Posts tagged ‘mes’

aprile 17, 2020

La lezione della Grecia: ecco perché il Mes può avere effetti devastanti per il nostro Paese

Un dibattito che prosegue, impossibile da estirpare come certa erba cattiva. E che si fa giorno dopo giorno sempre più pericoloso, visto le continue adesioni che il fronte del “Sì Mes” continua a ricevere. Un “Sì Mes” che si è travestito nelle ultime ore da “Sì Mes, tanto è light”, con i vari Prodi, Renzi e Berlusconi a sottolineare come ormai il Meccanismo, svuotato delle sue condizionalità, sia un’occasione d’oro, da non lasciarsi sfuggire. Ma qualcosa è cambiato davvero o rischiamo, aderendo al Fondo Salva-Stati, di andare incontro a un destino simile a quello, terribile, in cui è incappata la Grecia?

La lezione della Grecia : ecco perché il Mes può avere effetti devastanti per il nostro Paese

Bene ribadirlo: il Mes non ha ufficialmente cambiato pelle. Vero, dopo l’accordo dell’Eurogruppo si è previsto l’accesso a una linea di credito fino al 2% del Pil (nel caso dell’Italia 35 miliardi) con la sola condizionalità di usare quei soldi “per spese di assistenza sanitaria diretta e indiretta e per i costi relativi alla cura e alla prevenzione della crisi”. Ma allora esiste davvero un Mes light, verrebbe da pensare. Attenzione: all’atto pratico nessuno ha cambiato la natura del Meccanismo, che è e resta un creditore in tutto e per tutto. Con condizionalità che, come hanno ricordato diversi economisti in queste ore, possono essere all’ingresso (vedi il famoso memorandum firmato dalla Grecia) o inserite successivamente. Anche qui viene in mente l’esempio greco, con i programmi rivisti anche dopo la loro adozione.

Esistono modi per trasformare il Mes da potenziale trappola a strumento utile alla causa? Certo, ma in questo dovrà essere bravo Conte, che in sede di Consiglio Europeo dovrà riuscire a strappare soluzioni che elimino i pericolosi rischi che oggi accompagnano lo strumento. Una soluzione potrebbe essere quella di farsi assegnare i soldi in un’unica volta, evitando così che a ogni tranche sia poi necessario ridiscutere le condizioni. Un passaggio che farà capire fin da subito se l’Italia sarà stata in grado di alzare almeno un po’ la voce o se saranno stati i Paesi del Nord, al solito, a plasmare l’Europa a proprio piacimento.

Insomma, ricorrere al Mes resta al momento un rischio, considerando anche il fatto che, trattandosi di un creditore privilegiato, renderebbe meno sicuro il resto del debito italiano facendo salire i tassi richiesti dagli investitori per finanziarlo. Nelle ultime ore, però, la fetta di Partito Democratico favorevole al Fondo Salva-Stati si è andata allargando a vista d’occhio. E la sensazione è che, alla fine, anche Conte (fin qui fermo nella sua contrarietà) potrebbe vacillare.

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aprile 17, 2020

L’Europa e la fine della democrazia.

di Franco Bartolomei

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NOI CONSIDERIAMO LA UE UNA GABBIA CHE PORTA ALLA FINE DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA ,ALLA DISTRUZIONE DEL NOSTRO TESSUTO ECONOMICO , ED AL COLLASSO DELLA NOSTRA SOCIETA’ CIVILE .

