Posts tagged ‘ndrangheta’

novembre 23, 2013

Catanzaro un disastro dimenticato.

Catanzaro, da 96 ore senz’acqua: la gente in fila davanti le autobotti

Dopo il nubifragio di martedì scorso a Catanzaro manca l’acqua nelle case e la gente deve mettersi in fila davanti le autobotti della Protezione civile che forniscono acqua non potabile.

Dopo il nubifragio di martedi scorso è emergenza a Catanzaro. Da 96 ore non c’è una goccia d’acqua nei rubinetti e da ieri pomeriggio le autVisualizza altro

e poi dicono che governa la criminalità organizzata.

settembre 23, 2013

A chi serva la TAV.

di Marco Lillo – Incredibili i nomi delle persone indagate.  «Coinvolte le coop rosse. Reati ipotizzati: truffa allo stato, corruzione, frode e associazione a delinquere. 31 indagati».
Secondo i carabinieri e la Procura di Firenze le gallerie dell’Alta velocità ferroviaria in costruzione a Firenze da parte del general coVisualizza altro

settembre 11, 2012

Ma la ‘Ndrangheta non stava in Calabria?

I carabinieri del comando provinciale di Milano stanno eseguendo 37 ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di un’operazione, denominata ‘Ulisse’ contro clan della ‘Ndrangheta in Lombardia. I provvedimenti, emessi dalla procura distrettuale antimafia di Milano, riguardano i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, porto e detenzione illegale di armi, usura ed estorsione, tutti reati aggravati dalle finalita’ mafiose.

maggio 16, 2012

Torino, provincia di Reggio Calabria.

Torino Mafia 'ndrangheta Claudio Messora Byoblu Byoblu.com

di Valerio Valentini
Prendetevi un minuto di pausa e fate un respiro profondo: oggi facciamo un gioco. Immaginate che un consiglio provinciale si costituisca parte civile in un processo di ‘ndrangheta, nel quale un noto politico locale è accusato di aver interloquito con la cosche calabresi, ottenendo voti e garantendo favori. Poi ipotizzate – ragionando sempre per assurdo – che nelle poltrone del consiglio provinciale costituitosi parte civile contro quel politico, sia seduto il figlio dello stesso politico. Che, tra l’altro, è stato eletto proprio grazie ai voti che suo padre, giudizioso, ha racimolato presso i boss.

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aprile 30, 2012

Mancava qualcosa.

aprile 10, 2012

Per la Lega un’altra ondata di avvisi di garanzia. E sullo sfondo le inchieste sui rapporti con la Ndrangheta

Ormai il tam tam si è fatto irresistibile e annuncia una nuova ondata di avvisi di garanzia per la Lega, a partire dall’intera famiglia Bossi (a parte il figlio minorenne), Daniela Cantamessa, segretaria particolare di Bossi e Nadia Degrada, responsabile contabile, Piergiorgio Stiffoni, Rosi Mauro e lo stesso Roberto Castelli (che almeno aveva chiesto lumi sui conti del partito). Oltra naturalmente all’ormai ex tesoriere Francesco Belsito già inguaiato di suo. Si parte dai fatti che già stanno emergendo in queste ore, dalle irregolarità di Bilancio alla scuola Bosina della moglie di Bossi.
Ma anche per il primogenito del Senatur, Riccardo, sarebbero comparsi copie di assegni circolari a lui versati dal padre e probabilmente usati per la sua BMWx5. C’è un giallo anche sull’acquisto della tenuta di Brenta, nel Varesotto, fatto dalla famiglia Bossi per l’altro figlio Roberto Libertà. 450mila euro sborsati tutti d’un colpo il 24 giugno 2011 e che somigliano molto, forse troppo, al ricavato della vendita di una nota casa in via Mugello a Milano, arrivata a Bossi in lascito ereditario da un’ottuagenaria militante in qualità di segretario della Lega. La casa fu venduta per 480mila euro il 1 febbraio 2011, ma questi soldi ancora non compaiono nei rendiconti delle donazioni volontarie al Carroccio….
Ci sarà tempo e modo per spiegare, ma in tanti nel partito tremano anche per il tanto materiale informatico al vaglio dei periti dopo esser stato sequestrato a Francesco Belsito, al centro di complesse inchieste con i suoi principali sodali: l’imprenditore veneto Stefano Bonet (di cui Belsito si vanta di essere l’artefice del 70% del fatturato) e da Romolo Girardelli, in rapporti con pezzi grossi della Ndrangheta al Nord. Inchieste che chiederanno ancora tempo, ma che promettono di arrivare lontano. Si parla dell’ipotesi di riciclaggio di centinaia di milioni delle cosche per le quali sarebbe servito anche l’aiuto di esponenti del Carroccio.
Per non parlare dei cinque milioni di euro direttamente della Lega trovati su una banca di Cipro a Nicosia e di altri due milioni che sarebbero in Norvegia. Il sospetto de magistrati è che questo giro di soldi possa nascondere un giro di tangenti. Il modello è quello di una tangente già accertata: quella di un milione e 250mila euro versata da Stefano Bonet a Lorenzo Borgogni, quando quest’ultimo era responsabile del settore relazioni istituzionali di Finmeccanica e ammessa da Borgogni stesso. Soldi transitati da conti esteri e poi fatti rientrare in Italia grazie allo scudo fiscale…

marzo 30, 2012

Milano provincia di Catanzaro.

