Posts tagged ‘ministero dell’ambiente’

ottobre 2, 2013

La svendita è appena cominciata.

Venduta l'Isola di Budelli a un milionario neozelandese ambientalista: ci dobbiamo credere?

L’isola di Budelli, un piccolo capolavoro della Natura nel Mare di Sardegna è stato venduto all’asta, come un gioiello qualunque per fare cassa. La notizia circolava da tempo. Ci sono 90 giorni di tempo per ricomprarla anche se per la verità ci si aspettava che fosse proprio il Ministero a rientrare in possesso dell’isola dalla famosa spiaggia rosa, partecipando all’asta.

L’asta si è tenuta ieri e l’Unione Sarda ci svela, attraverso le parole dell’avvocato Giò Mura il patrocinatore, l’identikit del nuovo acquirente che ha rilevato l’isola da una società milanese chiusa per fallimento:

un vero ambientalista, innamorato di Budelli e dell’arcipelago della Maddalena da decenni, un neozelandese impegnato nella autentica conservazione della flora e della fauna marina e terrestre, ha vissuto in varie parti del mondo ed è coinvolto in significativi progetti di conservazione marina e terrestre in vari siti.Ha acquistato l’isola con l’obiettivo di preservarne l’ecosistema in conformità con gli ideali dell’Ente Parco dell’Arcipelago. Sottoporrà uno specifico piano di conservazione dell’isola alle autorità e alla comunità locale della Maddalena per lavorare insieme impegnandosi in un progetto di conservazione che tenga conto del migliore interesse di tutti coloro che amano e rispettano questo speciale arcipelago e la sua straordinaria modalità di vita”.

Indubbiamente i vincoli paesaggistici rendono Budelli un paradiso inviolabile ma il nuovo proprietario è appunto un imprenditore neozelandese con società svizzera e potrebbe far valere i suoi diritti. Restano al ministero dell’Ambiente 90 giorni di tempo per far valere la prelazione a patto che la ricompri dal neo proprietario con la stessa cifra spesa per l’acquisto. Il che in tempo di crisi come quello attuale non lascia ben sperare.

febbraio 11, 2013

Costituito il Consiglio nazionale della Green Economy.

Green Economy strumento per combattere la crisi Green Economy strumento per combattere la crisi

ROMA – E’ stato costituito il Consiglio Nazionale della Green Economy, formato da 53 organizzazioni di imprese ‘verdi’, per dare seguito al successo dell’iniziativa degli Stati generali della Green Economy, che si sono svolti a Rimini a novembre del 2012. Il Consiglio, si legge in una nota della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, sara’ sede di confronto, analisi, proposte e iniziative coinvolgendo organizzazioni di imprese di diversi settori per dare piu’ forza e peso ad una visione condivisa e a un’azione comune.

Il Consiglio promuovera’ un confronto col nuovo governo, con particolare attenzione al ministero dell’Ambiente e a quello dello Sviluppo Economico, per realizzare uno o piu’ accordi attuativi della piattaforma programmatica delle 70 proposte, varata dagli Stati Generali, a partire da una prima parte prioritaria.

dicembre 24, 2012

Tutela del mare: siglato protocollo tra governo e Regioni.

Valgono 6 milioni di euro i tre protocolli d’intesa siglati a Roma tra il Ministero dell’Ambiente e 15 Regioni italiane aventi affaccio sul mare: i tre documenti prevedono nuove attività di indagine e valutazione tecnico-scientifica sullo stato di salute dell’ambiente marino.

L’Italia, una lunga protuberanza del continente europeo che fa da pontile sul mar Mediterraneo quasi a volersi allungare per toccare l’Africa, in quanto stato di “navigatori, santi ed eroi” ha sempre avuto un rapporto simbiotico, a tratti mistico, con il mare: è stato cantato, esplorato e vissuto in ogni suo meraviglioso non-luogo, ma oggi vive uno dei periodi più bui; è il rapporto tra uomo e mare che, spesso, viene a mancare, facendo affievolire quel timore rispettoso che ha sempre caratterizzato il loro viversi rispettosamente.

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aprile 21, 2012

Tre domande.

CSS, combustibili solidi secondari o ecoballe?

Una settimana fa il Ministero dell’Ambiente ha annunciato che a breve sarà pronto un decreto che autorizza i cementifici a bruciare i CSS, ossia combustibili solidi secondari. Ovviamente non si specifica cosa siano, perché a parlar chiaro sia mai si faccia peccato. Scoprire cosa siano i CSS sembra difficile, una parte della loro composizione, esattamente quel 50% di frazione secca contemplata ci viene svelata da Alternativa sostenibile:

cartoni per latte, vino, succhi di frutta…; le gomme sintetiche non clorurate; le resine e fibre artificiali e sintetiche con contenuto di Cl inferiore a 0,5% in massa; gli pneumatici fuori uso.

Peraltro quasi tre anni fa l’ex assessore all’ambiente della Regione Campania Walter Ganapini nonché ex presidente di Greenpeace autorizzò i cementifici della Campania a bruciare le ecoballe. Ma allora non si chiamavano CSS e il sospetto è che ci si riferisca, in assenza di parole che li descrivano chiaramente, esattamente a quei pacchi enormi che comprimono ogni sorta di immondizie.

Altreconomia pubblica l’esaustivo articolo in cui pone tre interrogativi prima che si autorizzino i cementifici a bruciare i rifiuti. Il primo è: siamo sicuri che i rifiuti che saranno bruciati nei cementifici saranno sempre a norma? il secondo è: siamo sicuri che con questo sistema non si deprimeranno gli sforzi di quelle comunità virtuose che lavorano per riciclare risorse anche nell’interesse economico di tutti? Infine il terzo è: un cementificio può per legge inquinare l’aria più di un inceneritore, si intende lasciare così questo stato di cose?

gennaio 9, 2012

Clini, basta a gioco dell’oca per autorizzazioni rinnovabili.

