Posts tagged ‘mortalità’

marzo 1, 2013

Tumori e fumo: ennesimo studio americano conferma la mortalità triplicata per i fumatori.

– ”Due recenti articoli comparsi sul New England Journal of Medicine affermano che fumare rimane la piu’ grave minaccia alla salute pubblica, con un enorme carico di morti, almeno negli Stati Uniti”. stop smoking 300x226 Tumori e fumo: ennesimo studio americano conferma la mortalità triplicata per i fumatoriLo ricorda , direttore del dipartimento di medica dell’Istituto di Aviano. Una review del U.S.
National Health Interview Survey ha coinvolto 115mila e quasi 90mila uomini di eta’ superiore ai 25 anni che sono stati intervistati dal 1997 al 2004. I ricercatori hanno esaminato la percentuale delle cause di morte alla fine del 2006. Nell’eta’ tra 25 e 79 anni, la mortalita’ per i fumatori di entrambi i sessi era tre volte quella dei partecipanti che non avevano mai fumato.

Dallo studio e’ emerso che le attribuibili al erano circa il 60% delle morti dei fumatori, mentre i benefici dello smettere di fumare erano drammatici per tutti i gruppi di eta’ con sostanziali vantaggi nelle spettanza di vita, se si confrontavano con i partecipanti che avevano continuato a fumare. Coloro che avevano smesso all’eta’ di 25-35 anni vivevano 10 anni di piu’; coloro che avevano smesso all’eta’ di 35-44 anni avevano un vantaggio di 9 anni; coloro che avevano smesso di fumare tra i 45 e i 54 anni avevano un vantaggio di 6 anni; coloro che avevano smesso tra i 55 e i 64 anni guadagnavano 4 anni.

febbraio 20, 2013

Cancro ai polmoni: tra le donne più letale e frequente del cancro al seno.l

Il al polmone è destinato entro breve a superare i tassi di in Europa finora attribuiti al del . L’allarmante studio italo-svizzero pubblicato su Annals of Oncology.lung cancer 300x300 Cancro ai polmoni: tra le donne più letale e frequente del cancro al seno
Entro la meta di questo decennio il al polmone può superare il del quale causa principale di morte nelle europee, suggerisce un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Oncology.

Sono i ricercatori italiani e svizzeri, tra cui il prof. Carlo La Vecchia, direttore del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Mario Negri di Milano e professore presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano, ad aver lanciato l’allarme a seguito dello studio che mette in evidenza come il ai stia dilagando tra le persone di sesso . Un deprimente primato che, entro qualche anno, potrebbe anche in Italia superare i tassi di decesso tra le finora appannaggio del al – in Polonia e nel Regno Unito, questi tassi d’incidenza sono già tuttavia stati superati.

luglio 20, 2012

Tumori: screening mammografico non avrebbe alcuna incidenza sulla mortalità.

mammografiaUno studio ha mostrato che lo screening mammografico non ha avuto impatti sulla mortalita’ per cancro al seno fra le donne svedesi che hanno fra 40 e 69…
20 luglio 2012 / Leggi tutto »
maggio 23, 2012

Connessioni tra apnee notturne e rischio tumore.

I nel , detti comunemente ‘’, sarebbero associati a un aumento del rischio di mortalita’ per : questo l’esito di un nuovo studio condotto negli Stati Uniti.

Precedentemente i nel (in inglese sleep-disordered breathing, o SDB), erano stati associati a un piu’ alto rischio di ipertensione, malattie cardiovascolari, depressione e perfino morte prematura. Questo studio, invece, dimostrerebbe un’incidenza di morte per cinque volte piu’ alta nelle persone afflitte da SDB. “Certo, vi e’ una correlazione”, ha spiegato F. Javier Nieto, capo del dipartimento di Scienze della Salute alla facolta’ di Medicina della University of Wisconsin, “ma e’ ancora presto per dire che i nel provochino il o contribuiscano al suo sviluppo, ma gli studi sugli animali hanno dimostrato che l’ipossia intermittente (ovvero un inadeguato apporto di ossigeno), che caratterizza l’apnea del , promuove l’angiogenesi (aumento di crescita vascolare) e lo sviluppo dei tumori”.

febbraio 29, 2012

Sonnifero aumenta rischio mortalità.

Un molto utilizzato e’ stata collegato a un elevato rischio di mortalita’. L’allarme arriva da uno studio americano che ha monitorato piu’ di 10mila pazienti trattati con compresse di comparati con altri 23mila che assumevano diversi.

Il pericolo di morte rilevato tra chi assumeva e’ stato di circa quattro volte superiore, sebbene il rischio assoluto risultasse ancora relativamente basso. Lo studio della Scripps Clinic di San Diego e’ stato pubblicato su BMJ Open. I ricercatori hanno scoperto che gli individui che assumono queste pillole hanno 4,6 volte in piu’ di probabilita’ di morire nel corso di un periodo di 2,5 anni rispetto a quelli che non hanno assunto la stessa medicina. Nel complesso, un decesso ogni 16 pazienti trattati con (638 su 10.531 in totale) rispetto a uno su ogni 80 del gruppo che non sottoposto a sonniferi (295 morti su un totale di 23,674 pazienti).

febbraio 3, 2010

per vivere più a lungo basta un pò di ginnastica.

Uno studio neozelandese ha analizzato gli stili di vita di oltre 4mila adulti per un periodo di 20 anni. E chi quotidianamente fa un po’ di movimento ha tassi di mortalità pari alla metà di chi è completamente inattivo

La ricerca ha coinvolto quasi 4.400 adulti sani. Gli scienziati hanno scoperto che le persone che non svolgevano alcuna attività fisica (circa il 20% del totale) avevano il doppio delle probabilità di morire nei successivi nove anni rispetto agli individui anche solo un pò più attivi. 

“I nostri risultati suggeriscono che uno stile di vita sedentario, più che le differenze nei fattori di rischio cardiovascolari o l’età, possa spiegare i tassi di mortalità doppi negli individui sedentari rispetto a quelli leggermente più attivi”, ha dichiarato la coordinatrice della ricerca, dottoressa Sandra Mandic, della University of Otago a Dunedin, Nuova Zelanda. 

Gli studiosi ricordano che il minimo di attività fisica consigliata è di 30 minuti, corrispondente per esempio a una camminata veloce, cinque o più volte a settimana. Due terzi delle persone più sedentarie dello studio non facevano nemmeno questo, sottolinea la Mandic. ”
Lo studio, pubblicato da Medicine and Science in Sports and Exercise, ha incluso 4.384 donne e uomini di mezza età o anziani; all’inizio sono stati testati i loro livelli di fitness e, in base all’allenamento, i partecipanti sono stati divisi in cinque gruppi. Il follow-up è durato dal 1986 al 2006. In questo periodo tutte le persone meno allenate (un quarto) sono morte, contro il 13% di quelle solo lievemente più in forma. Nel gruppo degli adulti più in forma, solo il 6% è deceduto nel corso dello studio.