Posts tagged ‘Massimo D’Alema’

aprile 15, 2021

Intitolare una via a Bettino Craxi!

di Beppe Sarno

Questa mattina ho depositato al protocollo del Comune di Avellino la richiesta di intitolare una via a Bettino Craxi sono sicuro che il sindaco della mia città avrà la sensibilità di accogliere la mia motivata richiesta.

Ill.mo sig. Sindaco del Comune di Avellino

Il sottoscritto Avv. Giuseppe Sarno, nato ad Avellino l 25 giugno 1947 ed ivi residente alla c/da Serroni 4/B in qualità di coordinatore regionale del Partito Risorgimento Socialista  

Chiede

All’amministrazione di cui lei è il rappresentate affinché si avvii, nel più breve tempo possibile la procedura necessaria e nei confronti degli organi amministrativi preposti, per l’intitolazione di una piazza o di una via della nostra città a Bettino Craxi.

Da 21 anni Bettino Craxi riposa nel cimitero cristiano di Hammamet e a distanza di tanti anni sono poche  le Amministrazioni che  hanno intitolato un luogo pubblico a Benedetto (Bettino) Craxi. Abbiamo strade dedicate a Lenin,  a Che Guevara,  a Ho Chi Min,  a Mao Tse Tung.

 La nostra strada principale il corso di Avellino  è intitolato ad un re, laddove la monarchia non esiste più e l’intera casa Savoia oltre ad aver affamato e distrutto il popolo meridionale dovette vergognosamente fuggire lasciando un’Italia piena di macerie, abbandonando il popolo che diceva di amare e rappresentare. Abbiamo una piazza intitolata a Giuseppe Garibaldi, conquistatore e predatore dell’intero meridione, che conquistò  il Regno delle Due Sicilie corrompendo i generali borbonici con l’aiuto determinante della mafia in Sicilia e della camorra a Napoli e con il sostegno della massoneria, depredando  i depositi e i risparmi del Banco di Sicilia e di Napoli.

L’ Italia ha il  dovere di ricordare uno statista  che è stato il rappresentante coraggioso  del socialismo democratico e riformista in Europa e nel mondo.

Con Craxi, grazie alla collaborazione virtuosa di un grande partito democratico quale fu la Democrazia Cristiana divenne fra i primi paesi  d’Europa  ad avere un tasso di sviluppo  di circa il 3% annuo e ottenne per la prima (ed unica) volta il massimo di affidabilità da parte delle maggiori agenzie di “rating” internazionale che attribuirono all’Italia la valutazione massima, la cosiddetta  tripla A, facendo entrare il nostro Paese nel gruppo dei Sette grandi paesi industrializzati del mondo.

Non va dimenticato che Craxi gettò le basi per l’ Europa dei Popoli e che, pur convinto filo-americano, non si fece  umiliare dal presidente americano  Reagan  per rivendicare la sovranità territoriale italiana.

Craxi arrivò alla guida del Paese in un momento di gravissima crisi strutturale e seppe proporre  gli incentivi alla ripresa industriale per far uscire il Paese dalla recessione e dalla stagnazione.

Craxi fu uno dei pochi che assieme al grande Pontefice Paolo VI° tentò disperatamente di salvare la vita ad un altro grande statista: Aldo Moro.  

Il 19 gennaio 2000 Bettino Craxi è morto ad Hammamet suscitando il cordoglio di tutto il mondo democratico ed  il governo dell’epoca – presieduto dall’on. D’Alema –  propose di tributare a Bettino Craxi i funerali di Stato in Italia che la Legge prevede solamente per le più alte cariche istituzionali e per quelle personalità “che abbiano reso particolari servizi alla Patria, nonché per quei cittadini che abbiano illustrato la nazione italiana”. Non furono celebrati perché la famiglia Craxi si oppose!

