Posts tagged ‘Martelli’

luglio 7, 2012

Quando Pertini disse a Craxi “sparati”!

Sandro Pertini e Bettino Craxi non si sono mai amati. E’ ben noto che il leader socialista fece di tutto, nel 1978, per impedire l’elezione dello storico esponente del suo partito, famoso per le sue crociate anti-corruzione e per le sue posizioni, soprattutto da Presidente della Camera, contro i partiti di governo, a favore dell’unità con il PCI di Berlinguer.

Per bruciarlo, Craxi fece pubblicamente il nome di Pertini come candidato unico delle sinistre. Quando gli domandarono se sarebbe stato contento della sua elezione, il leader socialista rispose: “Contento e anche commosso.” A stretto giro di posta arrivò la replica di Pertini: “Speriamo che la commozione non sia così grande da mettere in difficoltà il partito.

Come andò a finire è noto: Sandro Pertini fu eletto l’8 luglio 1978 con 832 voti favorevoli su 995 (maggioranza a oggi ineguagliata nella storia della Repubblica). E divenne il Presidente della Repubblica più amato di tutti i tempi.

Ma c’è un episodio poco noto, che merita di essere riportato: all’indomani delle elezioni europee del 17 giugno 1984, quelle in cui il PCI divenne il primo partito italiano con il 33,3% dei consensi, vi fu un duro scontro tra l’allora Capo dello Stato e Bettino Craxi, allora presidente del Consiglio. Il PSI, infatti, uscì sconfitto dalla tornata elettorale: la linea di Berlinguer aveva pagato, ma lui era morto; quella di Craxi aveva perso, ma lui era vivo e avrebbe continuato a fare danni.

Di fronte al tracollo socialista, Craxi e Martelli attaccarono Pertini, secondo loro reo di aver fatto aumentare i voti del PCI trasportando il corpo di Berlinguer da Padova a Roma, sull’aereo presidenziale. La replica, durissima, arrivò fulminante:

Voi due fate una cosa. Tornate a Verona, suicidatevi sulla tomba di Giulietta e io vi porto in aereo a Roma. Vediamo se il Psi prende voti.

gennaio 4, 2010

Lettera al Segretario del PSI

Anche io vorrei inviare una lettera al segretario  del Partito Socialista Riccardo Nencini. A quella stessa persona che ha fatto fallire il Progetto di Sinistra e Libertà per poter fare i suoi accordi elettorali col PD in Toscana; a quella stessa persona che ha oscurato il sito  di Sinistra e Libertà e che ha diffidato Nichi Vendola dall’usarlo per le elezioni regionali di marzo, pena il ricorso al Tribunale. Come potete ben vedere un campione di democrazia e tolleranza, tanto da affermare “ una leggina ad personam’, come suggeriva ieri D’Alema può essere il male minore se ci consente di voltare pagina.” Ad essere tollerante e disponibile con Berlusconi ci si guadagna sempre. Vero Segretario? Nella mia personale lettera che invierei a Necini chiederei perché invece di invitare Di Pietro ad un dibattito pubblico su Berlusconi , non invita noi socialisti di base  a discutere sul valore politico di Bettino Craxi e se effettivamente i socialisti si sentano eredi del suo pensiero e dei suoi  atti. Io sono un avvocato che ogni mattina va a lavorare, come Angelo che fa l’ottico, Gianluca che vende pavimenti, Mimmo che si è trasferito a Roma per lavorare, Saponetta che fa il barista, Franco che percorre duecento chilometri al giorno per guadagnarsi la pagnotta. Ebbene sig. Segretario, lo so per lei noi contiamo meno di niente, siamo solo numeri, che in nome di una coerenza che ci costa cara, quando veniamo chiamati  dobbiamo obbedire in nome di un fantomatico orgoglio socialista.

Se lei invece di misurarsi con Di Pietro si misurasse con noi e con tanta gente come noi, scoprirebbe che non tutti la pensano alla stessa maniera sul compagno Craxi.

Lei dice che sarebbe il caso di separare il piano giudiziario da quello politico. Sono d’accordo, resta però il fatto che un Tribunale della Repubblica ha condannato Craxi  con sentenza passata in giudicato: a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai e a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese. e che lo stesso Tribunale ha detto in una sentenza definitiva che lo ha fatto anche per arricchimento personale. Ma giustamente lei dice che Craxi va giudicato per la sua visione politica. Anche qui però, signor Segretario, lei non ci troverebbe molto d’accordo.  Parlare di Craxi sarebbe molto lungo. La prima cosa che non ci trova d’accordo è che Craxi si riteneva la “Politica”. Per Craxi come per lei sig. Segretario la base non contava nulla. Il Partito socialista dal 1976, quando Craxi divenne segretario in danno di Francesco De Martino, uomo di ben altro spessore politico, culturale e morale, divenne un comitato d’affari in cui alle lotte politiche si sostituì la ricerca ossessiva delle risorse economiche che divenne l’unica ragione di vita del Partito, fino al suo devastante epilogo. L’Italia sotto il governo di Bettino Craxi fu il primo paese europeo ad istallare missili americani. Bettino Craxi con il decreto del 14 febbraio 1984 decise il taglio della scala mobile, che non può dirsi un provvedimento a favore delle classi meno agiate. Craxi fu il padre morale della legge Mammì che aprì la strada dello strapotere di un avventuriero quale era Silvio Berlusconi.Senza dimenticare che precedentemente fu Craxi a firmare  il decreto che sbloccava i sequestri disposti dalla magistratura in danno di Canale 5, che violava una legge dello Stato. e che dire del nuovo Concordato, con l’istituzione dell’8 per milla a favore della Chiesa?

