Posts tagged ‘marea nera’

luglio 15, 2010

Marea nera: non si ferma la perdita.

Una fuga di petrolio da un condotto ha costretto la Bp a rinviare il cruciale test sul nuovo tappo che dovrebbe bloccare la marea nera nel golfo del Messico. Lo ha annunciato la stessa compagnia. Devono così fermarsi nuovamente, dopo il precedente rinvio di 24 ore, le operazioni avviate dalla Bp con il beneplacito del governo per il cruciale test sulla nuova struttura di contenimento installata lunedì scorso e che potrebbe fermare la perdita del pozzo Macondo nel Golfo del Messico. Il test era partito quando la Bp avevachiuso i tubi che aspirano il greggio sulle navi di appoggio in modo che l’intera forza del getto di petrolio finisse nel nuovo tappo. Robot sottomarini avevano poi cominciato a chiudere molto lentamente e a una a una le tre aperture del tappo da cui usciva il petrolio. L’obiettivo del nuovo test è riuscire a bloccare completamente il getto di petrolio, sorvegliando nel contempo i livelli della pressione che si formano dentro la ‘cupola’.

luglio 9, 2010

Arriva Alex: è allarme nel golfo del messico.

Alex, la prima tempesta della stagione atlantica 2010 si è formato nei Caraibi occidentali ed è giunto gia nel Belize, in America centrale, accompagnato da venti che soffiano oltre i 95 chilometri orari. Secondo gli esperti Alex dovrebbe attraversare lo Yucatan e poi disperdersi senza creare problemi.

Tuttavia, sebbene l’arrivo della tempesta si stia spostando verso ovest-nord-ovest, lontano dal luogo del disastro della British Petroleum, sta tenendo lo stesso il Messico e gli Stati Uniti col fiato sospeso, in quanto potrebbe diventare un uragano e  mutare direzione improvvisamente, andando perciò ad ostacolare le già difficili operazioni di contenimento della marea nera.

Il timore che Alex possa riacquistare forza una volta giunto sulle acque calde al largo delle coste del Messico, ha costretto la Bp a far evacuare i suoi dipendenti dalla zona. Un forte vento potrebbe distribuire il petrolio su un’area più estesa, trasportandolo nel litorale e nell’entroterra. Intanto, per la prima volta la notte scorsa la fuoriuscita di petrolio da Deepwater Horizon ha colpito le coste del Mississippi – in precedenza aveva solo colpito le isole al largo della costa.

Ma dopo Alex, arriveranno Bonnie, Colin, Danielle, Earl, Fiona… e secondo il National Hurricane Center la frequenza e la potenza degli uragani quest’anno potrebbe essere molto alta e si teme che uno di questi uragani possa creare non poche difficoltà nell’area del pozzo della BP, che da circa 60 giorni sta riversando in mare tonnellate di greggio.(profHechos)

luglio 5, 2010

I pesci scappano dalla marea nera.

 Come gli animali in fuga da un bosco in fiamme, anche quelli che vivevano nelle zone del Golfo del Messico colpite dalla marea nera stanno cercando di trovare rifugio vicino alle coste, in cerca di acque pulite.

La conferma delle osservazioni di scienziati e pescatori viene da due ricerche, secondo cui intorno alla zona del disastro si stanno creando delle ‘zone morte’, dove la vita e’ impossibile. E a contribuire alle difficolta’ degli animali potrebbe esserci un altro pericolo, quello dell’arsenico.

Gli avvistamenti, ricorda il Guardian, riguardano tutte le specie, dalle piu’ grandi alle piu’ piccole. In Florida sono stati visti squali e delfini molto vicini alla costa, in Alabama invece piccoli crostacei e pesci come le triglie colonizzano moli che prima non avevano mai preso in considerazione.

”Questi animali stanno gia’ girando alla larga dalla perdita – commenta Larry Crowder dell’universita’ di Duke – e questo e’ un segno che la qualita’ dell’acqua sta peggiorando”.

Secondo l’esperto pero’ questa migrazione potrebbe non essere sufficiente a salvare gli animali marini: ”Nelle acque basse molti di questi animali sono piu’ facilmente vittime dei predatori – spiega Crowder – inoltre con la marea che si avvicina alle coste potrebbero presto trovarsi intrappolati tra il petrolio e la spiaggia”.