La Corte di Giustizia Europea dei diritti umani ha condannato lo Stato italiano per violazione dell’articolo 6 della Convenzione di Strasburgo sull’equo processo. Il Procuratore Capo del Tribunale di Milano Gerardo D’Ambrosio (poi Senatore della Repubblica eletto nelle liste del PD e prima con i DS) che condusse le indagini che portarono alla condanna del Presidente Craxi  fu il primo a riconoscere che l’ex segretario del PSI non aveva mai intascato soldi a titolo personale e in un’intervista al “Foglio” del 22 febbraio 1996 affermava: “…La molla di Bettino non era il suo arricchimento ma la politica”.  

La difesa della libertà dei popoli oppressi è stata per Bettino Craxi una ragione di vita. Non ebbe paura di accusare le multinazionali per l’aiuto dato al golpe cileno di Pinochet, così come aiutò i socialisti portoghesi a combattere  la dittatura di Salazar. Craxi ha servito le ragioni della libertà, oltre ogni convenienza ed opportunità tanto che il suo epitaffio dice:

‘La mia libertà equivale alla mia vita’.

Con la stima di sempre

Suo affezionatissimo

Giuseppe Sarno

gennaio 19, 2021

Capire il senso di un film negli ultimi cinque minuti.

di Beppe Sarno

“Una intervista che lascia il segno.” Così è stata definita l’intervista concessa da MassimoD’Alema al “Fatto”il 6 gennaio scorso.  Non so se questa intervista lascerà il segno ma certo è un’intervista che presenta spunti importanti di riflessione. Afferma D’Alema “ Siamo in una situazione in cui le persone hanno paura e quando le persone hanno paura le istituzioni devono offrire sicurezza.” D’Alema chiama le istituzioni a garantire la sicurezza ai cittadini.  C’è, quindi, da parte di D’Alema un richiamo forte allo Stato come garante delle istituzioni e del loro funzionamento per allontanare le paure, ogni tipo di paura delle persone.  Nuovo lo Stato, finalmente.

Continua D’Alema “ La democrazia deve continuare a funzionare. Il problema vero è che questa esperienza deve essere l’occasione di un cambiamento. Ne abbiamo vissute due grandissime del modello della globalizzazione senza regole: una è stata quella finanziaria del 2008 e poi questa. In realtà, alla crisi del 2008 che doveva imporre un cambiamento, la risposta non è stata adeguatamente coraggiosa. C’è stata una capacità di resistenza, una pervicacia del modello neoliberista che è riuscito a spingersi oltre la propria manifesta insostenibilità.

D’Alema parla affermando “la ricerca e l’industria, dovranno orientarsi a dare risposte a bisogni umani collettivi……  Tornano di stringente attualità valori, idee che sono appartenuti al periodo d’oro della sinistra europea, quello del welfare, dello Stato sociale…ed ancora come si riorganizza una presenza pubblica nell’economia e in che modo i grandi beni comuni tornano ad essere considerati non delle spese ma fattori trainanti dell’economia.

Finalmente qualcuno esce dal solito dibattito asfittico in cui si parla di cosa fare per accontentare l’Europa o uscirne  e ben vengano le parole di D’Alema. Di fronte al rassegnato consenso dato all’Europa ed alle sue stringenti regole  che hanno impoverito le popolazioni di mezz’Europa c’è la necessità di ribadire come irrinunciabile e corretta alternativa un richiamo alla politica delle cose, dei bisogni, dei contenuti, dei caratteri distintivi qualificanti sotto l’aspetto sia ideologico sia operativo per consentire un’inversione di tendenza per modificare il contesto socioeconomico garantendo il diritto di rappresentanza ai lavoratori che oggi sono a margine del dibattito politico complessivo. In questa crisi si parla dei diritti delle imprese, delle imprese che chiudono, viceversa la parola “lavoratore”, “operaio” non viene mai menzionata, al pari di una bestemmia.

M domando di fronte alle osservazioni di D’Alema, come socialisti  quale strategia, quale base concreta di confronto ideologico abbiamo da proporre per superare i limiti di una frammentazione della sinistra che impedisce la nascita di una forza numericamente sufficiente a difendere i diritti dei lavoratori, dei deboli, degli ultimi.

