Posts tagged ‘Nazioni unite’

novembre 26, 2011

Global warming!

Nonostante i cambiamenti climatici stanno cambiando le stagioni, il ritmo delle nostre abitudini, il raccolto dei nostri campi agricoli, la salute della popolazione urbana… in campo scientifico e non, i pareri restano tuttora diversi. Quanto segue è un articolo preso su Internet, uno dei tanti che affrontano il tema del global warming, che però pone le cose in un modo piuttosto chiaro.

Il fenomeno del riscaldamento globale, altamente controverso, spesso scientificamente fraudolento, inghiottito dai governi creduloni ha già perso miliardi di dollari e presto distruggerà tutto il commercio.

L’IPCC (  Intergovernmental Panel on Climate Change ), istituzione per eccellenza nel campo dei cambiamenti climatici, è falsa, ha ignorato l’energia UV, gli strati di ozono e i cambiamenti, i venti solari e il vapore acqueo che crea le nuvole e l’energia e impedisce il congelamento degli oceani, evitando di dire la verità.

I termometri sono stati collocati sopra i tetti di cemento, su parcheggi e sepolti nella neve. Gli esseri umani occupano l’1.4 per cento delle terre emerse, mentre il 98.6 per cento viene ignorato.

Gli scienziati dell’IPCC hanno diffamato coloro che la pensano diversamente da loro, condannandoli e impedendo loro di pubblicare su riviste e media.

Secondo il dottor Plimer e dozzine di altri scienziati anti-riscaldamento globale, il clima è creato e controllato dal nostro sole e dalla sua gravità, dalla posizione della Terra nella nostra galassia, dalla vacillare delle orbite, dalle derive dei continenti.

ottobre 7, 2011

Dieci anni di guerra in Afghanistan.

Il 7 ottobre del 2001, dieci anni fa, cominciava in Afghanistan una guerra dichiarata dagli Stati Uniti e dal Regno Unito allo scopo di combattere l’organizzazione terroristica al Qaida, che grazie al sostegno dei talebani aveva fatto del paese asiatico il suo rifugio e la sua base operativa. Meno di un mese prima gli Stati Uniti erano stati colpiti dal più grave attentato della loro storia, quando tre voli di linea erano stati dirottati e fatti schiantare sulle due torri del World Trade Center e sul Pentagono (un altro avrebbe dovuto colpire Washington ma si schiantò in Pennsylvania grazie all’intervento dei suoi passeggeri). Gli attentati erano stati organizzati e rivendicati da al Qaida e dal suo leader Osama bin Laden.

Alla missione partecipavano quindi decine di paesi, tra cui Germania, Francia, Italia, Polonia, Romania, Turchia, Australia, Spagna, Albania, Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Norvegia.

Non esistono stime precise e univoche delle persone morte in Afghanistan dall’inizio della guerra a oggi. Il numero dei civili uccisi in dieci anni oscilla tra le 15 e i 35 mila. Un rapporto delle Nazioni Unite del 2009 dava ai talebani la responsabilità del 76 per cento dei civili uccisi in Afghanistan. Nel giugno del 2010 la guerra in Afghanistan è diventata la guerra più lunga mai combattuta dagli Stati Uniti, superando la durata della guerra in Vietnam. Dopo aver ultimato il ritiro delle truppe da combattimento in Iraq, Barack Obama ha fissato le date del ritiro anche per l’Afghanistan: 10.000 soldati americani dovrebbero lasciare l’Afghanistan entro la fine del 2011, altri 23.000 dovrebbero farlo entro la fine del 2012.

Fino alla prossima guerra.

agosto 24, 2011

Petrolio: La Danimarca pronta a chiedere l’annessione dell’Artico.


La Danimarca vuole annettersi l’Artico. La decisione non è più semplicemente “ventilata”, ma secondo Reuters saremmo vicini al momento nel quale la richiesta diventerà ufficiale e sarà presentata di fronte alle Nazioni Unite. Le mire espansionistiche su un territorio che al momento non ha una precisa giurisdizione non sono soltanto danesi, anche la Russia ha mostrato la stessa intenzione in maniera piuttosto chiara.

