Posts tagged ‘Montalto di castro’

settembre 23, 2010

La mappa delle centrali nucleari.

In Sardegna, dalle parti di S. Margherita di Pula a sud. O anche sulla costa orientale, fra S. Lucia e Capo Comino. O più giù, davanti a Lanusei, alla foce del Rio Mannu. In Puglia, sulla costa di Ostuni. Lungo il Po, dal vercellese fino al mantovano, dove già esistevano le centrali di Trino e di Caorso. I siti dove localizzare le nuove centrali sono pochi e rischiano di essere molto affollati. Nei prossimi mesi, dovranno essere stabiliti i parametri, in base ai quali decidere dove collocare le future centrali. Sarà una fase di intenso mercanteggiamento con le autorità e le comunità locali, ma i margini di manovra sono ristretti anche dalla particolare conformazione geologica e costiera italiana. Si può partire dalla mappa dei possibili siti che il Cnen (poi diventato Enea) disegnò negli anni ‘70. E’ una mappa, però, largamente superata dagli eventi. In molte aree si è moltiplicata la densità abitativa, che il Cnen considerava un parametro sfavorevole. Soprattutto, è cambiato il rapporto con l’acqua. Le centrali hanno bisogno di molta acqua per raffreddare i reattori (questa acqua circola, naturalmente, fuori dal reattore) e, per questo vengono, di solito, costruite vicino ai fiumi o al mare. Il rischio, quando si tratta di fiumi, sono le piene, più frequenti negli ultimi decenni. Ma è un pericolo relativo: la centrale di Trino Vercellese, sette metri sopra il livello del Po, è sopravvissuta all’asciutto a due piene catastrofiche. Il problema, in realtà, non è troppa acqua, ma troppo poca. Il riscaldamento globale sta diminuendo la portata dei fiumi e c’è il dubbio che, in estate, la portata del Po non sia sufficiente per il raffreddamento delle centrali, mentre, contemporaneamente, si acuisce il problema di salvaguardare le falde acquifere, ad esempio in una zona di risaie, come il vercellese.
L’alternativa sono le coste e l’acqua del mare. Ma il riscaldamento globale innalzerà progressivamente, nei prossimi decenni, il livello dell’Adriatico, del Tirreno e dello Jonio, ponendo a rischio allagamento centrali costruite per durare, mediamente, una cinquantina d’anni. Il Cnen, ad esempio, aveva indicato fra le aree più idonee il delta del Po e quello del Tagliamento, nell’Adriatico settentrionale. Ma il suo successore, l’Enea, definisce tutta la costa adriatica a nord di Rimini come la zona italiana a più alto pericolo di allagamento, con un innalzamento – minimo – del livello del mare di 36 centimetri. In effetti, quest’altra mappa dell’Enea ripercorre gran parte della costa italiana. Sia Piombino che l’area della vecchia centrale di Montalto di Castro, nel Lazio, ad esempio, scontano un innalzamento minimo del livello del mare di 25 centimetri.

marzo 9, 2010

GREENPEACE:BLITZ ALLA CENTRALE DI MONTALTO DI CASTRO.

  Alle luci dell´alba gli attivisti di Greenpeace hanno occupato il tetto della fabbrica della vecchia centrale nucleare, bloccata dal referendum del 1987. Ora un ‘urlo nucleare’ di 150 metri quadrati ricopre il tetto, accompagnato dalla scritta “Emergenza nucleare”.
Alle 13, appena al largo della centrale, sulla  nave Rainbow Warrior si sono esibiti in un live gli “Artisti contro il nucleare”: Adriano Bono & Torpedo Sound Machine, 99 Posse, Leo Pari, Piotta e Punkreas. 

Segui lo streaming sul  sito: www.nuclearlifestyle.it

Il nucleare è una scelta sciagurata per l’Italia e una pericolosa perdita di tempo. Tornare al nucleare significa perdere oltre dieci anni per ritrovarsi poi con centrali obsolete e pericolose. E sprecare l’opportunità di investire nelle vere soluzioni per l’indipendenza energetica e per il clima: rinnovabili ed efficienza.

Tocca adesso ai candidati alla guida delle regioni prendere subito una posizione chiara contro il nucleare, altrimenti dopo le elezioni verranno imbavagliati e costretti ad accettare le decisioni del governo.

Intanto su Nuclear Lifestyle continua a girare il contatore delle firme contro il nucleare. Grande successo anche per la Nuclear Hotline: al numero verde gratuito 800.864.884 centinaia di cittadini hanno già chiamato per lasciare ai candidati i propri messaggi contro il nucleare.

marzo 4, 2010

La Polverini favorevole al nucleare.

Finto manifesto della Polverini.Finto manifesto della Polverini.

Apparsi a Roma manifesti elettorali della Polverini con la scritta: “Sicuramente il nucleare. A Montalto di Castro e Latina (ma dopo le elezioni!)”. Servono a svelare l’ipocrisia nucleare della candidata per la carica di governatore del Lazio. Troppo comodo dire Sì al nucleare e poi dichiarare che la propria regione ne può fare a meno. La Polverini non è l’unica a essere affetta dalla “sindrome dell’ipocrita nucleare” che ha colpito anche Zaia (Veneto) e Formigoni (Lombardia). Nel Lazio la situazione è ancora più grave perché i tecnici dell’EDF hanno già fatto sopralluoghi a Montalto di Castro, che appare un sito certo del ritorno italiano al nucleare.

dicembre 19, 2009

A MONTALTO IL PIU’GRANDE IMPIANTO FOTOVOLTAICO

 
Roma – Montalto di Castro e’ da oggi il piu’ grande impianto fotovoltaico in Italia e’ quello piu’ ambizioso in Europa. Con il completamento dell’allaccio in rete dell’impianto fotovoltaico da 24 MWe di Montalto di Castro, il Lazio aumenta del 60% la propria capacita’ elettrica dalle nuove rinnovabili, arrivando 64 MWe per arrivare a 85 MWe entro la fine dell’anno. Alla costruzione dell’impianto hanno lavorato 250 addetti e il 75% delle imprese coinvolte e’ locale, mentre, per quanto riguarda l’occupazione stabile sono 50 i posti di lavoro creati dall’impianto. La tecnologia scelta da Sun Ray, l’azienda costruttrice del campo solare, inoltre, ha il 25% in piu’ di rendimento, grazie all’utilizzo degli inseguitori monoassiali che consentono uno sfruttamento ottimale dell’energia solare La realizzazione di quest’impianto, il cui capitale e’ interamente privato – afferma l’assessore all’Ambiente regionale, Filiberto Zaratti – e’ un ulteriore segnale di come le politiche messe in campo dalla Regione, dalla semplificazione delle procedure amministrative fino agli incentivi ai cittadini, hanno reso il Lazio un territorio fortemente attrattivo per chi vuole investire in energia pulita. E’ da sottolineare l’impatto positivo di strutture come questa per l’ambiente e per i cittadini. Con la produzione energetica del campo solare, sufficiente al fabbisogno di 13.000 famiglie, si evitera’ l’emissione di 22.000 tonnellate di CO2 l’anno. E’ quasi simbolico – conclude Zaratti – come il campo solare sorga in prossimita’ del sito dove Enel ha intenzione di realizzare due reattori nucleari Epr: non ci potrebbe essere contrasto maggiore tra un futuro fatto da energie sicure e pulite e l’opzione nucleare che rappresenta una fonte vecchia, insicura e costosa, alla quale la Regione Lazio si opporra’ con ogni mezzo.