Di fronte agli appelli di volenterosi compagni a ricostruire l’unità socialista mi domando se siamo capaci di dare una risposta che sia una elaborazione aggiornata e moderna  e che spieghi in termini chiari e compiuti quale realtà nuova economica, sociale e politica vogliamo creare. Mi domando ancora se abbiamo un progetto politico condivisibile che ci serva non per l’oggi e per il domani  ma per costruirvi attorno una strategia basata su precise sequenze logiche  e scadenze definite.

D’Alema parla nella sua intervista di irreversibile necessità di una svolta verso la green economy…… che non  può essere affidata soltanto alla logica di mercato e si domanda se
 esiste oggi un pensiero, oltre che un’organizzazione, di sinistra in grado di affrontare sfide quali quelle che tu hai delineato?
D’Alema risponde che esiste tale pensiero che abbia come linee guida la  riforma di un capitalismo  compatibile con la democrazia e che ……… richiede un maggiore equilibrio tra il ruolo dello Stato e il mercato; un nuovo patto tra pubblico e privato. Secondo D’Alema nel momento in cui si decide di finanziare il Recovery fund attraverso la creazione di un debito europeo, si fa una scelta politica, una scelta di sovranismo europeo e più avanti afferma . “E’ il tema affrontato, non a caso secondo me, nell’ultima Enciclica di Papa Francesco che rappresenta un punto di vista illuminante. Enciclica che è stata accolta con molta freddezza nel mondo occidentale, ma che io credo accenda una luce nella direzione giusta.” Anche io credo che l’Enciclica di Papa Francesco indichi una via, che io condivido, ma io la voglio percorrere da socialista perché la risposta dei socialisti deve fondarsi sulla convinzione che l’unica risposta possibile  ai problemi dei lavoratori e ai problemi del progresso sociale e quella ispirata dai principi espressi nella nostra Carta Costituzionale e che parli nei termini democratici e rinnovatori del pensiero socialista. D’Alema parla di una scelta giusta compiuta dal PD nell’avviare una collaborazione con i 5 Stelle ma secondo d’Alema non basta, bisogna spingere lo sguardo oltre l’emergenza, è necessario ricostruire un grande partito della sinistra che oggi non c’è. Quella del PD appare oggi un’esperienza non riuscita, così come gli altri tentativi di costruire esperienza politiche esterne o contrapposte al PD.”e conclude “Con onestà bisogna dire che non ce l’abbiamo fatta, c’è bisogno di una nuova forza…..c’è bisogno di una risposta ideologica. “ D’Alema non è Veltroni, fortunatamente, e infatti conclude affermando “. Non riesco ad immaginare una nuova sinistra che non assuma come propria l’idea di solidarietà umana e di fraternità che viene proposta nell’ultima Enciclica di papa Francesco.”

Questa intervista che secondo l’intervistatore è destinata a lasciare il segno, è certamente un’intervista importante perché D’Alema propone una base di discussione che innanzitutto prenda atto del fallimento del PD come forza innovatrice, che prenda atto della necessità di dare allo Stato la centralità che aveva e che oggi non ha più.

Lo Stato deve avere il diritto di intervenire per garantire La riduzione delle disuguaglianzenella distribuzione del reddito e della ricchezza all’interno della società e per eliminare quegli ostacoli atti ad eliminare l’incertezza del futuroche caratterizza l’attuale sistema capitalistico, dove ogni individuo deve sempre misurarsi in competizione con gli altri. D’altro canto D’Alema sottolinea la necessità di cambiare i sistemi produttivi adeguandoli ad un  sistema basato sulla green economy e  sullo sfruttamento devastante delle  risorse naturali e per questo ritiene necessario misurarsi con l’Enciclica di Papa Francesco.

