Posts tagged ‘marco pannella’

maggio 4, 2020

Maledetto Pannella!

Di Gaetano Colantuono

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Sono contrarissimo a ogni rivalutazione postuma di Pannella.

su Pannella e in generale sul partito radicale nutro da sempre fortissime riserve (non lo voterei mai): è un partito di opinione, con esplicita connotazione antimarxista (perché contrari alla lotta fra classi) e con tendenze personalistiche: loro sono espressione di una borghesia contraria a vincoli comunitari e diritti sociali conquistati negli anni Sessanta-Settanta, infatti negli ultimi decenni Pannella e Bonino hanno sostenuto le guerre imperialistiche yankee, hanno promosso un referendum contro l’articolo 18 (fallito nonostante il sostegno di Confindustria), hanno approvato le politiche di austerità dell’UE. Basterebbero questi dati per disprezzarli e considerarli avversari politici e sociali per sempre. Che poi su singoli temi ci siano consonanze (cfr. NO al referendum per il taglio dei parlamentari), vale il monito di Fortini: lasciamo loro credere che la stessa posizione abbia lo stesso significato per noi e per loro.

Mai con loro. Vi è infatti incompatibilità fra quel partito ultraliberista, pro-Nato e filo-austerità e noi socialisti.

PS: era De Martino il leader da seguire a metà anni Settanta con la sua politica tesa a una alternativa delle sinistre. Punto e basta. Coloro che vi si opposero (dentro e fuori il suo partito) siano maledetti.

https://www.risorgimentosocialista.it/…/pannella-ed-mondo-…/

aprile 17, 2020

CONTRO I RADICALI

di Giuseppe Giudice

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mi riferisco ai “pannelliani” e suoi discepoli. Da segretario della FGS mi sono sempre rifiutato di formare documenti con i radicali. Non mi piaceva Loris Fortuna (della destra PSI) ….ho sempre pensato che per essere garantisti e difensori della dignità e libertà della persona umana bastava la tradizione socialista. Perchè c’è una profonda differenza tra il libertarismo dei socialisti e l’individualismo esasperato dei radicali. Essere socialisti libertari sia marxisti (come la Luxemburg o Lombardi) che non marxisti (come Rosselli) aveva il chiaro significato di contestare una deriva dispotica, dittatoriale (fino ai limiti della spietatezza sanguinaria) del socialismo. E quindi rivendicare una società in cui socialismo, democrazia e libertà della persona fossero fortemente interconnesse tra di loro. I radicali sono per una società radicalmente individualista ed ipercompetitiva (sono sostenitori accaniti del MES – in una visione molto simile a quella olandese. Sono mercatisti. Rosselli li avrebbe disprezzati . Ricordo Riccardo Lombardi (il quale diceva sempre che i diritti civili non possono mai essere separati da quelli sociali), che nel 1975 disse no alla richiesta del compianto Pannella di prendere la tessera del PSI. Certo Lombardi teneva molto al rapporto con i cattolici socialisti come Labor o Carniti. Ma esprimeva un punto di vista molto diverso dai radicali sull’uomo e e società. Ricordo che sul tema dell’aborto, in aperta polemica con Spadaccia, disse (difendendo la 194 – che i radicali rifiutavano perchè era per la totale libertà di aborto) che la depenalizzazione dell’aborto non poteva essere considerato un diritto civile (come il divorzio o il diritto di famiglia) quanto la risposta ad un problema sociale grave come l’aborto clandestino che colpiva prevalente donne più povere. Anche se la decisione finale andava lasciata alla donna (ma che avrebbe dovuto avere assistenza). Ma è solo un esempio. Il socialismo come lo intendevano Lombardi, De Martino, Basso, Foa , era una società fondata sulla piena capacità della persona di sviluppare liberamente la sua personalità, in un quadro di una società in cui fossero prevalenti i valori di cooperazione, e soprattutto in una società liberata dall’economicismo e dal produttivismo (come pensava Lombardi). La Bonino pensa invece ad una società dominata dalla logica delle Start-Up , radicalmente competitiva e mercatistica

ottobre 15, 2013

Renzi il nuovo che arretra.

