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febbraio 24, 2013

SPETTRI E FANTASMI SULLO SCENARIO INTERNAZIONALE: PER UN RILANCIO DELL’INTERNAZIONALE SOCIALISTA

di Felice Besostri

Un fantasma si aggira per il mondo, ma non in Europa, terreno di caccia riservato al PSE: l’Internazionale Socialista. Se non viviamo nel miglior mondo possibile sappiamo a chi poterlo imputare. Sia chiaro che, se si guarda alla contraddizione tra gli strumenti necessari per tentare di stabilire una società più giusta e i mezzi a disposizione, non si può essere soddisfatti e ciò a prescindere dal fatto se, oltre che la volontà -o la pia intenzione- di cambiare le cose, abbiamo un corpo teorico all’altezza del compito. Il fatto che altre formazioni nazionali o internazionali, per esempio la Sinistra Unita Europea, non ce l’abbiano non è né una consolazione, né una giustificazione.

Le critiche alle insufficienze dell’Internazionale Socialista hanno un fondamento, ma sono al contempo ingenerose e frutto di un modello di internazionalismo che non è, e non può essere, quello di partiti socialisti. Se, infatti, dobbiamo non essere soddisfatti dell’Internazionale Socialista, non dobbiamo mai dimenticare i guasti delle varie incarnazioni dell’internazionalismo comunista, soprattutto perché erano schermo della politica di potenza dell’U.R.S.S., ai cui interessi erano subordinate le tattiche e le strategie dei partiti comunisti affiliati. Lo si è visto nel caso di rotture interne al movimento comunista, quando le differenze non venivano regolate da un dibattito politico condotto sulle riviste ideologiche, ma affidate alla repressione cruenta. Quando ci fu la rottura con la Jugoslavia di Tito, in quel paese i kominternisti venivano internati in lager sulla brulla Isola Calva (Goli Otok) in Dalmazia, mentre nell’Europa orientale i titoisti, anzi i trozkisti titini, erano tra le vittime privilegiate dei processi staliniani, insieme con gli ex combattenti della guerra di Spagna nelle Brigate Internazionali e i comunisti con ascendenza ebraica. La rottura tra la Cina Popolare e l’U.R.S.S. ha comportato rotture tra i partiti delle due linee con pesanti conseguenze nelle aree di frizione, come in Asia e in America Latina. Nell’Internazionale Socialista, come si è ricostituita nel Secondo Dopoguerra del XX° Secolo (Francoforte s. M. 1951), ci sono partiti che hanno svolto un ruolo di guida, la SPD e i partiti laburisti e socialdemocratici scandinavi: un ruolo che si rafforzava quando erano alla guida del loro paese e i propri esponenti alla guida dell’Internazionale Socialista.

Un nome basta per tutti: Willy Brandt, leader della SPD, Cancelliere tedesco e Presidente dell’IS, anche se non contemporaneamente. La Ostpolitik fu condotta anche grazie all’IS, a quel tempo il PSE era un mero Ufficio di Collegamento tra partiti socialisti nella CEE, come anche su di essa si riverberò il prestigio della Commissione Nord Sud (Commission for International Developmental Issues) presieduta dal Willy Brandt e attiva nell’ambito del sistema ONU. In seguito alle Primavere arabe, sulle quali sta cadendo l’inverno del fondamentalismo islamico, prima che si schiudessero le gemme della democrazia e sbocciassero i fiori della libertà, fu rimproverata la presenza tra gli associati del Partito dell’egiziano Mubarak o quello tunisino di Ben Alì, dimenticando il ruolo essenziale dei laburisti norvegesi negli accordi di Oslo del 1993: un passo decisivo, purtroppo rimasto incompiuto, verso la pace e la convivenza tra israeliani e palestinesi. L’IS è stata per anni l’unica organizzazione che accogliesse tra i suoi membri Al Fatah e partiti socialisti sionisti israeliani, ora come membro effettivo il solo Meretz e lo storico partito laburista di Rabin, declassato ad osservatore. Nella lotta contro l’apartheid, l’Internazionale Socialista è stata una protagonista, così come per l’indipendenza delle colonie portoghesi, non per nulla sono membri effettivi l’ANC del Sud Africa, lo SWAPO della Namibia, lo MPLA angolano, il FRELIMO del Mozambico e i movimenti di liberazione della Guinea e Capo Verde. Movimenti un tempo icone della sinistra antagonista nostrana, come il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale sono da tempo membri effettivi dell’Internazionale Socialista, insieme con il più moderato Partito di Liberazione Nazionale di Costarica, l’unico paese che ha abolito le forze armate e che da tempo immemorabile non ha conosciuto golpe y caudillos militari e con un sistema di sicurezza sociale di modello scandinavo. Ha perso colpi con la perdita di potere di Accion Democratica, la cui corruzione non può far dimenticare i meriti del suo leader storico Carlos Andrés Perez, ostacolo ad ogni avventura anti-cubana  o che l’altro membro effettivo venezuelano è il MAS di Teodoro Petkof, l’ideologo di formazione marxista, cui ci si ispirava per una comprensione dei fenomeni politico sociali latino-americani, che non fossero infatuazione romantica del guerrilismo e dell’icona di Che Guevara con il basco nero in testa.

