Posts tagged ‘metaboliche’

Mag 5, 2013

Noci, per vivere a lungo e proteggersi dal diabete.

Mangiare una porzione di (circa 28 grammi) a settimana può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare . Ma la frutta secca è anche uno scudo contro il , la e l’obesità. A svelarlo sono tre ricerche presentate nei giorni scorsi al congresso ‘Experimental Biology Meeting’ di Boston. Nello primo studio della Loma Linda University (Usa), i ricercatori hanno verificato che il consumo delle è associato ad un miglioramento del profilo nutrizionale. noci 300x225 Noci, per vivere a lungo e proteggersi dal diabeteOvvero, un peso corretto e una diminuzione di diversi fattori di rischio cardiovascolare, rispetto a chi non ama le . I benefici della frutta con (mandorle, del Brasile, anacardi, nocciole, pinoli e pistacchi) sono stati testati su 803 adulti.
“I nostri risultati – avvertono gli scienziati – hanno dimostrato che una porzioni di o frutta secca a settimana (28 grammi) è significativamente associato ad una riduzione del 7% di metabolica”.

febbraio 22, 2013

Avocado: elisir contro chili di troppo e malattie metaboliche.

E’ un indispensabile per chi vuole perdere peso e difendersi dalla .avocado 300x208 Avocado: elisir contro chili di troppo e malattie metaboliche Consumare l’avocado secondo lo studio del programma americano National Health and Nutrition Examination Survey, promosso dai Centers for disease controll and prevention (Cdc) e pubblicato sulla rivista ‘Nutrition Journal’, può migliorare la qualità della dieta e abbassare i livelli di alcuni fattori che influenzano negativamente il girovita. Consumare il arricchisce l’ di una ricca gamma di , monoinsaturi e polinsaturi e di micronutrienti. E secondo i ricercatori “mangiare il aiuta chi vuole perdere peso influenzando positivamente l’indice di massa corporeo (Imc) e può aiutare a mantenere bassi i livelli di e ridurre il rischio di metabolica”.

La ricerca, condotta tra il 2001 e il 2008 su 17.567 americani con un’età maggiore di 19 anni, ha rivelato che i 347 adulti (50% donne), che hanno consumato l’avocado in ogni momento della giornata monitorato dalla ricerca, hanno fatto registrare significati livelli positivi degli indicatori di salute rispetto a chi non ha mangiato il . Ovvero: il 36% in più di fibre alimentari, 23% di vitamina E, il 13% di magnesio, il 16% potassio e il 48% in più di vitamina K. Inoltre chi ha aggiunto l’avocado al regime alimentare ha avuto significativamente più bassi dell’Imc rispetto ai chi non l’ha consumato.

Mag 18, 2011

Diabete-obesità: super gene interruttore.

Nuova luce sulla di e . Ricercatori del King’s College di Londra e dell’Università di Oxford (Gb) hanno scoperto che un gene legato al di tipo 2 e ai livelli di colesterolo è, in effetti, un super-gene.

Un maxi-interruttore che controlla il comportamento di altri geni legati al corporeo. Dal momento che i grassi giocano un ruolo chiave nella vulternabilità alle come , cardiopatie e , questa ricerca mette in luce un nuovo possibile bersaglio per futuri trattamenti mirati a contrastare queste patologie.

settembre 3, 2010

Rene artificiale impiantabile: gli sviluppi del prototipo

Il prototipo, che richiede ancora un’ulteriore miniaturaizzazione, potrebbe essere disponibile per l’applicazione clinica entro cinque-sette anni.Ricercatori dell’Università della California a San Francisco hanno annunciato di avere messo a punto, con la collaborazione di gruppi di ricerca di molte altre università, un primo prototipo di rene artificiale impiantabile. Secondo i ricercatori, un prototipo utilizzabile concretamente in campo clinico potrebbe essere pronto entro cinque-sette anni.

L’apparecchiatura è progettata per ottenere la maggior parte dei benefici che si hanno con un trapianto di rene”, ha detto Shuvo Roy, che ha coordinato i gruppi di ricercatori impegnati nel progetto. In una situazione in cui si dispone di un numero limitato di donatori all’anno, la maggior parte dei paziento deve ricorrere alla dialisi, ma i protocolli di dialisi attuali prevedono tre sedute alla settimana di una durata compresa fra le tre e le cinque ore e di fatto – ha proseguito Roy – il trattamento rimpiazza solo il 13 per cento della funzione del rene, con gravi conseguenze a lungo termine sul piano della salute del paziente.

Il sistema è a due stadi e nel primo vengono utilizzati particolari filtri microscopici per il filtraggio dal sangue delle tossine metaboliche, mentre nel secondo, all’interno di un bioreattore si realizza, grazie ai più recenti progressi dell’ingegnerizzazione dei tessuti, la crescita di cellule dei tubuli renali destinate a mimare l’azione del rene nel bilanciamento di elettroliti, metaboliti e acqua in modo da poter far svolgere all’apparecchio diverse altre funzioni biologiche svolte da un rene sano.(liquidarea)