LA RITENIAMO ASSOLUTAMENTE IRRIFORMABILE

RITENIAMO che La rottura unilaterale da parte del nostro paese del sistema Euro /Maastricht, sia la condizione base per la rinascita della nostra economia ,e per la ricostruzione della nostra Democrazia , a partire dalla affermazione una nuova CENTRALITA’ DEL LAVORO…

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aprile 14, 2020

Tremonti: “Mes serviva per creare eurobond, ecco come è andata”

 
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Tremonti: Mes serviva per creare eurobond, ecco come è andata

(Adnkronos)

“Papa Francesco invita l’Europa alla ‘solidarietà’ e a ‘scelte innovative’. Come si può essere in disaccordo? A proposito di scelte innovative, mi sono impegnato già nel 2003 e poi ancora nel 2010-2011 sugli eurobond. Fa piacere che oggi anche il presidente Conte sia venuto a parlare di eurobond! Per mio conto mi assumo tutte le responsabilità sulle origini del Mes, ma una volta chiarita tutta la verità”. A sottolinearlo è l’economista e presidente di Aspen Institute Italia, Giulio Tremonti, su Mf Milano Finanza.

“Fin dall’inizio, e ancora nel corso della prima parte dei 2011, il nostro programma era mirato all’obiettivo finale degli eurobond. Fase 1: costituzione del fondo europeo (che poi sarebbe stato chiamato Mes). Fase 2: lancio (…) degli eurobond. È in questa logica sequenziale che nel luglio 2011 si arrivò alla prima firma sul Mes. In Europa dall’Eurogruppo-Ecofin al Parlamento Europeo, da Junker a Gualtieri, tutti sapevano che il nostro piano partiva dal Mes ma per arrivare agli eurobond” sottolinea Tremonti.

“Per noi -ricorda Tremonti, più volte ministro- il Mes senza gli eurobond non avrebbe avuto senso. Per contro, per gli eurobond il Mes era necessario. A quell’altezza di tempo non ci erano note ancora le manovre, da ultimo rivelate dal professor Monti, manovre che a partire dal 5 agosto 2011, da quella che lo stesso Monti chiama la lettera Trichet-Draghi’, avrebbero portato alla ‘chiamata dello straniero’ venuto in Italia in novembre, naturalmente ‘nel nostro interesse’. Di conseguenza il Mes, che era ancora privo di efficacia, diventa efficace e definitivo con la firma del presidente Monti nel febbraio 2012, ma, piccolo dettaglio, dopo che è stata affossata la funzione per cui era nato: lanciare gli eurobond”.

“E poi con la Grecia -argomenta Tremonti- che il Mes ha rivelato una funzione autonoma, totalmente diversa da quella per cui era stato costituito: non come base per lanciare gli eurobond, ma strumento europeo per la riscossione-estorsione in Grecia dei crediti qui vantati dalle banche tedesche e francesi. E in questi termini che, con la complicità italiana del governo Monti e con la furia finanziaria dei ‘creditori’ franco-tedeschi, il Mes si trasforma nello strumento che ha straziato la Grecia”.

“Non per caso, colpito da questo ‘stigma’, da questa maledizione greca, il Mes è rimasto nell’ombra per cinque anni, per essere infine, nell’autunno scorso, riproposto in Europa di nuovo, tanto per cambiare, come ‘salva-banche'”.

“Tutto questo orrore è ben diverso dal progetto degli eurobond. Questa -scandisce Tremonti- è la verità sul passato. Quella degli eurobond è ancora oggi la speranza per il futuro”.

aprile 13, 2020

Per un Fronte Popolare di Liberazione Nazionale

Il Risorgimento Socialista per la costruzione di un grande Fronte Popolare di Liberazione Nazionale


Il governo ha ceduto alla UE, e ,a meno di improbabili ripensamenti, ha sottoscritto un accordo che prevede la esistenza del Mes come strumento anticrisi, anche se in una forma apparentemente più morbida.


Questo esito finale della trattativa dimostra la validità del nostro Appello per il Piano B, e conferma le ragioni che ci hanno spinto a farlo.


Abbiamo parlato in modo netto, mettendo in chiaro che la Germania ed i suoi vassalli, e le autorità monetarie di Bruxelles, avrebbero in assenza di un piano alternativo di uscita dal sistema Maastricht costretto alla fine il governo ad accettare il Mes, magari in una forma un po’ più attenuata, ma pur sempre pericolosissima per noi.