L’appoggio ad Allende e la solidarietà dopo l’11 di settembre è un altro dei meriti dell’Internazionale Socialista e di molti dei suoi partiti membri, compreso il PSI. La sinistra cilena di ispirazione socialista si è divisa, ma anche qui non è senza significato che tutti e tre i tronconi dal Partito per la Democrazia, l’antesignano del PD italiano, il Partito Socialista del Cile e il Partito Radical Socialdemocratico siano membri effettivi e che la vittoria del Frente Amplio in Uruguay, che nel 2004, dopo Chavez 1998, Lagos 2000 e Lula 2002, con l’elezione a presidente del socialista Tabaré Vázquez aprì una nuova serie delle vittorie elettorali della sinistra (Bolivia e Cile 2005, Ecuador 2006) che hanno cambiato il volto politico del Sud America, più dei focolai di guerriglia. Punto di forza il Cile e debolezza il Brasile, perché il Partito Laburista Democratico è nella coalizione di governo ma non fa parte dell’IS, né il Partito Socialista Brasiliano, l’unico partito estraneo a coalizioni di potere e strumentali della storia brasiliana, a differenza dello stesso PCB, né il PT, che pure è invitato permanente e che nel suo statuto si definisce socialista democratico (“com o objetivo de construir o socialismo democrático.”,art. 1 Statuto PT 2012).

Lo scopo di queste informazioni è quello di spingere ad analisi un po’ più articolate della liquidazione dell’IS, per alcuni dei suoi membri nord-africani – tra l’altro non più membri – o centro-americani come il PRI messicano, dimenticando per quest’ultimo paese il Partito della Rivoluzione Democratica e gli affiliati tunisini, come il Forum Democratico per il Lavoro e le Libertà o il Partito Social democratico in Egitto e il Fronte delle Forze Socialiste in Algeria, dove è affiliato anche lo FNL. Il rafforzamento del PSE, peraltro organizzazione fraterna, ha indebolito l’IS, tra i cui 99 membri effettivi soltanto 26 sono europei di 22 paesi e tra essi mancano molti della UE, come il Labour Party della Gran Bretagna, nella cui capitale ha sede, o i laburisti norvegesi, a capo di una delle poche coalizioni di sinistra rosso-verde al governo negli anni delle sconfitte elettorali europee (Germania, Gran Bretagna, Svezia, Portogallo, Spagna e Grecia). Semplici osservatori sono anche gli olandesi del PvdA, per loro scelta, mentre maltesi, estoni, lettoni e  i laburisti della Nuova Zelanda sono scesi di status per mancato pagamento delle quote, in totale sono 18 i partiti in tale situazione. I partiti della IS sono al governo i 51 Stati, in 12 dei quali hanno sia il presidente che la maggioranza parlamentare e in altri 5 il primo ministro. Tra i 19 stati del G20 (il 20° è l’UE) l’IS è presente in 12, ma al governo soltanto in 3 (Francia, Mexico e Sud Africa) e in 2 è opposizione, ma con possibilità di andare al Governo (Germania e Gran Bretagna). Nella Federazione Russa, Brasile, Cina, India e Stati Uniti non ci sono partiti affiliati all’IS, che possano aspirare alla guida di quei paesi. Soltanto il Sud Africa ora e in futuro il Brasile, se aderisse il PT, rappresentano un’eccezione tra le nuove nazioni destinate a un ruolo economico mondiale. Tra i G8 i partiti socialisti possono giocare un ruolo in Francia, Germania e Gran Bretagna, non in Giappone(il Partito Socialista non è più membro ma soltanto quello Socialdemocratico) e in Italia a condizione che il PD risolva i suoi mal di pancia sull’affiliazione internazionale (un possibile e auspicabile sviluppo dell’alleanza elettorale PD, PSI e SEL).