La chiave è quella delle risorse naturali, in testa il petrolio, che l’Artico custodisce gelosamente in attesa che divenga economicamente conveniente (e manca poco) andare ad estrarle anche in un territorio così inospitale e inadatto alla vita umana. La Danimarca vorrebbe estendere di 200 miglia nautiche le sue pertinenze che includono già ora la Groenlandia, abbastanza per coprire un territorio sul quale anche il Canada ritiene di avere dei diritti.

agosto 6, 2010

Marevivo lancia la campagna spiagge pulite dai mozziconi.

Quanto inquina un mozzicone di sigaretta? In Italia ci sono circa 12 milioni di fumatori: considerando un consumo medio di 15 sigarette al giornoa persona, vengono prodotti circa 180 milioni di mozziconi al giorno, 66 miliardi all’anno. Molti di questi mozziconi vengono gettati sulle spiagge o nel mare. L’Unep, il programma per l’ambiente delle Nazioni Unite ha calcolato che i mozziconi di sigarette con il loro contenuto di catrame e nicotina e il filtro, che impiega da uno a cinque anni per degradarsi, costituiscono il 37% dei rifiuti raccolti nel Mar Mediterraneo.
E’ per questo che Marevivo dà il via il 7 e l’8 agosto prossimi alla campagna nazionale “Ma il mare non vale una cicca?”. Alcuni gruppi di volontari distribuiranno in questi due giorni in 250 spiagge italiane 80.000 posacenere tascabili (un sacchetto in plastica che può essere lavato e riutilizzato) insieme ad altrettanti opuscoli informativi. Lo scopo è quello di evitare l’abbandono dei mozziconi di sigarette sulle spiagge e nel mare. La prima edizione della campagna si è svolta nel 2009 e ha visto la distribuzione di 40.000 posacenere, quest’anno si raddoppia.

luglio 11, 2010

Gli abitanti di un villaggio boliviano vogliono un risarcimento per i ghiacciai che si sciolgono.

 

Per gli Incas e la maggior parte delle civiltà andine, le montagne innevate erano divinità da essere onorate, in quanto fornivano l’acqua. Ma ora sembra che questi dèi stanno perdendo i loro poteri. 

I ricercatori dicono che i ghiacciai si stanno ritirando in maniera drammatica attraverso le Ande a causa delle temperature in aumento.

Nel piccolo villaggio di Khapi, sotto gli splendidi – e ancora coperti di neve – Monti Illimani, il senso di ansia è profondo.

L’idea, appoggiata dal presidente della Bolivia Evo Morales, è nata nel piccolo villaggio. Perché coloro che sono la causa dello scioglimento della neve e del rallentamento delle acque debbono essere giudicati da una corte internazionale di giustizia ambientale.

“Siamo molto preoccupati perché noi non abbiamo l’acqua”, dice Max, un anziano Aymara Indian che mastica foglie di coca e parla con un forte accento spagnolo. “Metà della popolazione di questa comunità se ne è già andata e coloro che sono rimasti sono alle prese con la mancanza di acqua”.

Per la popolazione indigena di Khapi ogni cosa dipende dai ruscelli che scorrono attraverso la loro terra. L’acqua, che considerano sacra, ha tenuto vivi i loro animali e ha consentito alle loro colture di prosperare. Ma negli ultimi 10 o 15 anni, le mutevoli condizioni meteorologiche hanno condotto a flussi di acqua irregolari – i corsi d’acqua diventano torrenti o si trasformano in piccoli rivoli.

“Il tempo è drasticamente cambiato e adesso è due o tre volte più caldo di quanto lo fosse prima. Non possiamo utilizzare l’acqua per le nostre colture e il sole e il caldo sono molto forti. Oggi le nostre coltivazioni sono a secco e i nostri animali stanno morendo, e ci resta solo da piangere”, ha aggiunto Max,  prima di chiedere aiuto alla loro dea andina, Pachamama (immagine a lato).

