Posts tagged ‘movimento no tav’

febbraio 26, 2013

Plebiscito in Val di Susa per Beppe Grillo.

In Valsusa è stato un plebiscito. Da quelle parti Beppe Grillo è di casa. Il cordone che lo lega ai luoghi dove da oltre vent’anni si lotta contro la costruzione dell’Alta Velocità è saldo e in valle, al momento del voto per le elezioni 2013, i valsusini non hanno dimenticato l’endorsement bipartisan alla TAV degli anni dell’ultima legislatura. Un trionfo totale, alla Camera come al Senato percentuali plebiscitarie. Nei tre comuni più importanti della Bassa Valsusa le percentuali sono sempre superiori al 40%: Borgone 40,79% al Senato e 42,93% alla Camera, Bussoleno 44,48% Senato e 46,25% Camera, Susa 41,26% Senato e 42,74 Camera.

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luglio 31, 2011

Fiori non pietre in Val di Susa.

«Maroni? Dovrebbe fare il sassofonista, non il ministro», scherza dal microfono un alpino in congedo, con in testa il cappello con la penna nera, in mezzo ai 15.000 dimostranti pacifici dell’ultima marcia No-Tav, da Giaglione a Chiomonte, il 30 luglio. Doveva essere «la giornata clou», secondo il titolare del Viminale, il “ministro della paura”: la decisiva battaglia campale in cui «fermare i violenti». Che però non si sono visti: niente sassi, ma fiori agli agenti antisommossa. «Siamo noi a decidere il da farsi, non la polizia», avverte il movimento valsusino, che incassa l’ennesimo trionfo popolare: la partecipazione era stata scoraggiata da inauditi appelli al boicottaggio da parte di media e politici, completamente ignorati. In valle di Susa hanno sfilato in massa cittadini, sindaci e anche una delegazione dall’Aquila.

«Non è questione di contestare un treno, quanto un modello fallito che impone grandi opere inutili dall’alto, sulla testa della popolazione», protesta una portavoce aquilana, in marcia sui sentieri dei No-Tav: «E la lotta civile della valle di Susa ha dimostrato, ancora una volta, anche l’inadeguatezza e l’inaffidabilità dei media: il loro è stato un autentico naufragio». In effetti, giornali e televisioni si sono appiattiti sulla linea politica Pd-Pdl, a loro volta al riparo della questura e pronti a ridurre la contestazione a una faccenda di ordine pubblico, senza mai citare le ragioni della protesta e spiegare perché una valle alpina di centomila abitanti sia in campo da anni contro quella che percepisce come un’aggressione per avallare un colossale imbroglio ai danni degli italiani. Quasi-silenzio anche sulla clamorosa denuncia che 150 docenti universitari di tutta Italia hanno rivolto al presidente Napolitano con una lettera aperta, per richiamare l’attenzione del Quirinale sul caso valsusino.