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aprile 18, 2013

Il socialismo in un solo paese.

“I tagli sono sostanzialmente affare dei ricchi”. Sánchez Gordillo, professore di storia in un istituto della città Marinaleda, è stato eletto sindaco nel 1979 e da allora amministra il piccolo centro dell’Andalusia di 2.650 abitanti. Raccolta in 25 chilometri quadrati, quest’isola socialista ha vissuto tutte le tappe della crisi dei sistemi e modelli politici e sociali mondiali, riuscendo a porsi come un’alternativa nel panorama della crisi globale. Il suo attuale tasso di disoccupazione è pari allo 0% e tutti i cittadini partecipano attivamente alla vita politica e sociale. Un esempio di democrazia dal basso in un paesino dove non esiste la polizia e le tasse sono le più basse della regione.
Il segreto? La gestione diretta dell’agricoltura locale e l’incontro orizzontale con altri paesi attraverso il commercio equo e solidale, un modello economico vincente che ha permesso a questa terra di confine di antichi contadini di opporsi alla crisi. Sánchez Gordillo ha guidato questa sorta di rivoluzione. Diventato famoso per l’assalto al cibo nei supermercati da distribuire ai bisognosi, è un leader singolare nel quadro della classe politica spagnola. La sua organizzazione, il Colectivo Unidad de los Trabajadores- Bloque Andaluz de Izquierdas, gestisce la città di Marnaleda attraverso la trasformazione dei prodotti biologici. L’industria alimentare così organizzata fornisce occupazione, nostante la carenza di finanziamenti; la maggior parte degli abitanti è impiegata nella Cooperativa Humar – Marinaleda S.C.A, creata e gestita dagli stessi operai, dopo anni di lotte. Solo nel 1992, in seguito a diverse occupazioni, il Collettivo ha raggiunto il suo obiettivo: la terra a chi la la lavora, non a scopo di profitto ma per creare nuovi posti di lavoro producendo cibi sani e naturali.

http://orizzontiliquidi.blogspot.it/2013/04/modelli-alternativi-il-caso-di.html