Posts tagged ‘neoplastica’

aprile 4, 2012

Tumore alla prostata: l’effetto del cadmio sull’incidenza riscontrata.

E’ stato pubblicato sulla rivista internazionale PlosONE il risultato di una nuova ricerca in collaborazione fra l’Italia e gli Usa sugli effetti del – elemento tossico che deriva da inappropriato di batterie, vernici e altro – sulla .

 

Che il determinasse il della e del era gia’ noto: ”Abbiamo scoperto non soltanto alcuni dei meccanismi molecolari alla base della trasformazione della , ma anche alcuni dei meccanismi secondo i quali alcuni tumori della possono diventare particolarmente aggressivi”, spiega Pier Paolo Claudio – professore associato al Dipartimento di Biochimica e Microbiologia del Joan C. Edwards School of Medicine, Marshall University, Huntington, West Virginia, Usa – che ha effettuato la ricerca in collaborazione con un team di colleghi (Pierpaolo Aimola, Marco Carmignani, Anna Rita Volpe, Altomare Di Benedetto, Luigi Claudio, Michael P. Waalkes, Adrie van Bokhoven, Erik J. Tokar) dell’Universita’ dell’Aquila, dell’Istituto dei Tumori di Napoli ”Fondazione Senatore Pascale”, dell’Universita’ del Colorado, e dell’NIH, il National Institutes of Health degli Usa.

”Questo – aggiunge – puo’ portare alla formulazione di nuove terapie per combattere il alla ”.

settembre 3, 2010

Chemioresistenza: gli italiani del Regina Elena di Roma scoprono la proteina che vanifica in molti casi le cure.

I risultati di un’importante lavoro condotto in prima linea da ricercatori dell’Istituto nazionale Tumori Regina Elena di Roma sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Cancer Cell. Il lavoro individua la proteina Che-1 come possibile bersaglio per bloccare la crescita di cellule tumorali resistenti ai trattamenti chemioterapici. La proteina Che-1 identificata e clonata alcuni anni fa dagli stessi ricercatori del Regina Elena, svolge un ruolo fondamentale in caso di danno al DNA, promuovendo la trascrizione dell’ormai noto gene p53 la cui attivazione induce alla riparazione del DNA danneggiato o alla morte cellulare programmata (apoptosi) nel caso il danno sia irreparabile. In molti tumori tuttavia p53 e’ presente in una forma mutata, detta mtp53, che non solo non e’ piu’ in grado di arrestare la crescita delle cellule malate ma svolge anche un importante ruolo nel favorire la proliferazione tumorale.Forti delle scoperte precedenti su Che-1″, spiega Maurizio Fanciulli, responsabile del gruppo di ricerca, “abbiamo voluto verificare se questa proteina fosse in grado di regolare anche la trascrizione di p53 mutata, e abbiamo avuto risposte affermative. In pratica come Che-1 attiva p53 nelle cellule normali, allo stesso modo attiva p53 mutata nelle cellule cancerose. A questo punto abbiamo testato gli effetti del silenziamento di Che-1 su vari tipi di cellule, utilizzando la metodica dell’RNA interference. Questa tecnica sfrutta il fatto che piccole molecole di RNA (small interfering RNAsiRNA), complementari al tratto di RNA messaggero responsabile dell’espressione di una data proteina, sono in grado di interrompere il processo di traduzione, cosi’ che la proteina non puo’ piu’ essere prodotta.Il lavoro pubblicato su Cancer Cell e’ stato condotto da ricercatori dell’Area di Medicina molecolare del Regina Elena, con la collaborazione di ricercatori dell’Istituto, del dottor Claudio Passananti del CNR e di gruppi di ricerca dell’Universita’ dell’Aquila e dell’ Istituto Superiore di Sanita’.(liquidarea)