Posts tagged ‘Nazioni unite’

gennaio 27, 2014

la guerra in Siria signifca anche questo.

Non ho capito molto di quello che sta succedendo in Sira, ma questa immagine non credo si presti a nessuna interpretazione. Un padre che piange il proprio figlio. Sopravvivere ad un figlio credo che sia la condanna più pesante che un uomo possa subire. certamente quel padre e quel figlio non avevano alcuna colpa.

gennaio 17, 2014

Ipcc, urge economia a basse emissioni CO2.

ROMA – Passare rapidamente ad un’economia a basse emissioni di carbonio. Questa la raccomandazione che sarebbe contenuta nella seconda parte del Quinto rapporto di valutazione (Ar5) – secondo alcune anticipazioni in circolazione – messo a punto dagli scienziati che studiano i cambiamenti climatici su mandato delle Nazioni Unite, l’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change). Per gli esperti le emissioni sono ancora in aumento e, se non si agisce subito, gli effetti saranno peggiori, con un aumento dei costi. L’anticipazione del documento, la cui pubblicazione ufficiale è attesa per la primavera, arriva dopo la presentazione di fine settembre dell’anno scorso a Stoccolma sulle linee generali contenute nel Quinto rapporto. Tra i punti messi in evidenza in questo ‘nuovo’ report, l’Ipcc affermerebbe che “ritardare le azioni di contrasto al riscaldamento globale farà aumentare i costi e, allo stesso tempo, porterà ad una riduzione delle opzioni” per scongiurare gli impatti peggiori dei cambiamenti climatici. Le emissioni di CO2 e di altri gas serra, nonostante gli sforzi internazionali, aumentano “in media del 2,2% all’anno tra il 2000 e il 2010, rispetto all’1,3% l’anno dal 1970-2000”. I fattori principali che hanno contribuito sono la “crescita economica” e “l’aumento costante della popolazione mondiale”. Il maggior contributo alle emissioni globali è derivato dalla “combustione di petrolio e carbone”; e secondo alcune proiezioni – messe a punto dagli esperti e legate all’uso del carbone per rispondere alla crescente domanda di energia elettrica – “le emissioni del settore potrebbero raddoppiare o triplicare entro il 2050 rispetto al livello del 2010”.

giugno 21, 2013

Onu: Israele ha torturato migliaia di bambini palestinesi!

isr
Le accuse dello Human Rights Group delle Nazioni Unite ai danni delle milizie israeliane sarebbero gravissime: abusi sessuali, tortura e maltrattamenti ai danni di minori palestinesi. Ai bambini, secondo il documento reso noto giovedì, durante i raid notturni venivano spesso legati i polsi in modo estremamente doloroso e, gli stessi, venivano poi trasferiti in centri di detenzione  senza darne comunicazione ai genitori.
 
I bambini subivano abusi durante le detenzioni, sia al fine di ottenere confessione che sulla base di decisioni arbitrarie dei singoli soldati, che non hanno voluto in alcun modo collaborare con la ricerca delle Nazioni Unite. Le stime parlano di 7000 bambini vittime di abusi dal 2002, in soli 11 anni. Il Report afferma che nonostante i bambini muoiano ingiustamente da entrambi i lati delle barricate, nei territori occupati essi rappresentino un numero estremamente alto nel computo totale delle vittime, proprio a causa di queste condotte tenute dall’esercito israeliano.
 
giugno 5, 2013

Oggi Giornata mondiale dell’Ambiente.

Il logo dell'Unep per la Giornata mondiale dell'Ambiente 2013 ROMA – Think, eat, save, cioe’ pensa, mangia e risparmia. E’ il motto di quest’anno della Giornata mondiale dell’Ambiente, che si celebra ogni anno il 5 giugno dal 1972 quando venne proclamata festivita’ dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Quest’anno la manifestazione principale e’ ospitata in Mongolia e invita a contrastare gli sprechi alimentari.

Ogni anno nel mondo un terzo del cibo prodotto viene gettato durante uno dei passaggi dal produttore al consumatore. Lo ricorda l’Unep, l’agenzia dell’Onu per l’ambiente, che ha scelto appunto il tema della ‘impronta alimentare’ per giornata mondiale per l’Ambiente per richiamare ciascuno alla responsabilita’ e poter diventare protagonista del cambiamento a sostegno di uno sviluppo sostenibile ed equo.

Questi 1,3 miliardi di tonnellate di derrate alimentari, spiega l’agenzia, del valore di mille miliardi di dollari, sarebbero sufficienti a nutrire gli 870 milioni di persone che ogni giorno non hanno da mangiare, oltre a rappresentare uno ‘spreco’ di emissioni di CO2.

Mag 14, 2013

Trecento fabbriche tessili chiudono in Bangladesh per problemi di sicurezza dopo l’eccidio.

Dopo gli oltre 1100 morti del Rana Plaza, i lavoratori bengalesi chiedono sicurezza e dignità e il governo inizia a riconoscere i primi elementari diritti

 

Oltre mille e cento lavoratori sono dovuti morire nel disastro del Rana Plaza, perchè il problema del diritto alla sicurezza sul lavoro iniziasse a farsi strada in Bangladesh (1).

Oltre trecento fabbriche hanno chiuso i battenti nel distretto industriale della capitale Dhaka in seguito agli scioperi e alle proteste dei lavoratori, per i bassi standard di sicurezza e i salari troppo miseri.

Ieri il governo bengalese ha preso due decisioni importanti:

  • ha dato il permesso ai lavoratori tessili di formare sindacati anche “senza il permesso” dei padroni.
  • ha costituito un tavolo di trattative tra imprese e lavoratori per alzare la paga minima a 30 (trenta) euro al mese (sì, avete letto bene).