Bisogna dare credito a D’Alema, ma D’Alema deve capire che esiste una sinistra che si richiama ai principi del socialismo. Una sinistra  che non è mai morta ed anche se non  organizzata in un partito di massa respinge ogni suggestione di subordinazione, ogni tentativo di subordinare l’indipendenza ideologica, ogni tentativo di agire in funzione dei possibili giudizi altrui.  Nessuno e tanto meno D’Alema, a cui va data l’attenzione e il rispetto che merita, può credere di arruolarci se non dopo un confronto aperto leale e paritetico che fondi le sue basi sulla necessità indifferibile di creare una nuova società che parta dal riscatto morale e materiale dei lavoratori, dei disoccupati, dei migranti, delle donne. In questa misura potremo misurarci con D’Alema consapevoli  che il socialismo è l’unico strumento indispensabile per un’autentica rigenerazione della società. Se noi continueremo, viceversa  a vivere la nostre vite come reduci di antiche e nobili battaglie, succubi dell’ascendente ideologico altrui, continueremo a navigare a vista e questa navigazione continuerà all’infinito impedendo ogni disegno strategico ed ogni confronto paritetico. Se questo dovesse avvenire non si potrà parlare per molto tempo, per nostra esclusiva responsabilità,  di strategie socialiste e forse anche di socialismo tout court.  

ottobre 29, 2013

Letta è come Virna Lisi. Che simpatico quel D’Alema.

 

Niger, 35 migranti muoiono di sete in pieno Sahara

Il camion su cui viaggiavano circa 60 persone si è rotto nel deserto al confine con l’Algeria. L’atroce fine è stata inevitabile. Tra loro anche donne e bambini.
Nuova tragedia dell’immigrazione in Africa. Questa volta si è consumata nel deserto del Sahara dove almeno 35 persone hanno trovato la morte per sete in seguito a un guasto che ha bloccaVisualizza altro
luglio 5, 2013

Il dramma del Pd in un’analisi di Lanfranco Turci.

IL SUCCO DI UNA GIORNATA ROMANA IN AREA PD E SEL. (4 luglio 2013)
https://i1.wp.com/desk.unita.it/cgi-bin/showimg2.cgi Il gruppo dirigente del pd che si raccoglie attorno a Bersani, Letta, Franceschini e in posizione separata D’alema, è preoccupatissimo dell’Opa ostile di Renzi che continua a sottrarsi al confronto politico di merito, sollecitato anche nella riunione di Fare l’italia di oggi, utilizzando la tecnica del chiagni e futti e mentre continua a godere di un rigonfiamento della sua bolla mediatica abilmente alimentata dai poteri forti. La sensazione diffusa è che se Renzi, anche senza il ripristino nello statuto dell’automatismo segretario-candidato leader, decidesse alla fine di candidarsi a segretario, visto che si deciderebbe cmq con primarie aperte, vincerebbe a man bassa anche se i vari candidati della ” sinistra PD , come è auspicabile, convergessero su un unico nome. Da qui le manovre di alcuni per convincerlo a rinunciare in cambio di una garanzia della candidatura a prem…Continua a leggere

luglio 5, 2013

Una dura presa di posizione di Cacciari.

massimo_cacciari

Cacciari durissimo sul Fatto Quotidiano a proposito del Pd, la sua classe dirigente e le prospettive del partito

Il Pd? Col cazzo che è nato. E allora, il dibattito che è in corso è assurdo? Certo, ma non può che essere così. Non ne escono, non ne possono uscire

Il Pd è un dramma politico: non è in grado di esprimere un gruppo dirigente. La leadership è necessaria. E dunque, il Pd invece di parlare di qualcosa, parla di come dev’essere formato tale gruppo. È un partito senza basi, fondato sul nulla. L’unica cosa che ancora resiste sono dei rimasugli del Pci.

Ha dimostrato ampiamente di non essere in grado di formare un governo. Tant’è vero che alla fine sono stati costretti a farlo a calci in culo da Napolitano. É lui che governa per interposta persona.

giugno 5, 2013

Il criminale di guerra ne sa una più di Bertoldo.

