Posts tagged ‘malattie cardiovascolari’

dicembre 11, 2010

SALUTE: CEREALI E PANE INTEGRALE ABBASSANO LA PRESSIONE E PROTEGGONO DA INFARTO E ICTUS

SALUTE: CEREALI E PANE INTEGRALE ABBASSANO LA PRESSIONE E PROTEGGONO DA INFARTO E ICTUS

I cereali integrali sono in grado di combattere e prevenire l’ipertensione al pari dei farmaci comunemente usati per lo stesso scopo: è quanto emerge da uno studio dell’University of Aberdeen (Regno Unito), secondo cui chi mangia tre porzioni al giorno tra cereali non raffinati e pane e riso integrali è protetto dall’ipertensione e, di conseguenza, vede diminuire l’incidenza di infarto – fino al 15% – e di ictus – fino al 25%.

Una dieta ricca di fibre, spiegano i ricercatori, è già nota per ridurre il colesterolo nel sangue e migliorare la salute dell’apparato digerente: gli studiosi inglesi ora parlano di ottime capacità anche nella riduzione della pressione sanguigna e in particolare del valore sistolico, ovvero la “massima”.

Gli studiosi hanno chiesto a 200 persone, divise in due gruppi, di consumare una dieta con tre porzioni di cereali integrali al giorno – al primo gruppo – oppure di non mangiarne affatto – al secondo gruppo. Una porzione, spiegano i ricercatori, consiste più o meno in una porzione tra i 13 e i 16 grammi di cereali integrali, l’equivalente di mezza tazza di avena o riso integrale o di una fetta sottile di pane integrale. “Abbiamo osservato una diminuzione della pressione sistolica nei volontari che avevano mangiato i cibi integrali, con un effetto simile a quello che si ottiene utilizzando i farmaci antipertensivi – spiega Frank Thies, primo autore dello studio -. Questo calo della pressione sanguigna sistolica potrebbe potenzialmente diminuire l’incidenza di infarto e ictus di almeno il 15% e il 25% rispettivamente”. (ASCA)

novembre 14, 2010

SALUTE: IL CIOCCOLATO PROTEGGE IL CUORE, ECCO COME .

Inibisce l’attivazione dell’enzima Ace, conosciuto per essere responsabile dell’aumento della pressione sanguigna: è questo il meccanismo che fa sì che il cioccolato fondente sia in grado di proteggere il cuore. Lo studio, pubblicato sul Journal of Cardiovascular Pharmacology, è stato messo a punto da un gruppo di ricercatori sono state rivelate da un gruppo di ricercatori dell’Università di Linköping, in Svezia, diretti da Ingrid Persson. “Abbiamo già dimostrato – spiega la studiosa – che il tè verde inibisce l’enzima ACE, coinvolto nel bilancio dei liquidi del corpo e nella regolazione della pressione sanguigna. Ora abbiamo voluto studiare l’effetto del cacao, con le sue catechine e procianidine”.

La ricerca è stata condotta su 10 uomini e 6 donne tra i 20 e i 45 anni – sani e non fumatori – ai quali sono stati fatti mangiare 75 grammi di cioccolato amaro con un contenuto di cacao del 72%. Per misurare il livello dell’enzima sono stati prelevati loro campioni di sangue prima del consumo del cioccolato e poi mezz’ora, un’ora e tre ore dopo.

Dai dati è emerso che tre ore dopo l’assunzione del cioccolato è stata rilevata una significativa inibizione dell’attività dell’enzima – risultata inferiore, in media, del 18% grazie al cioccolato consumato – e, di conseguenza, della pressione alta. Per adesso, spiega Persson, non è in progetto alcuno studio per nuovi farmaci: “Ma i nostri risultati – conclude – indicano che i cambiamenti nello stile di vita con l’aiuto di alimenti che contengono grandi concentrazioni di catechine e procianidine possono prevenire le malattie cardiovascolari”. (ASCA)

ottobre 13, 2010

Aglio miracoloso protettore del cuore.

L’aglio ha un potenziale “significativo” per la prevenzione della cardiomiopatia diabetica, una forma di infiammazione che indebolisce il tessuto muscolare cardiaco che è tra le principali cause di morte nelle persone affette da diabete: a sostenerlo è un nuovo studio pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry da un gruppo di ricercatori del Department of Biological Science and Technology della China Medical University.