E’ evidente che Il governo, non avendo organizzato nessuna linea di uscita in direzione della uscita dal quadro euro/ Maastricht / BCE, si dovrà assumere tutta la propria responsabilità per le politiche di austerità forzata che inevitabilmente seguirebbero alla attivazione dei flussi di finanziamento UE che verranno erogati fuori da ogni condivisione di debito da parte della BCE.
La situazione che si profila sara’ pesantissima.


La fondatezza del nostro Appello ci mette ora in una posizione di forza, perché nello scontro abbiamo affermato il punto centrale di tutta la questione :
La rottura unilaterale da parte del nostro paese del sistema Euro /Maastricht, come condizione base per la rinascita della nostra economia e per la ricostruzione della nostra Democrazia Costituzionale.

Questo Appello, non seguito dal Governo , costituisce la base programmatica per la costruzione di un grande FRONTE POPOLARE di LIBERAZIONE NAZIONALE contro il potere autocratico del sistema finanziario globale e delle autorità monetarie di Bruxelles , e contro tutto il sistema Euro/Maastricht , che dopo aver distrutto la nostra costituzione materiale, punta a smantellare il tessuto economico del paese e ad imporre alle fasce più deboli del popolo ed ai lavoratori politiche di ulteriori tagli ai loro diritti sociali ed alle loro condizioni di vita.

Di fronte al tradimento di questa intera classe politica, il compito del Movimento dei Lavoratori e’ salvare la nostra Democrazia dal nuovo fascismo tecnocratico e finanziario che porterà al disastro economico e sociale il nostro paese.

aprile 13, 2020

L’Italia e la trappola del MES.

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“L’accordo con l’Eurogruppo non è positivo per l’Italia e l’Europa meridionale. Come spesso accade, vediamo un ministro delle Finanze italiano che accetta un accordo che alla fine non è nel migliore interesse del suo Paese”. Parola del tedesco Wolfgang Munchau – che non è certo un sospetto “sovranista” o un oppositore del governo Conte – direttore di eurointelligence ed editorialista del Financial Times e del Corriere della Sera. Perché quella a cui sta andando incontro il governo italiano è una vera e propria trappola tesa da Olanda e Germania che entrerà nel vivo nei prossimi mesi.

Non solo l’accordo di ieri non costituisce quel contributo solidaristico che l’Europa avrebbe dovuto garantire, ma l’Italia rischia infatti di finire nella trappola del Mes. Perché è vero che, come chiarisce il professor Paolo Pini, l’utilizzo del Mes (Fondo Salva Stati) è previsto senza condizionalità e in via temporanea per le spese sanitarie sostenute dai Paesi dell’Unione per affrontare l’emergenza Covid-19, entro il limite di budget del 2% del Pil annuali del Paese che le sostiene e che fa ricorso al Mes come linea di credito. Ma è anche vero che che fuori da questa tipologia di spesa ed oltre il 2% di spese, si applicano le regole del Mes.

E comunque, come viene chiarito nell’accordo siglato all’Eurogruppo, “gli Stati restano impegnati a rafforzare i fondamentali economici, coerentemente con il quadro di sorveglianza fiscale europeo, inclusa la flessibilità”. Quando l’Italia sarà con l’acqua alla gola, infatti, sarà costretta a ricorrere al Mes, portandosi la troika – e dunque l’austerità – in casa, anche se una parte del governo si affanna a dire che non ricorrerà mai al fondo Salva-Stati. E allora perché hanno negoziato settimane e discusso sulle condizioni del Mes stesso? Dopotutto, lo stesso ministro delle finanze, Roberto Gualtieri, scrive: “Grazie alla solida alleanza tra l’Italia e gli altri Paesi firmatari della lettera promossa dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, l’agenda europea è cambiata e si è passati da un documento con un’unica proposta, il Mes con condizionalità leggere”.

