Posts tagged ‘mutamenti climatici’

gennaio 15, 2013

250 esperti in cambiamenti climatici inTasmania per stilare nuovo rapporto

Il presidente del foro scientifico di esperti Ipcc, Rajendra Pachauri Il presidente del foro scientifico di esperti Ipcc, Rajendra Pachauri

SYDNEY – Proprio mentre l’Australia e’ in preda a una devastante ondata di incendi e di temperature record, oltre 250 dei maggiori esperti di clima sono riuniti da oggi a Hobart in Tasmania per rivedere e aggiornare l’ultima bozza del prossimo rapporto di valutazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), il quinto della serie. Con la promessa di presentare conclusioni ”scientificamente difensibili”, quando il rapporto sara’ pubblicato il prossimo settembre. L’IPCC, il foro scientifico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) ed il Programma per l’Ambiente (UNEP), e’ l’organizzazione leader nel mondo per la valutazione del cambiamento climatico. I suoi rapporti, pubblicati ogni sei anni, espongono in dettaglio lo stato corrente delle conoscenze in materia. Questo quinto rapporto e’ gia’ oggetto di controversie, dopo che una sua bozza top secret e’ stata divulgata da siti internet di ‘scettici del clima’ lo scorso anno. E la riunione di Hobart raccoglie gli scienziati che presiedono la prima e la piu’ dibattuta sezione del rapporto: ‘Cambiamento climatico 2013: la scienza fisica’.

novembre 27, 2012

Il disgelo del permafrost potrebbe accelerare il riscaldamento globale.

Il disgelo del permafrost, il suolo perennemente ghiacciato che ricopre quasi un quarto dell’emisfero settentrionale, potrebbe accelerare ulteriormente il riscaldamento globale, sprigionando nell’atmosfera le enormi quantità di emissioni di CO2 immagazzinate.

A rivelarlo è una recente proiezione dell’UNEP, Il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite. L’UNEP spiega che il metano e la CO2 imprigionati nel permafrost che potrebbero liberarsi con lo scioglimento non sono stati inclusi nei modelli di previsione del cambiamento climatico, malgrado si parli di quantitativi ingenti, qualcosa come 1.700 miliardi di tonnellate di carbonio. L’impatto del riscaldamento globale, senza questa mole di emissioni, è ovviamente sottostimato.

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marzo 30, 2012

Fa caldo al Polo Nord.

La Amundsen-Nobile Climate Change Tower al Polo Nord

Primavere sempre più calde al Polo Nord e dunque lo scioglimento dei ghiacci si anticipa. A evidenziarlo dati raccolti sia dai satelliti sia a terra. Conferma Vito Vito Vitale dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna:

Già a partire dalla fine degli anni Ottanta nella fascia latitudinale compresa tra i 60 e i 70 gradi Nord, lo scioglimento primaverile del manto nevoso comincia mediamente dai quattro ai sette giorni prima rispetto al ventennio precedente. L’estensione della copertura nevosa continentale è diminuita del 10% nel mese di maggio e del 20% nel mese di giugno.

E’ d’altronde dal 2009 che a Ny-Ålesund, è stata predisposta al Polo la Amundsen-Nobile Climate Change Tower (un particolare nella foto in alto) stazione operativa per gli studi climatologici, finanziata dal Dipartimento terra e ambiente (Dta) del Cnr, in quanto il Polo Nord è considerato dagli scienziati e climatologi uno early warning system, ossia sistema di allarme precoce dei cambiamenti climatici in atto su scala globale. E proprio dalla torre di rilevamento che arrivano i dati più consistenti.

febbraio 12, 2012

Fa freddo ma non è vero.

Fa un freddo becco, nevica e nevicherà ancora, l’Europa è in bianco: ma prima che qualcuno se ne esca a dire che stiamo andando verso una nuova era glaciale e-o che il global warming è tutta una balla, vorrei invitarvi a guardare un attimino oltre il gelo di questi giorni.

I 13 anni più caldi di sempre – o almeno dal 1880, cioè da quando si conserva la serie delle temperature – si sono tutti verificati dal 1997 in poi. Le attività umane – soprattutto l’uso dei combustibili fossili – hanno alterato la composizione dell’atmosfera, pompandoci dentro gas serra che “intrappolano” il calore come una coperta.

Fino a pochi giorni fa l’inverno è stato straordinariamente tiepido in Italia (i meli fiorivano sulle Alpi) e in tutt’Europa. La Provincia di Bolzano ha appurato – non senza stupore – che un orso della Val d’Ultimo non è andato in letargo: un fatto eccezionale collegabile al clima mite.

In attesa dei dati climatici globali relativi a gennaio e febbraio, vi faccio vedere il grafico dei ghiacci artici. L’estensione è la quarta più bassa mai raggiunta in questo periodo dell’anno, e in gennaio – non ci crederete – la banchisa si è perfino un po’ sciolta per alcuni giorni. Continua a leggere→

novembre 28, 2009

Tenere il riscaldamento basso.

In questo inverno le temperature non sono ancora scese sotto lo zero. Approfittiamo, allora, per farein modo che l’impianto di riscaldamento delle nostre case non vada a pieno regime. Le abitazioni, infatti, sono una grossa fonte di gas ad effetto serra, responsabili dei mutamenti climatici. Poichè i due terzi consumata in una abitazione servono alla produzione di acqua calda e di calore, gestendo bene la temperatura si può contribuire ad attenuare il riscaldamento globale e a limitare l’inquinamento atmosferico. Ogni grado di calore in più rispetto agli standard normali, dà luogo ad un consumo di energia che va dal 7 all’11% a secondo dell’isolamento termico del’abitazione. Se si abbassa di un gado il termostato si avrà pertanto una significativa riduzione dei consumi di energia. In ogni caso bisogna prendere l’abitudine di tenere sotto controllo la temperatura ambientale e sprattutto è buona norma di riscaldare solo i locali effettivamenti frequentati, non tutta la casa. Se aspettiamo i potenti per  risolvere i problemi ambientali, ci illudiamo, mentre un piccolo gesto quotidiano, se diventa un’abitudine collettiva, può  aiutare l’ambiente in maniera significativa.