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maggio 6, 2020

Verso il decreto Maggio: misure per lavoro e imprese

Nel decreto Maggio, ci saranno «ulteriori misure a sostegno della liquidità», la proroga e il «rafforzamento delle misure già prese di sostegno al lavoro e ai redditi», sostegni alle imprese «anche sotto forma di contributi a fondo perduto e di sostegno alla capitalizzazione, agli investimenti, all’innovazione»: le anticipazioni sono del ministero dell’Economia, Roberto Gualtieri, in sede di audizioni alle Camere sul dl Liquidità, e confermano molte delle attese relative al prossimo decreto economico del Governo. Che, in base a quanto dichiarato dal premier, Giuseppe Conte, nelle scorse settimane, dovrebbe prevedere interventi specifici per le PMI per 15 miliardi di euro, anche con interventi di finanziamento a fondo perduto. Vediamo come si configura questo provvedimento, atteso ormai a giorni.

=> Conte: due nuovi decreti, 15 miliardi solo per le PMI

Misure per le imprese

Per quanto riguarda la liquidità delle imprese, si attendono contributi a fondo perduto e interventi per la ricapitalizzazione. E’ uno dei capitoli più delicati, al centro di un ampio dibattito all’interno della maggioranza di Governo, con il coinvolgimento delle parti sociali. Nella giornata del 6 maggio, incontro in videoconferenza fra esecutivo (Gualtieri e il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli) e le imprese (Confindustria, Confapi, Confimi, Confprofessioni, Ance).

Secondo anticipazioni di stampa, gli interventi a fondo perduto potrebbero essere destinati a imprese, artigiani e commercianti con fatturato fino a 5 milioni. Conte aveva invece spiegato che gli interventi del capitale sono allo studio per medie imprese, di dimensioni quindi maggiori. In realtà, ci potrebbe essere una differenziazione: per le medie imprese, da 5 a 50 milioni di fatturato, agevolazioni fiscali per potenziare la capitalizzazione (sull’esempio dell’Ace). Per le imprese più grandi, interventi diretti dello Stato nel capitale, probabilmente per un tempo limitato.In arrivo, per le piccole imprese, anche agevolazioni su affitti e bollette.

Indennizzi autonomi

Lavoratori dipendenti

Sicuramente viene prorogata la cassa integrazione con causale Covid 19, attualmente prevista (dal Cura Italia) per nove settimane: è ancora aperto il dibattito sul numero di settimane aggiuntive da riconoscere. In vista anche la proroga della NASpI, il sussidio di disoccupazione per i lavoratori dipendenti.

Non si escludono poi misure innovative, come la riduzione di orario a parità di stipendio, con la trasformazione delle ore in meno in attività di formazione.

Si attendono le proroghe delle varie misure di conciliazione lavoro famiglia, dai congedi per i genitori che hanno i figli a casa da scuola al bonus baby sitter, che potrebbe essere potenziato. Proseguirà il blocco dei licenziamenti (per altri tre mesi, fino a metà agosto).Infine, dibattito aperto su badanti e colf: si parla o di accesso alla cassa integrazione anche per questo categorie, o di un meccanismo di indennizzi simile a quello previsto per gli autonomi.

Agricoltura

Altro capitolo caldissimo, con tanto di minaccia di dimissioni da parte della ministra, Teresa Bellanova, che insiste su una sanatoria per i migranti che lavorano alla raccolta nei campi: permessi di soggiorno di sei mesi, rinnovabili di altri sei mesi.

Allo studio anche assunzioni agevolate, con contratti a termine in agricoltura, per i lavoratori in cassa integrazione a zero ore o che percepiscono ammortizzatori sociali, che manterrebbero però il diritto ai sussidio, cumulandolo con la retribuzione, fino a un tetto di 2mila euro.

Reddito di emergenza

Sarà una misura temporanea (non strutturale, come il reddito di cittadinanza), si parla di un contributo per due o tre mesi, da 440 a 800 euro, destinato alle famiglie in difficoltà, modulato in base all’ISEE.

