Posts tagged ‘morbo di Parkinson’

luglio 26, 2013

Colesterolo: sospendere farmaci espone a rischio Parkinson.

Smettere di assumere i farmaci anticolesterolo, come le statine, può far aumentare del 58% il rischio di sviluppare la di

Le statine sono i farmaci utilizzati nel controllo del . Lo scopo, come si sa, non è soltanto quello di ridurre gli eventuali livelli eccessivi ma, come conseguenza, proteggere dal di sviluppare una qualche legata all’apparato cardiovascolare o dal rischio vero e proprio di un attacco cardiaco.Parkinsons 300x225 Colesterolo: sospendere farmaci espone a rischio Parkinson

Chi è in cura con questo tipo di farmaci dovrebbe tuttavia evitare di sospenderne l’assunzione poiché potrebbe esporlo al serio rischio di sviluppare la di .
A mettere sull’avviso sono i ricercatori della National Taiwan University di Taipei, il cui studio è stato pubblicato su Neurology, la rivista medica dell’American Academy of Neurology (AAN). il dottor Jou-Wei Lin e colleghi, infatti, chi interrompe la cura vede aumentare del 58% il rischio di sviluppare la di – un rischio piuttosto elevato.

I ricercatori hanno coinvolto 43.810 persone che stavano assumendo farmaci a base di statine, e che non avevano ricevuto diagnosi di . Lo studio si è concentrato sugli effetti dell’interruzione della cura poiché proprio a Taiwan è politica il sospendere il trattamento una volta che sia raggiunto l’obiettivo di riduzione del – a differenza di altri Paesi in cui la cura prosegue anche se i livelli di raggiungono la norma.

novembre 10, 2011

Parkinson, ancora speranze dalle cellule staminali.

Ancora un passo in avanti nella lotta al morbo di Parkinson è stato raggiunto grazie alle cellule staminali. Un gruppo di scienziati americani ha infatti dimostrato come sia possibile sostituire i neuroni distrutti dalla malattia con le cellule staminali embrionali capaci di integrarsi nel cervello dopo l’impianto e sopravvivere. Lo studio, pubblicato sulla rivista di settore Nature, promette di aprire nuove strade per trovare una cura efficace alla patologia. Si tratta di una ricerca finanziata in parte da gruppo di ricerca NeuroStemCell coordinato dalla dott.ssa Elena Cattaneo dell’università di Milano.

Lavorando sul modello animale infatti, gli scienziati sono riusciti non solo a trasformare delle cellule staminali in cellule nervose, ma le hanno trapiantate in topi e scimmie malate curando parte della sintomatologia senza creare tumori.

In Europa da questo punto di vista, i ricercatori hanno le mani legate. Questo perché dal 18 ottobre 2011, la Corte di Giustizia europea ha vietato il brevetto di procedimenti ed invenzioni derivanti dall’utilizzo di cellule staminali. Un divieto che non esiste negli Stati Uniti e che permette alla ricerca di progredire in tal senso.