Posts tagged ‘ministro maroni’

ottobre 17, 2011

Si poteva fare meglio.

agosto 27, 2011

Se Steve Jobs fosse nato in Italia la Apple non sarebbe mai nata.

Steve Jobs è figlio naturale di un migrante mediorientale, Abdulfattah Jandali, nato nel 1931 in Siria da una famiglia di buone possibilità economiche, emigrato negli Stati Uniti dove studiò e riuscì a diventare professore di Scienza Politica all’Università del Wisconsin. Prima di allora, quando era ancora studente la sua ragazza rimase incinta di Steve e la giovanissima coppia decise di far adottare il neonato che conoscerà i genitori naturali solo molti anni dopo.

Ebbene dunque: il fondatore di una delle imprese simbolo della nostra era, divenuta la società a più alta capitalizzazione nelle borse di tutto il mondo, è un migrante di seconda generazione esattamente come il presidente di quel paese. Se Jandali fosse emigrato i n Ialia e non negli USa e si fosse scontrato con Roberto Maroni probabilmente  l’Apple non sarebbe mai nata.

luglio 31, 2011

Fiori non pietre in Val di Susa.

«Maroni? Dovrebbe fare il sassofonista, non il ministro», scherza dal microfono un alpino in congedo, con in testa il cappello con la penna nera, in mezzo ai 15.000 dimostranti pacifici dell’ultima marcia No-Tav, da Giaglione a Chiomonte, il 30 luglio. Doveva essere «la giornata clou», secondo il titolare del Viminale, il “ministro della paura”: la decisiva battaglia campale in cui «fermare i violenti». Che però non si sono visti: niente sassi, ma fiori agli agenti antisommossa. «Siamo noi a decidere il da farsi, non la polizia», avverte il movimento valsusino, che incassa l’ennesimo trionfo popolare: la partecipazione era stata scoraggiata da inauditi appelli al boicottaggio da parte di media e politici, completamente ignorati. In valle di Susa hanno sfilato in massa cittadini, sindaci e anche una delegazione dall’Aquila.

«Non è questione di contestare un treno, quanto un modello fallito che impone grandi opere inutili dall’alto, sulla testa della popolazione», protesta una portavoce aquilana, in marcia sui sentieri dei No-Tav: «E la lotta civile della valle di Susa ha dimostrato, ancora una volta, anche l’inadeguatezza e l’inaffidabilità dei media: il loro è stato un autentico naufragio». In effetti, giornali e televisioni si sono appiattiti sulla linea politica Pd-Pdl, a loro volta al riparo della questura e pronti a ridurre la contestazione a una faccenda di ordine pubblico, senza mai citare le ragioni della protesta e spiegare perché una valle alpina di centomila abitanti sia in campo da anni contro quella che percepisce come un’aggressione per avallare un colossale imbroglio ai danni degli italiani. Quasi-silenzio anche sulla clamorosa denuncia che 150 docenti universitari di tutta Italia hanno rivolto al presidente Napolitano con una lettera aperta, per richiamare l’attenzione del Quirinale sul caso valsusino.

luglio 22, 2011

Il sindaco Cenname da Camigliano:”Torno con la raccolta differenziata”

Ricordate la vicenda di Vincenzo Cenname Sindaco di Camigliano (Ce)? Ebbene, dopo essere stato sospeso dal ministro Maroni è stato rieletto a furor di camiglianesi (77,76%) nella scorsa tornata elettorale e ha ripreso il suo progetto di raccolta differenziataporta a porta.

Cenname fu sospeso dal Ministro Maroni perché si rifiutò di trasmettere alla Provincia gli elenchi TARSU per evitare che fosse smantellato il sistema di raccolta differenziata arrivato al 70%. Nell’intervista rilasciata a City, Cenname spiega il suo gesto di disobbedienza alla Legge 26/2010, quella nata ad personam per la Campania:
Avrei dovuto smantellare il sistema porta a porta con cui avevamo raggiunto il 70% di raccolta differenziata per consegnare la gestione al Consorzio provinciale, un vero “carrozzone” (eredità del Consorzio unico di bacino Napoli-Caserta, già commissariato per inadempienza e su cui gravava l’ombra dell’infiltrazione camorristica, ndr).

A proposito della Legge 26/2010 che vuole la creazione di consorzi provinciali che gestiscano raccolta e smaltimento dei rifiuti, spiega il sindaco che:

C’è un contenzioso in corso e il caso potrebbe fare emergere profili di incostituzionalità della legge. C’è una richiesta al Tar che ad ottobre deciderà se trasmettere il fascicolo alla Corte Costituzionale. Nel frattempo seguiamo l’evolversi della situazione nella Società provinciale e della situazione politica.

A Camigliano, comune di 2000 anime intanto, prosegue la raccolta differenziata e il prossimo obiettivo è arrivare all’80%. In più accanto alle luci a risparmio energetico e pannolini lavabili al nido comunale arriveranno due fontanelle pubbliche per l’acqua che distribuiranno anche quella frizzante, così da evitare ai camiglianesi di immettere nell’ambien

luglio 8, 2011

Il Ministro della Paura Maroni cerca di influenzare la magistratura.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni è tornato a parlare degli scontri evidenziando che c’erano 6-7.000 manifestanti “pacifici che non davano nessun problema”, ma c’erano anche “500 ragazzi armati che volevano uccidere, uccidere i poliziotti”.