A mio avviso l’IS va rilanciata, un’ottica soltanto europea non basta a una sinistra che voglia essere soggetto attivo a livello planetario, come planetarie sono le sfide dello sviluppo economico, dei diritti dei popoli e della democrazia, ma senza pensare ad un centro organizzatore della rivoluzione socialdemocratica nel mondo. L’art. 1 dello Statuto dice che “ L’INTERNAZIONALE SOCIALISTA è un’associazione di partiti e organizzazioni politiche che cerca di stabilire il socialismo democratico” ma, si precisa all’art. 2, che lo scopo è “di rafforzare la collaborazione tra i partiti affiliati e di coordinare il loro atteggiamenti e attività con il consenso”, non esistono deliberazioni vincolanti, che se anche fossero previste non ci sono strumenti coercitivi per farle rispettare: questa è la grande differenza con le esperienze dell’Internazionale Comunista(Komintern) o del  Information Bureau of the Communist and Workers’ Parties (Cominform), un nome anodino per questioni di immagine, ma dietro il quale si nascondeva il ferreo controllo del PCUS.

Nelle critiche all’Internazionale Socialista si coglie un modello di Internazionale, che non è quello socialista democratico. La sanzione massima, l’espulsione, è difficilissima in quanto è di competenza del Congresso e a maggioranza qualificata dei 2/3 (art. 5.1.,3 Statuto). L’Internazionale Socialista non può essere altro da quello che i partiti, specialmente i maggiori, vogliono che sia. Basta guardare il bilancio del 2010, l’ultimo pubblicato, per capire che non è una priorità per i partiti socialisti. Il totale delle entrate ammonta a Sterline 1.180.127 , aumentato a Sterline 1.380.000 nel 2011, cioè € 1.595.000: nello stesso anno il bilancio del PSE prevede entrate per € 5.187.221, più di 3 volte tanto. Lo staff assorbe un quinto del bilancio e non superava al momento del suo splendore, cioè con la segreteria generale dell’amico Berndt Carlsson( morto nell’attentato libico di Lockerbee all’aereo della Pan Am il 21 dicembre 1988) la decina di persone, fattorini compresi. La forza dell’IS è sempre stata quella del prestigio dei suoi leader, oltre che il nominato Brandt, Olof Pame, Felipe Gonzales, Lionel Jospin, Bruno Kreisky e anche Bettino Craxi, che facilitò l’ingresso del PDS o i dirigenti del Partito laburista Israeliano, quando erano la forza egemone in quel paese: un epoca finita, non solo simbolicamente, con l’assassinio di Itzak Rabin.