L’Italia e la trappola del Mes

Nell’art. 136 Tfue si legge che “gli Stati membri la cui moneta è l’euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme”, sottolineando però  che “la concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità”. Come ha spiegato il professor Alessandro Mangia, “i creditori possono cambiare quando vogliono le condizioni scritte all’inizio in quell’esotico Memorandum of Understanding (MoU) che in realtà dovremmo chiamare concordato fallimentare”. E possono farlo “in modo sostanzialmente unilaterale, perché ormai non solo c’è un contraente debole ed uno forte, ma c’è anche un accordo che prevede la sua modifica ed il suo adattamento al mutare degli eventi. E a decidere se gli eventi sono mutati non è il debitore, ma è il creditore. Non è difficile da capire”.

Di fatto, le condizioni del Mes possono cambiare ex-post. E se il 23 aprile l’accordo sarà ratificato dai premier, gli effetti dell’accordo di ieri non li vedremo subito: è una trappola che scatterà più avanti, a cui l’Italia rischia di andare inesorabilmente contro. Il sospetto, osserva Affari Italiani, è che Olanda e Germania puntino ad indebolire l’Italia negandole il necessario per sopravvivere (adottando ora provvedimenti volutamente deboli e insufficienti) per poi spolparla tra qualche mese, quando avrà l’acqua alla gola e sarà costretta a ricorrere al Mes.

aprile 10, 2020

Conte: ecco tutta la verità sul MES

Conte: ecco tutta la verità sul MES

Giuseppe Conte si è a lungo soffermato, come promesso, per fare chiarezza su quanto avvenuto in occasione dell’Eurogruppo di ieri, in cui si è di fatto aperto alla possibilità di ricorrere al Meccanismo Europeo di Stabilità da parte dei Paesi che ne faranno richiesta, a condizioni agevolate, per far fronte alla crisi dettata dal coronavirus.

Qual è la verità di Conte? Il MES può davvero arrivare in Italia?

Conte: vi racconto la verità sul MES

Il presidente del Consiglio parte dal principio, spiegando ai cittadini che l’ultimo Eurogruppo ha proposto, tra vari altri strumenti, l’attivazione di una nuova linea di credito, senza condizionalità, tranne l’obbligo di impiegare tali risorse per la spesa sanitaria. Tale strumento, come ormai sappiamo, è il MES.

Conte sottolinea che su questo punto, già dalle prime ore di ieri sera, si è creato un dibattito, legittimo ma impreciso.
Per questo motivo si è soffermato nel compiere alcune precisazioni, rivelando la sua verità su quanto recentemente accaduto:

  • il MES esiste dal 2012, “non è stato istituito ieri dall’Eurogruppo, come falsamente dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni”. “Questo governo non lavora con il favore delle tenebre, guarda in faccia gli italiani e parla con chiarezza”, ha aggiunto;
  • l’Eurogruppo non ha firmato nulla né istituito alcun obbligo. Il ricorso al MES rimane volontario e nulla è stato ancora ufficializzato;
  •  su richiesta di alcuni stati membri , non dell’Italia, l’Eurogruppo ha lavorato alla proposta – non ancora completata – di una linea di credito collegata al MES totalmente nuova rispetto alle linee di credito esistenti e diversamente regolate”;
  • l’Italia non ha firmato alcuna attivazione del MES perché non ha bisogno del MES. Il Governo Conte ritiene il Fondo Salva-Stati uno strumento totalmente inadeguato.

L’Italia non accetterà il MES. “Combatteremo per gli eurobond”

In occasione dell’ultimo Consiglio europeo Conte lo ha chiarito ai suoi omologhi: l’Italia non accetterà mai l’arrivo del MES.
Alcuni Stati membri, che stanno combattendo in Europa insieme all’Italia per l’attivazione degli eurobond, sono anche interessati all’attivazione del MES senza le vecchie condizioni. Ed è questo il motivo per cui l’Italia partecipa a questa discussione sul tavolo.

