Posts tagged ‘Medici senza frontiere’

gennaio 18, 2010

Buonanotte compagni.

Buonanotte ai medici senza frontiere. Ne hanno bisogno.

Buonanotte a George Clooney: impegnato oltre che grande attore.

buonanotte a Ciro Ferrara. Solidarietà per un grande campione.

Avete notizie di Gianluca? disperso nei monti dell’appennino molisano.

gennaio 18, 2010

Santi laici: Medici senza frontiere ad Haiti.L’appello di francesco Totti.

A cinque giorni dall’avvio delle operazioni per il disastro a Haiti, le equipe di Medici Senza Frontiere sono sul terreno per rispondere all’enorme richiesta di interventi chirurgici salva-vita. I medici di MSF stanno utilizzando al massimo le sale operatorie lavorando 24 ore su 24. Al contempo si stanno cercando altre strutture, portando un ospedale gonfiabile da campo.

Nel suo nuovo ospedale nel distretto di Carrefour, un’equipe chirurgica di MSF ha realizzato 90 operazioni da quando vi ha cominciato a lavorare. Un’altra equipe ha effettuato 20 interventi chirurgici in un container. A breve arriveranno altre strutture, ma l’arrivo dell’ospedale gonfiabile da campo, con due sale operatorie, è stato ritardato perché all’aereo che lo trasportava è stato negato il permesso di atterrare all’aeroporto di Port-au-Prince il 16 gennaio. L’aereo, dirottato sulla Repubblica Dominicana, è stato scaricato e il suo carico trasportato con dei camion ad Haiti. L’aereo con l’altra metà dell’ospedale è atterrato a Port-au-Prince, ma MSF è preoccupata che la consegna delle scorte essenziali venga ancora ritardata.

Nonostante i problemi nei trasporti, MSF è riuscita a far giungere a Port-au-Prince più di 100 operatori umanitari internazionali per dare supporto alle equipe che lavoravano stabilmente a Haiti già prima del terremoto. Tra loro vi sono chirurghi, anestesisti, nefrologi e psicologi. Alcuni sono arrivati via terra attraverso la Repubblica Dominicana, ma MSF è riuscita, dal 13 gennaio, a far arrivare a Port-au-Prince 4 aerei-cargo con operatori umanitari e materiali.

Le equipe sul terreno dicono che le condizioni non migliorano e che le strade sono piene di gente disperata. La mancanza di cibo e di acqua potabile causa ulteriore stress

novembre 15, 2009

Maroni fa scuola

Grecia, condizioni inaccettabili nei centri per migranti

 

Da due mesi Medici Senza Frontiere è tornata a fornire supporto psicologico e sociale agli immigrati irregolari e ai richiedenti asilo detenuti a Pagani, nell’isola di Lesbo. Nel settembre 2008, MSF aveva sospeso le attività nel centro per l’impossibilità di assistere liberamente i pazienti.

Per chi vive nel centro di detenzione la realtà quotidiana è fatta di ristrettezze estreme, povertà e incertezza per il futuro. Nelle ultime settimane la popolazione reclusa ha intensificato le azioni di protesta contro le condizioni sanitarie e di vita nel centro. A scontare le conseguenze di questo clima di tensione, e a soffrire per lo stato disumano in cui sono costretti i trattenuti, sono i soggetti più vulnerabili come donne, bambini, adolescenti e le persone che hanno bisogno di cure mediche particolari. Inoltre i disordini hanno reso estremamente difficile anche all’équipe di MSF di continuare il lavoro di supporto psicologico e sociale a questi gruppi particolarmente vulnerabili.

“Le tensioni all’interno del centro di detenzione stanno creando seri ostacoli al nostro lavoro. Ogni giorno mi trovo ad operare in una situazione a rischio, perché i migranti stanno raggiungendo il limite massimo di sopportazione,” riferisce Martha Falk, psicologa di MSF che lavora a Pagani.

Il numero delle persone recluse nel centro si aggira intorno alle 800 unità, ma qualche settimana fa vi erano 1.200 trattenuti. Secondo le autorità locali, la capacità ricettiva del centro è di 300 unità. Molti sono minori non accompagnati, donne con bambini sotto i 5 anni, donne incinte e immigrati irregolari con patologie che richiedono cure specifiche. “Mercoledì scorso, nel corso della mia visita al centro di detenzione di Pagani, ho verificato che nella cella destinata alle donne, larga più o meno 200 metri quadri, vivono circa 211 persone, 140 donne e una settantina di bambini. Molti dei quali sotto i 5 anni o più piccoli, inclusi neonati. Le condizioni di vita nelle celle sono terrificanti, considerato che gli unici due gabinetti e le uniche due docce sono fuori servizio e il pavimento è allagato. La maggior parte delle donne e dei bambini dorme su materassi sporchi appoggiati direttamente a terra, che tappezzano completamente il pavimento della cella,” racconta Micky van Gerven, capo missione di MSF in Grecia.

Dall’inizio del settembre 2009, MSF sta fornendo sostegno psicologico e sociale agli immigrati trattenuti in altri due centri nel nord della Grecia, a Fylakio (Evros) e Venna (Rodopi), dove sono al lavoro due psicologi e tre mediatori culturali. MSF si occupa inoltre di monitorare la situazione in questi centri di detenzione e verificare che siano garantiti i bisogni essenziali della popolazione reclusa.