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marzo 30, 2020

Mercati oggi: ancora coronavirus a dominare la scena

Mercati oggi: cosa sta succedendo nella prima seduta della nuova settimana, sempre dominata dal coronavirus?

Mercati oggi: ancora coronavirus a dominare la scena

Nella prima seduta della nuova settimana, numerose Borse hanno infatti lasciato osservare nuovi segnali di cedimento e in alcuni casi le perdite sono risultate piuttosto evidenti.

Tutto è accaduto in concomitanza con il crollo del prezzo del petrolio, affondato momentaneamente persino sotto i $20 al barile. Sui mercati, oggi, sembra essere tornato un sentiment di avversione al rischio, ma la seduta potrebbe ancora cambiare rotta.

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Mercati oggi alle prese con il coronavirus: le ultime notizie

Esattamente come accaduto nel corso delle ultime, drammatiche settimane, anche oggi i mercati hanno ricominciato a valutare con crescente scetticismo l’impatto e le conseguenze globali del coronavirus.

Quest’ultimo, ormai trasformatosi in vera e propria pandemia globale, ha contagiato più di 700.000 persone stando ai più recenti dati della Johns Hopkins University. Le morti, invece, hanno superato quota 33.000, mentre i Paesi più colpiti sono risultati:

  • Stati Uniti: oltre 139.000 infetti
  • Italia: circa 97.000
  • Cina: oltre 82.000
  • Spagna: più di 80.000
  • Germania: circa 62.000

I mercati oggi sono tornati a riflettere proprio sugli effetti del coronavirus, che ha già messo con le spalle al muro numerose economie. Secondo Rodrigo Catril, currency strategist della National Australia Bank, essi continueranno a chiedersi se e quanto le misure di stimolo introdotte in tutto il mondo si riveleranno sufficienti per aiutare l’economia a resistere a questo shock inaspettato.

Per rispondere a questa domanda sarà necessario conoscere l’entità delle misure di contenimento oltre che per quanto tempo saranno implementate. Fino a che queste incertezze non verranno risolte è probabile che le Borse e i mercati tutti continueranno a scambiare in preda alla volatilità.

L’andamento delle Borse oggi

Durante la sessione asiatica, tra le Borse peggiori si è inserita di diritto quella di Tokyo, con un Nikkei che ha lasciato sul campo più di 3 punti percentuali e con un Topix altrettanto depresso.

Non è andata tanto meglio alla Cina, dove i principali indici hanno scambiato con ribassi più o meno evidenti. Lo SZSE Component ad esempio ha perso più del 2%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong è riuscito a limitare i rossi.

Meno depresse, invece, sia la Corea del Sud (che ha tentato di resistere alle vendite), sia l’Australia e la Nuova Zelanda, rispettivamente in rialzo del 7% e dell’1,68%.

Nonostante le performance di alcune Borse siano risultate particolarmente negative, non tutti i mercati oggi sono stati trascinati nel baratro. I rossi sono stati molto più contenuti rispetto a quelli delle ultime sedute. Tutti gli occhi ora saranno puntati sull’apertura delle europee e degli USA.

ottobre 2, 2013

Fukushima, la Tepco sversa per sbaglio altra acqua radioattiva. Le sue azioni volano in borsa


Maria Ferdinanda Piva – Ci sono notizie che normalmente vanno su pagine diverse dei quotidiani, o su sezioni diverse dei siti internet. Ma, se le accosti, ti rendi immediatamente conto di vivere in un mondo assurdo. Allora: le azioni della Tepco, la società proprietaria della centrale nucleare di FukushiVisualizza altro
dicembre 10, 2012

Il garante della Costituzione.

Verso voto a febbraio. Monti forse in campo. Napolitano: “Vedremo risposta dei mercati“.

luglio 15, 2012

I mercati hanno piazzato un’altra bomba in Spagna.

 

Spain is a time bomb

Pitch Spain is a time bomb

 

I have recovered this cartoon which has gained prominence in recent times

luglio 13, 2012

Il socialismo di Holland non turba i mercati. Anzi…..

Il presidente francese Francois Hollande

Ha aumentato il salario minimo del 2%. Ha abbassato la soglia per le pensioni di anzianità a 60 anni. Ha annunciato un’aliquota sui redditi dei ricchi al 75%, una tassa sui dividendi del 3% e sulle scorte petrolifere del 4%. Ha assicurato che aumenterà i contributi – già altissimi – e l’imposta di successione e che recupererà la vecchia patrimoniale. Infine, ha promesso 65mila assunzioni nel settore pubblico. Insomma, per i fautori del libero mercato e delle riforme strutturali, François Hollande è un incubo. Se Mario Monti avesse azzardato una sola di queste socialistissime misure, il famigerato spread avrebbe toccato vette inarrivabili.

Eppure, tutto tace. Mentre sui quotidiani stranieri, in particolare su quelli anglosassoni, i titoli continuano a somigliarsi tutti (tra i più gettonati: «la luna di miele finirà presto» e «la vie en rose durerà poco»), sui mercati finanziari l’incantesimo regge. Anzi. Non più tardi di lunedì i rendimenti sui titoli di Stato francesi a tre e a sei mesi, per la prima volta nella storia, sono stati negativi. Segno che il mercato pensa che la Francia somigli molto più alla Germania che alle peccaminose Italia o Spagna. Segno che la “rossa” Parigi è diventato un porto sicuro, alla pari dei Paesi “falchi” guidati da austeri conservatori à la Merkel che anelano allo zero deficit come alla panacea di tutti i mali.

giugno 23, 2012

Politica del rigore.

giugno 22, 2012

Arriva la crescita.

Di invalsi ed altre dabbenaggini diseducative.

giugno 21, 2012

Perchè la Grecia non può fallire.

Democrazia

Da una parte le nazioni del centro-europa, Germania su tutti, con la loro efficienza, il loro rigore, la loro saccente, cattedratica presupponenza nel voler essere da esempio. Dall’altra quel che rimane delle democrazie in svendita del sud Europa, con la loro inefficienza, il loro permissivismo, la loro inciviltà, la loro corruzione. Ma sotto la patina dei luoghi comuni, a ben vedere, i buoni non sono poi così buoni, e si scopre che i cattivi non erano soli, nella parte. Forse, più semplicemente, tutto il mondo è paese.

LEGGI TUTTO…

giugno 20, 2012

Naufragio nel canale d’Otranto.


Naufragio nel canale d’Otranto.

dicembre 11, 2011

Il colmo della democrazia.

Secondo Monti quindi una bella  dittatura non necessariamente violenta sarebbe il massimo dei sistemi politici auspicabili. Ovviamente con tanti ministri tecnici.