Veleni Bidoni  Rifiuti Tossici Mafia 'ndrangheta appalti expo lombardia tir Claudio Messora Byoblu

articolo di Valerio Valentini per Byoblu.com

A Milano, fervono i preparativi per l’Expo del 2015. La ‘ndrangheta è più felice che mai, visto che detiene il monopolio pressoché assoluto del movimento terra in Lombardia, sia nelle grandi bonifiche che nel trattamento di rifiuti. Gaetano Pecorella, presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, ha spiegato che da pochi giorni s’è conclusa un’indagine molto indicativa di quella che è la realtà edile lombarda: in un appalto che è stato analizzato, su 19 imprese coinvolte, 17 avevano legami con le ‘ndrine. Non c’è quindi da meravigliarsi se due ex assessori regionali all’Ambiente, Franco Nicoli Cristiani e Massimo Ponzoni, sono finiti in manette: il primo con l’accusa di corruzione e traffico organizzato di rifiuti illeciti, il secondo per appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta e finanziamento illecito.

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settembre 15, 2011

Ponte sullo Stretto, arrivano 586 espropri a Villa San Giovanni e la gente non ha da mangiare.

ponte sullo stretto di messina arrivano gli espropri

Nessuno pensava che in questa coda d’estate 2011 arrivassero gli espropri, anzi “comunicazioni di procedimento propedeutico all’espropriazione”, come scrive Eurolink nel suo avviso per avviare le procedure di costruzione del Ponte sullo Stretto. Si attendevano i fondi Cipe che secondo quanto dichiarato dalla Società Ponte di Messina sarebbero arrivati solo a fine settembre. Anzi in quest’ottica di chiaroveggenza anche la Regione Calabria si porta avanti con il lavoro che ci sarà da fare per il Ponte sullo stretto e finanzia con 500mila euro corsi diformazione per le maestranze attraverso Calabria lavoro. Ma come mai se i fondi Cipe non ci sono ancora a 586 cittadini di Villa San Giovanni viene comunicato che dovranno lasciare allo Stato le loro proprietà a favore di opere di Pubblica utilità?

Riporta Il Cambiamento:

l’amministratore delegato dello Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha dichiarato che al fine di mettere a disposizione degli espropriandi su entrambe le coste un percorso chiaro, trasparente, agevolato e vigilato, “con anticipo, rispetto all’approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo e la conseguente dichiarazione di pubblica utilità (necessaria per dare l’avvio agli espropri) abbiamo individuato un percorso che privilegia la mediazione ed il confronto fra le parti per raggiungere accordi consensuali con ciascuno espropriato. Il tutto dovrà essere finalizzato ad una tempestiva individuazione del giusto indennizzo in tempi congrui per trovare altre soluzioni abitative o produttive”.

Un bello spreco, ma sai quante belle truffe si possono organizzare mentre la povera gente non arriva a fine mese. Affari d’oro per mafia e ndrangheta.

aprile 2, 2011

Nucleare: l’ombra della ‘ndrangheta nello smaltimento delle scorie.

Da qualche giorno, il governo italiano ha approvato una moratoria di un anno sul ritorno al nucleare ma rimane ancora in sospeso lanucleare siti 300x210 Nucleare: lombra della ndrangheta nello smaltimento delle scorie questione di dove collocare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi del passato: il decreto legislativo di moratoria infatti non comprende quelle di un sito di stoccaggio, da individuare secondo le norme Ue entro il 2015. Stoccaggio “definitivo” (fino a un milione di anni per i materiali a più forte radioattività) secondo la Commissione Europea significa depositare le scorie in depositi sotterranei a oltre 300 metri di profondità, in aree che abbiano alcune precise caratteristiche geologiche.

Un anno fa il giornalista Gianni Lannes, ha dichiarato di aver condotto un’inchiesta proprio sulla dubbia affidabilità di una società che si chiama Ecoge e ha sede a Genova, ma tale inchiesta non ha finora trovato spazio sulle principali testate nazionali. E proprio in questi giorni, anche la consigliera della Federazione della sinistra, Monica Donini, in un’interrogazione presentata alla giunta regionale dell’Emilia Romagna chiede di garantire “trasparenza e legalita’” nelle operazioni adottate da Sogin di dismissione della centrale elettronucleare di Caorso in provincia di Piacenza. In particolare, chiede chiarezza sui rapporti tra Sogin e una societa’ con sede a Genova, che riferisce la stessa Donini “secondo rapporti redatti dalla direzione antimafia dal 2002″, sarebbe “organica alla ‘ndrangheta”.

marzo 29, 2011

Il comune di Milano combatte le infiltrazioni mafiose.

Milano, arrivano i vigili con lo spray al peperoncino.

Proprio quello che ci voleva per combattere la ‘ndrangheta.