L’IS, il cui Presidente Papandreu è stato, nei fatti, abbandonato dai grandi partiti socialisti, che non erano al governo in nessuno dei paesi guida, merita invece un rilancio almeno per due ragioni. La prima è la attualità e validità della sua Dichiarazione dei Principi approvata dal XVIII° Congresso di Stoccolma del 1989, frutto di una Commissione presieduta, se ben ricordo, da Felipe Gonzales. Un documento che contiene le linee per un diverso ordinamento mondiale in buona parte coincidente con quelle dei Forum Social Mundial, iniziati a Porto Alegre nel 2001. La seconda è che tra i suoi membri effettivi c’è un piccolo partito, l’Alleanza Social Democratica di Islanda, nato da un’unificazione tra socialdemocratici e comunisti, al governo insieme con un Partito di sinistra alternativa, grazie a elezioni vinte superando la maggioranza assoluta, senza aiuto di abnormi e porcellosi premi di maggioranza e che nella crisi finanziaria ha preferito, sotto la pressione di 2 referendum popolari, far fallire le banche piuttosto che strozzare i propri cittadini. Speriamo che una rinnovata attenzione per l’Internazionale Socialista spingerà qualche editore a pubblicare in Italiano la monumentale Geschichte der Internationale (Storia dell’Internazionale ) del socialista austriaco Julius Braunthal.    La mancata pubblicazione spiega, tra molti altri fattori, la superficialità, in generale,  o comunque la sottovalutazione, con le quali si affronta il tema della dimensione internazionale della sinistra. Persino il PSI fu lascito fuori dall’IS, che riconosceva soltanto il PSDI, che peraltro aveva tra i suoi ranghi, l’ultima esponente attiva di una generazione di rivoluzionari, Angelica Balabanoff.  Se si fosse dedicato lo stesso tempo ed energie a riflettere sulla crisi ed inadeguatezza degli strumenti di cooperazione oltre le frontiere, di quello dedicato al sub- comandante Marcos, saremmo in una situazione migliore: se esiste un complotto mondiale della grande finanza e delle multinazionali, dovrebbe essere logico costruire strumenti di iniziativa politica allo stesso livello. Pur con i suoi limiti, almeno il campo sovietico, garantiva l’esistenza di un polo alternativo. Ora la diminuzione di controlli sui movimenti di capitale e l’incompiuta costruzione, a livello continentale, di organizzazioni di cooperazione economica e politica in grado di progettare scelte di sviluppo alternative a quelle dettate dal solo profitto a breve termine, rende necessaria l’esistenza di un’organizzazione come l’Internazionale Socialista, in grado di estendere la cooperazione oltre i partiti variamente affiliati, come previsto dall’art. 2 comma 2 dello Statuto: “L’Internazionale Socialista cercherà anche di estendere le relazioni tra l’IS e altri partiti orientati in senso socialista, non affiliati, che desiderano cooperare”. Pare un progetto da sviluppare più interessante della riesumazione dell’Ulivo Mondiale o di un generico democraticismo progressista

dicembre 23, 2012

Le primarie delle idee???? Ma de che ?

…..le Primarie delle idee……da quando al Mondo un Partito Socialista ha bisogno di fare come un’azienda di marketing per sapere cosa la gente vuole o meglio di cosa ha bisogno? Il Socialismo non è forse una risposta sufficente per inglobare gran parte dei problemi derivati dall’eterno avversario (almeno per chi si ricorda ancora che il Socialismo è alternativo) chiamato Capitalismo? Riccarduccioooooo???? Vuoi fare le Primarie? Intervista un operaio di Termini Imerese ! Risparmi e in quattro righe ti riassumerà cosa i  lavoratori si aspetterebbero  a dal partito che dovrebbe ma non è, il partito del Socialismo Italiano.

 Auguri di Buon Natale. Con affetto anche……ma si è natale……

giugno 26, 2012

E questo il passaggio che fa tanto incazzare Nencini?

Solo un passaggio dell’intervista che Beppe Grillo ha rilasciato a Yedioth Ahronot, il più diffuso quotidiano israeliano, giusto per:

L’economia in Iran va bene, le persone lavorano. È come il Sudamerica: prima si stava molto peggio. Ho un cugino che costruisce autostrade in Iran. E mi dice che non sono per nulla preoccupati … Ahmadinejad vuole cancellare Israele dalle mappe? Non penso lo voglia davvero, lo dice e basta. Del resto anche quando uscivano i discorsi di Bin Laden, mio suocero iraniano m’ha spiegato che le traduzioni non erano esatte.

