Posts tagged ‘nenni’

aprile 6, 2020

Andiamo avanti con la sfida.

Di Gaetano Colantuono

L’anno 1976 rappresenta – comunque la si veda – uno spartiacque nella storia del PSI, che in quell’anno vedrà la fine della lunga segreteria di De Martino a favore di un allora giovane dirigente milanese, sostenuto da una composita nuova maggioranza interna.
L’intervista laterziana a Nenni, fatta da uno degli intellettuali di partito (G. Tamburrano), è una delle testimonianze di quella fase: pubblicata nel febbraio del ’77, evidentemente era stata elaborata in var

Altro…

L'immagine può contenere: il seguente testo "SAGGI TASCABILI LATERZA NENNI ista sul socialismo italiano a cura di Giuseppe Tamburrano"
marzo 21, 2020

ERODI 2020.

di Gaetano Colantuono.

La cultura borghese europea già ottocentesca aveva conosciuto (e confessato) un’applicazione indebita delle teorie scientifiche di Malthus e di Darwin alla dimensione umana e sociale, come giustificazione (pseudo)scientifica a opzioni politiche quali il nazionalismo, il colonialismo e l’imperialismo (e l’antisocialismo, non lo si dimentichi).
Una loro versione estrema – la scienza razzista – troverà spazio nella stessa Europa sul finire del secolo. Qui troveranno spazio le prime ipotesi di eugenetica: quali “razze” o fenotipi far riprodurre, quali ghettizzare (mediante divieti di matrimoni misti), a quali impedire la riproduzione anche in modi spicci (sterminio o più democraticamente sterilizzazione o sottrazione dei figli).

StrageInnocenti Ghirlandaio web1280


Se il darwinismo sociale aveva ritenuto che la morte di massa di certe popolazioni o fasce sociali – comunque umane – fosse in qualche modo “naturale”, in quanto dovuta ai tradizionali fattori – guerre, carestie, epidemie -, l’eugenetica – razziale o di altro tipo – non si limita ad essere una forma estrema di queste premesse, ma rappresenta un salto ideologico da cui non si può tornare indietro: la “despecificazione” o “disumanizzazione” di singoli individui o intere popolazioni, mediante cui si cancella ogni comune appartenenza alla specie umana; la pianificazione per ottenere gli scopi prefissati.

Si tratta di pratiche vietate dal costituzionalismo successivo al secondo conflitto mondiale. Tuttavia, si tratta di ipotesi ricorrenti in fasi di neopositivismo e di irrazionalismo antropologico: fra le due concezioni non vi è contraddizione. Se affidi la tua etica ad un’autorità esterna alla coscienza sociale e personale, potrà cambiare il referente (tecnologie, astrologia …), non cambierà l’eterodirezione.

La scelta di alcuni governi di non bloccare la produzione per una maggiore tutela della salute dei propri cittadini, di non estendere i diritti alla salute in situazione di emergenza sanitaria, di lasciare di fatto e consapevolmente che un maggior numero di contagiati e di morti avvenga, di mantenere quote della sanità nelle mani di aziende private e del profitto possono essere considerate forme di eugenetica contemporanea neoliberista?

Notiamo che alcuni governi stanno lasciando che determinate fasce sociali o anagrafiche siano lasciate da sole a sopravvivere: gli anziani pensionati (a meno che non appartengano alle ristrette elite gerontocratiche che non intendono abbandonare i loro posti di potere anche politico), i lavoratori della grande industria (di fatto esclusa anche dalla rigida normativa italiana), i migranti alle porte di un’Unione europea sempre più Fortezza “forte con i deboli, debole con i forti” (Nenni), le popolazioni mediterranee (ieri la Grecia, oggi l’Italia), tutti i soggetti fragili.

Questa eugenetica non è più razziale, non è neonazismo. è su base sociale e etnico: è una versione estrema della guerra ai poveri, di sottomissione dei lavoratori soprattutto se migranti, di affermazione dell’uomo bianco, imprenditore e proprietario con la sua missione di portare la luce della scienza e dello sviluppo.

Ci vorrebbe un fronte mondiale per opporsi a questo scenario.

agosto 1, 2018

Testimone del tempo

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, occhiali e spazio all'aperto

