Posts tagged ‘neoplasia’

marzo 17, 2013

Cellule staminali contro il cancro al cervello.

Utilizzare le   adipose per combattere il  al . E’ la scoperta dei ricercatori della Johns Hopkins University (Usa) pubblicata sulla rivista ‘PlosOne’.tumori cervello 300x219 Cellule staminali contro il cancro al cervello Secondo gli scienziati le  del grasso del paziente colpito da un , la forma piu’comune e aggressiva di  al , hanno il potenziale per fornire un nuovo trattamento in grado di ‘inseguire’ e bloccare le  cancerose che riescono a migrare nell’organismo anche dopo la rimozione chirurgica della . La ricerca ha preso in considerazione le   (Msc) che “agiscono come un dispositivo ‘intelligente’ in grado di monitorare e colpire i “, precisano i ricercatori.
Lo studio ha scoperto che le Msc hanno la capacita’ di scovare le  del  danneggiate dal  e possono fornire ai clinici un nuovo strumento d’attacco, personalizzato sulle condizioni del pazienti, in grado di intervenire nelle zone del  piu’ difficili da raggiungere. Spazi dove le  tumorali possono nascondersi e proliferare di nuovo.

Le  hanno anche un altro vantaggio: la loro raccolta e’ meno  e meno costosa rispetto al metodo, attualmente piu’ studiato, di utilizzare le  del osseo.

“La sfida piu’ grande per combattere il  al e’ fermare la migrazione delle tumorali anche dopo la rimozione della spiegano i ricercatori – quando puo’ accadere che le  ‘‘ sono gia’ scivolate via e

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dicembre 7, 2012

Un farmaco contro il tumore al seno utile per curare altre forme di tumori.

dicembre 5, 2012

Tumore ovarico: un farmaco contro il diabete migliora sopravvivenza.

Scienza

maggio 17, 2012

Tumori al fegato: rischio triplicato se già casi presenti in parenti di primo grado.

Con un parente di primo grado che ha avuto un del , il rischio di sviluppare la stessa aumenta di tre volte. E’ quanto emerge da una ricerca italiana pubblicata nel numero di maggio di Hepatology, una rivista scientifica dell’American Association for the Study of Liver Diseases. La ricerca, mostra, inoltre, un rischio di oltre 70 volte piu’ elevato per coloro che hanno familiari con del e hanno contratto, in forma cronica, l’infezione da dell’ B o C.

 

Lo studio e’ frutto di una collaborazione tra il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano (PN), l’Istituto Tumori ‘Fondazione Pascale’ di Napoli e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’ di Milano. I risultati sono stati ricavati dall’analisi statistica di dati raccolti, retrospettivamente, tra 229 persone affette da e 431 persone ricoverate negli stessi ospedali per malattie non neoplastiche.

”I nostri risultati confermano che gli individui con familiarita’ di del hanno un rischio di sviluppare tre volte superiore rispetto a chi non ha familiarita’ – osserva Renato Talamini del CRO di Aviano – il monitoraggio degli individui con e storia familiare puo’ aiutare nell’identificazione precoce dei carcinomi epatocellulari, e quindi ridurre la mortalita’ per del ”.

marzo 19, 2012

Tumori: uno su tre di origine alimentare.

Informare, sensibilizzare e rendere tutti consapevoli che la prevenzione rappresenta oggi lo strumento piu’ efficace per vincere i . A partire da una sana e corretta alimentazione. Una nutrizione sbagliata e’ infatti la causa maggiore dell’insorgenza del : incide per ben il 35% dei casi. Per questo, fino al 25 marzo, si celebra l’XI edizione della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica, uno dei principali appuntamenti della Lega Italiana per la Lotta contro i , istituito con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Prevenire, curare e guarire dal tumore si puo’, evidenzia la : ”Numerose pubblicazioni scientifiche dimostrano che un’alimentazione adeguata – povera di carne e ricca di alimenti vegetali – puo’ aiutarci a prevenire il .

