Posts tagged ‘milleproroghe’

dicembre 25, 2011

Come risolvere il sovraindebitamento.La mnuova disciplina.

C’è un termine con cui bisogna prendere una certa dimestichezza di questi tempi: si tratta del sovraindebitamento, il quale è presente nel Decreto Monti e mette in luce un progetto che ormai dura da quasi tre anni. Di cosa si tratta esattamente? La misura prevista dall’ultima manovra finanziaria consente di giungere a un concordato per i debiti che sono stati contratti dai soggetti in crisi, quando sono intervenute delle necessità in ambito familiare o di consumo, senza dimenticare le imprese. L’obiettivo del provvedimento è quello di esdebitare le persone coinvolte, vale a dire permettere loro di risolvere una situazione così urgente e drammatica. Che atteggiamento bisogna assumere nei confronti di una innovazione del genere? Di primo impatto verrebbe da sorridere finalmente per un sostegno che sembra rivolto a famiglie, imprese e consumatori, così come hanno anche fatto Federconsumatori e Adusbef, ma bisogna anche avanzare qualche rilievo. Andiamo comunque per ordine. I vantaggi ci sono, ad esempio, una delle previsioni del decreto è quella di limitare gli interventi dell’autorità giudiziaria nei confronti dei debitori, in particolare attraverso l’omologazione dell’intesa tra questi soggetti e i loro creditori. Un altro ruolo importante sarà quello degli organismi di composizione della crisi: si tratta di enti che sono iscritti presso un registro del dicastero della Giustizia e che accompagnano idealmente l’operato degli ordini professionali e delle camere di commercio. Tra l’altro, i compiti di tali organismi possono essere tranquillamente affidati a professionisti, sarà sufficiente possedere i requisiti giusti per quel che riguarda la nomina a curatore fallimentare. Sono proprio queste figure che hanno suscitato qualche perplessità nelle due associazioni dei consumatori: in effetti, i dubbi sono sorti nel momento in cui si è capito che le stesse associazioni non hanno la possibilità di costituire gli enti in questione, nonostante la loro conoscenza approfondita delle necessità e delle urgenze dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef hanno parlato espressamente di una svista, a cui si può però porre rimedio in maniera adeguata.

febbraio 24, 2011

Milleproroghe: stop agli abusi edilizi dei “Cetto Laqualunque del Pdl”.

Ci voleva il no del presidente Giorgio Napolitano (visto che a poco erano valsi gli appelli degli ambientalisti) per fermare la sanatoria legalizzata prevista dal primo decreto Milleproroghe. Quello nuovo, che verrà votato con la fiducia domani alla Camera dei Deputati, per fortuna è stato ripulito di alcuni scempi.

Ferma restando la proroga del pagamento delle multe per le quote latte, che faceva parte di uno scambio di favori tra i deputati della Lega e quelli del sud, saltano i due contrappesi: lo stop alle demolizioni delle prime case abusive in Campania e la proroga delle concessioni edilizie ai piedi dell’Etna. Legambiente ringrazia:

Una vittoria per i cittadini onesti e per i tanti magistrati che, in un clima intimidatorio, hanno riaperto una nuova primavera della legalità. In un paese civile e democratico l’illegalità si combatte e non si può autorizzare. Ringraziamo il presidente Napolitano per aver garantito il rispetto delle leggi a tutela della sicurezza dei cittadini e del territorio. Ora proseguiamo a vigilare, tenendo alta la guardia, perché i tanti ‘Cettolaqualunque’ del Pdl ci riproveranno facendo rientrare da qualche finestra legislativa quello che oggi è stato bloccato dalla porta principale.

febbraio 22, 2011

Milleproroghe: Napolitano ferma Berlusconi.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, riferiscono fonti parlamentari, ha scritto una lettera al governo per chiedere delle correzioni al Milleproroghe e una maggior collaborazione tra governo e Parlamento. La lettera è stata inviata per conoscenza anche al presidente della Camera Gianfranco Fini e al presidente del Senato Renato Schifani. «Ho ritenuto di dovervi sottoporre queste considerazioni, perchè a mio avviso non mancherebbero spazi attraverso una leale collaborazione tra governo e Parlamento da un lato e fra maggioranza ed opposizione dall’altro, per evitare che un decreto legge concernente essenzialmente la proroga di alcuni termini si trasformi sostanzialmente in una sorta di nuova legge finanziaria dai contenuti più disparati», scrive il Capo dello Stato.

Nella lettera si richiama l’attenzione «sull’ampiezza e sulla eterogeneità delle modifiche fin qui apportate nel corso del procedimento di conversione al testo originario del decreto-legge cosiddetto ‘milleproroghe’». Il capo dello Stato, nel ricordare «i rilievi ripetutamente espressi fin dall’inizio del settennato», ha messo in evidenza che «la prassi irrituale con cui si introducono nei decreti-legge disposizioni non strettamente attinenti al loro oggetto si pone in contrasto con puntuali norme della Costituzione, delle leggi e dei regolamenti parlamentari, eludendo il vaglio preventivo spettante al capo dello Stato in sede di emanazione dei decreti-legge».

febbraio 18, 2011

Il governo ruba trenta milioni a internet per darli alla tv digitale.

Il Senato ha approvato un emendamento al decreto Milleproroghe che espone in modo esplicito e diretto una tendenza di questa legislatura: molto appoggio alla tv, niente a Internet. L’emendamento infatti destina 30 milioni di euro nel 2011 per incentivare il digitale terrestre. E li prende dai fondi destinati a portare la banda larga nelle zone che ne sono prive. Il provvedimento passa ora alla Camera; ricordiamo che il Governo ha posto la fiducia sul decreto.

«Sono prorogati per l’anno 2011 gli interventi di cui all’articolo 1, commi 927, 928 e 929 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Per le finalità di cui al periodo precedente è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2011, da destinare al rifinanziamento del Fondo per il passaggio al digitale di cui all’articolo 1, comma 927, della legge 27 dicembre 2006, n. 296», si legge nel comma 19-bis del decreto. «Ai relativi oneri, pari a 30 milioni di euro per l’anno 2011, si provvede nell’ambito delle risorse finalizzate ad interventi per la banda larga dalla legge 18 giugno 2009, n. 69, nell’importo complessivo deliberato dal Cipe in data 11 gennaio 2011».

Il ministro Paolo Romani, allo Sviluppo Economico, ha cercato subito di gettare acqua sul fuoco delle polemiche, che stanno cominciando a montare in rete. Ha detto che questo travaso di fondi a favore del digitale terrestre non tocca i 100 milioni di euro di fondi Fas appena stanziati contro il digital divide. In realtà è comunque un danno per la banda larga. Bisogna ricordare che il governo lavora da due anni a un progetto, dove i fondi Cipe citati dall’emendamento avrebbero un ruolo fondamentale: portare la copertura banda larga al 100 per cento della popolazione italiana. Entro quando? L’ultima promessa, fatta questo mese, è «entro il 2013», mentre l’anno scorso Romani diceva «entro il 2012».