Posts tagged ‘luce’

aprile 15, 2013

Retina artificiale: progetto in attuazione grazie ad un polimero

Un conduttore è in grado di ripristinare la sensibilità alla in di ratti ciechi. Lo ha dimostrato una ricerca dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova, che apre la strada alla sperimentazione di protesi visive nei casi in cui i della siano solo parzialmente danneggiati da come la retinite pigmentosa o la degenerazione maculare senile.retina 300x168 Retina artificiale: progetto in attuazione grazie ad un polimero

Un nuovo realizzato da Fabio Benfenati e colleghi, del Dipartimento di neuroscienze e tecnologie cerebrali dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova, è in grado di ripristinare la sensibilità alla nella di ratti ciechi. Il risultato, pubblicato su “Nature Photonics”, apre le porte alla realizzazione di artificiali affidabili ed efficaci, ed è frutto di numerosi progressi compiuti nel campo delle biotecnologie, in particolare nella possibilità di collegare componenti elettronici basati su composti organici con substrati biologici.

febbraio 22, 2013

Piu’ certezze consumatori se stop luce e gas per morosita’.

  • 1 di 1Piu' certezze per consumatori se luce e gas staccati per morosita' Piu’ certezze per consumatori se luce e gas staccati per morosita’

ROMA – Una bolletta sfuggita e la luce o il gas che vengono staccati senza che uno se lo aspetti. Un incidente che puo’ capitare, ma adesso l’Autorita’ per l’energia detta nuove regole che assicurano una migliore informazione sulla messa in mora, tempi certi per ricevere l’avviso e poter pagare evitando che venga sospeso il servizio. Le misure prevedono anche indennizzi in bolletta da parte delle aziende che non rispettino tempi e procedure. Le nuove regole entreranno in vigore fra due mesi.

L’Autorita’, dopo una specifica consultazione con le parti interessate, ha previsto una sorta di ‘tracciabilita” della messa in mora, per cui il cliente sara’ in grado di rendersi conto in tempo del ‘rischio’ stop della fornitura e potra’ quindi pagare.

luglio 6, 2011

Scienziati sviluppano analisi del sangue per monitorare carenza vitamina D

L’indebolimento del sistema immunitario è il risultato di una quantità insufficiente di in circolo nell’organismo umano che potrebbe far aumentare il rischio di cancro e osteoporosi.

 

Un team di scienziati britannici ha però creato un nuovo test ematico super preciso in grado di determinare l’influenza che la dieta di una persona ha sulla sua carenza di . Il test è descritto in due articoli del Nutrition Journal.

 

Dopo aver valutato i dati ottenuti in 20 anni di ricerca, i ricercatori hanno scoperto che mancava un legame chiaro tra la carenza di e lo stato di salute e malattia. E qui entra in gioco il test…

Coordinati dal professor Declan Naughton, i ricercatori della Kingston University di Londra hanno sviluppato il test in un periodo di cinque mesi, scoprendo come sia possibile distinguere varie forme di assorbite dal corpo attraverso la dieta e la del (cioè la 12 e la 3) da composti ad esse strettamente legati.

“Molte persone sanno che la fonte principale di è l’esposizione alla del perché gli esseri umani producono questo tipo di naturalmente dall’azione del sulla pelle,” dice l’autore anziano dello studio, il professor Naughton del Dipartimento di Scienze della vita della Kingston. “Ma forse non tutti sanno che un altro tipo di questa vitamina si può trovare in alimenti come il salmone, lo sgombro, le sardine e il tuorlo dell’uovo. Il nostro nuovo test può misurare singolarmente tutte le forme della che contano e, potenzialmente, aiutarci ad individuare con esattezza la causa di un’eventuale deficienza. Magari i soggetti hanno semplicemente bisogno di più o forse dovrebbero fare più attenzione alla dieta.”

giugno 14, 2011

Staminale ‘laser’: e la luce vive attraverso le cellule.

A 50 anni dalla sua invenzione, il  ‘prende vita’. Lo fa usando come lente una   umana, geneticamente modificata trasferendo al suo interno il gene di una medusa che la rende fluorescente.

Il risultato sa di fantascienza, ma i ricercatori americani che lo descrivono sulla rivista Nature Photonics pensano gia’ alle applicazioni, che potrebbero andare dalle diagnosi mediche alle comunicazioni su fibra ottica, all’informatica.
Ne sono convinti, per esempio, gli autori dello studio: ‘la capacita’ di generare la  da una sorgente biocompatibile posta nell’organismo del paziente potrebbe rivelarsi utile per nuovi esami diagnostici’, ha osservato Seok Hyun Yun, che ha condotto la ricerca con Malte Gather presso il centro di Fotomedicina del Massachusetts General Hospital. Il vivente, ha aggiunto Yun, e’ promettente anche ‘per le terapie fotodinamiche, nelle quali i farmaci vengono attivati proprio da un fascio di ’.

novembre 26, 2010

Botanica: l’orologio circadiano delle piante.