Come, per esempio, la nostra Dieta Mediterranea, celebre per le sue virtu’ salutari, modello nutrizionale riconosciuto in tutto il mondo e i cui ingredienti principali sono frutta fresca e verdura, pesce, legumi e olio extra vergine d’oliva, il re della Dieta Mediterranea, simbolo storico della Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica della , alleato del nostro benessere per le sue qualita’ protettive, non solo nei confronti delle malattie cardiovascolari e metaboliche, ma anche per vari tipi di tumore”.

febbraio 27, 2012

Tumori: al Regina Elena istruzioni del prima e dopo il cancro al seno

Il al uccide sempre meno. La sopravvivenza a 5 anni per il della è tra le più alte tra le malattie oncologiche e raggiunge l’87%.

Oggi, quindi, agli aspetti puramente terapeutici di assistenza alla paziente se ne aggiungono altri, ancora in gran parte sconosciuti, che riguardano il ‘prima e dopo’ la malattia. Ai fattori di rischio, alla preservazione della fertilità, alla prevenzione farmacologica e ad altri temi è dedicato il confronto, in programma domani, tra esperti internazionali all’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma.
Per quanto riguarda il prima, recenti nuove conoscenze mettono in guardia su fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo della , quali ad esempio alcuni difetti genetici che influiscono sulla produzione degli ormoni endogeni, o le stimolazioni ormonali ripetute per indurre gravidanza e ancora l’impiego di ormoni per alleviare i disturbi legati alla . Inoltre, emergono da numerosi studi clinici, i benefici della ‘prevenzione farmacologica’ con agenti ormonali in donne a rischio di sviluppare il . Per il dopo, invece, un primo obiettivo è il controllo dei sintomi da carenza estrogenica a causa della scomparsa transitoria o definitiva di mestruazioni, pur nel rispetto della patologia oncologica di partenza.

agosto 30, 2011

Tumore: un sensore elettronico che monitora e trasmette dati sulla progressione tessuti maligni.

Il sensore elettronico è in grado di misurare il contenuto di del fluido contenuto nei tessuti che circondano il : una diminuzione di tale valore è un indice del fatto che esso potrebbe crescere più velocemente e diventare aggressivo

Un chip da impiantare nel corpo di un paziente affetto da potrebbe presto consentire un costante monitoraggio della e aiutare il personale medico nella scelta più opportuna della terapia: è quanto ha realizzato un gruppo di ingegneri della Technische Universitaet Muenchen (TUM) coordinati da Bernhard Wolf, che potrebbe presto entrare in fase di sperimentazine sugli animali.

Com’è noto l’intervento chirurgico è la terapia di elezione per molti tumori. Alcuni di essi tuttavia, come quelli che colpiscono il cervello, possono essere difficili da operare o costituire un rischio per i tessuti circostanti. Altri tumori, come il carcinoma della prostata, crescono a un ritmo molto lento e colpiscono essenzialmente i pazienti più anziani. In questi casi l’intervento chirurgico rischia di diminuire notevolmente la qualità della vita del paziente senza incrementare in modo significativo la loro aspettativa di vita.

Cuore del dispositivo è un sensore elettronico integrato in grado di misurare il contenuto di del fluido contenuto nei tessuti che circondano il : una diminuzione di tale valore è infatti un indice del fatto che esso potrebbe crescere più velocemente e diventare aggressivo.

La misura può essere trasmessa wireless direttamente al medico, che così può seguire in tempo reale la progressione della ed eventualmente predisporre un intervento o una chemioterapia, senza obbligo da parte del paziente di sottoporsi a frequenti controlli presso l’ospedale.

giugno 27, 2011

Malattia di Fabry: la bioinformatica offre un farmaco.

La terapia è ancora in fase di sperimentazione ed è efficace solo per alcune forme della

Può manifestarsi in forme molto diverse sia per la gravità sia per gli organi che colpisce, provocando tra gli altri danni renali e cardiaci con possibili rischi di ictus o di infarto. Insorge durante l’infanzia, ma anche in età adulta quando, a causa della sovrapposizione dei sintomi con quelli più comuni, può essere sotto-diagnosticata. È la di , una rara patologia genetica.