Nessuno giustifica la violenza da qualunque parte provenga. Il ministro della Paura fa il suo mestiere. La lega per bocca del suo ministro preferisce evocare i fantasmi degli anni ’70 anzichè affrontare il reale problema della Val di Susa e più in generale della TAV: è inutile, dispendiosa e distruggerà per semre la Val di Susa.

luglio 4, 2011

Guerra civile in Val di Susa.

Scontri violenti tra manifestanti e forze dell’ordine in Val Susa. La manifestazione pacifica di questa mattina (con decine di migliaia di partecipanti) per dire no all’apertura dei cantieri Tav (video di Lorenzo Galeazzi) ha ceduto il passo, con il trascorrere delle ore, a una vera e propria guerriglia, con sassaiole da parte dei gruppi di anarchici e autonomi e lanci di lacrimogeni da parte della polizia. La battaglia era iniziata lungo i sentieri di montagna (audio e articolo di Roberto Cuda), ma poi si è spostata fino al piazzale davanti alla centrale idroelettrica di Chiomonte, punto di arrivo del corteo autorizzato (video di Lorenzo Galeazzi). La questura parla di una cinquantina di feriti tra gli agenti. Una decina, invece, i contusi tra i manifestanti. Cinque persone sono state arrestate. Comizio di Beppe Grillo: “Sono prove generali di dittatura. I black bloc? Cercateli nel Parlamento italiano” (guarda il video). Anche il comico genovese subisce poi gli effetti dei lacrimogeni (guarda il video). Alberto Perino, leader dei No Tav, spiega che “l’assedio è riuscito”. Bersani: “Inaccettabile aggressione alla polizia”

giugno 13, 2011

Forza Italia!

Secondo il Viminale per raggiungere il quorum occorre che almeno 25 milioni 209 mila 345 italiani vadano al seggio. I precedenti dal ’74 a oggi (leggi il documento) dicono che la validità dei referendum è possibile solo se alle 22 del primo giorno l’affluenza supera il 40 per cento. E l’obiettivo è stato centrato. Anzi: domenica sera è stato superato il 41 per cento, escluso il voto dei tre milioni di italiani residenti all’estero. L’Emilia Romagna ha fatto da traino: a Reggio già alle 19 si è registrato il record nazionale del 45% (leggi). Il tutto, mentre Tg1, Tg2 e Tg5 oscuravano nelle edizioni del giorno le immagini di Giorgio Napolitano alle urne. Ma il quorum è ormai a portata di mano. “Oggi vota l’Italia migliore”, ha detto Beppe Grillo. E ora che non è più il nome di un partito, si può tornare a rivolgere un augurio, semplice quanto efficace: Forza Italia! 

aprile 28, 2011

e giù bombe!

 “Non abbiamo una maggioranza, né un governo che tenga la barra e quindi, probabilmente, bisognerà riverificare in Parlamento lo stato delle cose”. Le parole del leader del Pd Bersani fotografano la spaccatura interna al governo, che si è consumata a poche ore dal vertice Berlusconi-Sarkozy. Umberto Bossi non ha gradito le aperture totali all’Eliseo, in particolare la decisione – maturata con Napolitano – di passare all’azione in Libia. Così il senatur ha sentenziato: “Siamo una colonia francese”. Il ministro Maroni rilancia: “Non siamo in Aula solo a pigiare i pulsanti” (leggi l’articolo di Elena Rosselli). L’asso nella manica della Lega è il ministro dell’Economia: “Per finanziare nuove missioni all’estero non ci sono fondi, a meno che non si aumentino di due centesimi le accise sul carburante”. Così Giulio Tremonti ha fermato Silvio Berlusconi. Anche per questo il Consiglio dei Ministri previsto per venerdì è slittato alla settimana prossima (leggi l’articolo). Intanto i caccia italiani dotati di bombe hanno compiuto le prime missioni. Il capogruppo Pd Franceschini attacca: “La Lega calerà le braghe? Necessario verificare in Parlamento l’esistenza di una maggioranza”  

aprile 3, 2011

Vendola: «Ecco le contraddizioni della gestione leghista».

A Manduria sta saltando la tendopoli, è priva di governo, stanno esplodendo tutte le contraddizioni legate alla natura ambigua di un luogo nato come un ibrido tra il contenimento forzoso e l’accoglienza».

Nichi Vendola risponde al telefono da Manduria, proprio mentre i migranti stanno fuggendo dalle tende. Il governatore ha appena concluso una manifestazione nella cittadina salentina.

Per cosa manifestava?
«Per ringraziare una cittadinanza che ha dato ancora una volta una prova di solidarietà e dignità: qui le famiglie hanno aperto le loro porte per consentire una doccia a ragazzi che non potevano lavarsi da 4 giorni».

Perchè la tendopoli è saltata?
«Il problema è la distinzione tra profughi e clandestini che sta alla base della furia ideologica con cui la Lega, e il ministro Maroni, stanno gestendo questa emergenza. È il loro celodurismo che ha prodotto prima il disastro di Lampedusa e ora quello di Manduria. E pensare che siamo solo a poche migliaia di arrivi, mica come quando saltò l’Albania e vedemmo un intero popolo approdare sulle nostre coste».

aprile 2, 2011

Sono pronto ad ospitare i clandestini a casa mia.

La Lega insiste sulla propria linea oltranzista. ”Se qualcuno la pensa diversamente, ospiti i clandestini a casa sua”. Lo afferma il ministro Calderoli ribadendo la proposta per risolvere l’emergenza nel Sud Italia, invitando l’esecutivo ad applicare i rimpatri immediatamente.

Ho una casa in campagna e sono pronto ad ospitare i clandestini a casa mia.