Alcuni scienziati hanno rivelato come gli orologi biologici delle piante le aiutino a reagire ai cambiamenti legati all’alba e al tramonto nonché alla durata del giorno. Questi risultati hanno gettato nuova luce su come gli esseri viventi reagiscono al cambiamento dei ritmi della luce del giorno e potrebbero aiutarci a capire meglio gli effetti del jetlag e dei turni lavorativi.

I risultati, ottenuti da scienziati in Ungheria e nel Regno Unito, sono stati pubblicati sulla rivista Molecular Systems Biology. L’UE ha sostenuto questo lavoro attraverso il progetto EUCLOCK (“Entrainment of the circadian clock”), che ha ricevuto 12,3 Mio EUR nell’ambito dell’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologia per la salute” del Sesto programma quadro (6° PQ).

Molti esseri viventi hanno orologi circadiani che assicurano che vari aspetti metabolici, fisiologici e comportamentali avvengano nei momenti ottimali nel corso della giornata. Studi hanno dimostrato che diversi geni sono più attivi in momenti precisi della giornata e geni a essi collegati dal punto di vista funzionale sono spesso regolati per essere attivi nello stesso momento. Gli orologi biologici che controllano questi processi sono “sincronizzati” tramite informazioni come per esempio la luce.

Gli orologi biologici aiutano le piante a gestire in modo ottimale il metabolismo del carbonio. Durante il giorno, le piante usano energia proveniente dal Sole per trasformare il biossido di carbonio in zuccheri e ossigeno. Questo avviene in parti della pianta detti cloroplasti. Alcuni degli zuccheri vengono trattenuti nei cloroplasti in forma di “amidi transitori”.

novembre 4, 2010

Contro disfunzioni retina arriva un microchip, che converte luce in immagini.

Un chip alimentato da un dispositivo esterno posizionato dietro l’orecchio che converte la luce che entra nell’occhio in impulsi elettrici che vengono immessi nel nervo ottico: impiantabile sotto la pelle, il dispositivo che promette di restituire la vista, anche se parzialmente, ai soggetti affetti da disfunzioni della retina e’ stato realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Universita’ di Tuebingen (Germania) guidati da Eberhart Zrenner che hanno lavorato in collaborazione con gli studiosi dell’azienda Retina Implant AG. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the Royal Society B.

In tutto i ricercatori hanno esaminato gli esiti dello studio su 11 soggetti con diverse patologie alla retina: alcuni tra i volontari non notato alcun miglioramento poiche’ la degenerazione della retina era troppo avanzata per beneficiare dell’impianto.

La maggior parte dei soggetti, spiega Zrenner, e’ stata pero’ in grado di individuare oggetti luminosi, e i risultati migliori sono stati ottenuti quando il chip e’ stato posizionato dietro la retina, nella zona centrale della macula.(ASCA)

settembre 23, 2010

Filmata la reazione chimica che ci permette di ‘vedere’.

Successo made in Italy, ora possibile conoscere in dettaglio i processi chimici innescati dalla luce
ROMA – E’ stato realizzato in Italia il primo film molecolare della reazione chimica (tra le più rapide finora note) innescata dalla luce e alla base della vista umana. Il risultato, pubblicato su Nature, parla in gran parte italiano e dimostra che è possibile conoscere in dettaglio i processi chimici innescati dalla luce.

“Il nostro prossimo obiettivo è verificare se questo stesso processo avviene nella molecola della vita, il Dna”, ha detto il fisico Dario Polli, del Politecnico di Milano e primo autore della ricerca, coordinata da Giulio Cerullo, del dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano e dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ifn-Cnr), e dal Marco Garavelli, del dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’università di Bologna. Si potranno anche studiare a livello molecolare i meccanismi che regolano la crescita delle piante e il comportamento di alcuni batteri che sfruttano la luce.

Le applicazioni possibili sanno di fantascienza. Capire questi meccanismi molecolari potrebbe significare, in futuro, “riuscire a progettare congegni molecolari artificiali, come sensori di luminosità, motori molecolari che si attivano con la luce e, in un futuro ancora più lontano, molecole artificiali che riproducono il comportamento della retina”, ha osservato Garavelli. Alla ricerca hanno partecipato l’università tedesca di Duisburg-Essen e l’istituto Max Planck di Mulheim an der Ruhr, l’università californiana di Berkeley e quella britannica di Oxford.