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maggio 3, 2020

Tana libera tutti!

di Beppe Sarno

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Ho  seguito con attenzione, come molti questa sera, la trasmissione di Massimo Giletti sulla questione carceraria. Il dibattito verteva sulla scarcerazione per motivi di salute del boss dei Casalesi  Pasquale Zagaria.  Mischiando mezze verità nascondendo informazioni importanti Giletti ha voluto far passare la teoria che grazie al decreto “Cura Italia” più di quattrocento detenuti  per fatti di mafia stavano per essere scarcerati.  Non è vero!

In Italia il sistema carcerario è allo stremo già da prima del coronavirus; ci sono infatti settantamila detenuti laddove la capienza massima e di sessantamila detenuti: Ve ne sono quindi diecimila in soprannumero.

Pasquale Zagaria  detenuto nel carcere di Sassari ha chiesto la scarcerazione per motivi di salute.

Il Magistrato di sorveglianza del Tribunale di Sassari dott. De Luca ha concesso gli arresti domiciliari in considerazione di tre motivi: il primo motivo riguarda le cure  di cui Zagaria, già operato di tumore, ha bisogno e che nè il carcere di Sassari, nè l’ospedale della città sono in grado di prestargli. Il secondo motivo è che le cure di cui aveva bisogno, cioè i trattamenti di chemioterapia, non potevano essergli somministrati dall’ospedale di Sassari che ne frattempo era stato trasformato in reparto Covid ed ovviamente una persona affetta da tumore correva il serio rischio di essere contagiato.  Il terzo motivo che il Dipartimento dell’amministrazione carceraria più volte sollecitato non è stato in grado di indicare al magistrato di sorveglianza di indicare un altro carcere dove Zagaria poteva essere sottoposto alla chemioterapia. ,   Applicando la legge il Magistrato di Sorveglianza di Sassari non ha potuto far altro che concedere gli arresti domiciliari.

Giletti non ha detto agli ascoltatori non informati, che Zagaria ha un tumore e che ha  bisogno di essere sottoposto a chemioterapia. Non ha detto anche che la scarcerazione di Zagaria è limitata ad un periodo di cinque mesi  decorsi i quali il provvedimento può  essere revocato o modificato.

Inoltre per ciò che riguarda Zagaria la Corte d’Appello per le misure di prevenzione ha  ritenuto che non fosse più un soggetto pericoloso, tanto che non ha applicato la misura di prevenzione personale, che è uno strumento di controllo su un soggetto ritenuto pericoloso. Ricordiamo ancora che Zagaria si costituì personalmente e che il suo “fine pena” come si definisca la scarcerazione è fissata al 2025. Dire queste cose però significava rendere meno scandalosa la notizia della sua scarcerazione.

L’obbiettivo di Giletti è  far passare l’idea che con le recenti misure adottate dal governo si rischia di far uscire di galera il meglio della mafia della ndrangheta  e della camorra.

Anche questo non è vero.

Michele Zagaria non è uscito di galera a causa del decreto “cura italia” ma per seri motivi di salute che è un diritto costituzionalmente garantito.

Nessun detenuto per reati gravi per effetto del decreto cura Italia sarà libero di uscire con la facilità di cui parla e finge di indignarsi Giletti. Infatti la detenzione   prevista dal decreto cura Italia  interesserà circa tremila detenuti e ricordiamo che ce ne sono diecimila in soprannumero, e le regole per la scarcerazione sono molto stringenti. Infatti  fino al 30 giugno 2020 potranno ottenere la detenzione domiciliare i detenuti che debbono scontare una pena o un residuo di pena fino a 18 mesi, il tutto grazie ad una procedura semplificata. Il Consiglio dei Ministri, con una propria nota, ha chiarito le misure contenute all’interno del Decreto ed ha stabilito che la misura sarà applicata dal magistrato di sorveglianza, non solo su istanza del detenuto, ma anche per iniziativa del pubblico ministero o della direzione del carcere.

La disposizione prevede che per i detenuti che debbano scontare una pena tra i 7 e i 18 mesi sia possibile ricorrere al braccialetto elettronico, che sarà reso disponibile secondo un particolare programma di distribuzione adottato dal capo dell’amministrazione penitenziaria, d’intesa con il capo del dipartimento di pubblica sicurezza, con riferimento alla capienza degli istituti di detenzione e delle concrete emergenze sanitarie rappresentate dalle autorità competenti.

Dal  provvedimento sono esclusi i soggetti condannati per i delitti indicati dall’art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario, coloro che siano stati condannati per corruzione e concussione, i detenuti sottoposti a regime di sorveglianza particolare, i delinquenti abituali, professionali o per tendenza, i detenuti che siano privi di un domicilio effettivo ed idoneo anche in relazione alle esigenze di tutela delle persone offese da reato.

Perchè Giletti  non ha dato una informazione completa ed esauriente che avrebbe potuto facilmente ricavare? A Giletti non interessa informare la gente ma vendere un prodotto.

Egli tratta l’informazione come una merce da vendere e come tale non importa la qualità, ma la sua vendibilità agli spettatori e lui sa che più bassa e la qualità del prodotto che vende e più persone sono disponibile a comprarlo.

Apprezzabile l’equilibrio mostrato da Claudio Martelli.