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aprile 29, 2020

Addio aumenti IVA e stop alle accise: il piano del MEF per abbassare le tasse

 Rosaria Imparato

 Addio aumento IVA e stop alle accise: il piano del MEF prevede la sterilizzazione delle clausole IVA, così da contenere i prezzi e abbassare le tasse del 2021. Vediamo cosa ha detto il ministro Gualtieri in audizione alla commissione Bilancio durante la presentazione del DEF 2020.
Addio aumenti IVA e stop alle accise: il piano del MEF per abbassare le tasse

Lo ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri durante la presentazione del DEF in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il DEF presentato ad aprile (anche se non rispettando la scadenza prevista del 10 del mese) costituisce il documento di base su cui si fonderà la prossima Legge di Bilancio. Vista la situazione di crisi, partita come sanitaria e trasformatasi in economica, tra le misure prese in considerazione c’è la sterilizzazione delle clausole IVA.

Bloccando gli aumenti IVA e delle accise sarebbe un modo sia per abbassare le tasse che per aumentare trasparenza e credibilità dell’Esecutivo.

Addio aumenti IVA e stop alle accise: il piano del MEF per abbassare le tasse

Il ministro dell’Economia Gualtieri ha presentato alle commissioni Bilancio di Camera e Senato il testo del DEF 2020, il Documento di Economia e Finanza su cui si poggeranno le basi della prossima Legge di Bilancio. Si tratta quindi di un documento di estrema importanza, in cui gli obiettivi del Governo vengono elaborati tenendo conto di PIL, debito, deficit.

Tutte queste previsioni sono state (ovviamente) complicate dall’epidemia, a causa della quale tantissime attività hanno dovuto chiudere i battenti per mesi -alcune di queste riapririranno il 4 maggio con l’inizio della Fase 2– con la conseguente stasi dell’economia.

Una situazione di crisi che il DEF deve assolutamente prendere in considerazione, anche e sopratutto in vista della prossima manovra finanziaria. Il ministro Gualtieri durante l’audizione in commissione Bilancio ha affermato che l’Esecutivo chiede

“l’autorizzazione a intervenire per eliminare definitivamente e completamente gli aumenti di IVA e accise e per sostenere gli investimenti.”

Si procede dunque verso un’operazione di “pulizia del bilancio pubblico”, così da aumentare trasparenza e credibilità delle stime.

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Sterilizzazione clausole IVA: il piano del MEF per abbassare le tasse

Il passo successivo previsto nel piano del MEF è quello di sterilizzare le clausole IVA.

Le cosiddette clausole di salvaguardia sono norme che prevedono la variazione automatica di specifiche voci di tasse e imposte con efficacia differita nel tempo rispetto al momento dell’entrata in vigore della legge che le contiene. Sono state introdotte nel 2011 dall’allora Governo Berlusconi.

Il loro obiettivo è quello di garantire e salvaguardare il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, prevedendo incrementi di gettito. Si tratta quindi di clausole volte a garantire maggiori entrate per lo Stato, necessarie per rispettare i parametri UE in materia di deficit.

La sterilizzazione delle clausole IVA prevista dal DEF porterebbe quindi allo stop degli aumenti dei prezzi previsti nel 2021. Ma non solo in questo modo si eviterebbe la stangata sui prezzi nel prossimo anno, ma si abbasserebbero anche le tasse.

Le stime infatti prevedono una riduzione della pressione fiscale di 1,1% di PIL. In seguito, ha continuato il ministro Gualtieri, il piano è quello di prevedere specifici incentivi per gli investimenti. Secondo i calcoli attuali, si tratta di circa 6 miliardi all’anno fino al 2031 a sostegno delle imprese.

marzo 21, 2020

LA FINE DEL LIBERISMO E DEL GRANDE INGANNO DELLA STABILITA' DELLA MONETA EUROPEA

Franco Bartolomei

La Grande crisi recessiva innescata a livello globale dalla crisi epidemica in atto nel mondo , che poggia le sue radici strutturali sul quadro di stagnazione tendenziale dello sviluppo delle economie sviluppate ,causato da tempo dall’esaurimento della leva finanziaria come fattore dello sviluppo, potra’ essere affrontata solo attraverso una massiccia politica di intervento pubblico di sostegno ed incentivazione .

Nel nostro paese , in particolare , L’operazione finanziaria pubblica necessaria per affrontare e superare la crisi gravissima che lo sta investendo e per rimetterlo in piedi dal punto di vista civile sociale ed economico e’ talmente rilevante ( dell’ordine di almeno 150 miliardi ) che puo’ essere sostenuta solo con un intervento fuori dai parametri di deficit europei .

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I finanziamenti ,enormi ,necessari per rialzarsi , devono venire quindi necessariamente da uno stanziamento pubblico di natura straordinaria assunto dallo Stato Italiano , per iniziativa delle sue strutture di governo economico e finanziario ( Bankitalia , MEF e Cassa Depositi e Prestiti ) del tutto fuori dai limiti di bilancio posti dal fiscal compact , e fuori soprattutto da ogni forma di possibile successivo commissariamento del paese , secondo il sistema del nuovo MES che noi contrastiamo radicalmente .

Pare che stasera Bruxelles abbia aperto la strada ad un tipo di intervento del genere , accantonando per motivi di emergenza il patto di stabilita’ , alla cui attuazione e’ stata sacrificata’ la nostra costituzione materiale.

La presidente della commissione europea avrebbe rilasciato una dichiarazione esplicita in tal senso .

Se questo accadra ‘ per Il RISORGIMENTO SOCIALISTA sarebbe una grande vittoria , che andrebbe a confermare la validita’ di tutta la linea politica antimaastricht che sosteniamo da anni .

Ma soprattutto sarebbe il riconoscimento da parte di settori importanti delle classi dirigenti del fallimento del sistema liberista e della pericolosita’ dei processi di globalizzazione finanziaria rispetto alla tenuta della economia reale dei paesi sviluppati , e la riaffermazione del ruolo decisivo degli stati sovrani nella risoluzione dei processi di crisi strutturali delle economie ,e nella gestione delle gravi emergenze sociali .

La nostra lotta a questo punto dovra’ essere concentrata tutta sulla qualita’ e la quantita’ economica delle scelte da fare nei confronti ed in favore del mondo del lavoro e di tutte le categorie sociali piu’ deboli .

E piu’ in generale sulla natura del nuovo modello sociale che scaturira’ da un intervento di ristrutturazione e di rifinanziamento pubblico di queste dimensioni .

E’ evidente che la riattivazione di una nuova spirale produttiva attraverso un grande intervento pubblico dovra’ implicare una riaffermazione del ruolo pubblico di direzione generale delle scelte dello sviluppo , la riassunzione nella mano pubblica di un sistema di poteri di intervento diretto a garanzia della economia nazionale di fronte agli attacchi finanziari e monetari di natura speculativa ,un nuovo sistema di relazioni sociali che rimetta al centro dei processi decisionali collettivi il mondo del lavoro , che sta’ letteralmente tenendo in piedi il paese in questa emergenza nazionale , e conseguentemente uno stravolgimento complessivo del modello liberista che ha portato tutto il nostro sistema Saniitario ,di Welfare , e di Protezione civile ,al livello di debolezza che stiamo drammaticamente scontando in questi giorni drammatici .