Conte ha poi aggiunto:

Stiamo combattendo per avere ventaglio di nuovi strumenti innovativi (che includano gli eurobond, ndr). Lavoreremo fino alla fine con coraggio in questa battaglia difficile.

aprile 9, 2020

Come la Grecia

di Franco Bartolomei

Bandiere di Italia e Grecia dipinta sulla parete incrinato Foto ...

coordinatore nazionale di Risorgimento Socialista.

Il governo ha ceduto alla UE ,e ,a meno di improbabili ripensamenti , ha sottoscritto un accordo che prevede la esistenza del Mes come strumento anticrisi ,anche se in una forma apparentemente più morbida .
Questo esito finale della trattativa , vuoll dire che abbiamo fatto bene a fare il nostro Appello per il Piano B .
Abbiamo parlato in modo netto prima .
Leggete il testo dell’ ‘Appello e capirete le ragioni che ci hanno convinto a farlo .
Nel nostro Appello abbiamo chiarito che la Germania ed i suoi vassalli , e le autorità monetarie di Bruxelles , avrebbero ,in assenza di un piano B , costretto il governo ad accentare il Mes, magari in una forma un po’ più attenuata , ma sempre pericolosissima per noi .
Il cedimento del governo è la prova della fondatezza del nostro Appello , che ora ci mette in una posizione di forza , perché abbiamo preso parte allo scontro ed abbiamo messo i piedi nel piatto ,affermando il punto centrale di tutta la questione :
La rottura unilaterale da parte del nostro paese del sistema Euro /Maastricht, come condizione base per la rinascita della nostra economia e per la ricostruzione della nostra Democrazia Costituzionale.

Questo Appello , non seguito dal Governo , costituisce la base programmatica per la costruzione di un grande FRONTE POPOLARE di LIBERAZIONE NAZIONALE contro il potere autocratico del sistema finanziario globale e delle autorità monetarie di Bruxelles , e contro tutto il sistema Euro/Maastrichy , che dopo aver distrutto la nostra costituzione materiale ,punta a smantellare il tessuto economico del paese e ad imporre alle fasce più deboli del popolo ed ai lavoratori politiche di ulteriori tagli ai loro diritti sociali ed alle loro condizioni di vita .

aprile 8, 2020

APPELLO AL GOVERNO ITALIANO PER LA PREDISPOSIZIONE DI UN PIANO B PER SALVARE IL PAESE DALL’ESITO NEGATIVO DELLA TRATTATIVA IN ATTO NELLA UE .

di Franco bartolomei coordinatore nazionale di Risorgimento socialista.

La ferma risposta negativa data dalla Germania ed i suoi stati vassalli – in ossequio alle stringenti regole europee – alla richiesta Italiana di una diretta emissione di Eurobond da parte della BCE , i cui ricavi siano ripartiti proporzionalmente tra gli stati della UE ,per far fronte alle spese straordinarie ed ingenti necessarie ad uscrire dall’emergenza ed a rilanciare le economie nazionali , rende sempre più difficile e densa di rischi per il nostro paese la trattativa in atto nel gruppo decisionale della Eurozona.

E’ evidente il gioco della Germania e dei suoi alleati, e degli organi esecutivi della UE – edificata proprio per attuare politiche ispirate al contenimento dei bilanci e della spesa sociale – di allungare i tempi della trattativa per volgerla a proprio favore e ridurre i margini di manovra dell’Italia e della Spagna .
E’ evidente il disegno: strozzare il nostro paese, alle prese con tutte le emergenze connesse con la crisi epidemica in atto, in una situazione in cui le difficoltà di liquidità e la pressione speculativa esercitata sugli spread, finiscano per piegare le ginocchia al nostro tentativo di resistenza sulle richieste avanzate dalla Governance europea e sul nostro diniego alla utilizzazione del Meccanismo Europeo di Stabilità( MES). Meccanismo che se attuato produrrebbe il commissariamento economico, finanziario e normativo della nostra residua autonomia decisionale.

