Posts tagged ‘Ministero per lo sviluppo economico’

luglio 6, 2012

Fotovoltaico, appello dell’IFI a Clini per il V Conto energia.

fotovoltaico

L’IFI, Industrie Fotovoltaiche italiane lancia un appello al ministro Corrado Clini affinché siano resi noti al più presto gli incentivi del V Conto energia. Il ritardo nella sua approvazione, secondo quanto riferito dallo stesso Clini, sarebbe dovuto a una serie di chiarimenti tutt’ora in atto con il ministero dello Sviluppo.

L’urgenza invocata da Alessandro Cremonesi, presidente IFI è dovuta all’assottigliarsi del gruzzolo da 6 miliardi di euro fonte dell’erogazione degli attuali incentivi. Il GSE, attraverso il suo contatore puntualmente conferma. E se appare evidente che i nuovi parametri dovranno essere fissati entro il prossimo 1° settembre risultano oscuri, però i valori: insomma su quanti euro in incentivi potranno contare i produttori di energia da fotovoltaico? La domanda ovviamente versa nell’incertezza i mercati tanto che Cremonesi dichiara:

La priorità per gli operatori industriali nazionali è che venga confermata la premialità del Made In negli stessi valori economici. 3 centesimi di euro a kWh- già proposti dalla Conferenza unificata in data 6 giugno 2012 cumulabili con quelli di egual importo dedicati allo smaltimento dell’amianto. A tal fine siamo disposti a rinunciare all’innalzamento della soglia dai 12 ai 20 kw per l’accesso al Registro e alla “sanatoria”che vedrebbe gli impianti non entrati ancora in esercizio beneficiare delle tariffe del IV conto.

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ottobre 6, 2010

Romani diventa ministro dello Sviluppo e subito si occupa di televisione.

Napolitano poteva impedire il conflitto di interessi?

 L’uomo che inventò Colpo Grosso e portò Maurizia Paradiso in televisione è diventato ministro della Repubblica. Il “gelo” del Quirinale, che aveva richiesto una maggiore riflessione sul nome, già proposto mesi fa, non ha stoppato il premier. Napolitano poteva opporsi? Per Gianfranco Pasquino la “mancata soluzione” del conflitto di interessi “non può essere considerata responsabilità del presidente”. Anche Bruno Tinti è d’accordo: “Questa volta non avrebbe potuto impedire l’ennesimo utilizzo delle istituzioni come cosa propria”. Ma per Paolo Flores d’Arcais, Napolitano “poteva non ingoiare il boccone. Un capo dello Stato se firma un provvedimento se ne assume la responsabilità a viso aperto e difende la sua firma contro eventuali polemiche”. Intanto, il primo atto del neo-ministro è stato quello di incontrare l’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge. La posta in gioco è alta: Romani dovrà decidere se e quando indire la procedura di assegnazione di cinque frequenze per i nuovi canali sul digitale terrestre. Un affare da milioni di euro a cui ambisce anche Sky e che spaventa B. Se mai dovesse ottenere le frequenze il gruppo di Murdoch diventerebbe un vero concorrente del cavaliere (il fatto quotidiano)

settembre 24, 2010

Siti nucleari: slittamento perchè non parte l’Agenzia. Berlusconi scrive alla Sogin.

  La conferma è arrivata dallo stesso Silvio Berlusconi: l’Agenzia per la sicurezza nucleare è ancora lontana. In una lettera scritta il 17 settembre a Francesco Mazzucca, commissario governativo che regge la Sogin, Berlusconi in qualità di ministro per lo Sviluppo Economico riconosce il lavoro fatto dalla stessa Sogin fino a questo momento ma mette le mani avanti per il futuro.

In pratica, secondo quanto riportano Il Velino e altre agenzie, il premier scrivendo alla Sogin ribadisce che l’Agenzia per la sicurezza nucleare, che è ancora lontana, causerà un “inevitabile slittamento dei termini previsti per l’identificazione delle aree”. Aree che dovranno ospitare il deposito permanente dei rifiuti radioattivi e il parco tecnologico nucleare.

Di aree a suo dire idonee la Sogin ne avrebbe già trovate una cinquantina ma, evidentemente, la lista se la dovrà tenere nel cassetto ancora per un po’. Nel frattempo, però, Berlusconi conferma a Mazzucca che si farà una campagna di informazione sul nucleare.

maggio 7, 2010

Piattaforme off shore, anche in Italia non siamo messi bene.

 

Mentre il Ministero per lo Sviluppo economico afferma che “va tutto bene” e che le piattaforme petrolifere off shore attive nel Mediterraneo sono perfettamente in regola e non costituiscono un rischio per l’ambiente marino, Edison viene citata in giudizio per danno ambientale e all’ecosistema.

Il processo è quello riguardante l’inquinamento in mare causato dalle attività del sito di coltivazione e produzione mineraria denominato Campo Vega, al largo di Pozzallo in provincia di Ragusa.

Nell’udienza preliminare, svoltasi oggi, il Procuratore della Repubblica Francesco Puleio e l’Avvocatura dello Stato (che si è costituita parte civile in giudizio per conto del Ministero dell’Ambiente) hanno chiesto di citare in giudizio, quale responsabile civile per gli ingenti danni provocati all’ecosistema marino di Pozzallo, Edison, proprietaria della struttura.(ecoblog)

novembre 27, 2009

I problemi irrisolti della classe operaia.

Per  l’Alcoa, fabbrica che produce alluminio in Sardegna,sembra raggiunto l’accordo tra i rappresentanti dell’azienda e sindacati i quali presso il ministero  dello sviluppo economico, hanno siglato un accordo che prevede la revoca della cassa integrazione per i circa 600 operai dello stabilimento di Portovesme, in cambio però di un intervento del governo per alleggerire i costi dell’energia.  Non si rasserena, invece il clima per l’Eutelia, attualmente  dagli operai che difendono, così, il posto di lavoro. Dopo varie trattative fra il responsabili dell’azienda ed i rappresentanti dei lavoratori è stato fissato un incontro ulteriore per il sette dicembre. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta ha inviato l’impresa a pagare gli stipendi ai lavoratori, anche se l’azienda ha fatto capire che non è intenzionata ad adempiere tale obbligo. Intanto gli operai stanno raccogliendo firme per far dichiarae lo stato di insolvenza dell’azienda e la conseguente dichiarazione di fallimento.
Restano ancora sospesi i problemi dei lavoratori dell’Ispra dove i ricercatori precari dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che da martedì protestano presso la sede di via Casalotti per salvare il posto di lavoro, rimangono sul tetto. Il primo dicembre ci sarà un tra i sindacati e l’ente commissariale. Insomma i problemi del lavoro sono tornati prepotentemente alla ribalta e sbaglia chi ritiene di poter gestire la rabbia operaia con superficialità. In tutta Europa comincia a soffiare un vento di indignazione che va oltre le semplici rivendicazioni economiche, anche se gravi. Questo vento prima o poi potrebbe diventare un ciclone.