(…)

maggio 4, 2012

Un solo commento: Vergogna!

Il segretario del Psi, Riccardo Nencini, oggi a Palermo per un incontro elettorale, ha comunicato la candidatura del senatore Carlo Vizzini alla vicepresidenza dell’Internazionale socialista nel prossimo congresso che si terra’ in Sudafrica, a Citta’ del Capo. “E’ una soddisfazione che mi riporta agli anni in cui fondai con Occhetto e Craxi il Partito del Socialismo europeo e a quelli in cui accompagnavo Saragat all’Internazionale”, ha commentato Vizzini, che nel corso della manifestazione ha ricordato Pio La Torre, leader del Pci siciliano ucciso dalla mafia 30 anni fa.

Ed ecco chi è Carlo Vizzini:Nel 1993 viene indagato per lo scandalo delle tangenti nell’ambito del Processo ENIMONT con l’accusa di aver ricevuto un finanziamento illecito di 300 milioni di lire. Condannato in primo grado, il reato si estingue per prescrizione in appello. Viene invece assolto dal Tribunale dei ministri dall’accusa di aver percepito illecitamente denaro quando era in carica al Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni (oggi Ministero delle Comunicazioni).

Il pentito di mafia Massimo Ciancimino (figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino) lo accusa di avergli pagato tangenti per 900 000 euro, per questo è iscritto nel registro degli indagati della DDA di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme ai politici dell’Udc Totò Cuffaro, Saverio Romano e Salvatore Cintola. Con la ricezione dell’avviso di garanzia, è costretto a rassegnare le dimissioni dalla Commissione Parlamentare Antimafia[5][6] [7][8].

febbraio 25, 2011

Il PSI dimentica Pertini.

Nel sito ufficiale del PSI non è comparso nessun post in ricordo di Sandro Pertini, di cui ieri 24 febbraio ricorreva l’anniversario della morte. Non a caso. Il PSI ricorda sempre  con tanta enfasi il latitante Craxi ma dimentica Pertini. Non è un caso.

Il Partito Socialista Italiano, il più antico partito politico italiano, nato nel 1892 per dare voce e speranza agli sfruttati, ai deboli, agli oppressi, costruito con il sangue di migliaia di giovani italiani morti per un ideale di società più giusta e solidale, grazie a Craxi è stato  spazzato via dalla scena politica italiana assieme a tutto il sistema politico della Prima Repubblica.

Pertini combatté contro la piaga della corruzione, cioè contro quella stessa piaga che Bettino Craxi non affrontò, ma lasciò che distruggesse se stesso e il suo partito. Pertini infatti era convinto che la politica dovesse essere fatta con le MANI PULITE; Craxi al riguardo aveva idee un po’ diverse che le sue condanne per corruzione ci confermano.

Tutte le volte che penso a Pertini, ringrazio il cielo che se ne sia andato prima di vedere lo sfacelo a cui portò la politica della modernità di Craxi.

gennaio 12, 2011

Il PSI dalla parte di Marchionne.

Ha detto Nencini segretario nazionale del PSI“Noi, al contrario di una certa sinistra massimalista, Vendola compreso, tra una brutta vittoria e una bella sconfitta, preferiamo la prima e dunque, se il referendum otterrà la maggioranza dei sì, come ci auguriamo, restiamo dell’idea che l’accordo per Mirafiori andasse firmato anche dalla Fiom”.

Beato lui che ha certezze assolute.

Io, cone ha detto la Senatrice Finocchiaro a Ballarò, “non avrei firmato l’accordo, ma io non guadagno nilleduecento euro al mese.

Lasciamo quindi che siano gli operai di Mirafiori che decidano il loro destino, accettando anche l’amara vittoria del “SI”, con la consapevolezza che anni di lotte operaie vanno in fumo e che le rersponsabilità sono anche dei sindacati, che ancora una volta sono venuti meno alla loro funzione ed ai loro obblighi istituzionali.

gennaio 10, 2011

Il Bluff del PSI.

