Posts tagged ‘markers’

novembre 11, 2011

Alzheimer: scoperto un enzima con funzioni di interruttore, spegnerlo vuol dire sconfiggere la patologia.

Identificato il ruolo-chiave dell’ coinvolto nella generazione e nella progressione dell’: la scoperta, effettuata dai ricercatori dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano, rappresenta un primo successo – riscontrato nella sperimentazione animale – di un trattamento che ha portato alla cura della patologia e al completo annullamento dei deficit cognitivi.

Lo studio pubblicato sul Journal of Biological Chemistry, condotto da Tiziana Borsello del dipartimento di Neuroscienze dell’Istituto, mette in evidenza che l’ agisce su due proteine alla base della neurodegenerazione cellulare che porta allo sviluppo della malattia: la proteina amiloide – responsabile della formazione delle specie neurotossiche, i frammenti di beta amiloide – e la proteina tau – responsabile dei grovigli . Lo studio è stato effettuato su un topo affetto da . «Abbiamo messo a punto e somministrato il primo trattamento cronico a base di un peptide inibitore di a un topo affetto d’ – spiega Borsello -.

giugno 17, 2010

Studio finanziato dall’UE dimostra che la cannabis può avere un effetto nocivo sul DNA.

Nel Regno Unito alcuni ricercatori hanno provato che fumare cannabis può avere un effetto nocivo sul DNA. Questo effetto potrebbe potenzialmente incrementare la possibilità di sviluppare il cancro. I risultati, pubblicati nella rivista Chemical Research in Toxicology, sono l’esito della Rete d’eccellenza ECNIS (“Environmental cancer risk, nutrition and individual susceptibility”) che ha ricevuto un finanziamento pari a 11 milioni di euro in riferimento all’area tematica “Qualità e sicurezza alimentare” del Sesto programma quadro (6° PQ) al fine di analizzare in che modo l’alimentazione e i fattori ereditari possano influire sul rischio tumorale legato all’ambiente. Per analizzare la formazione dei composti cancerogeni nel DNA naturale (Calf thymus DNA) esposto al fumo di una sigaretta di cannabis in vitro, lo studio ha utilizzato una nuova tecnica: una cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa tandem ad elevata sensibilità. I risultati evidenziano che la cannabis, in laboratorio, danneggia il DNA.