Andrea Camilleri,il papà di “Montalbano”cosa dice di Salvini
“Non ho rimpianti per il passato. Però questo è davvero un brutto passaggio nella storia italiana che temo non abbia paragoni con altri periodi-“Un paese che torna indietro, come i gamberi. È come se avesse cominciato a procedere in senso inverso, smarrendo le importanti conquiste sociali che aveva realizzato in passato. Se devo essere sincero, io non riconosco più gli italiani..
Non voglio fare paragoni,ma intorno alle posizioni estremiste di Salvini avverto lo stesso consenso che a dodici anni, nel 1937, sentivo intorno a Mussolini. Ed è un brutto consenso perché fa venire alla luce il lato peggiore degli italiani, quello che abbiamo sempre nascosto”. Quale? “Prima di tutto il razzismo. Noi ci siamo riparati dietro l’immagine stereotipata di ‘italiani brava gente’, ma non è sempre stato così, specie nell’Africa Orientale. Su questo preferisco sorvolare. Però ricordo ancora le scritte che mi accoglievano a Torino negli anni Sessanta quando andavo a lavorare nella sede Rai: ‘Non si affittano case ai meridionali’
“Una delle mie più grosse pene è proprio questa: a novantatré anni, a un passo dalla morte, mi trovo a lasciare a nipoti e pronipoti un’Italia che non mi aspettavo di lasciare in eredità. I miei uomini politici si chiamavano De Gasperi, Togliatti, Nenni, Sforza. Avevano un preciso concetto dello Stato e di quello che si poteva fare del paese. Abbiamo ricostruito l’Italia, ora la stiamo risfasciando. Per questa ragione sento di aver fallito come cittadino italiano. E mi pesa molto”
Andrea Camilleri
http://www.ilgiornale.it/…/camilleri-contro-salvini-attorno…

luglio 27, 2013

Verso il naufragio del PD

 

    https://quadernisocialisti.files.wordpress.com/2013/07/8e07a-naufragium.jpg Forse con gli ultimi avvenimenti il Pd ha dimostrato di essere al passo con l’indecenza dei comportamenti generati dall’avvento della seconda repubblica. Volendo analizzare  quello che in casa PD e in area governativa è successo negli ultimi giorni  va osservato che la crisi del centrosinistra trova le sue radici nel  processo sostanzialmente mistificatorio della II° Repubblica.  La sinistra che doveva nascere dopo “mani pulite” era concepita  come la somma  di un postcomunismo senza identità ed un pezzo di ex DC che aveva individuato nell’Ulivo una scialuppa di salvataggio e di sopravvivenza politica.

Questo schema apparentemente funzionale agli avvenimenti  non avrebbe potuto mai produrre grandi progetti politici ma solo il piccolo cabotaggio del tirare a campare, mentre l’Italia viveva un processo di regressione involutiva mai registrata nella storia repubblicana.

A sinistra del Pd  ci sono stati fatti effimeri e sbagliati. Si è oscillato tra la sacra unione delle sinistre cosiddette radicali, ma in realtà archeologiche, seppellite dalla storia e la proposizione di una sorta di ulivismo di sinistra (Rodotà, De Gregorio) improduttivo ed evanescente.

La mistificazione che diede vita all’Ulivo si fondava su un elemento preciso: la demonizzazione e l’espulsione della tradizione socialista, ovvero dell’unica tradizione della sinistra italiana che aveva retto alle dure repliche della storia (come diceva Nenni), anche scontando la degenerazione politico-organizzativa del Psi anni 80 (ma le degenerazioni successive sono state ancora più gravi).

Iil PD, nonostante ormai sia all’impazzimento, reggerà fino a quando in campo ci sarà Berlusconi. Le conseguenze della deflagrazione, ormai imminente, sono inimmaginabili, ma certamente produrrà  uno scombussolamento generale del sistema politico generale. I socialisti non possono aspettare senza far nulla, né tantomeno continuare a navigare su una nave che va verso il naufragio. Purtroppo però le risorse politiche e culturali a sinistra del PD sono scarse. Per questi motivi SeL ed un Psi (libero da Nencini) dovrebbero  iniziare a ragionare insieme. Questa è l’unica strada per evitare  un nuovo Arcobaleno che occulterebbe ancor più le debolezze del PD e gli garantirebbe una ingiusta e dannosa sopravvivenza, condannando per altro verso il PSI a rimanere un satellite inerte del PD.