Il principale responsabile e’ il metano, che rappresenta piu’ del 50% della perdita e che e’ stato trovato in quantita’ 100mila volte superiori al normale. Questo gas disciolto nell’acqua causa la proliferazione di batteri in grado di degradarlo, a spese pero’ dell’ossigeno.

”Abbiamo trovato colonne di metano di 200 metri a una profondita’ tra i 1.000 e i 1.300 metri – ha spiegato Samantha Joye dell’Università della Georgia -. L’acqua non e’ ancora arrivata ad avere zero ossigeno, ma ci si sta avvicinando”.

giugno 29, 2010

C’è anche chi si diverte.

E’uno tra i video più visti del momento e si intitola: BP e la fuoriuscita di caffè. E’ stato pubblicato a UCBComedy come produzione originale.

E’ decisamente più che una parodia e il filmato ricostruisce in via satirica la vicenda per certi versi tragicamente comica della incontrollabile fuoriuscita di petrolio dal pozzo a 1500 metri di profondità nel Golfo del Messico che ha coinvolto la BP dopo l’esplosione della sua piattaforma di estrazione la Deepwater Horizon. La Lousiana è lo stato che sta maggiormente subendo le conseguenze del disastro ambientale e l’economia è in ginocchio.

Già i ristoratori locali hanno piantato 101 croci in memoria di tutte le cose belle che la marea nera si sta portando via. Ora il tragico sfottò.

giugno 28, 2010

Marea nera: arriva la tempesta Alex

Mentre qualcuno sospetta che piova petrolio sulla Louisiana, BP decide che la situazione si sta facendo troppo pericolosa a causa dell’arrivo dell’uragano Alex, che ha abbandonato la classe di tempesta tropicale un giorno fa. Il timore, avanzato solo qualche mese fa, è divenuto maledettamente concreto. Dunque resta nelle acque del Golfo solo il personale giudicato:”essenziale”. Il resto è stato mandato a casa: evacuate anche le piattaforme di estrazione della Shell. L’incognita meteorologica, dunque, a complicare le operazioni di gestione e controllo della paurosa fuoriuscita di petrolio nel pozzo a 1500 metri di profondità dopo l’esplosione dello scorso 20 aprile della piattaforma di estrazione Deepwater Horizon della Bp nel mezzo del Golfo del Messico.

Siamo nell’Atlantico durante la stagione degli uragani e il timore è che le operazioni per il recupero del greggio possano essere bruscamente interrotte causa maltempo. Si stima che le perdite siano tra i 60mila e i 100mila barili al giorno. Le operazioni di recupero a malapena ne fanno portare in superficie e stivare nelle navi circa 16mila barili al giorno, pochi certo, ma almeno qualcosa viene tolto alle acque.

Alex è la prima tempesta, poi caricatasi fino a diventare uragano di quella che potrebbe essere la feroce stagione degli uragani nell’Atlantico. Si è formato nei Caraibi sabato scorso e ha proseguito il suo cammino rinforzandosi. Le prime dichiarazioni di BP hanno chiarito che nonostante il maltempo non c’è l’intenzione di sospendere le operazioni di recupero del greggio. La gente teme ora che i forti venti e le mareggiate possano spingere la chiazza di petrolio tra le baie, estuari e le spiagge ancora incontaminate. Ora i meteorologi pregano che la tempesta si sposti verso la Florida.

giugno 25, 2010

In Louisiana piove petrolio.

Da qualche ora il video segnalato in alto sta facendo il giro del web: pioverebbe petrolio in Louisiana. Infatti dalle pozzanghere, residuo delle recenti piogge, restano delle macchie oleose. Se sia bufala o meno, sarà il tempo a dirlo. Se sia una forma di pressione degli abitanti della Louisiana presto lo sapremo. Intanto chi le ha filmate avanza l’ipotesi che la pioggia sia sporca a causa del solvente corexit che avrebbe certamente contribuito a diluire il greggio ma favorendone la sua immissione nel ciclo dell’acqua. Di fatto però sembra che nessuno abbia ancora pensato a far analizzare quest’acqua piovana.

L’allarme era stato lanciato già qualche giorno fa dal Tg di News3 Channel. (dopo il salto il video). Le denunce dei contadini sono chiare: le prime piogge del dopo disastro della fuoriuscita di petrolio dal pozzo distrutto dall’esplosione della Deepwater Horizon della BP, il 20 aprile scorso, erano sporche e già contenevano una non specificata (e neanche analizzata sembra) sostanza oleosa.

giugno 24, 2010

La marea nera non da tregua.