Che dire della sua politica economica che ignorando gli avvertimenti di gente come La Malfa considerò  il rigore economico più o meno come una fastidiosa ubbìa antipopolare. E fece a gara nel condividere ed invocare con i leaders della DC  ogni provvedimento demagogico, dalle irizzazioni, alle pensioni baby, ai reiterati ripianamenti delle più vergognose gestioni allegre di enti clientelari e spesso inutili.

Che dire della politica sulla  giustizia di Craxi?  Nessuno di noi ha dimenticato la campagna, dai toni sempre più striduli, contro i magistrati che sfocerà nel referendum sulla responsabilità dei giudici e nella istituzione delle Superprocure e che aveva come suo obiettivo finale, guarda caso, proprio la sottomissione del pubblico ministero al controllo dell’esecutivo, secondo i dettami del “Piano di rinascita democratica” di Gelli. La stessa idea del PDL e del suo capo Berlusconi.

 Con la caduta del Comunismo Craxi  avrebbe potuto lanciare un’autentica strategia unitaria e legare l’ex PCI, accettando la terza via proposta da Berlinguer, con il cambio del nome e l’affiliazione all’Internazionale Socialista, ad un’alleanza riformista della quale egli sarebbe stato il leader naturale. come aveva fatto Mitterand in Francia.Invece  si affannò a cercare di annettere i Comunisti critici , che però non gli portò alcun risultato.

Anche il famoso discorso al Parlamento sul finanziamento illecito fu una pagina di vergogna e non un atto di eroismo perché se avesse dato le dimissioni da segretario del Partito e da parlamentare lasciandosi processare avrebbe dato un esempio alla classe politica che avrebbe cambiato la storia del PSI, lo avrebbe riabilitato ai nostri occhi, e forse la storia d’Italia sarebbe stata diversa.

Da ultimo noi socialisti non dimentichiamo che Craxi lottò per impedire a Martelli di diventare segretario del Psi, preferendogli un anonimo Giorgio Benvenuto.

A proposito della scalata di Berlusconi alla casa editrice Mondadori, che trovò ispiratore e sodale Craxi Eugenio Scalfari ebbe a scrivere “A questo si è arrivati per assenza di leggi, latitanza dell’autorità, intimidazione della giustizia, padrinaggi politici e arroganza del potere e del denaro. Gli obiettivi, chiarissimi ormai, sono due: impadronirsi di una grande impresa editoriale e mettere il bavaglio alla libera stampa. Questo non è capitalismo e libero mercato, ma guerra di bande per ridurre al silenzio chi non si piega ai loro voleri“.( la Repubblica”  12 gennaio 1990 )

Concludendo Io,  da socialista, che non rinnega la propria fede dal 1971,  credo seriamente che la storia del Partito Socialista sarebbe stata migliore senza Bettino Craxi e che quest’uomo a cui il Sindaco Moratti vuole intestare una via è stato “un avventuriero, anzi un avventurista, uno spregiudicato calcolatore del proprio esclusivo tornaconto, un abile maneggione e ricattatore, un figuro moralmente miserevole e squallido, del tutto estraneo alla classe operaia, ai lavoratori, ai loro profondi e reali interessi, ideali e aspirazioni.” Con Craxi iniziò una stagione politica in cui furono cambiate le regole dei comportamenti degli uomini politici.  “Il suo fu un comportamento sfrontato, provocatorio, temerario, fazioso, violento, ma che proprio per questo può sembrare «forte», e quindi può intimidire partners e avversari, può persino suscitare ammirazione se non approvazione: dileggio della correttezza verso le regole del gioco, prontezza nel violare ogni impegno di onore, camaleontismo, disinvoltura nel passare dall’insulto volgare all’adulazione più untuosa verso lo stesso partito o la stessa persona nel giro di ventiquattro ore, o nel passare dalla protervia dell’aggressore al lamento di chi si fa vittima.” Di quest’uomo l’unico vero erede oggi è l’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

novembre 15, 2009

Il razzismo di Canale 5.

Guardando la televisione ad ora di pranzo mi ha colpito la trasmissione “Domenica 5” che mandava in onda un servizio sui Rom da Alba Adriatica. Come è noto un commerciante di Alba Adriatica, Emanuele Fadani, 37 anni è stato ucciso per una rissa davanti ad un bar. Sospettati dell’omicidio sono tre giovani nomadi stanziali, cittadini italiani: due sono stati fermati. Uno di loro, è lo zio di un minorenne arrestato per l’omicidio di un cameriere di 23 anni, Antonio De Meo, aggredito il 9 agosto scorso in un paese vicino a Teramo. L’episodio ha suscitato violente reazioni da parte della popolazione locale che nella serata di ieri hanno  prima circondato la caserma dei carabinieri della cittadina, poi ha cercato di raggiungere i parenti dei tre rom accusati dell’omicidio, che risiedono in una zona al confine con il paese di Martinsicuro.  Inoltre estata rovesciata e bruciata un’auto appartenente al padre di uno dei due cugini coinvolti, danneggiata anche la sua abitazione. Nei pressi della stazione danneggiate auto appartenenti a rom e a cittadini cinesi residenti nella zona. Nella trasmissione erano presenti vari personaggi dello spettacolo e della politica Tutti ad eccezione dell’ex  ministro Martelli si sono esibiti in una gara a chi era più antirom.  Trasmissioni come queste di domenica pomeriggio servono soltanto ad alimentare un clima di odio e di paura verso il diverso. La Xenofobia (dal greco ξενοφοβία, xenophobia, ossia “paura del diverso”;, ossia la paura di ciò che è distinto per natura, razza o specie. Intolleranza e discriminazione erano le note della trasmissione per nulla obbiettiva ed assolutamente squilibrata al fine di mostrare un’Italia in cerca di sicurezza a danno di un popolo di delinquenti e di ladri.