Posts tagged ‘ministro Alfano’

ottobre 23, 2013

MARE NOSTRUM OPERAZIONE IMMAGINE


Coi cadaveri dell’ultima strage di migranti ancora da seppellire, pare operativa la missione militare-umanitaria “Mare Nostrum” di cui molto si parla e poco si sa. Una buffonatya vale l’altra e i migranti continueranno a morire.

L’annuncio è stato tanto solenne da diventare quasi pomposo. Il premier Letta che duetta col suo vice Alfano e annuncia la prova di forza contro i nuovi schiavisti che giungono dall’Africa, il ministro Visualizza altro

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luglio 24, 2012

Questa la chiamano democrazia.

Questa è la foto, con tanto di didascalia delle affermazioni di Alfano.  Questa foto è la dimostrazione che la verità cambia se si mostra l’atrocità di un regime e la sua violenza. Bene ha fatto Mentana a ricordare a chi ne aveva voglia le atrocità che i detentori del potere sono in grao di commettere sicuri dell’impunità che una classe politica corrotta è in grado di garantir loro.

Questa è la foto, con tanto di didascalia delle affermazioni di Alfano, fatta girare da NOI, dopo l'appello della famiglia di Stefano, puntualmente e più volte scomparsa dalla nostra pagina. Questa foto è la dimostrazione che la verità cambia se si mostra l'atrocità di un regime e la sua violenza.
aprile 16, 2011

Alfano contestato a Berlino rinuncia a parlare.

Con il titolo “The Fight against Organized Transnational Crime and Terrorism. An Italian Perspective”, era stato annunciato per questa mattina in pompa magna l’intervento del ministro della Giustizia italiano Angelino Alfano, nella Senaatsaal della Humboldt Universität nella sede centrale di Unter den Linden.

Alfano doveva parlare agli studenti tedeschi di come l’Italia combatte contro il crimine organizzato. Un giorno dopo l’approvazione in parlamento del polemico processo breve. Ad aspettarlo nella sala una contestazione vivace, con numerosi cartelli di protesta, in italiano e tedesco, con messaggi di vario tono:  “L’aquila breve”, “basta mafia”, “Alfano teorico ed esecutore del tagliaprocessi” , “vergogna” “il tuo capo bunga bunga ti ringrazia” “più giudici, più personale, più soldi, più tecnologia vere riforme”.

Un gruppo di italiani in piedi ha iniziato a gridare: “avete giurato sulla bandiera della Repubblica Italiana”. Un portavoce della Humboldt è intervenuto per invitare i presenti a permettere l’intervento di alfano, riservando poi l’espressione del dissenso al dibattito finale.

Verso le 10.40, circa dieci minuti dopo l’inizio previsto per l’intervento, lo stesso portavoce imbarazzato è dovuto tornare sul podio per annunciare che il ministro italiano aveva disdetto il suo intervento, a causa di impegni più urgenti. Dopo alcuni commenti fragorosi, qualcuno ha gridato “vigliaccheria”, in italiano, “Feigheit”, ha tradotto qualcun’altro in tedesco. “Na, ja”, ha dovuto ammettere il portavoce.

aprile 3, 2011

Alfano è fuori di testa.

“Ci batteremo per far passare la riforma della giustizia nelle piazze”. Lo ha detto il ministro Angelino Alfano parlando di giustizia al convegno di Rete Italia a Riva del Garda. “Sarà necessario l’impegno di un grande partito come il nostro, guidato da Berlusconi”, ha detto. Quindi il Guardasigilli ha attaccato l’opposizione che non condivide la nostra proposta  pur di far male al premier”. Secondo Alfano l’opposizione “si rifugia nel benaltronismo per uccidere il riformismo. Sono i titolari della virtù e la nostra riforma non la accettano perché siamo brutti e cattivi”.

Il pensiero del fallimento della sua proposta di riforma della giustizia, lo manda fuori di testa.

marzo 31, 2011

Governo battuto: Rissa alla Camera.

Nella maggioranza il nervosismo è alle stelle. Battuta alla Camera, un parlamentare del Pdl scaglia un giornale contro Fini e lo colpisce. Un gesto inqualificabile da parte di un deputato contro il presidente dell’aula. E il ministro Alfano ha lanciato la sua tessera da parlamentare contro l’Idv. E questo significa anche che i ministri hanno lasciato il consiglio dei ministri su un’urgenza come l’immigrazione e Lampedusa. La seduta è stata sospesa. Il verbale sulla turbolenta seduta di ieri, dapprima bocciato per le ire della maggioranza, ha dovuto essere riscritto e la nuova versione non ha avuto obiezioni per cui è passata.

marzo 6, 2011

Giustizia, la riforma blocca-inchieste.

