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marzo 31, 2020

Se n’è andato MANOLIS GLEZOS

di Argiris Panagopoulos
La foto che ho fatto nella piazza del mio quartiere di Nea Smirni fuori il gazebo di SYRIZA, pubblicata con una sua intervista sul Manifesto.

Per Charles de Gaulle era “il primo partigiano dell’Europa”. Per noi era semplicemente Manolis, il nostro amico e compagno di sempre nei tempi buoni e sopratutto difficili.
Se n’è andato oggi Manolis Glezos, il nostro eroe della resistenza e di tutte le lotte per la democrazia in Grecia.
Aveva amato cosi tanto il nostro paese e la sia gente per fare 16 anni di prigione e di confino e passare per ben 28 volte dalle aule dei tribunali di tutti i generi, civili o militari.
Manolis aveva 97 anni. Il suo fratello Nikos è stato fucilato il maggio del 1943 insieme con altri 91 compagni dai tedeschi.
“Coraggioso, dritto, combattente fino all’ultimo giorno, o Manolis Glezos è arrivato alla fine di un eccezionale percorso. la Grecia, la Repubblica e la democrazia, la giustizia sociale, hanno perso un grande combattente della prima linea”, ha scritto Alexis Tsipras.
Manolis è nato il 3 settembre del 1922 a Naxos nelle Cicladi. Insieme con Lakis Santas la notte ta il 30 e il 31 maggio del 1941 hanno bittato giù da Acropolis la bandiera degli occupanti nazisti con la croce uncinata.
Ha partecipato nella resistenza. Era stato arrestato dai tedeschi il febbraio del 1942 e dalle torture si amala di una frote tubercolosi e per questo è stato liberato in fin di vita. L’aprile del 1943 è stato arrestato dai carabinieri e sei mesi dopo la sua nuova liberazione, il febbraio del 1944, è stato arrestato dai collaborazionisti dai carabinieri, ma ha potuto evadere il settembre del 1944.
Era stato direttore del giornale del Partito comunista KKE “Risospastis” e più tardi del giornale di Unione Democratica di Sinistra EDA “Avgi”.
Manolis è stato condannato a morte 3 volte ed è stato incarcerato per tantissimi anni per uscire definitamente dal carcere con la amnistia generale della giunta dei colonnelli il 1971.
L’ottobre del 1948 è stato condannato per prima volta a morte per “delitto” attraverso la stampa. Una seconda condanna era arrivata il marzo del 1949, ma le proteste internazionale e quelle in Grecia hanno salvato la vita di Manolis.
Picasso, Sartre, De Gaulle, Camus e tante altre personalità hanno salvato due volte Manolis e alcuni dei suoi compagni dai plotoni di esecuzione che lavoravano a pieno ritmo per anni durante e dopo la guerra civile.
Manolis è stato eletto deputato della Unione Democratica di Sinistra EDA, ma il governo negava la sua liberazione e l’immunità parlamentare. Dopo 12 giorni di sciopero della fame per scarcerare i 10 deputati di EDA chiusi nelle carceri o confinati nelle isole Manolis esce dal carcere. Il dicembre del 1956 Manolis è diventato direttore di “Avgi”.
Il 1956 è stato arrestato per spionaggio a favore dell’URSS, perché aveva incontrato il segretario del KKE che era entrato clandestinamente in Grecia. Il tribunale speciale militare, perché Glezos non meritava in tribunale ordinario, alla fine lo ha condannato in 8 anni di carcere, 4 anni di confino e la perdita dei suoi diritti civile per 8 anni.
I suoi compaesani di Apiranthos di Naxos presentano un appello per la sua liberazione. Lo firmarono tutti, i suoi compagni e i suoi nemici.
Il 1961 è stato rieletto deputato di di EDA ma è rimasto in prigione. Alla fine e grazie alle pressioni internazionali nell’anniversario del suo compleanno il dicembre del 1962 è stato scarcerato con un decreto reale.
Il 21 aprile del 1967 Manolis è stato arrestato con la sua famiglia dalla giunta dei colonnelli per fare il solito giro delle carceri e delle… isole. Con la amnistia generale del 1971 Manolis è uscito definitivamente dal carcere.
Il 1968 pero Manolis confinato dai colonnelli ha condannato l’invasione dei sovietici a Praga e si schiera con la Primavera e contro gli odiosi carri armati.
Dopo la dittatura ha cercato di far rivivere EDA e nelle elezioni del 1981 e del 1985 è stato eletto deputato con le liste di PASOK, e il 1985 è stato eletto eurodeputato del  Il 2002 si candida con Synaspismos e il 2004 con SYRIZA. Il 2010 un celerino gli ha spruzzato peperoncino e altre sostanze chimiche ed è stato ricoverato con problemi respiratori scatenando la ira di centinaio di migliaia di persone che eravamo sulla piazza Syntagma quando per un momento si è era sparsa la voce che hanno ucciso Manolis.
Nelle elezioni per il parlamento europeo è stato eletto eurodeputato di SYRIZA con 438.000 voti, il massimo di preferenze che ha avuto un politico in Grecia. un anno dopo si era dimesso come aveva premesso dall’inizio.
Il settembre del 2015 è stato candidato con la Unità popolare avendo denunciato il memorandum che aveva firmato Alexis Tsipras il luglio dello stesso anno, ma poco dopo è uscito da Unità popolare.
Durante questi anni non sono mancate le critiche di Glezos verso SYRIZA, anche se erano molto ammorbidite. Per ultimo è stato contro l’accordo con la FYROM che è stata rinominata Nord Macedonia.
Ηa pubblicato 16 libri.

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febbraio 22, 2015

Ma i Padroni non vinceranno sempre!

Manolis Glezos, il primo partigiano greco e un’icona (oltre che un membro del comitato centrale) per Syriza, si scaglia a testa basta contro Alexis Tsipras. “L’accordo all’Eurogruppo è una vergogna  –  ha scritto il 91enne politico ellenico -. Avevamo fatto delle promesse e non le abbiamo mantenute. Chiedo scusa al popolo greco. Dobbiamo reagire e subito. E tra la libertà e l’oppressione, io scelgo la libertà”.  Lo schiaffo di Glezos però è destinato a fare malissimo a Tsipras impegnato in queste ore a contenere la rabbia che monta nel suo partito per l’intesa raggiunta a Bruxelles.

Il decano di Syriza è un pezzo di storia della Grecia. La sua vicenda politica inizia nel 1941 quando, appena diciottenne, ha scalato all’alba l’Acropoli per ammainare la bandiera nazista alzata dagli invasori del Terzo reich. Un gesto che ha dato il via alla Resistenza ellenica contro i tedeschi. Da allora il suo carattere sanguigno e il suo carisma sono un punto di riferimento per la sinistra radicale. Ultimi episodi in ordine di tempo, 70 anni dopo l’impresa del Partenone, i diversi tafferugli con la polizia in cui è rimasto coinvolto tra il 2010 e il 2014 durante le manifestazioni contro l’austerity. La lettera scritta oggi da Glezos ai militanti non tradisce chi ammira la sua sincerità e il suo stile diretto: “Chiedo ai militanti di Syriza di reagire prima che sia troppo tardi. Troviamoci in assemblea straordinaria e discutiamo. So che quando si tratta bisogna fare pure delle concessioni. Ma questo per me è troppo. Non ci può essere compromesso tra schiavo e padrone, né tra oppressore e oppresso”.