Posts tagged ‘microscopio’

maggio 30, 2012

Biopsie evitate con un click del super-microscopio.

Un così sofisticato che in futuro potrà sostituire la ben più invasiva nell’analisi dei alla ricerca del . L’invenzione di questo “occhio” a super-risoluzione, chiamato  SW-, è dei ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova coordinati da Alberto Diaspro.

Laser combo – Complessa e avveniristica la tecnologia messa in campo, perché combina in un unico strumento la nanoscopia ottica e la a (), due tecniche avanzate di imaging. La terza parte del nome di battesimo dell’apparecchio  (Stimulated Emission Depletion) racchiude le capacità del nanoscopio ottico,  ultima frontiera della in fluorescenza. Tutto questo consente di indagare e riprendere immagini ultra-dettagliate di singole cellule, o organi alla scala del nanometro: riesce infatti a cogliere unità biologiche pari a 800 micron.

Oltre il micro – “Il nostro gruppo –  spiega Paolo Bianchini, 34 anni, coordinatore del team di quattro ricercatori che ha lavorato al progetto – ha una forte competenza in queste tecniche. Ciò ci ha permesso di pensare a delle piccole ma importanti variazioni: innanzitutto utilizzare un solo tipo di luce laser sia per stimolare sia per controllare la fluorescenza del campione, e infine modificare l’architettura dello strumento per aumentare la risoluzione di circa quattro-cinque volte, sfruttando la a ”.

aprile 11, 2011

Microchip made in Italy che isola cellule tumorali e consente monitoraggio evoluzione malattia.

Un a base di regolabili in grado di esaminare il e rilevare l’eventuale presenza di cancerogene circolanti – scoprendo in anticipo il processo di metastatizzazione – e di : il e’ stato realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Harvard Medical School e del MIT di Boston guidati da Mehmet Toner e Brian Wardle.

Il , si legge sulla rivista Small, nasce da una versione precedente di 4 anni fa realizzata dallo stesso Toner, ma a differenza di allora i sono molto piu’ porosi e lasciano al la possibilita’ di circolare piu’ liberamente al loro interno. In questo modo lo strumento e’ capace di ”intrappolare” le otto volte meglio della versione originale, e sembrerebbe essere in grado anche di rilevare particelle ”sospette” molto piu’ piccole delle circolanti, come i , noti per essere di dimensioni molto ridotte (fino a 40 nanometri).

gennaio 27, 2011

Un software per liberare i ricercatori dalla postura ‘microscopica’

Scienziati finanziati dall’UE hanno sviluppato un sistema che libera i ricercatori dall’ingrato lavoro di passare molte ore curvi su un microscopio alla ricerca di cellule interessanti all’interno di grandi campioni. Il sistema è descritto nella rivista Nature Methods da un team guidato dal Laboratorio europeo di biologia molecolare (EMBL) in Germania.

 

 

Il lavoro è stato supportato dall’UE mediante tre progetti: MITOCHECK (“Regulation of mitosis by phosphorylation – A combined functional genomics, proteomics and chemical biology approach”), MITOSYS (“Systems biology of mitosis”) e SYSTEMS MICROSCOPY (“Systems microscopy – a key enabling methodology for next-generation systems biology”).

luglio 9, 2010

Sviluppo embrionale: straordinarie immagini da un nuovo microscopio.

Per comprendere a fondo le complesse fasi che caratterizzano lo sviluppo di un embrione, osservarle non è certo sufficiente. Tuttavia, anche i normali microscopi non consentono di osservare facilmente questi dettagli, che oltre ad essere molto piccoli e complessi variano a grande velocità. I nuovi progressi tecnici permettono di “catturare” in video lo sviluppo dei moscerini della frutta e di osservare le fasi di formazione degli occhi e del mesencefalo del Danio rerio. Il team che ha perfezionato questo metodo, composto da scienziati tedeschi e statunitensi, ha presentato il suo lavoro sulla rivista Nature Methods.

La trasformazione di una cellula in animale è un processo estremamente complesso e rapido. La cellula, infatti, si divide in decine di migliaia di nuove cellule con grande velocità. Queste cellule si muovono poi all’interno dell’embrione e si sviluppano in organi diversi.

L’elaborazione dell’immagine e l’analisi dei dati automatizzati, per esempio, consentono agli scienziati di seguire il comportamento delle cellule già dai primi giorni di sviluppo del Danio rerio. Tuttavia, il successo di questi approcci dipende dalla potenza del microscopio.

“I campioni non-trasparenti (opachi) come quelli dei moscerini della frutta diffondono luce. Questo fa in modo che il microscopio catturi sia immagini a fuoco che immagini non a fuoco. Informazioni di buona e di cattiva qualità, potremmo dire”, ha spiegato Ernst Stelzer, scienziato presso lo European Molecular Biology Laboratory (EMBL) e coautore dello studio. “La nostra nuova tecnica ci consente di scegliere tra questi due tipi di informazioni”.(liquidarea)