Posts tagged ‘multinazionali’

febbraio 20, 2014

2016, fine della democrazia: il privilegio sarà legge.

 

Si chiama Ttip, Trattato Transatlantico, e se va in porto siamo rovinati. A decidere su tutto – lavoro, salute, cibo, energia, sicurezza – non saranno più gli Stati, ma direttamente le multinazionali. I loro super-consulenti, attraverso lobby onnipotenti come Business Europe e Trans-Atlantic Business Dialogue, in questi mesi stanno dettando leVisualizza altrohttp://www.libreidee.org/2014/02/2016-fine-della-democrazia-il-privilegio-sara-legge/
maggio 30, 2013

La democrazia delle multinazionali.


E’ di 23 feriti il bilancio della manifestazione indetta dai dipendenti della marchio americano in Cambogia. I sindacati denunciano: “Usati manganelli elettrici, una donna incinta ha avuto un aborto”

Almeno 23 operai cambogiani di una fabbrica che produce abbigliamento per la Nike sono rimasti feriti sotto le cariche della Visualizza altro

maggio 18, 2012

Il lato devastante del land grabbing.

 

Si chiama land grabbing, ovvero saccheggio del territorio. Un fenomeno crescente in Africa ma anche in altre zone svantaggiate del mondo in cui le popolazioni non riescono a fermare la posizione straniera delle proprie risorse.

Adesso però sta nascendo una nuova consapevolezza e persino i popoli indigeni di Panama cercano di ribellarsi.

Violazione dei diritti unami, mancanza di assenso libero e preventivo e poi contratti iniqui, affitti irrisori, vendita di terreni in cambio di promesse di posti di lavoro e nuove infrastrutture ma anche assenza di studi adeguati sull’impatto ambientale. Dietro al “land grabbing“, l’accaparramento di terre nei paesi a sud del mondo c’è tutto questo. La corsa all’acquisto senza regole sale nel biennio 2007-2008 per la crisi dei prezzi, ma le multinazionali, solamente in Africa, dal 2000 ad oggi si sono aggiudicate una superficie pari a 8 volte la Gran Bretagna.

Il land grabbing fa male a tutti ed è un esempio di un egoismo anche economico. Sono soprattutto Cina ed alcuni paesi arabi che hanno petrolio ma non hanno terra agricola, e ultimamente anche il Brasile, che ha esigenza di complemento delle sue colture, vanno in paesi poveri, comperano o affittano grandi estensioni di terreno e si mettono a produrre lì quello che per diversi motivi non possono produrre a casa loro.

ottobre 8, 2011

Le profezie di Pier Paolo Pasolini.

Guradate questo video e ascoltate Pasolini che nel dopoguerra capì quello che sarebbe successo con sessant anni di anticipo. Contro il potere delle multinazionali non c’è nulla da fare se non si cerca di capire. Facciamo la politica di casa nostra e ci lasciano parlar male di Berlusconi che pure a loro da fastidio. Ma Berlusconi non è che la punta di un iceberg che sott’acqua si estende a dismisura. E D’Alema dice che la prospettiva socialista è finita. Qual’è la prospettiva allora? Una rivoluzione contro il potere dell’impero.

luglio 3, 2010

In Papua Nuova Guinea gli indigeni perdono i diritti sulle loro terre

In Papua Nuova Guinea ciclicamente vengono scoperte nuove specie animali e vegetali e le sue popolazioni indigene sono state le prime a vedersi costituzionalmente risconosciuto il diritto alla protezione della propria terra. Eppure le multinazionali a caccia di olio di palma, legname, spazi per le più varie piantagioni … hanno avuto sempre modo di offendere questo territorio, la sua gente e le sue foreste trovando nelle autorità governative dei validi alleati. E ora più di prima, a seguito dell’avvenuta modifica dell’Environment and Conservation Act del 2000.

Per anni gli indigeni hanno avuto la possibilità di preservare giuridicamente le proprie riserve e di ottenere risarcimenti a seguito di un danno ambientale riconosciuto ma ora lo scenario è destinato a cambiare. Completamente. Così come anche quello naturale, almeno nell’ipotesi in cui non verranno attuate adeguate modalità di tutela e di conservazione delle foreste. Con le nuove norme, infatti, la gestione delle risorse del Paese spetta interamente al Direttorato Ambiente e Conservazione che avrà, così, la possibilità di autorizzare ogni tipologia di progetto, anche all’interno delle Riserve e ogni sua decisione risulterà essere inappellabile. Una sorta di dittatura, insomma. A danni delle centinaia di gruppi etnici, ora compromessi, e della multiforme varietà di specie animali e vegetali che affollano una delle zone più intatte e affascinanti del mondo. Un colpo mortale inferto all’ambiente. E ai diritti umani. Nel segno del “progresso” (?) economico e all’insegna del solito, scoraggiante, silenzio…(ecoblog)

papua nuova Guinea, Golfo del Messico: due volti della stessa medaglia.