Wen Wei-Kuo e colleghi hanno rilevato che i soggetti malati di diabete corrono un rischio almeno doppio di morire per malattie cardiache, e per loro le patologie cardiache costituiscono l’80% di tutte le morti diabete-correlate. Studi precedenti avevano già messo in evidenza il potere protettivo dell’aglio nei confronti delle malattie cardiache, ma pochi studi studi riguardavano, in particolare, la cardiomiopatia diabetica.

Gli scienziati hanno nutrito un gruppo di topi affetti da diabete con olio di aglio o di mais, rilevando che nell’aglio sono presenti più di 20 sostanze che possono contribuire all’effetto protettivo per il cuore: “In conclusione – si legge nel rapporto – l’olio d’aglio possiede un potenziale significativo per proteggere il cuore dalla cardiomiopatia indotta dal diabete”. (ASCA)

giugno 19, 2010

A Creta le malattie cardiovascolari sono quasi del tutto inesistenti.

Secondo studi  condotti da una ricercatrice americana, è il cibo locale la migliore cura per le malattie. La ricercatrice ha fatto quasi per caso questa scoperta dopo aver visitato una sua paziente la cui salute era migliorata nettamente dopo aver trascorso due settimane nel villaggio amazzonico dei suoi avi.

Da qui sono partiti i suoi studi alla ricerca di quelle aree che ha chiamato “aree fredde” del pianeta, ovvero quelle zone dove le malattie croniche tipiche dei paesi industrializzati sono quasi del tutto assenti.

Un esempio? A Creta le malattie cardiovascolari sono quasi del tutto inesistenti.

Accreditati studi scientifici hanno dimostrato che a Creta  l’aspettativa di vita è tra le più alte al mondo. L’eccezionale stato di salute dei cretesi  non sarebbe dovuto tanto alla relativa mancanza di stress o all’esposizione prolungata ai raggi solari, ma all’alimentazione.  Si consumano pochi grassi animali, poco burro e formaggi, ma molto olio d’oliva, uno dei principali prodotti dell’isola, considerato dai dietologi il migliore degli oli perché contiene pochi grassi saturi.

La dieta cretese prevede anche un abbondante consumo di verdure: melanzane fresche, zucchine, carciofi, pomodori, legumi, ceci, fagioli, fave, lenticchie, cereali. Lungo la costa si mangia molto pesce e sulla tavola dei cretesi non manca mai la frutta, si calcola che se ne consumi il quadruplo rispetto agli altri paesi del Mediterraneo e a fine pasto yogurt addolcito con miele (mai con zucchero raffinato).(takecareblog)

giugno 14, 2010

Tanta acqua, cibi leggeri e filtri solari Consigli per difendersi dal caldo.

Archiviato il clima mite delle scorse settimane, è arrivata la prima ondata di caldo della stagione, con temperature che supereranno i 30 gradi su gran parte dell’Italia. Il caldo durerà 6-7 giorni. Intanto però, ecco alcune semplici precauzioni da adottare, suggerite dal ministero della Salute

I più esposti sono anziani e bambini. Ma nelle giornate di forte caldo anche chi è afflitto da patologie croniche e respiratorie deve proteggersi dagli effetti dell’afa. Archiviato il clima mite delle scorse settimane, è attesa per domani la prima ondata di caldo della stagione, con temperature che supereranno i 30 gradi su gran parte dell’Italia, con picchi di 37-38 gradi in alcune zone. Il caldo durerà 6-7 giorni. Intanto però, ecco alcune semplici precauzioni da adottare, suggerite dal ministero della Salute.

I SOGGETTI A RISCHIO
Il ministero consiglia a tutti di proteggersi dal sole. Ma ci sono alcuni soggetti che devono stare particolarmente in guardia: tra questi spiccano gli anziani. In età senile si riduce infatti la capacità dell’organismo di difendersi dal caldo, si è meno sensibili al sole e si avverte un ridotto stimolo della sete. La situazione si fa ancora più delicata per chi, oltre ad essere in età avanzata, soffre di malattie cardiovascolari, patologie respiratorie croniche o insufficienza renale cronica, malattie neurologiche, ipertensione. Sono a rischio anche le persone non autosufficienti, chi assume farmaci con regolarità, i neonati o i bambini piccoli. Infine deve stare particolarmente attento anche chi fa un lavoro che richiede uno sforzo all’aria aperta.