Clini, basta a gioco dell'oca per autorizzazioni rinnovabili Clini, basta a gioco dell’oca per autorizzazioni rinnovabili

Basta al gioco dell’oca delle autorizzazioni. Così il ministro dell’Ambiente Corrado Clini parla, nel corso della trasmissione ‘Uno Mattina’, dello snellimento dell’iter autorizzativo per il settore degli impianti di energia rinnovabile.

“Abbiamo due impegni: finire di giocare al gioco dell’oca per le autorizzazioni” relative agli impianti, a cui “stiamo lavorando” – spiega il ministro – e “dare garanzie al settore”. Anche perché il sostegno alle rinnovabili “non è il peso più importante in bolletta”.

luglio 30, 2011

Petrolio off shore, è ufficiale: stop a 15 impianti di estrazione nei mari italiani.

Dal Ministero dell’Ambiente e da quello dello Sviluppo economico arriva un bel macigno per le compagnie petrolifere: i due Ministeri, infatti, hanno bocciato ben 15 istanze di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nei mari italiani.

La metà di queste richieste, per la precisione sette, interessavano il Canale di Sicilia: le coste di Agrigento, Ragusa, Siracusa e l’isola di Lampedusa. Le altre sono sparse per l’Italia tra cui d 496 Br-El, d 499 Br-El e d 500 Br-El in Abruzzo e le restanti d 59 Fr-Np, d 64 Fr-Np, d 91 Er-Pu, d 94 Er-Sa, d 95 Er-Sa in Puglia e altre regioni non ancora identificate.

L’elenco delle concessioni rifiutate si trova nell’ultimo “Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse”, ma la notizia è trapelata dopo che il sindaco di Vittoria (città che vanta un lungo tratto del litorale ragusano) Peppe Nicosia con una nota, ha espresso la propria soddisfazione per la comunicazione inviatagli dalla Direzione generale per le valutazioni ambientali del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

luglio 25, 2011

La classifica e la guida alle 10 auto con meno emissioni di CO2

classifica auto ibride benzina E’ stata pubblicata la Guida al risparmio di carburante e alle emissioni di anidride carbonica delle automobili a cura dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti. In sostanza, sono elencati i modelli di automobili che aiutano sia a ridurre le emissioni di CO2 sia a risparmiare carburanti.Vincono la sfida, tra i modelli a benzina le ibride Lexus CT, Toyota AURIS HSD 1.8 e Toyota PRIUS 1.8; per le diesel si piazzano nei primi tre posti la Volkswagen POLO 1,2, la Smart FORTWO cdi e Seat IBIZA ST 1,2.
maggio 28, 2011

“Walk of life”: passeggiare nei parchi italiani per aiutare la ricerca (Telethon 2011)

walking_for_live

Sostenere la ricerca aiutando i cittadini a riscoprire l’amore per l’ambiente e la natura che ci circonda. Questo l’obiettivo di Walk of life, l’iniziativa di Telethon, realizzata grazie alla collaborazione con Federparchi-Europarc Italia e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La manifestazione si terrà il prossimo weekend, a partire da domani, il 28 e 29 maggio, in 89 parchi italiani e grazie alla presenza di guide naturalistiche e ricercatori, i cittadini potranno camminare e visitare i parchi scegliendo tra oltre 340 passeggiate guidate e 186 itinerari.
Ma non è tutto, perché oltre alle escursioni naturalistiche, sono in programma altri 70 eventi e circa 300 punti di raccolta, allestiti per contribuire alla ricerca contro le malattie genetiche.

aprile 11, 2011

Girnata della bici 2011.

L’idea arriva dal ministero per l’Ambiente: dedicare una giornata alla bicicletta, ossia il BiciDay. Nel giorno della Festa della mamma, giusto per non farsi mancare nulla.

Il Ddl sulla mobilità sostenibile che è attualmente al vaglio del parlamento prevede che siano adibite, in tutti gli edifici pubblici, aree riservate al parcheggio delle biciclette; che sui tram si possano trasportare bici pieghevoli; che siano previsti parcheggi a ridosso di stazioni treno e metrò per favorire l’interscambio. Nell’attesa che la camera si pronunci è stato stralciato il Biciday istituito per legge ogni seconda domenica di maggio, che ha appunto vita autonoma rispetto alle altre iniziative legate alla diffusione della cultura della bicicletta.

gennaio 30, 2011

Muore balena sul litorale toscano. Greenpeace: qui i cetacei ci sono e sono in pericolo!

una gigantesca balena di 20 metri è morta sulle spiagge del litorale toscano. Troppi sacchetti ingeriti? Malattia? Inquinamento? Le ragioni sono ancora da accertare ma nuovi rischi incombono per cetacei e biodiversità.

Si, perché Greenpeace ha ricordato che proprio in questa zona, dove la balena ha trascorso le sue ultime ore di vita, è prevista la costruzione di un gigantesco sito industriale: il rigassificatore off-shore della OLT.

Ma com’è possibile che venga dato l’ok al rigassificatore in una zona dedicata alla protezione delle balene? semplice, basta affermare che qui i cetacei non ci sono, spiega l’associazione. La Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente, infatti, ha dichiarato che nell’area non ci sarebbero cetacei!

Davanti all’inattività del Ministero dell’Ambiente, Greenpeace ha chiesto alle Regioni che si affacciano sull’area, Liguria, Toscana e Sardegna, di intervenire. Intanto  esperti dell’Università di Padova, in coordinamento con enti specializzati di Siena e della Regione Toscana, hanno avviato i primi accertamenti sulle cause del decesso.