Posts tagged ‘mirafiori’

ottobre 28, 2012

150.000 in piazza e nessuno ne parla.

No Monty Day

No Monti Day – Le foto No Monti Day No Monti Day No Monti Day

C’è stato il No Monti Day, mentre Silvio Berlusconi sproloquiava nella sua conferenza stampa – quella in cui non ha detto nulla, per intenderci. C’è stato, ed è stato sostanzialmente oscurato dai media come una notizia minore, complice un sabato pomeriggio dominato dall’attesa per qualche parola del Cav. da cui trarre una notizia maggiore, o anche solo una notizia qualsiasi, e invece niente. Ma la sensazione è che sarebbe stato trattato ugualmente senza alcun interesse, questo giorno di protesta in cui sono scese in piazza, secondo gli organizzatori, 150mila persone. C’erano le sinistre non rappresentate in parlamento. I No Tav. Reduci del Fu-Popolo-Viola, c’era il Comitato No Debito, delegati del Carbosulcis, di Fincantieri, di Pomigliano, Mirafiori e Melfi, precari, giovani, tutti contro la Troika della BCE-Commissione Europea-FMI e dunque contro il Governo di Mario Monti.

Continua a leggere: No Monti Day – Protesta contro la politica del governo e la troika europea

luglio 20, 2012

Fiat: coronaca di un fallimento annunciato.

La Fiat dice addio alla produzione di due auto: la Lancia Musa e la Fiat Idea. Gli operai avrebbero dovuto lavorare sulla linea per un’altra settimana, ma la società ha deciso di interrompere in anticipo. Adesso 2600 operai dello stabilimento di Mirafiori andranno in cassa integrazione a zero ore fino a quando non verrà iniziata la produzione dei nuovi modelli. Ilche vuol dire, nella migliore delle ipotesi, a fine 2013. Ma in realtà non si sa quando, dato che non ci sono progetti vicini ad uno sbocco, a quanto si sa.
E’ stato anche annunciato dalla Fiat che la settimana prossima gli operai addetti alla costruzione della MiTo lavoreranno solo due giorni, mentre per gli altri sarà cassa integrazione. La società torinese spiega che è dovuto ad un problema di consegne di pezzi da parte di una delle società dell’indotto.
Ma al di là  del caso specifico, appare evidente che la società ormai fa acqua da tutte le parti: a Pomigliano 11 giorni in più di cassa integrazione a fine agosto; Mirafiori; il continuo calo di vendite sia in Italia che in Europa che va avanti da tre anni; nessun nuovo modello da molti anni e nessuno di successo da oltre 20 anni… se questa è una fabbrica ben gestita…

e la classe politica?

maggio 19, 2012

Fiat : per la prima volta in cassa integrazione tutti i 5.400 dipendenti di Mirafiori e Monti mette la tassa sui cani.

 

Protesta dei dipendenti Protesta dei dipendenti

MILANO – Tutti i 5.400 dipendenti degli enti centrali di Mirafiori, la maggior parte impiegati, andranno per la prima volta in cassa integrazione ordinaria contemporaneamente sei giorni tra giugno e luglio. «È una pessima notizia: vuol dire che anche a livello della testa di Fiat ci sono forti problemi» commenta Edi Lazzi, responsabile V lega Fiom.

GIORNI DI STOP – «E’ l’informazione che è stata comunicata ai sindacati: gli impiegati faranno 3 giorni di cig e 1 di permesso a giugno e poi ancora a luglio» ha riferito un portavoce di Fiat. Nel dettaglio i giorni di cassa integrazione saranno: il 14, 15 e 21 giugno, il 12, 13 e 19 luglio. Questi giorni si sommano a quelli già programmati del 22 giugno e del 20 luglio in cui ci sarà la chiusura dello stabilimento utilizzando i permessi personali dei lavoratori.

novembre 27, 2011

Non aprite quella portiera…

dicembre 9, 2010

Mirafiori: parola agli operai, da oggi assemblee.

 Nelle assemblee di oggi tenute dalla Fiom alle carrozzerie di Mirafiori “c’é stata grande partecipazione e attenzione. I lavoratori sono molto preoccupati per la minaccia di ulteriori non investimenti e temono un peggioramento delle condizioni di lavoro, con turni, pause e ritmi non sopportabili. Trovano anche debole uscire dal contratto con deroghe e aggiustamenti”. E’ quanto rileva Giorgio Airaudo, responsabile Auto dei metalmeccanici Cgil, che ha partecipato alle assemblee con il leader dell’organizzazione, Maurizio Landini. “I lavoratori, che hanno contribuito ai successi recenti di Marchionne, gli chiedono di cambiare qualche opinione e di essere lui responsabile”, aggiunge Airaudo. “Non vorremmo – afferma ancora il sindacalista della Fiom – che la Jeep fosse lo specchietto per le allodole, utile per minacciare i lavoratori e finisse poi come la Grande Punto, inizialmente prodotta a Mirafiori con un contributo pubblico locale di 750 milioni di euro e rimasta a Torino circa otto mesi. Marchionne è spregiudicato con il Paese, gioca a poker, scoprendo una carta alla volta, stabilimento per stabilimento e il governo glielo consente. I sindacati servono a dar forza ai lavoratori, non ad alimentare paure”.