Beppe Sarno

gennaio 25, 2013

NESSUN SIMBOLO SOCIALISTA SULLA SCHEDA ELETTORALE


Se i socialisti vogliono ricordarsi delle elezioni politiche del 2013 per qualche particolarità, questo è l’anno in cui non ci sarà sulla scheda elettorale nessuna lista socialista, o che riprenda il nome socialista o della socialdemocrazia. Né a destra, né a sinistra, né al centro. Gli anni della diaspora sono ormai lontani. Quando la competizioni tra le formazioni socialiste superstiti, quelle dei resistenti che avevano deciso di non vendersi alla destra di Berlusconi o alla sinistra del PDS, entrando direttamente in quei partiti, si manifestava con le liste socialiste tra loro in competizioni. Il PSI del’94 più forte rispetto ad altre formazioni nel campo del centrodestra. Ma comunque poca roba. Magro risultato quello della lista Socialista del ’96 (neppure ci ricordiamo da chi fosse capeggiata). Poca roba lo SDI insieme ai Verdi uniti nel Girasole o il Nuovo Psi del 2001. Poco successo I Socialisti del 2006 e poco, l’1%, ottenne la grande costituente socialista del 2008 sotto la rinnovata gloriosa sigla del Partito Socialista. Ma oggi neppure quello. Nessuna lista sulla scheda. Il segno che un ciclo è finito. Il ventennio di chi, per la verità in modo non sempre coerente e con molte timidezze, aveva sperato di poter presentare la propria lista almeno quando la legge elettorale lo consente. Come sarebbe stato per il PSI oggi, con il Porcellum, e in coalizione nel centrosinistra. Sarebbe stato in una botte di ferro, con un folto numero di parlamentari eletti con le proprie forze e che sarebbero entrati in Parlamento con le proprie gambe. Come è stato ripetuto per lungo tempo. Beh, il segno della decadenza è evidente: non c’è il PSI ma c’è Tabacci. E allo storico PSI si sostituiscono nuove liste, nuove formazioni dell’ultima ora. Un ciclo per i socialisti è proprio finito.

settembre 11, 2010

Nencini lecca il culo al PD

Bersani, Fassino, Pezzotta, Polverini, Bocchino… Il Partito socialista si prepara ad accogliere i tanti vip che scenderanno a Ferrara in occasione della festa nazionale dell’Avanti, che si terrà a Ravalle, frazione nord della città estense.

Per  “si tratta di un appuntamento di straordinaria importanza per la qualità degli ospiti che hanno aderito e per la particolare delicatezza del momento politico nel quale la festa si inserisce”.

C’è da rimanere mortificati vedere il comportamento servile di Nencini nei confronti del PD,che invece di recuperare l’unità dei socialisti strizza l’occhio a chi gli promette un posto in parlamento.
Gli sforzi di pochi compagni di base sono inutili e  svaniscono nel nulla.
L’occasione della festa AVANTI! gloriosa testata Socialista avrebbe dovuto essere  un momento di orgoglio di tutti i Socialisti per divulgare all’esterno il nostro pensiero di società.
Diventa invece un’ulteriore occasione di mortificazione della nostra autonomia e dignità.

luglio 28, 2010

Scherzi del destino.

Ponza 28 luglio 1943: i detenuti politici confinati nell’isola vedono arrivare un ospite inatteso. E’ MUssolini, fatto arrestare dal Re e tradotto nell’isola in attesa di una nuova sistemazione. Fra i detenuti c’è anche Pietro Nenni, che con il binocolo può osservare colui che, già fraterno amico di trenta anni prima, poi diventato acerrimo nemico, è detenuto nello stesso luogo per opposti motivi. Annota Nenni nel suo diario “Dala finestra della mia stanza con il cannocchiale vedo distintamente Mussolini: è alla finestra, in maniche di camicia e si passa nervosamente il fazzoletto sulla fronte…..è un vinto, l’eroe dannunziano, che ruzzolato dal trono di catrapesta, morde la polvere……Noi, i suoi avversari, contro i quali egli ha avvenato i suoi sarcasomi, siamo in piedi per altre lotte, altri cimenti, in piedi con la dignità della nostra vita…..Scherzi del destino.(Paolo Mattera – Storia del PSI)

novembre 24, 2009

Cappuccetto rosso e il lupo.

Come sapete Nencini per essere eletto alle elezioni regionali in Toscana ha fatto un patto col PD. Adesso si sta alleando anche con l’UDC di Casini. Tutto questo, non si capisce bene perché, in nome di Nenni. L’errore di Niki Vendola, oltre che nostro è stato quello di prendere sul serio questo signore, molto per bene, che si è impegnato nel processo fondativo di Sinistra e Libertà solo perché sperava di costruire un cartello elettorale buono a far eleggere una manciata di deputati regionali. Nencini, però, visti come sono andati i fatti, aveva la consapevolezza di non mantenere il patto non appena avesse raggiunto i suoi scopi. Promettere è una cosa seria, è come un giuramento laico ed io come socialista mi sono sentito, fin dall’inizio, moralmente impegnato oltre che autenticamente convinto a portare avanti il progetto di Sinistra e Libertà. Io non ammetto le false promesse.

A  questo proposito  mi viene in mente la barzelletta di Cappuccetto rosso e il lupo:

Cappuccetto Rosso: Nonna, ma che occhi grandi che hai.

Lupo: sono per guardarti meglio.

Cappuccetto Rosso: Nonna, ma che orecchie grandi che hai.

Lupo: sono per sentirti meglio.

Cappuccetto Rosso: Nonna, ma che denti grandi che hai!!!

Lupo: Beh, grazie al cazzo sono un LUPO!