 Se la riforma fosse già in vigore probabilmente non sarebbe mai iniziata l’inchiesta sui festini di Arcore. Questo emerge analizzando il documento che tra quattro giorni verrà discusso nel consiglio dei ministri. Passaggi e contenuti della riforma però sono già di pubblico dominio. Ed è proprio tra le pieghe del progetto pensato dal Guardasigilli Angelino Alfano che si annida il cortocircuito. Il quadro è chiaro. E viene rafforzato dagli altri punti caldi della riforma. A partire dalla separazione della carriere tra magistratura inquirente e magistratura giudicante. “Accusa e difesa devono essere alla pari”, ha spiegato Alfano. Il passaggio è decisivo e modificherà l’articolo 111 della Costituzione. Per capirci quella del giusto processo, invocato spesso dal presidente Napolitano per rassicurare il premier sulla regolarità del dibattimento che dal 6 aprile prossimo lo vedrà imputato per concussione e prostituzione minorile. Qualcosa di buono però c’è. La riforma così com’è ancora non è arrivata al Colle. Ci andrà dopo il cdm di giovedì. Di più: essendo legge costituzionale ha bisogno di un doppio passaggio tra Camera e Senato, oltre a una maggioranza assoluta prevista nell’ultima votazione. Insomma, c’è ancora un po’ di tempo.

febbraio 7, 2011

Processo breve,il Pdl accelera “Esame entro questa settimana”.

Il capo gruppo del Pdl in Commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa, ha chiesto con una lettera in Commissione di rimettere all’ordine del giorno dei lavori di questa settimana l’esame del ddl sul processo breve.Il provvedimento è all’esame della Commissione presieduta dalla finiana Giulia Bongiorno già dal gennaio scorso. Ma, dopo numerose audizioni, di questo provvedimento non si è più parlato.

Nei giorni scorsi era stato il Guardasigilli Angelino Alfano ad annunciare la nuova mossa dell’esecutivo. “Il tema non è mai stato cancellato dall’agenda politica della nostra coalizione ed anche pronunciamenti recenti della Corte di Strasburgo richiamano l’Italia ad una accelerazione dei processi” aveva detto il ministro. Sullo sviluppo complessivo del disegno di legge, Alfano aveva affermato che “non ci sono enormi contrasti, tant’è che numerosi ddl della sinistra italiana andavano in quella direzione, magari con dettagli diversi ma con la stessa sostanza”.

gennaio 19, 2011

Ballarò 18 01 2011 Un nuovo scandalo.

dicembre 21, 2010

Il compagno Violante chiede e Alfano manda gli ispettori.

Manuela Fasolato da tempo si occupa della centrale Enel di Porto Tolle. Ma Luciano Violante, che presiede una associazione fondata dalla stessa Enel non gradisce. E ora il ministro chiede sanzioni.

Nel gennaio di quest’anno il deputato del Pd si lamenta: “Il ministro della Giustizia dovrebbe fare delle ispezioni, e capire se un’autorità giudiziaria può compiere un atto di questo genere”. Detto fatto, nel giro di due settimane, Alfano manda gli ispettori, capitanati da Arcibaldo Miller, il cui nome finirà poi nelle carte delle inchieste sulla P3, a controllare l’attività di Manuela Fasolato. Il magistrato da anni indaga sulla centrale Enel costruita sul delta del Po, oggi in attesa di essere riconvertita da olio combustibile a carbone. Studia le correlazioni tra le emissioni in atmosfera e le malattie degli abitanti della zona. Porta in tribunale i vertici della società. Ma per il ministero non dovrebbe lavorare, visto che gode dell'”esonero totale” dall’attività giudiziaria “in quanto componente della commissione esaminatrice nell’ambito del concorso per 350 posti da uditore giudiziario”. E ora Alfano chiede alla procura generale presso la Cassazione di indagare su di lei .

ottobre 17, 2010

come trasfornare un idiota in un eroe.

Due lettere con minacce di morte al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sono state recapitate nei giorni scorsi presso la sede del dicastero di Via Arenula. Le due missive minatorie – secondo quanto appreso dall’ANSA da fonti qualificate – conterrebbero riferimenti all’inasprimento del regime di 41 bis (il cosiddetto ‘carcere duro’) nei confronti degli esponenti della criminalita’ organizzata.