giugno 18, 2010

Fiat, Fiom: sciopero a Mirafiori in solidarietà con Pomigliano.

 I lavoratori Fiat delle Carrozzerie di Mirafiori hanno indetto stamattina uno sciopero in solidarietà con i colleghi di Pomigliano d’Arco.

E’ quanto ha annunciato in una nota il sindacato Fiom-Cgil, che nello stabilimento partenopeo ha in corso un braccio di ferro con la casa torinese, rifiutando un accordo sottoscritto invece dagli altri sindacati, sostenendo che tale accordo prevede la rinuncia ad alcuni diritti previsti dal contratto in cambio dello spostamento dalla Polonia a Pomigliano di una linea di produzione.

“Alle Carrozzerie di Mirafiori è in corso, stamattina, uno sciopero. Si è formato un corteo di lavoratori che sono usciti dalla Porta 2 dello stabilimento in corso Settembrini”, dice la nota Fiom-Cgil.

“Scopo dell’iniziativa di lotta, in solidarietà con i dipendenti dello stabilimento auto di Pomigliano, è quello di dire alla Fiat che i lavoratori non intendono rinunciare ai propri diritti”, dice ancora il sindacato.

Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno siglato con il Lingotto l’intesa che porterà la produzione della Panda nel sito partenopeo. Contraria la Fiom secondo la quale l’accordo viola alcune leggi, anche costituzionali, in particolare sul diritto di sciopero.(reuters)

gennaio 28, 2010

Si ferma la Fiat

Il gruppo Fiat ha deciso di fermare la produzione in tutti gli stabilimenti della divisione auto dal 22 febbraio al 7 marzo. Lo ha reso noto la società, precisando che la misura, che coinvolge circa 30mila addetti, si è resa necessaria in seguito all’assoluta mancanza di ordini a partire dai primi giorni di gennaio. «Prevedendo che questo andamento negativo continui – scrive Fiat che ha recentemente presentato i conti 2009 – è quindi necessario adeguare i livelli produttivi alla domanda. Gli stabilimenti interessati al fermo delle attività sono Mirafiori, Termini Imerese, Sevel, Sata – Melfi, Cassino e Pomigliano. Il governo per bocca del ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola ha criticato la decisione dell’azienda. In particolare, il ministro ha detto che, proprio in questo periodo in cui si stanno conducendo le trattative su Termini Imerese, «questa rapidità di decisione della Fiat di avviare la Cig a fine mese per tutti gli stabilimenti mi pare una decisione non opportuna». Anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è critico sulle decisioni delle aziende e ha “Qualcuno lo chiamerebbe un ricatto». Il ministro Scajola parlando degli incentivi ha dichiarato che, il governo sta studiando la possibilità di rinnovarli. Il governo ancora una volta dimostra di non avere una politica industriale seria che serva a far uscire l’industria italiana dalla crisi. Ha ragione Epifani segretario generale della CGIL quando afferma che sulla crisi del settore auto il governo deve aprire gli occhi e decidere. Le misure tampone non servono a nulla. Occorre invece un piano di politica industriale generale, così come è successo in tutte le altre nazioni europee. Negare gli incentivi o ridurli significa metter per strada centinaia di migliaia di lavoratori e condannare al fallimento centinaia di piccole azione della cd. Subfornitura. Allora bisognerebbe fare come in altri paesi in cui si sta provvedendo non solo a misure per il settore auto e, in tal senso, è emblematico il caso della Francia dove si stanno adoperando per aiuti «al settore del trasporto e delle costruzioni aeree mentre, in altri Paesi, si stanno affrontando problemi legati alle infrastrutture e alla formazione». Aiutare la Fiat e tutti i settori industriali in difficoltà in questo momento con strumenti mirati significa generare un effetto domino benefico che aiuterebbe alla fine tutto il comparto industriale e quindi , anche le piccole e piccolissime imprese.Piuttosto la concessione dehli incentivi dovrebbe essere legata ad un corrispettivo da parte dell’azienda ad investimenti in ricerca, sviluppo di settori alternativi.