllare i movimenti volontari e quando smettono di funzionare i muscoli del diaframma e della parete toracica, i malati non sono più in grado di respirare senza ventilazione assistita.