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dicembre 13, 2009

Pakistan nord-occidentale, ospedale di MSF colpito da un razzo

Islamabad/Roma – “Già a giugno di quest’anno, un colpo di mortaio aveva colpito l’ospedale di Sadda e ferito leggermente due bambini”, ricorda Thomas Conan, capo missione di MSF in Pakistan. “Questa è la seconda volta in meno di sei mesi che viene colpita l’unica struttura sanitaria pubblica disponibile per i 350mila abitanti di Sadda. Chiediamo a tutte le parti in conflitto di rispettare l’ospedale per garantire un accesso sicuro alle cure per i pazienti bisognosi di assistenza medica”.

MSF continua a lavorare negli ospedali di Sadda e Alizai dove MSF è la sola organizzazione internazionale a fornire assistenza medica gratuita a Sadda e ad Alizai. Da marzo 2006, MSF offre cure ambulatoriali pediatriche e di salute materno-infantile. A causa dell’insicurezza e delle violenze da parte di diversi gruppi, alcune attività sono state ridotte nel corso del 2008, ma i servizi di pediatria non sono mai stati interrotti.

Da ottobre 2009, i combattimenti tra le forze governative e i gruppi di opposizione armata si sono intensificati nella municipalità di Kurram, di conseguenza è stato imposto un coprifuoco a livello regionale che ha portato alla chiusura temporanea di alcuni progetti a causa delle limitazioni negli spostamenti. Nei periodi di massima violenza, MSF ha rinforzato la capacità delle sale operatorie dell’ospedale di Sadda tramite donazioni di materiale medico d’urgenza. Oggi le equipe mediche di MSF effettuano oltre 2mila visite pediatriche al mese e forniscono cure prenatali. In seguito all’arrivo di persone sfollate in fuga dai recenti combattimenti, MSF fornisce anche cure mediche primarie alle persone che hanno trovato rifugio nella zona di Sadda.

“La costante insicurezza impedisce a molte persone di avere accesso all’assistenza medica. Di conseguenza, l’accesso per i pazienti alle strutture sanitarie varia da un giorno all’altro”, spiega Thomas Conan. “Chiediamo a tutte le parti in conflitto di garantire la sicurezza delle strutture sanitarie nella zona”.

Fonte: sito ufficiale di MSF