L’attacco – massiccio e continuativo – da parte della BCE sullo Spread diventerebbe uno strumento formidabile di pressione sul Governo italiano per fargli accettare in condizioni di piena emergenza, il progetto originario della UE sponsorizzato dai paesi del Nord, quello di far transitare ogni possibile via di erogazione di liquidità straordinaria attraverso le forche caudine di un nuovo MES. Anche se esso fosse potenziato finanziariamente e solo lievemente attenuato nei suoi tempi e nei suoi poteri di commissariamento del paese, sarebbe comunque finalizzato a distruggere definitivamente la nostra autonomia economica. L’Italia è ancora fondata su un sistema manifatturiero molto esteso, completo in tutte le filiere , di forte spessore tecnologico e di alta qualità progettuale e commerciale. La nostra forza finanziaria, fondata sia sul risparmio privato più ampio tra tutte le economie sviluppate che sulle nostre tecnostrutture bancarie e finanziarie in possesso di fortissime competenze operative, si troverebbe immediatamente sotto attacco. Inoltre senza attuare serie politiche di espansione della domanda interna e di nuova liquidità si imporrebbe al paese una politica forzata di restituzioni e sacrifici a danno delle classe popolari e del mondo del lavoro .
E’ necessario che il governo prepari un piano di uscita e di emergenza per evitare di essere posto in una situazione di fatto ricattatoria.

Un piano articolato, da attuare nel momento in cui l’attacco della UE – governato dalla Germania – dovesse scattare in modo irreversibile, diretto a consentire al Paese di riacquistare immediatamente la propria autonomia finanziaria e monetaria .

Un piano di uscita unilaterale dal sistema Maastricht/Lisbona per consentire all’Italia di far fronte con mezzi autonomi o autonomamente reperiti a ogni possibile crisi di liquidità che paralizzerebbe tutta l’attività amministrativa ed esecutiva dello Stato e che porterebbe al collasso tutto il nostro sistema paese. Per far fronte a ogni altra aggressione sugli spread che porterebbe in prima battuta tutto il nostro sistema bancario e finanziario a un default immediato.

Un piano di emergenza che preveda:
L’immediata introduzione sul mercato di una nostra nuova ed indipendente circolazione monetaria.
L’immediato ingresso con partecipazioni pubbliche di controllo o condizionamento in tutte le imprese strategiche per il paese.
L’adozione di tutti gli strumenti operativi necessari a impedire flussi speculativi contro il nostro sistema azionario ed obbligazionario.
L’emissione di nuovi titoli di debito pubblico internazionalmente contrattati e riservati ai Paesi legati all’Italia da continuative relazioni di scambio commerciale.

aprile 7, 2020

Socialismo o barbarie.