I tentativi di Bp se non di fermare, ma quantomeno contenere la paurosa fuoriuscita di greggio, sembrano tutti destinati al fallimento. Poche ore fa è stata rimossa la campana di contenimento posizionata qualche giorno fa a causa di un incidente con i robot che controllano le operazioni di recupero. Il tappo è stato tolto a causa di una improvvisa e incontenibile fuoriuscita di gas e dunque il flusso di greggio ha ripreso la sua inarrestabile corsa verso le acque del Golfo del Messico. Appena ieri BP aveva dichiarato di essere stata in grado di recuperare 16.665 barili di petrolio al giorno a fronte di una perdita quotidiana stimata tra i 60mila e i 100mila barili. Per ora resta in funzione l’altro sistema di recupero che usa un tubo e che resta collegato alla nave Q4000. Bp ha assicurato che quanto prima rimetterà al suo posto la campana.

giugno 20, 2010

Balla coi flutti: Bp compra le macchine di Kevin Costner per ripulire il mare.

Alla fine Bp si è convinta: comprerà 32 apparecchi prodotti dal noto attore Kevin Costner per ripulire l’acqua del Golfo del Messico dal petrolio fuoriuscito dal buco lasciato dal disastro della Deepwater Horizon avvenuto ormai due mesi fa.

La macchina in questione è, in pratica, una centrifuga: l’acqua sporca di petrolio entra da una parte, viene centrifugata e petrolio e acqua si separano. Si recupera l’acqua e si recupera il petrolio. Con i 32 aggeggi commissionati da Bp a Costner si dovrebbe riuscire a catturare circa 2.000 barili di olio al giorno.

Non molti, visto che le ultime stime sulla marea nera parlano di 60.000 barili dispersi ogni giorno. Ma meglio di niente, visto che Bp non sa proprio come affrontare la situazione e ogni suggerimento è ben accetto.

In questo caso, tra l’altro, al massimo si riesce a rimediare al danno ma la causa della fuoriuscita non viene minimamente toccata. Probabile, quindi, che i centrifugoni di balla coi lupi dovranno girare a lungo perchè il petrolio non ne vuole proprio sapere di smetterla di uscire da quel maledetto buco sul fondo dell’oceano.(ecoblog)

Perchè non hanno comprato quele di Nichi Vendola?

giugno 17, 2010

Marea nera: Obama è in pauroso ritardo, ma alla fine ha ragione…

Cosa diavolo sta succedendo con questa maledetta marea nera? E’ successo che, i primi giorni, nessuno si preoccupava più di tanto perchè si diceva che al massimo stavano uscendo dal fondo del male 5.000 barili di petrolio al giorno.

Obama guardava, storceva il naso ma guardava: a mettere mano al buco erano i tecnici di Bp.

Poi si è saputo che i barili erano 15.000, Bp ha provato due o tre soluzioni tecniche al limite del fantascientifico con risultati tra il ridicolo e il raccapricciante.

Obama parlava, forte ma parlava: a mettere mano al buco erano sempre i tecnici di Bp, con la Guardia Costiera che cercava di mettere un freno al petrolio e la Nasa che scattava foto dall’alto.

giugno 14, 2010

Obama: “Marea nera come l’undici settembre”.

Il presidente degli Stati Uniti Obama è convinto: il disastro della Deepwater Horizon sarà per il suo paese uno shock forte come l’undici settembre. Lo ha detto, nel corso di un’intervista, al giornalista Roger Simon del giornale on line “Politico”.

Penso che questo disastro modificherà il nostro modo di pensare l’ambiente e l’energia per molti anni

Queste le parole di Obama, in buona parte condivisibili: come l’undici settembre ha mostrato agli americani che non erano invincibili e che potevano essere attaccati a casa loro, così la marea nera sta mostrando loro che uno dei pilastri dell’economia statunitense, e dei conseguenti stili di vita, cioè l’industria petrolifera, non è esattamente quel gioiello di tecnologia, efficienza e sicurezza che tutti raccontavano.(ecoblog)

L’America, quindi, inizia a prender coscienza che non è tutto oro quel che luccica, specialmente se si tratta di oro nero. Quali possano essere le ripercussioni di questa presa di coscienza sull’economia reale del paese, però, nessuno può dirlo.