Massimo D’Alema, 8 marzo 2013:

“In Italia non è possibile che, neppure in una situazione d’emergenza, le maggiori forze politiche del centrosinistra e del centrodestra formino un governo insieme. In particolare per il ruolo che ha svolto e continua a svolgere Silvio Berlusconi”.

Massimo D’Alema, tre mesi dopo, 4 giugno 2013:

“Questo è un governo tra partiti diversi, in condizioni di necessità, è un atto di responsabilità a cui non c’erano alternative. Bisognava prendersi una responsabilità pesante e difficile”.

Maggio 9, 2013

“Non commento vicende giudiziarie”.

https://i2.wp.com/www.unionesarda.it/foto/PreviewFoto/2013/04/20/d_alema_la_politica_in_panne_lui_porta_a_spasso_il_suo_cane-500-500-361639.jpgQuesto ha risposto Massimo D’Alema al cronista che gli chiedeva un commento sulla recente condanna di Berlusconi. Finchè ci sarà gente come D’Alema Berlusconi potrà dormire sonni tranquilli e continuare a gridare contro la magistratura politicizzata.

aprile 24, 2013

In che mani siamo capitati!

 

Enrico Letta, premier incaricato, in un’intervista rilasciata a Libero il 18 settembre 2005, e ripresa dall’Ansa. Niente male.

“Sembrerà assurdo, ma se non si era ancora capito, io sono un grande fan di Berlusconi. Berlusconi ha fatto la storia d’Italia degli ultimi 10 anni, anche se vorrei che fosse meno sborone e raccontasse meno balle agli italiani. (…) Mantengo una linea molto critica con Berlusconi, ma vorrei fargli un appello inedito. Vorrei, a prescindere dall’esito delle prossime elezioni, dicesse subito che lui si impegna a rimanere nella vita politica italiana e a mantenere la sua leadership del Polo. Perché il mio grande timore è che un Berlusconi che pareggi o perda faccia un biglietto per Tahiti. Se Berlusconi facesse questo gesto sarebbe la tomba del bipolarismo italiano. farebbe precipitare il centrodestra indietro di 10 anni”.

[continua sul sito dell’Espresso]

aprile 12, 2013

soliti noti


di Loretta Napoleoni (@lanapoleoni)

Che ne è stato dei protagonisti degli ultimi trent’anni? Alcuni sono impegnati, con scarsissimo successo, a risolvere la crisi del debito sovrano, altri sono usciti di scena dopo aver fatto sfavillanti carriere.

Carlo Azeglio Ciampi, governatore della Banca d’Italia, l’uomo che sancì la separazione fra tesoro e Banca d’Italia e che portò al raddoppio del debito pubblico nel giro di soli undici anni, divenne presidente del Consiglio nel 1993 e tale rimase fino al 1994. È stato il primo presidente del Consiglio non parlamentare, con interessanti analogie rispetto al governo Monti. Dal 1994 al 1996 fu chiamato come vicepresidente alla Banca dei regolamenti internazionali, la banca di coordinamento di 56 banche centrali compresa la Bce, a Basilea. Dal 1996 al 1999 fu prima ministro del tesoro con il governo Prodi, poi, nel 1998, super ministro dell’economia, avendo accorpato i ministeri del tesoro e del Bilancio in collaborazione con massimo D’Alema. Nel maggio 1999 fu nominato presidente della repubblica, il secondo governatore della Banca d’Italia dopo Luigi Einaudi a ottenere questa carica.

La cosa curiosa è che Ciampi venne chiamato da Prodi prima e da D’Alema poi a ridurre quel debito pubblico che lui stesso aveva fortemente contribuito a creare, con il divorzio tra Banca d’Italia e tesoro.

LEGGI TUTTO…

settembre 4, 2012

Me la sono persa.

 

Ma se andate sul sito dorse la trovate. Mai dopo cena.