Storiadigitale Zanichelli Linker - Voce Site

Intanto non siamo in grado di conoscere i tempi in cui si possa tornare a condizioni di “normalità”…possiamo solo esprimere una speranza : che l’emergenza duri il meno possibile. E basta. Cosa si prepara dopo è difficile dirlo. Quello che possiamo immaginare è che tutto sarà diverso da primo. Bisogna vedere in quale direzione. Ora, quello che possiamo constatare è la pochezza di ciò che chiamiamo Europa. L’incapacità , anche di fronte a questo nemico invisibile di una vera ed incisiva capacità di coordinamento continentale sul piano sanitario, economico e sociale per rispondere alla minaccia. E per chiara responsabilità dei governo tedesco e dei paesi satelliti (Olanda e Finlandia in primis) contro gli eurobond e di voler mantenere il MES (sia pure edulcorato). Io ho formato una petizione che chiede al governo la cancellazione del MES. E cito , un bravo economista di sinistra non ascrivibile al sovranismo, come Riccardo Realfonzo. Il quale con grande chiarezza ha dimostrato come il Mes rappresenti uno strumento di dominio sull’Europa mediterranea. In pratica è uno strumento anti-europeo , se nell’ Europa sono inclusi i paesi del sud. Credo che alla fine si troverà una specie di “accrocchio” ma che non mette in discussione questo sistema. Seguiremo gli sviluppi. Naturalmente il rifiuto del MES da parte della sinistra ha obbiettivi radicalmente diversi da quelli della Lega (che alla fine non ha nessuna intenzione di mettere in discussione la Ue così com’è- non dimentichiamo che la linea economica della Lega la detta Giorgetti). Per Realfonzo ed altri la messa in discussione del MES punta a delineare una strategia di forti investimenti pubblici, nella sanità , nella scuola, nella messa in sicurezza del territorio ed a definire e realizzare politiche industriali in gradi di colmare il gap di produttività, dovuto ai processi di deindustrializzazione degli anni 90. Figli dello smantellamento della presenza pubblica in economia (che è stato alla base del grande sviluppo industriale del dopoguerra) , non si è limitato a tagliare i “rami secchi” ma ha colpito i grandi asset strategici (si vedano la analisi del compianto Gallino), Banche, punti di eccellenza industriale, energia, servizi pubblici. E’ evidente che, da un punto di vista socialista e di sinistra, occorre ricostruire un organico intervento pubblico (non per statalismo-c’è anche una destra statalista) nei settori strategici, Un nuovo intervento pubblico concepito sia nella forma definita dalla Mazuccato (lo Stato innovatore) , sia dal programma del Labour di Brighton (che ritengo ancora valido) : Nazionalizzazione nella forma della socializzazione con la partecipazione attiva dei lavoratori , cittadini e comunità locali (nei servizi pubblici:energia, acqua, gas, poste, ferrovie), sviluppo della democrazia economica , forte rafforzamento del servizio sanitario pubblico , riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore una banca pubblica di investimenti , al servizio di una politica di piano finalizzato alla riconversione ecologica dell’economia ec alla reindustrializzazione ……in sintesi. Ma è una proposta per un ritorno alla normalità. Oggi credo che si debba sostenere Conte(non sono un fan del suo governo) , ma occorre sostenerlo perché ha dimostrato coraggio nella battaglia con la Germania e l’Olanda, e con forza ha sostenuto (con Pedro Sanchez) gli eurobond. Poi trovo interessante l’idea di fare della Cassa Depositi e prestiti un ente pubblico (o una banca pubblica come la KWF in Germania) per iniziare a ricostruire una presenza pubblica in alcuni asset strategici. E comunque da questa Pandemia o si esce con un rinnovato socialismo democratico , o si precipita all’Inferno.

aprile 6, 2020

Il sonno della ragione genera i mostri.

COMMENTO ALL'APOCALISSE DI GIOVANNI

Ci siamo illusi che l’Europa ci rendesse più forti economicamente socialmente, politicamente, ci siamo illusi che l’Europa che i padri costituenti avevano sognato fosse il passaggio ulteriore verso una democrazia compiuta che ci avrebbe aiutato a fare dei popoli europei un’unica nazione.

Per anni in nostri governanti senza distinzione di parte politica da Prodi a Berlusconi a D’Alema contornati da stuoli di  famosi giornalisti, conduttori televisivi, economisti, governatori di banche centrali, premi Nobel ci hanno detto che ogni problema economico sarebbe stato risolto dall’Europa. Poi,  di fronte all’emergenza del Coronavirus, quando era  necessaria la solidarietà di tutti i governi europei  per affrontare e risolvere un’emergenza creata da un sistema economico in cui il profitto esasperato ha creato le condizioni per trovarci nella situazione in cui ci troviamo, ci siamo dovuti rendere conto che questa solidarietà non esisteva anzi  venduti alle élite economico finanziarie per sostenere le assurdità liberal/europeiste che fanno solo comodo alle grandi multinazionali dobbiamo pagare un conto salato e vendere la nostra libertà e la nostra democrazia per pagare  debiti di un prestito che ci spetta di diritto.