GOVERNO: NENCINI, UNIRE LE OPPOSIZIONI CONTRO L’ ASSE BERLUSCONI-BOSSI, questo l’annuncio di Nencini comparso ieri sul sito del Partito. Ritenendola una cosa sensata ho pensato bene di inviare un commento benevolo, esternado  tutti i miei dubbi sull’eventuale alleanza con l’UDC. Bene per be tre volte il sito mi ha rifiutato il commento adducendo pretestuosi motivi tecnici.

Che dire?

Nencini ha paura delle voci critiche e allora l’alleanza con l’UDC se la vada a fare da solo.

dicembre 24, 2010

La lunga marcia del Psi a destra del PD sotto braccio con Casini e Fini.

E’ finito – conclude – il tempo dei tatticismi. Si proponga subito un’alleanza di governo al partito di Casini e su questo asse si crei il nuovo centrosinistra. Queste le parole di Nencini segretario del PSI e aggiunge“Quella di Bersani per un patto costituente con le forze di centro, è prima di tutto una proposta di buon senso perché l’Italia ha un drammatico bisogno di riforme istituzionali ed economiche e le forze politiche responsabili hanno il dovere di cooperare per dare un futuro dignitoso al Paese e ai nostri figli”.

Parlando poi di Vendola afferma “Non ci vuole la Zingara per pronosticare che Vendola non sarà mai in grado di strappare un solo voto non solo al centrodestra ma anche al nascente terzo polo.”

Nencini dimentica che Vendola di voti al centrodestra alle ultime elezioni regionali  ne ha tolti parecchi, mentre il Nostro  non si è neppure candidato alle regionali della Toscana.

Se il PSI sceglie di andare a una coalizione di una non meglio  identificata sinistra riformista con le forze di centro, non mi resta che augurare ai compagni del PSI buon viaggio, confermando che  io non ci sarò.

dicembre 9, 2010

Addio compagno crudele.

  Enrico Boselli ha aderito all’API il  partito di Rutelli. Enrico Boselli è stato segretario del Partito Socialista (allora denominato SDI), per molto tempo, venendo poi sconfitto all’ultimo congresso dall’attuale segretario Nencini.  Se ne erano perse le tracce ed ora lo ritroviamo in uno schieramento di centrodestra. La morale della favola è che ognuno che si dichiara socialista, per il solo fatto di questa dichiarazione di appartenenza può sentirsi in diritto di fare e dire qualsiasi nefandezza. Altrettanto triste è il fatto che Nencini si senta in diritto di fare la morale. Lui!

ottobre 22, 2010

DIREZIONE PSI: ELETTA LA NUOVA SEGRETERIA NAZIONALE.

Il PSi ha eletto la nuova segreteria nazionale. Bene. E’ giusto. Sorge, però, un sospetto. Perchè Nencini ha fatto una segreteria così corposa? Faccio un esempio: il Pd che ha qualche tesserato più di noi e qualche diecina di voti in più ha una segreteria di quattordici membri(vedi il sito).Certo i compagni della segreteria sonoo tutti degnissimi, ma una cosa così non si era mai vista.

Avvicinandoci ogni giorno sempre di più allo sciogliete le righe il PSI  vuole trovarsi pronto a decidere i propri candidati in vista delle lezioni anticipate. Infatti la legge elettorale  da alle segreterie dei partiti il diritto di scegliere i propri candidati. Ecco perchè ognuno vuole trovarsi sul ponte di comando  perchè  potersi giocare al momento opportunole carte per essere candidato in posizione privilegiata ed essere eletto. Anche perchè sembra che il PD abbia offerto solo due posti al Parlamento ai nostri compagni.

Insomma le elezioni per i dirigenti del PSI diventeranno una specie di Superenalotto: solo uno vincerà. Craxi ritornerà da Zavettieri, qualcun altro se ne andrà al PD e  via cantando.

E noi compagni di base?