Se i diritti sono ancora al punto zero, qualcosa si sta muovendo.

In Bangladesh, molti dei quattro milioni  di lavoratori nel settore tessile  producono per famosi marchi occidentali, anche italiani. Detto in breve: lucrare dalla moda, licenziare in Europa e sfruttare fino alla morte nei paesi poveri.

Ora alcuni big della distribuzione (tra cui Zara) mostrano le lacrime di coccodrillo e intendono sostenere migliori standard di sicurezza proposti dall’International Labour Organization delle Nazioni Unite. Meglio tardi che mai.

aprile 7, 2013

L’Onu contro gli Usa: “chiudete Guantanamo”.

Clamoroso appello delle Nazioni Unite contro il paese cui tutto è stato fin qui permesso, in violazione di tutte le convenzioni internazionali.

Dal nostro punto di vista, è sempre troppo tardi. Ma ci sembra anche evidente che all’interno del “palazzo di vetro” gli equilibri siano andati cambiando negli ultimi anni. Con i paesi “emergenti” che ora hanno un peso oggettivo molto più alto di prima; il che restringe di molto la possibilità degli Usa di comportarsi come prima. Potere di veto o no.

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Imbarazzo a Washington dopo l’ultima bacchettata dell’Onu: l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navi Pillay ha chiesto di nuovo oggi al governo americano di chiudere la base prigione di Guantanamo affermando che il carcere per sospetti terroristi nell’isola di Cuba è «in chiara violazione della legge internazionale».

febbraio 23, 2013

Greece is facing a humanitarian crisis.

 

Gli indici UE sulla povertà mostrano che la Grecia è in crisi. Ma gli stati membri non ammetteranno mai che  i loro ‘salvataggi’ sono da biasimare per questo.

In genere le società europee sono abituate a pensare che le crisi umanitarie avvengano solo in seguito a calamità naturali, epidemie, guerre o conflitti civili. Che una crisi simile possa accadere in un paese europeo, e in particolare in un paese membro dell’Unione europea, per molti di noi sembra un fatto fuori questione.

 

 

CRISI UMANITARIA GRECIA – E tuttavia diversi esperti continuano a sostenere che la Grecia si trova attualmente nel bel mezzo di una crisi umanitaria. Il capo di Médecins du Monde, Nikitas Kanakis, la ONG greca più grande e più importante, è stato il primo a dichiararlo apertamente. In particolare la zona del porto di Perama, vicino ad Atene, è nel bel mezzo di un disastro umanitario. La Società Medica di Atene, la più grande organizzazione professionale di questo tipo, ha anche mandato una lettera formale alle Nazioni Unite con una richiesta di intervento.    http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/feb/11/greece-humanitarian-crisis-eu

novembre 29, 2012

Una buona notizia.

Onu, l’Italia voterà sì alla Palestina “Stato osservatore non membro”

 

Palazzo Chigi ha sciolto le riserve: questa sera l’Italia voterà sì alla risoluzione per il riconoscimento della Palestina come Stato osservatore non membro. Il voto è previsto per questa sera alle 21 italiane. La risoluzione, con ogni probabilità, passerà nonostante l’opposizione di Israele e Stati Uniti. Il presidente palestinese, Abu Mazen, che la scorsa notte si è incontrato a New York con il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e con emissari dell’amministrazione di Barack Obama, guida la delegazione che presenterà formalmente la risoluzione. I palestinesi sostengono di poter contare sul voto favorevole di almeno 140 dei 193 Paesi membri dell’assemblea e confidano di poter raccogliere ancora altri voti prima dell’inizio della sessione plenaria, che comincia alle 16 italiane. La riunione di oggi per far entrare la Palestina come osservatore non membro continua a provocare imbarazzi, prudenze, timori e mezze polemiche. Il voto è previsto per la serata italiana.

novembre 21, 2012

Que viva Cuba!

Cropped_CommunismPer la ventunesima volta consecutiva l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha condannato l’embargo che da più di mezzo secolo colpisce la Rivoluzione cubana da parte degli Stati Uniti. Hanno votato contro gli Stati Uniti stessi, Israele e… Palau. Si sono astenute… le isole Marshall e la Micronesia. Hanno votato a favore della mozione cubana, affermando così che Cuba ha ragione e gli Stati Uniti torto, tutti gli altri, ovvero 188 paesi che rappresentano il 96% della popolazione mondiale. Tra questi, tutti i 27 della UE (compresa la dittatura comunista britannica), tutti gli stati del Continente americano, tutti i paesi dell’OCSE (salvo gli USA), tutti i paesi della NATO (salvo il paese di Obama). Insomma ancora una volta alle Nazioni Unite è andato in scena uno scandalo di proporzioni planetaria rendendo plasticamente il pericolo di un enorme blob comunista che travolge il pianeta e dove i valori della democrazia sono difesi ormai solo dai capisaldi statunitensi e israeliani e da un paio di isolette perdute nell’Oceano Pacifico. Se fosse un film alla fine i buoni trionferebbero, no?

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gennaio 28, 2012

Discurso en las Naciones Unidas de Ernesto Guevara en 1964.

Discurso dado en las Naciones Unidas por el Argentino Ernesto “Che” Guevara en representación del Gobierno de Cuba, donde toca los siguientes temas: “la revolución socialista como respuesta al imperialismos”, “la base de Guantánamo en Cuba”, etc. El discurso fue realizado en las Naciones Unidas en el año 1964. El che guevara, manifestó: Soy Cubano, soy Argentino y me siento un patriota de Latinoamérica.