Abbiamo sopportato ogni tipo di ricatto perchè i vari Prodi  Berrlusconi ci ammannivano con la famosa frase ” ce lo chiede l’Europa.”

Nel frattempo veniva smontato pezzo per pezzo lo stato sociale che anni di lotte operaie avevano costruito. la sanità pubblica veniva immiserita dicendo che un ospedale doveva assomigliare ad un’azienda e fare profitto. venivano chiusi ospedali venivano ridotti i posti letto. Oggi ci accorgiamo quanto fosse folle ed illusoria quella scelta.

Dopo venti anni di Europa siamo tutti più poveri:  lavoratori (operai, impiegati, professionisti) e le piccole e medie imprese che dall’Europa non hanno avuto nessun beneficio. o miglioramento.

La tanto decantata austerità non ha migliorato i conti pubblici come ci raccontavano.
E mentre a tutti venivano chiesti sacrifici e in fabbrica gli operai erano costretti ad obbedire a qualsiasi ricatto, pena la chiusura dell’azienda e la delocalizzazione all’estero ed il ceto medio veniva impoverito  i grossi colossi  economico-finanziari e i grandi capitalisti, legalmente perchè l’Europa lo consentiva, hanno de localizzato le loro imprese  trasferendo le sedi legali nei paradisi fiscali europei: Olanda, Malta, Cipro, Irlanda e Lussemburgo. Tutto questo in nome del libero mercato e della  sana concorrenza.

In questi paradisi dove recentemente è approdata la Fiat e l’impero economico di Silvio Berlusconi si pagano tasse con aliquote vicino allo zero.

Lo spettacolo che l’Europa a trazione germanocentrica sta dando in questo momento è penoso. Stiamo chiedendo i nostri soldi, quelli che abbiamo versato perchè ci servono per salvare i medici gli infermieri e tutti gli eroi che si stanno impegnando contro il Coronavirus.

Ci servono per salvare quello che resta della nostra economia.

E la Merkel con l’Olanda, paradiso fiscale al centro dell’Europa libera e democratica ,ci dice che per avere quei soldi dobbiamo aderire al MES, il fondosalvastati che impone un’ulteriore riduzione della nostra sovranità, ulteriori privatizzazione la distruzione completa dello stato sociale.
Noi italiani  siamo contributori netti. Versiamo alla UE più di quanto riceviamo.
Ogni anno regaliamo alla UE tra i 5 e 10 MILIARDI di euro.

Spegnete le televisioni, se vedete Bruna Vespa per strada sputategli in faccia, non leggete più i giornali. Informatevi su quello che sta succedendo. Cercate su internet che cosa mostruosa sia il MES. Si cercate su google il MES che in passato la UE ha già imposto alla Grecia massacrandola e adesso vorrebbe imporla a noi.

Basta poco  per capire lo spaventoso e antidemocratico meccanismo del MES.
Il MES è la più grande catastrofe economica che si potrebbe abbattere in questi giorni sull’Italia per volontà della UE (manovrata ad arte dalla Germania dalla Francia e dall’Olanda).
I giornali a reti unificate ci raccontavano che: “l’euro e la UE sono irreversibili”.
Poi hanno rettificato e per tre anni, durante la Brexit, ci detto che uscire sarebbe una catastrofe.
Tutte balle.

Alcuni compagni hanno chiesto di ammainare, la dove possibile, la bandiera Europea. Io non ci riesco ancora perchè  credo ancora che un’Europa federale sia possibile fori dalle regole di Maastricht, fuori dal trattato di Lisbona. Ma se ciò non dovesse essere possibile allora bisogna guardare altrove. Per costruire un’Europa diversa dovremo inventare una cosa che senza farci rinchiudere nei nostri angusti confini ci faccia uscire dalla trappola dell’UE.
Beppe Sarno