RECUPERARE I LIQUIDI PERSI

La prima regola da seguire è bere molta acqua (almeno due litri al giorno), anche quando non si percepisce lo stimolo della sete. Il corpo ha necessità di reintegrare le risorse idriche sottratte dal forte caldo. “Con il sudore vengono persi alcuni sali come il sodio e il potassio, fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo – chiarisce il ministero – sudando molto, senza reintegrare l’acqua persa, si riduce il volume del sangue circolante e questo può determinare l’abbassamento rapido della pressione arteriosa”. Se il corpo non riesce a disperdere il calore eccessivo attraverso la sudorazione, infatti, possono insorgere lievi disturbi come crampi, svenimenti, gonfiori, ma anche stress da calore e il classico colpo di calore. I succhi di frutta costituiscono un’ottima alternativa all’acqua. Evitare le bevande alcoliche e la caffeina.(repubblica.it)

maggio 7, 2010

Allarme obesità infantile.

Per la prima volta in Italia l’attesta di vita dei bambini in sovrappeso è inferiore a quella dei genitori. Questo è l’allarme che i pediatri hanno lanciato dal convegno Alimentazione, stili di vita e salute dei bambini, tenutosi a Roma e promosso dal Barilla Center for food nutrition.

Dai dati presentati durante il convegno è evidente come in Italia l’obesità infantile sia un problema sempre più diffuso, che colpisce quasi 100.000 bambini tra i 6 a gli 11 anni, cioè 1 su 3. Dai dati riportati è evidente un forte squilibrio tra le regioni italiane del Nord e del Sud: la maglia nera va alla Campania con un tasso di obesità infantile pari al 21%, seguono Molise, Sicilia e Calabria, con una media del 12%.

Un’alimentazione scorretta è non solo sbagliata per la fase di crescita del bambino, ma soprattutto carente di alcuni elementi nutritivi fondamentali, come vitamine e sali minerali. In più, problemi di sovrappeso ed obesità infantile possono non risolversi con la crescita e causare veri e proprie patologie croniche nella vita adulta: obesità, diabete 2, malattie cardiovascolari.

I dati del convegno di Roma, che hanno mostrato per la prima volta l’immagine di un’Italia a tavola non così sana come crediamo, rendono evidente come il nostro stile di vita influisca negativamente sui bambini, cartina al tornasole indifesa. Non lasciamo mangiare ai nostri figli il nostro stile di vita, noi non lo mangeremmo mai.(http://www.benessereblog.it/)

aprile 29, 2010

Gli zuccheri «nascosti» che fanno male al cuore.

Bibite gassate, succhi di frutta zuccherati e prodotti dolciari di vario tipo possono, se assunti in quantità eccessiva, nuocere alla salute del cuore. La responsabilità, secondo i ricercatori dell`Emory University School of Medicine di Atlanta (Usa), sarebbe degli zuccheri aggiunti usati per la preparazione di questi alimenti. La metà di questi zuccheri assunti quotidianamente si trova nelle bibite, spiega Miriam Vos, che ha guidato la ricerca, “ma si trovano in molti altri prodotti, dai cereali ai prodotti da forno”.

La ricerca, pubblicata sul Journal of the American Medical Association, è stata condotta su 6.113 soggetti esaminati per sette anni, dal 1999 al 2006. Gli studiosi hanno rilevato che in media un americano adulto assume attualmente il 15,8% dell`introito quotidiano di calorie dagli zuccheri aggiunti – circa 90,56 grammi, ovvero 21,4 cucchiaini, pari a 359 calorie – contro il 10,6% del 1977-78, e contro una media che dovrebbe attestarsi, secondo gli studiosi, a circa il 5% dell`introito calorico giornaliero.

Gli effetti degli zuccheri sul cuore, si legge nello studio, possono interessare già coloro che superano il 5% di calorie dagli zuccheri aggiunti: per chi arriva al 10%, ad esempio, il livello di colesterolo buono (HDL) presente nel sangue può diminuire fino a tre volte. Un elevato consumo di zuccheri è inoltre risultato associato ad alti livelli di trigliceridi e, in particolare nelle donne, all`incremento del colesterolo cattivo (LDL).

“Lo studio ha dimostrato l`esistenza di una correlazione tra i fattori di rischio cardiovascolare e il consumo di zuccheri aggiunti nei cibi – spiega Miriam Vos, ricercatrice dell`Emory University School -. Circa la metà di questi carboidrati si trova nelle bevande analcoliche, ma essi sono presenti in gran quantità anche in diversi altri prodotti”.(il sole 24 ore)