Ricercatori dell’Istituto di chimica biomolecolare del CMR (Icb-Cnr) insieme a colleghi degli Istituti di calcolo e reti ad alte prestazioni (Icar) e di biostrutture e bioimmagini (Ibb), sempre del del CNR e dell’Università Federico II di Napoli, propongono una nuova terapia che può essere assunta per via orale e potenzialmente più economica rispetto a quella tradizionale. La ricerca è stata pubblicata su Orphanet Journal of Rare Diseases.

maggio 7, 2011

Tumore al fegato: prelevato organo, ripulito e reimpiantato.

Un intervento di chirurgia del fegato in tre fasi e’ stato eseguito a Padova su donna di 38 anni
affetta da metastasi inoperabili con la chirurgia tradizionale.La paziente, superato il decorso post-operatorio, e’ stata dimessa ed e’ tornata alla sua vita normale.
Nel corso dell’operazione durata praticamente due giorni, per complessivamente 20 ore, e’ stato rimosso dapprima il fegato dall’addome della donna, che e’ stato poi operato ”al banco”, fuori dal corpo, liberato dalla malattia e’ stato successivamente reimpiantato in addome.
L’intervento e’ stato eseguito dal prof. Umberto Cillo – Direttore dell’Unita’ Operativa di Chirurgia Epatobiliare e Trapianto Epatico dell’Azienda Ospedaliera/Universita’ di Padova e dalla sua equipe.
In particolare il fegato e’ stato prima rimosso dall’addome della giovane donna, avendo avuto cura di preservare le strutture vascolari. Con opportuni metodi per salvaguardare la vitalita’ dell’organo, il fegato e’ stato poi posto in un contenitore ed e’ stato accuratamente ”ripulito” dal tumore che lo interessava in maniera diffusa.
L’eradicazione della neoplasia ha richiesto la ricostruzione di vitali strutture vascolari del fegato con l’ausilio di tecniche di microchirurgia vascolare utilizzando un segmento di vena prelevata da donatore cadavere.

dicembre 23, 2010

Cancro ovarico: isolato un gene.

I ricercatori del Laboratorio di Genetica Umana del Dipartimento di Biotecnologie e Scienze Molecolari dell’Universita’ dell’Insubria, guidati da Roberto Taramelli, ordinario di Genetica umana alla Facolta’ di Scienze a Varese, hanno isolato un gene che contribuisce a chiarire il processo che sottende la genesi del tumore ovarico, uno dei tumori piu’ letali e per molti versi considerato misterioso dagli studiosi. Le ricerche hanno evidenziato che questo gene induce il reclutamento di particolari cellule che aiutano a circoscrivere la crescita tumorale: nelle persone ammalate di cancro ovarico e’ presente una alterazione di questo gene e di conseguenza una mancanza di reazione al tumore. Il tumore ovarico e’ il cancro ginecologico piu’ letale: porta alla morte della meta’ delle pazienti. Ogni anno in tutto il mondo sono 200.000 i nuovi casi, in Italia circa 4.000. Inoltre, i sintomi sono piuttosto vaghi (mal di schiena, dolori addominali) e spesso le pazienti arrivano all’attenzione del medico quando la malattia e’ ormai a uno stadio molto avanzato, da qui il triste appellativo di ‘killer silente’ dato a questo tumore. “Da alcuni anni il mio gruppo di ricerca si occupa dello studio dei meccanismi molecolari e cellulari alla base della genesi di alcuni tumori solidi quali i tumori ovarici – spiega il professor Taramelli -. Alla luce della notevole scarsita’ di nozioni che riguardano l’essenza di questi tumori, ossia la loro biologia di base, abbiamo cercato di trattare questa patologia con un approccio innovativo”. I ricercatori sono partiti da una considerazione molto generale ma abbastanza semplice: se e’ un dato ormai assodato che a una persona su tre sia diagnosticata una neoplasia, e’ anche vero che due su tre sono resistenti. Da questa premessa si e’ cercato di capire da cosa dipendesse questa ‘resistenza’. Per rispondere occorre pensare al cancro non come un susseguirsi di alterazioni che colpiscono una singola cellula, in questo caso quella dell’epitelio ovarico, bensi’ considerare il cancro come una malattia dovuta a un’alterata organizzazione strutturale dei tessuti che compongono i nostri organi.