AMNISTIA
Il vergognoso Renzi.
Renzi 2005: “aderisco alla battaglia di Pannella per l’amnistia, impegno morale, civile, sociale della Comunità italiana”
Renzi 2012 (dicembre): “…vogliamo farci carico della lotta per l’amnistia, per la giustizia e per la libertà” … “armati di nonviolenza, con i nostri corpi, con il ruolo che ricopriamo, intraprenderemo, a staffetta, uno sciopero della fame, sperando con forza e caparbietà che il Parlamento italiano conceda un provvedimento di amnistia e si attivi con atti urgenti per porre rimedio all’emergenza carceraria, al vergognoso sovraffollamento ..”
Ma Renzi guarda i sondaggi, accarezza la pancia delle persone, con le parole nutre la bestia del populismo, coccolato dai media per la sua “inoffensività” dal punto di vista sociale, punto di equilibrio per rapporti che molti vorrebbero immutabili nel tempo
E Renzi non si vergogna

Marco Lang

agosto 21, 2013

IL DIFETTO STA NEL MANICO.

https://quadernisocialisti.files.wordpress.com/2013/08/0c17e-painting-nemesis.jpg

di FELICE BESOSTRI

Il voto sulla decadenza di Berlusconi sarà un voto politico, non una scelta giuridica tra diverse interpretazioni. Giusto o sbagliato – e a mia avviso è sbagliato- è la scelta della nostra Costituzione e discende direttamente dall’art. 66 Cost.,” Art. 66. Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità”.

Una scelta che in origine aveva una forte motivazione di tutela dei parlamentari, per proteggerli dall’assolutismo regio e da una magistratura asservita al potere esecutivi, ma allora i parlamentari erano individui non espressione di partiti o di gruppi parlamentari: non che fossero migliori, quando alla Camera dei Comuni c’era un ufficio dal quale passavano i deputati per riscuotere il compenso per il loro voto conforme ai desideri del Governo. Semplicemente non c’era una logica politica nel loro comportamento.

I membri del PdL  hanno fatto un uso arbitrario dell’art. 66 Cost. In occasione della 14° legislatura non convalidando 14 deputati delle opposizioni in spregio al diritto, come anche vi fu un uso illegale da parte di tutti per lasciar fuori i radicali dal Senato nel 2006.

Non solo  il potere del Parlamento con accordo trasversale di decidere sui suoi membri è stato esteso complice la magistratura ordinaria e amministrativa persino alle operazioni elettorali preparatorie, comprese l’ammissione o esclusione di liste e candidati. Un governo Berlusconi non diede attuazione ad un precisa delega del Parlamento di affidare alla giustizia amministrativa i ricorsi contro le operazioni elettorali preparatorie decisa con l’art. 44 della L. 69/2009. Una grave decisione passata sotto silenzio, anche dei giuristi democratici, che vedono attentati alla Costituzione un giorno sì ed uno no.  Siamo un paese che ha legalizzato un colpo di Stato, complici le leggi elettorali maggioritarie Una maggioranza artificiale come quella del porcellum consente ad una minoranza politica, trasformata in maggioranza parlamentare di modificare la legge elettorale: nulla teoricamente impedisce di dare un  premio di maggioranza del 70%, cioè tale da poter cambiare la Costituzione senza neppure un referendum confermativo. Pochi sano o fanno finta di non sapere che una legge elettorale incostituzionale non è impugnabile prima delle elezioni e dopo competenti ad esaminare i ricorsi sono le Camere elette con la legge incostituzionale Uno scandalo unico in Europa e nel più assoluto silenzio delle forze politiche tutte e dei costituzionalisti.

Si parla spesso di contrasti tra magistratura e politica, ma non della loro alleanza contro i diritti deli elettori e delle elettrici, che rappresentano il popolo, unico detentore della sovranità secondo l’art. 1 della Costituzione. Il meccanismo di protezione giudiziale del potere politico è stato rotto  grazie alla Corte di Cassazione con l’ordinanza 12060 del 21 marzo-17 maggio 2013 e all’acribia di un pugno di cittadini elettori. Per rimediare bisogna rompere alcuni tabù come il  divieto di ricorso diretto alla Corte Costituzionale e come in Germania assegnare l’ultima parola alla Corte Costituzionale sulle decisioni del Parlamento in termini di convalida degli eletti.

Nei  tempi ristretti a disposizione a Berlusconi si applicano le norme vigenti e quindi il voto in Giunta delle Elezioni e in Senato sarà una decisione politica, nel bene e nel male. I suoi supporter stanno blaterando di ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo ignorando che i rappresentanti del Governo italiano presso la Corte nominati dal Governo Berlusconi hanno sostenuto la tesi dell’inammissibilità dei ricorsi  11583/08 e altri 16, tra cui il 35953/08, presentato dagli stessi cittadini che avevano impugnato le elezioni del 2008: La convenzione Europea di Diritti dell’Uomo tutela i diritti civili e non quelli politici. Forse la Nemesi esiste.

20 agosto 2013.

ottobre 26, 2010

Aggredito Daniele Capezzone.

Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone – secondo quanto si apprende – e’ stato colpito pare al volto da uno sconosciuto, nel tardo pomeriggio, al centro di Roma, all’angolo tra via del Corso e via dell’Umilta’, mentre stava per rientrare nella sede nazionale del partito.

“Perchè guardate me?”, ha chiesto Marco Pannella.