=> Reddito di emergenza nel prossimo Decreto

Incentivi fiscali

La misura di cui si parla di più è l’innalzamento al 120% dell’ecobonus per i lavori di riqualificazione energetica e del sisma bonus.

marzo 29, 2020

Reddito di emergenza, il nuovo aiuto contro la crisi: come funziona e a chi spetta

 Antonio Cosenza

 Reddito di emergenza a tutti i lavoratori: ecco la misura pensata dal Governo per combattere la crisi economica derivata dalla diffusione del Coronavirus.
Reddito di emergenza, il nuovo aiuto contro la crisi: come funziona e a chi spetta

Niente reddito di cittadinanza per tutti, ma ad aprile arriverà il reddito di emergenza (REM), la nuova misura pensata dal Governo per tutelare tutti quei lavoratori che a causa della diffusione del Coronavirus hanno subito una notevole contrazione del fatturato.

Lo ha annunciato il Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, smentendo qualsiasi ipotesi riguardo ad una modifica del reddito di cittadinanza visto che questo non è il momento di “riformare uno strumento ordinario”. D’altronde ci troviamo a dover far fronte ad una situazione straordinaria ed è per questo che bisognerà prevedere uno strumento ad hoc per riconoscere un sostegno economico adeguato a coloro che in questi giorni hanno dovuto sospendere la loro attività.

Il REM (reddito di emergenza) farà parte quindi del Decreto “Cura Italia” in arrivo ad aprile e avrà un doppio obiettivo: da una parte aumentare l’importo dell’indennità riconosciuta ai lavoratori autonomi (e liberi professionisti) nel mese di marzo e dall’altra tutelare anche i cosiddetti lavoratori sommersi.

Come spiegato da Gualtieri, infatti, ci sono molte persone che “non hanno altre fonti di reddito” e che sono “rimaste fuori dai 600,00€”; anche queste meritano un aiuto, un sostegno che verrà dato loro con il nuovo reddito di emergenza con il quale verrà erogato un’indennità che sarà “adeguata, efficace, universale e ancora più rapida”.

Reddito di emergenza: come funziona e a chi spetta

Per il reddito di emergenza il Governo intende stanziare circa 6 miliardi; poco meno, quindi, di quanto oggi costa annualmente il reddito di cittadinanza.

6 miliardi che verranno distribuiti tra una platea di circa 10 milioni di “lavoratori. A differenza del RdC – che nella maggior parte dei casi spetta a chi è disoccupato (anche se il fatto di avere un lavoro o meno non fa parte dei requisiti della misura), il reddito di emergenza spetterà esclusivamente a chi un lavoro ce l’ha ma che a causa del Coronavirus ha dovuto momentaneamente sospendere la propria attività.

Il contributo verrà erogato per tutta la durata della crisi – quindi non solo per il mese di aprile – e sostituirà l’indennità di 600,00€ erogata il mese scorso ad alcune categorie di lavoratori. Secondo le stime del Governo, la platea interessata dal reddito di emergenza sarà pari al doppio di quella a cui è stato riconosciuto il bonus di 600,00€, visto che saranno molte di più le categorie che ne avranno diritto.

Ecco un elenco – al momento solamente ufficioso – delle categorie di lavoratori che potranno fare richiesta del reddito di emergenza:

  • commercianti;
  • agricoli;
  • Partite IVA;
  • Co.Co.Co.
  • collaboratori dello spettacolo;
  • stagionali (compresi quelli entranti, quali bagnini, camerieri animatori turistici e addetti alle pulizie);
  • liberi professionisti;
  • badanti e colf;
  • precari;
  • lavoratori “grigi”;
  • irregolari;
  • intermittenti.

Inoltre, nel reddito di emergenza saranno compresi anche quei lavoratori che hanno appena finito di percepire la NASpI e che quindi nei prossimi mesi non avranno di cui vivere. Saranno coperti anche i fast jobs, ovvero i contrattisti a giorni, settimane o a tempo determinato per pochi mesi.

È importante però sottolineare che molto probabilmente non potranno beneficiarne coloro che già percepiscono il reddito di cittadinanza, esclusi già dall’indennità di 600,00€. In ogni caso i requisiti per richiedere il nuovo reddito di emergenza – così come gli importi della misura – saranno ufficiali solamente con la stesura e l’approvazione del Decreto “Cura Italia” di aprile, in arrivo nelle prossime settimane.