In questa situazione, le 40 famiglie che compongono la comunità di Khapi hanno deciso di combattere le loro tesi dinanzi a diverse sedi internazionali.

Tra coloro che conducono questa campagna c’è Alivio Aruquipa, uno dei leader della comunità, che per far valere questo suo diritto in difesa delle comunità andine è andato anche alla Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite tenutasi a Copenaghen lo scorso dicembre, dove ha incontrato un sacco di gente proveniente da ogni parte del mondo con problemi simili e dove si è deciso, appunto, di creare una Corte internazionale di giustizia ambientale.

marzo 10, 2010

L’onu condanna l’Italia sulla questione degli immigrati

Duro intervento al Senato di Navanethem Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che ha espresso preoccupazione per il ”Pacchetto sicurezza” italiano esortando le autorita’ ad ”acconsentire alla ratifica della Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori emigranti e dei membri delle loro famiglie”.

Dalla presenza dei militari in citta’, all’accoglienza che viene riservata agli immigrati in arrivo nel Belpaese fino alla situazione di grave sovraffolamento delle carceri e al reato clandestinita’, Pillay ha posto un particolare accento sull’importanza di integrazione degli immigrati perche’ ”numerosi lavoratori stranieri stanno ora cercando in Italia le stesse opportunita’ che gli italiani hanno trovato all’estero in passato”.

”Continuo a essere preoccupata dalle misure contenute nel ‘Pacchetto sicurezza’ italiano – ha spiegato Pillay – che rende lo status irregolare di un migrante una circostanza aggravante per un reato comune. Mi auguro sia assolutamente chiaro che e’ responsabilita’ delle pubbliche autorita’ assicurare che i migranti non siano stigmatizzati, calunniati o aggrediti”.

Infine, Pillay si e’ soffermata sui drammatici fatti di Rosarno: ”In questo contesto, noto che si stanno conducendo indagini sui recenti episodi di violenza contro i migranti avvenuti in Italia meridionale, e sollecito le autorita’ a procedere speditamente per assicurare i responsabili alla giustizia e adottare misure appropriate a prevenire recrudescenze di tale violenza”.

dicembre 4, 2009

Berlusconi si è liquefatto.

Questa la trovata dei sostenitori di Greepeace che nella giornata di ieri ha posizionato una statua di ghiaccio, raffigurante il Presidente del Consiglio, al fianco delle statue dei grandi imperatori del passato nei Fori Imperiali a Roma.

La statua è un omaggio a Silvio Berlusconi, per la decisione di partecipare ai lavori del vertice delle Nazioni Unite sul clima di Copenhagen. Ma il suo ghiaccio si scioglie al sole – come quello dei poli a causa del riscaldamento globale – per effetto dell’inconsistenza della posizione italiana su un tema così importante come quello dei cambiamenti climatici.

La statua di ghiaccio dovrebbe sciogliersi in circa quattro giorni, esattamente all’apertura del vertice di Copenhagen, il prossimo 7 dicembre. Andare a Copenhagen è sicuramente una decisione positiva da parte di Berlusconi: tuttavia, oltre a partecipare alle ‘vetrine’ internazionali, occorrerebbe perseguire politiche coerenti qui in Italia, politiche che al momento non vediamo. Sul clima, Berlusconi rischia di essere dunque un leader che si scioglie.

Per l’occasione Greenpeace diffonde oggi il rapporto“Energy [R]evolution – Uno scenario energetico sostenibile per l’Italia”, il primo studio che mostra i potenziali di crescita delle fonti rinnovabili in Italia.
Secondo il rapporto, le fonti rinnovabili saranno in grado di coprire circa il 60% della domanda di energia primaria del Paese, riducendo le emissioni di gas serra del 71% al 2050, rispetto ai livelli del 1990. L’Italia continua, invece, in una folle politica di ritorno al nucleare e al carbone che impedirà di centrare gli obiettivi internazionali ed europei di riduzione delle emissioni di gas serra. Cosa che esporrà il Paese a nuove sanzioni, con costi per lo Stato e per i contribuenti.